CODICE DELLA STRADA AGGIORNATO AL 2020

DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992 , n. 285

Nuovo codice della strada.
 Vigente al: 14-11-2020

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
  Vista la legge 13 giungo 1991, n. 190; 
  Vista la prima approvazione dello schema del testo unico denominato
"Codice  della  strada"  in  data  9  luglio  1991  e  la  successiva
riapprovazione dello stesso da parte del Consiglio  dei  Ministri  in
data 30 settembre 1991 a seguito dell'acquisizione del concerto degli
altri Ministri interessati; 
  Uditi i pareri resi, a norma dell'art. 4, comma 2, della  legge  13
giugno 1991, n. 190,  dalla  competente  commissione  permanente  del
Senato della Repubblica in data 19 dicembre 1991 e  da  quella  della
Camera dei deputati in data 20 dicembre 1991; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei  Ministri  adottata  nella
riunione del 27 gennaio 1992, nella quale  si  sono  recepite  alcune
delle osservazioni al testo contenute nei pareri resi; 
  Uditi i pareri definitivi resi, a norma dell'art. 4, comma 3, della
legge 13 giugno 1991, n. 190, dalla competente commissione permanente
del Senato della Repubblica in data 30 gennaio e da quella della Cam-
era dei deputati in data 1 febbraio 1992; 
  Viste le  deliberazioni  conclusive  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottate nelle riunioni del 27 febbraio e del 25 marzo 1992; 
  Sulla proposta dei Ministri dei lavori pubblici e dei trasporti, di
concerto con i Ministri dell'interno, di grazia  e  giustizia,  della
difesa,  delle  finanze,  del  tesoro,  della  pubblica   istruzione,
dell'agricoltura e delle foreste,  dell'ambiente  e  per  i  problemi
delle aree urbane; 
                              E M A N A 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1. 
                        (Principi generali). 
 
  1. La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra
tra le finalita' primarie di ordine sociale ed  economico  perseguite
dallo Stato. 
  2. La circolazione dei pedoni, dei veicoli e  degli  animali  sulle
strade  e'  regolata  dalle  norme  del   presente   codice   e   dai
provvedimenti emanati in applicazione di  esse,  nel  rispetto  delle
normative internazionali e comunitarie  in  materia.  Le  norme  e  i
provvedimenti attuativi si ispirano  ((ai  principi  della  sicurezza
stradale e della mobilita' sostenibile)), perseguendo gli  obiettivi:
di ridurre i costi economici, sociali  ed  ambientali  derivanti  dal
traffico veicolare; di migliorare il livello di qualita'  della  vita
dei  cittadini  anche  attraverso  una  razionale  utilizzazione  del
territorio; di migliorare la  fluidita'  della  circolazione  ((;  di
promuovere l'uso dei velocipedi)). 
  3. Al fine di ridurre il  numero  e  gli  effetti  degli  incidenti
stradali ed in relazione  agli  obiettivi  ed  agli  indirizzi  della
Commissione europea, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
definisce il Piano nazionale per la sicurezza stradale. 
  4. Il Governo comunica  annualmente  al  Parlamento  l'esito  delle
indagini periodiche riguardanti  i  profili  sociali,  ambientali  ed
economici della circolazione stradale. 
  5. Il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  fornisce
all'opinione pubblica i dati piu' significativi  utilizzando  i  piu'
moderni sistemi di comunicazione di massa e, nei riguardi  di  alcune
categorie  di  cittadini,  il   messaggio   pubblicitario   di   tipo
prevenzionale ed educativo. 
                               Art. 2. 
             Definizione e classificazione delle strade 
 
  1. Ai fini dell'applicazione delle norme  del  presente  codice  si
definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione
dei pedoni, dei veicoli e degli animali. 
  2. Le strade sono classificate, riguardo alle loro  caratteristiche
costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi: 
    A - Autostrade; 
    B - Strade extraurbane principali; 
    C - Strade extraurbane secondarie; 
    D - Strade urbane di scorrimento; 
    E - Strade urbane di quartiere; 
    ((E-bis - Strade urbane ciclabili)); 
    F - Strade locali. 
    F-bis. Itinerari ciclopedonali. 
  3.  Le  strade  di  cui  al  comma  2  devono  avere  le   seguenti
caratteristiche minime: 
    A  -  AUTOSTRADA:  strada  extraurbana  o  urbana  a  carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna  con
almeno  due  corsie  di  marcia,  eventuale  banchina  pavimentata  a
sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, priva
di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di  recinzione  e
di  sistemi  di  assistenza  all'utente  lungo  l'intero   tracciato,
riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore e
contraddistinta da appositi segnali di inizio  e  fine;  deve  essere
attrezzata con apposite  aree  di  servizio  ed  aree  di  parcheggio
entrambe  con  accessi  dotati  di  corsie  di  decelerazione  e   di
accelerazione. 
    B  -  STRADA  EXTRAURBANA  PRINCIPALE:   strada   a   carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna  con
almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, priva di
intersezioni a raso, con accessi alle proprieta' laterali coordinati,
contraddistinta dagli appositi segnali di inizio  e  fine,  riservata
alla circolazione di  talune  categorie  di  veicoli  a  motore;  per
eventuali altre categorie di utenti devono essere previsti  opportuni
spazi. Deve essere attrezzata con  apposite  aree  di  servizio,  che
comprendano spazi per la sosta,  con  accessi  dotati  di  corsie  di
decelerazione e di accelerazione. 
    C - STRADA EXTRAURBANA SECONDARIA: strada  ad  unica  carreggiata
con almeno una corsia per senso di marcia e banchine. 
    D  -  STRADA  URBANA  DI  SCORRIMENTO:   strada   a   carreggiate
indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna  con  almeno  due
corsie  di  marcia,  ed  una  eventuale  corsia  riservata  ai  mezzi
pubblici,  banchina  pavimentata  a  destra  e  marciapiedi,  con  le
eventuali intersezioni  a  raso  semaforizzate;  per  la  sosta  sono
previste apposite aree o fasce laterali  estranee  alla  carreggiata,
entrambe con immissioni ed uscite concentrate. 
    E - STRADA URBANA DI QUARTIERE: strada ad unica  carreggiata  con
almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi; per  la  sosta
sono previste aree attrezzate con apposita corsia di manovra, esterna
alla carreggiata. 
    ((E-bis  -  Strada  urbana  ciclabile:  strada  urbana  ad  unica
carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi,  con  limite  di
velocita' non superiore a 30 km/h, definita da  apposita  segnaletica
verticale ed orizzontale, con priorita' per i velocipedi)). 
    F - STRADA LOCALE: strada urbana  od  extraurbana  opportunamente
sistemata ai fini di cui al comma 1 non  facente  parte  degli  altri
tipi di strade. 
    F-bis.   Itinerario   ciclopedonale:   strada   locale,   urbana,
extraurbana o vicinale, destinata  prevalentemente  alla  percorrenza
pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza  intrinseca  a
tutela dell'utenza debole della strada. 
  4. E' denominata "strada di servizio" la strada affiancata  ad  una
strada principale (autostrada, strada extraurbana principale,  strada
urbana di scorrimento) avente la funzione di consentire la  sosta  ed
il raggruppamento degli accessi dalle proprieta' laterali alla strada
principale e viceversa, nonche' il movimento e le manovre dei veicoli
non ammessi sulla strada principale stessa. 
  5. Per le esigenze di carattere amministrativo  e  con  riferimento
all'uso e alle tipologie dei collegamenti svolti, , le  strade,  come
classificate  ai  sensi  del  comma  2,  si  distinguono  in   strade
"statali",  "regionali",  "provinciali",   "comunali",   secondo   le
indicazioni che seguono. Enti proprietari  delle  dette  strade  sono
rispettivamente lo  Stato,  la  regione,  la  provincia,  il  comune.
PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  6. Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere B, C ed  F,  si
distinguono in: 
    A - Statali, quando: a) costituiscono le  grandi  direttrici  del
traffico nazionale; b) congiungono la rete viabile  principale  dello
Stato con quelle degli Stati limitrofi; c)  congiungono  tra  loro  i
capoluoghi di regione ovvero i capoluoghi  di  provincia  situati  in
regioni  diverse,  ovvero   costituiscono   diretti   ed   importanti
collegamenti tra strade statali; d) allacciano alla rete delle strade
statali i porti marittimi, gli aeroporti,  i  centri  di  particolare
importanza industriale, turistica e climatica;  e)  servono  traffici
interregionali o presentano particolare interesse per  l'economia  di
vaste zone del territorio nazionale. 
    B - Regionali, quando allacciano i capoluoghi di provincia  della
stessa regione  tra  loro  o  con  il  capoluogo  di  regione  ovvero
allacciano i capoluoghi di provincia o i comuni con la  rete  statale
se cio'  sia  particolarmente  rilevante  per  ragioni  di  carattere
industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico. 
    C - Provinciali, quando  allacciano  al  capoluogo  di  provincia
capoluoghi dei singoli  comuni  della  rispettiva  provincia  o  piu'
capoluoghi di comuni tra loro  ovvero  quando  allacciano  alla  rete
statale  o  regionale  i  capoluoghi   di   comune,   se   cio'   sia
particolarmente  rilevante  per  ragioni  di  carattere  industriale,
commerciale, agricolo, turistico e climatico. 
    D - Comunali, quando congiungono il capoluogo del comune  con  le
sue frazioni o le frazioni fra loro, ovvero congiungono il  capoluogo
con la stazione ferroviaria, tranviaria  o  automobilistica,  con  un
aeroporto o porto marittimo, lacuale o  fluviale,  con  interporti  o
nodi di scambio intermodale o con  le  localita'  che  sono  sede  di
essenziali servizi interessanti la collettivita'  comunale.  Ai  fini
del presente codice, le strade "vicinali" sono assimilate alle strade
comunali. 
  7. Le strade urbane di cui al comma 2, lettere D  ,  E  e  F,  sono
sempre comunali quando siano situate nell'interno dei centri abitati,
eccettuati  i  tratti  interni  di  strade   statali,   regionali   o
provinciali che  attraversano  centri  abitati  con  popolazione  non
superiore a diecimila  abitanti.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.LGS.  10
SETTEMBRE 1993, N. 360. PERIODO SOPPRESSO  DAL  D.LGS.  10  SETTEMBRE
1993, N. 360. 
  8. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,  nel  termine
indicato dall'art. 13, comma 5, procede  alla  classificazione  delle
strade statali ai sensi del comma 5 , seguendo i criteri  di  cui  ai
commi 5, 6 e 7, sentiti il Consiglio superiore dei  lavori  pubblici,
il consiglio di amministrazione dell'Azienda nazionale  autonoma  per
le strade  statali,  le  regioni  interessate,  nei  casi  e  con  le
modalita' indicate dal regolamento. Le regioni, nel termine e con gli
stessi criteri indicati, procedono, sentiti  gli  enti  locali,  alle
classificazioni delle strade ai sensi del comma 5.  Le  strade  cosi'
classificate  sono  iscritte  nell'Archivio  nazionale  delle  strade
previsto dall'art. 226. 
  9. Quando  le  strade  non  corrispondono  piu'  all'  uso  e  alle
tipologie di collegamento previste sono declassificate dal  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti  e  dalle  regioni,  secondo  le
rispettive competenze, acquisiti i pareri indicati  nel  comma  8.  I
casi e la procedura per  tale  declassificazione  sono  indicati  dal
regolamento. 
  10. Le disposizioni di cui alla presente disciplina non  modificano
gli effetti del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  10
agosto 1988, n. 377, emanato in attuazione della legge 8 luglio 1986,
n. 349, in ordine  all'individuazione  delle  opere  sottoposte  alla
procedura di valutazione d'impatto ambientale. 
  10-bis.  Resta  ferma,  per  le  strade  e  veicoli  militari,   la
disciplina  specificamente  prevista  dal   codice   dell'ordinamento
militare. 
                               Art. 3. 
                 Definizioni stradali e di traffico 
 
  1. Ai fini delle presenti norme  le  denominazioni  stradali  e  di
traffico hanno i seguenti significati: 
   1) AREA DI INTERSEZIONE: parte della intersezione  a  raso,  nella
quale si intersecano due o piu' correnti di traffico. 
   2) Area pedonale: zona interdetta alla circolazione  dei  veicoli,
salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e  i  veicoli  al
servizio di  persone  con  limitate  o  impedite  capacita'  motorie,
nonche' eventuali deroghe per i  veicoli  ad  emissioni  zero  aventi
ingombro e velocita' tali da poter essere assimilati  ai  velocipedi.
In particolari situazioni i  comuni  possono  introdurre,  attraverso
apposita segnalazione, ulteriori  restrizioni  alla  circolazione  su
aree pedonali. 
   3)   ATTRAVERSAMENTO   PEDONALE:    parte    della    carreggiata,
opportunamente segnalata ed organizzata,  sulla  quale  i  pedoni  in
transito dall'uno all'altro lato della strada godono della precedenza
rispetto ai veicoli. 
   4) BANCHINA: parte della strada  compresa  tra  il  margine  della
carreggiata ed il piu' vicino tra i seguenti elementi  longitudinali:
marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta,
ciglio superiore della scarpata nei rilevati. 
   5) BRACCIO DI INTERSEZIONE: cfr.RAMO DI INTERSEZIONE. 
   6)  CANALIZZAZIONE:   insieme   di   apprestamenti   destinato   a
selezionare le correnti  di  traffico  per  guidarle  in  determinate
direzioni. 
   7) CARREGGIATA: parte della strada destinata allo scorrimento  dei
veicoli; essa e' composta da una o  piu'  corsie  di  marcia  ed,  in
genere, e' pavimentata e delimitata da strisce di margine. 
   7-bis) Casa avanzata:  linea  di  arresto  per  le  biciclette  in
posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri
veicoli; 
   8) CENTRO ABITATO: insieme di edifici, delimitato lungo le vie  di
accesso dagli appositi segnali di  inizio  e  fine.  Per  insieme  di
edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorche' intervallato
da strade, piazze, giardini o  simili,  costituito  da  non  meno  di
venticinque  fabbricati  e  da  aree  di  uso  pubblico  con  accessi
veicolari o pedonali sulla strada. 
   9) CIRCOLAZIONE: e' il  movimento,  la  fermata  e  la  sosta  dei
pedoni, dei veicoli e degli animali sulla strada. 
   10) CONFINE  STRADALE:  limite  della  proprieta'  stradale  quale
risulta dagli atti di acquisizione o dalle  fasce  di  esproprio  del
progetto approvato; in mancanza, il confine e' costituito dal  ciglio
esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove  esistenti,  o  dal
piede della scarpata se  la  strada  e'  in  rilevato  o  dal  ciglio
superiore della scarpata se la strada e' in trincea. 
   11) CORRENTE DI TRAFFICO: insieme di veicoli (corrente veicolare),
o pedoni (corrente pedonale), che si  muovono  su  una  strada  nello
stesso senso di marcia su una o piu'  file  parallele,  seguendo  una
determinata traiettoria. 
   12) CORSIA: parte longitudinale della strada di larghezza idonea a
permettere il transito di una sola fila di veicoli. 
   ((12-bis) Corsia ciclabile: parte longitudinale della carreggiata,
posta di norma a destra, delimitata  mediante  una  striscia  bianca,
continua o discontinua, destinata alla circolazione sulle strade  dei
velocipedi nello  stesso  senso  di  marcia  degli  altri  veicoli  e
contraddistinta dal simbolo del velocipede. La corsia ciclabile  puo'
essere impegnata, per brevi tratti, da altri veicoli se le dimensioni
della carreggiata non ne consentono l'uso esclusivo ai velocipedi; in
tal  caso  essa  e'  parte  della  corsia  veicolare  e  deve  essere
delimitata da strisce bianche discontinue. La corsia  ciclabile  puo'
essere impegnata da altri veicoli anche quando sono presenti  fermate
del trasporto pubblico collettivo e risulta sovrapposta alle  strisce
di delimitazione di fermata di cui all'articolo 151  del  regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16  dicembre  1992,
n. 495. La corsia ciclabile si intende valicabile, limitatamente allo
spazio necessario per consentire ai veicoli, diversi dai  velocipedi,
di effettuare la sosta o la fermata nei casi in cui vi sia fascia  di
sosta veicolare laterale, con qualsiasi giacitura; 
   12-ter)  Corsia  ciclabile  per  doppio  senso  ciclabile:   parte
longitudinale della carreggiata urbana a senso unico di marcia, posta
a sinistra rispetto al  senso  di  marcia,  delimitata  mediante  una
striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea  a
permettere la circolazione sulle  strade  urbane  dei  velocipedi  in
senso  contrario  a  quello  di  marcia   degli   altri   veicoli   e
contraddistinta dal simbolo del velocipede. La  corsia  ciclabile  e'
parte della carreggiata destinata alla circolazione dei velocipedi in
senso opposto a quello degli altri veicoli)); 
   13) CORSIA DI ACCELERAZIONE: corsia specializzata  per  consentire
ed agevolare l'ingresso ai veicoli sulla carreggiata. 
   14) CORSIA DI DECELERAZIONE: corsia specializzata  per  consentire
l'uscita dei veicoli da una carreggiata  in  modo  da  non  provocare
rallentamenti ai veicoli non interessati a tale manovra. 
   15) CORSIA  DI  EMERGENZA:  corsia,  adiacente  alla  carreggiata,
destinata alle  soste  di  emergenza,  al  transito  dei  veicoli  di
soccorso ed, eccezionalmente, al movimento dei pedoni,  nei  casi  in
cui sia ammessa la circolazione degli stessi. 
   16) CORSIA DI MARCIA:  corsia  facente  parte  della  carreggiata,
normalmente delimitata da segnaletica orizzontale. 
   17) CORSIA RISERVATA: corsia di marcia destinata alla circolazione
esclusiva di una o solo di alcune categorie di veicoli. 
   18) CORSIA SPECIALIZZATA:  corsia  destinata  ai  veicoli  che  si
accingono  ad   effettuare   determinate   manovre,   quali   svolta,
attraversamento, sorpasso, decelerazione, accelerazione, manovra  per
la sosta o che presentano basse velocita' o altro. 
   19) CUNETTA: manufatto  destinato  allo  smaltimento  delle  acque
meteoriche o di  drenaggio,  realizzato  longitudinalmente  od  anche
trasversalmente all'andamento della strada. 
   20)  CURVA:  raccordo  longitudinale  fra  due  tratti  di  strada
rettilinei,  aventi  assi   intersecantisi,   tali   da   determinare
condizioni di limitata visibilita'. 
   21) FASCIA DI PERTINENZA: striscia  di  terreno  compresa  tra  la
carreggiata  ed  il  confine  stradale.  E'  parte  della  proprieta'
stradale e puo' essere utilizzata solo per la realizzazione di  altre
parti della strada. 
   22) FASCIA DI RISPETTO: striscia di terreno,  esterna  al  confine
stradale, sulla quale esistono vincoli alla realizzazione,  da  parte
dei proprietari del terreno, di costruzioni, recinzioni, piantagioni,
depositi e simili. 
   23) FASCIA DI SOSTA LATERALE: parte della  strada  adiacente  alla
carreggiata,  separata  da  questa  mediante  striscia   di   margine
discontinua e comprendente  la  fila  degli  stalli  di  sosta  e  la
relativa corsia di manovra. 
   24)  GOLFO  DI  FERMATA:  parte   della   strada,   esterna   alla
carreggiata, destinata alle fermate dei mezzi collettivi di linea  ed
adiacente al marciapiede o ad altro spazio di attesa per i pedoni. 
   25) INTERSEZIONE A LIVELLI  SFALSATI:  insieme  di  infrastrutture
(sovrappassi; sottopassi e rampe) che consente lo  smistamento  delle
correnti veicolari fra rami di strade poste a diversi livelli. 
   26) INTERSEZIONE A RASO (o A LIVELLO): area comune a piu'  strade,
organizzata in modo da consentire lo smistamento  delle  correnti  di
traffico dall'una all'altra di esse. 
   27) ISOLA DI CANALIZZAZIONE: parte  della  strada,  opportunamente
delimitata e non transitabile, destinata a incanalare le correnti  di
traffico. 
   28) ISOLA DI TRAFFICO: cfr. ISOLA DI CANALIZZAZIONE. 
   29) ISOLA SALVAGENTE: cfr. SALVAGENTE. 
   30) ISOLA SPARTITRAFFICO: cfr. SPARTITRAFFICO. 
   31) ITINERARIO INTERNAZIONALE: strade o tratti di  strade  facenti
parte degli itinerari cosi' definiti dagli accordi internazionali. 
   32)  LIVELLETTA:  tratto  di  strada  a   pendenza   longitudinale
costante. 
   33) MARCIAPIEDE: parte della  strada,  esterna  alla  carreggiata,
rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni. 
   34)  PARCHEGGIO:  area  o   infrastruttura   posta   fuori   della
carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli. 
 34-bis) Parcheggio scambiatore: parcheggio situato in prossimita' di
stazioni o fermate del trasporto  pubblico  locale  o  del  trasporto
ferroviario, per agevolare l'intermodalita'. 
   35) PASSAGGIO  A  LIVELLO:  intersezione  a  raso,  opportunamente
attrezzata e segnalata ai fini della sicurezza, tra una o piu' strade
ed una linea ferroviaria o tramviaria in sede propria. 
   36) PASSAGGIO  PEDONALE  (cfr.  anche  MARCIAPIEDE):  parte  della
strada separata  dalla  carreggiata,  mediante  una  striscia  bianca
continua o una apposita protezione parallela ad essa e  destinata  al
transito dei pedoni. Esso  espleta  la  funzione  di  un  marciapiede
stradale, in mancanza di esso. 
   37) PASSO CARRABILE:  accesso  ad  un'area  laterale  idonea  allo
stazionamento di uno o piu' veicoli. 
   38) PIAZZOLA DI SOSTA: parte della strada, di lunghezza  limitata,
adiacente  esternamente  alla  banchina,  destinata  alla  sosta  dei
veicoli. 
   39)   PISTA   CICLABILE:   parte   longitudinale   della   strada,
opportunamente   delimitata,   riservata   alla   circolazione    dei
velocipedi. 
   40)  RACCORDO  CONCAVO  (CUNETTA):  raccordo  tra  due  livellette
contigue di diversa pendenza che si intersecano  al  di  sotto  della
superficie stradale. Tratto di  strada  con  andamento  longitudinale
concavo. 
   41)  RACCORDO  CONVESSO  (DOSSO):  raccordo  tra  due   livellette
contigue di diversa pendenza che si intersecano  al  di  sopra  della
superficie stradale. Tratto di  strada  con  andamento  longitudinale
convesso. 
   42)  RAMO  DI  INTERSEZIONE:  tratto  di  strada   afferente   una
intersezione. 
   43) RAMPA (DI INTERSEZIONE): strada destinata a collegare due rami
di un'intersezione. 
   44) RIPA: zona di terreno immediatamente sovrastante o sottostante
le scarpate del corpo stradale rispettivamente in taglio o in riporto
sul terreno preesistente alla strada. 
   45) SALVAGENTE: parte  della  strada,  rialzata  o  opportunamente
delimitata e protetta, destinata al riparo ed alla sosta dei  pedoni,
in corrispondenza  di  attraversamenti  pedonali  o  di  fermate  dei
trasporti collettivi. 
   46) SEDE STRADALE: superficie compresa entro i  confini  stradali.
Comprende la carreggiata e le fasce di pertinenza. 
   47)   SEDE   TRANVIARIA:   parte   longitudinale   della   strada,
opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei tram e dei
veicoli assimilabili. 
   48) SENTIERO (o MULATTIERA o TRATTURO): strada  a  fondo  naturale
formatasi per effetto del passaggio di pedoni o di animali. 
   49) SPARTITRAFFICO: parte longitudinale non carrabile della strada
destinata alla separazione di correnti veicolari. 
   50) STRADA EXTRAURBANA: strada esterna ai centri abitati. 
   51) STRADA URBANA: strada interna ad un centro abitato. 
   52) STRADA VICINALE (o PODERALE o  di  BONIFICA):  strada  privata
fuori dai centri abitati ad uso pubblico. 
   53) SVINCOLO: intersezione a livelli sfalsati in cui  le  correnti
veicolari non si intersecano tra loro. 
 53-bis) Utente debole della strada: pedoni, disabili in carrozzella,
ciclisti e tutti coloro i quali meritino una tutela  particolare  dai
pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade. 
   54)  ZONA  A  TRAFFICO  LIMITATO:  area  in  cui  l'accesso  e  la
circolazione  veicolare  sono  limitati  ad  ore  prestabilite  o   a
particolari categorie di utenti e di veicoli. 
   55) ZONA DI ATTESTAMENTO: tratto di carreggiata, immediatamente  a
monte della linea di arresto, destinato all'accumulo dei  veicoli  in
attesa  di  via  libera  e,   generalmente,   suddiviso   in   corsie
specializzate separate da strisce longitudinali continue. 
   56) ZONA DI PRESELEZIONE: tratto  di  carreggiata,  opportunamente
segnalato, ove e' consentito il cambio di corsia affinche' i  veicoli
possano incanalarsi nelle corsie specializzate. 
   57) ZONA DI SCAMBIO: tratto  di  carreggiata  a  senso  unico,  di
idonea lunghezza, lungo il quale correnti di traffico  parallele,  in
movimento nello stesso verso, possono cambiare la reciproca posizione
senza doversi arrestare. 
   58) ZONA RESIDENZIALE:  zona  urbana  in  cui  vigono  particolari
regole di circolazione  a  protezione  dei  pedoni  e  dell'ambiente,
delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e
di fine. 
   ((58-bis) Zona scolastica: zona urbana in prossimita' della  quale
si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui e' garantita una
particolare protezione dei pedoni e dell'ambiente,  delimitata  lungo
le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine)). 
  2. Nel regolamento sono stabilite altre definizioni stradali  e  di
traffico di specifico rilievo tecnico. 
                               Art. 4. 
                  Delimitazione del centro abitato 
 
  1. Ai fini  dell'attuazione  della  disciplina  della  circolazione
stradale, il comune, entro centottanta giorni dalla data  di  entrata
in vigore del  presente  codice,  provvede  con  deliberazione  della
giunta alla delimitazione del centro abitato. 
  2. La  deliberazione  di  delimitazione  del  centro  abitato  come
definito dall'art. 3  e'  pubblicata  all'albo  pretorio  per  trenta
giorni consecutivi; ad essa viene allegata idonea  cartografia  nella
quale sono evidenziati i confini sulle strade di accesso. 
                               Art. 5. 
           Regolamentazione della circolazione in generale 
 
  1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti puo'  impartire
ai prefetti e agli enti proprietari delle  strade  le  direttive  per
l'applicazione delle  norme  concernenti  la  regolamentazione  della
circolazione sulle strade di cui all'art. 2.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL
D.LGS. 10 SETTEMBRE 1993, N. 360. PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.LGS.  10
SETTEMBRE 1993, N. 360. 
  2. In caso di inosservanza di norme giuridiche, il  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti puo' diffidare gli enti proprietari ad
emettere  i  relativi  provvedimenti.  Nel  caso  in  cui  gli   enti
proprietari non ottemperino nel termine indicato, il  Ministro  delle
infrastrutture e  dei  trasporti  dispone,  in  ogni  caso  di  grave
pericolo per la sicurezza, l'esecuzione delle opere  necessarie,  con
diritto di rivalsa nei confronti degli enti medesimi. 
  3. I provvedimenti per la regolamentazione della circolazione  sono
emessi dagli enti proprietari, attraverso  gli  organi  competenti  a
norma degli articoli 6 e 7, con ordinanze motivate  e  rese  note  al
pubblico mediante i prescritti segnali. ((PERIODO ABROGATO DAL D.LGS.
15 MARZO 2010, N. 66)). 
                               Art. 6. 
    Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati 
 
  1. Il prefetto, per motivi di sicurezza pubblica  o  inerenti  alla
sicurezza della circolazione, di tutela  della  salute,  nonche'  per
esigenze di carattere militare puo', conformemente alle direttive del
Ministro   delle   infrastrutture   e   dei   trasporti,   sospendere
temporaneamente la circolazione di tutte o  di  alcune  categorie  di
utenti sulle strade o su tratti di esse. Il  prefetto,  inoltre,  nei
giorni festivi o in particolari altri  giorni  fissati  con  apposito
calendario, da emenarsi con decreto del Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti, puo' vietare la circolazione dei veicoli adibiti  al
trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite le condizioni e  le
eventuali deroghe. 
  2. Il prefetto stabilisce, anno per anno, le opportune prescrizioni
per il transito periodico di armenti e di greggi determinando, quando
occorra, gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio. 
  3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  4. L'ente proprietario della strada puo', con  l'ordinanza  di  cui
all'art. 5, comma 3: 
    a) disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione
della circolazione di tutte o  di  alcune  categorie  di  utenti  per
motivi di incolumita' pubblica ovvero  per  urgenti  e  improrogabili
motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di
carattere tecnico; 
    b)  stabilire  obblighi,  divieti  e  limitazioni  di   carattere
temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa,  o  per
determinate categorie di utenti, in  relazione  alle  esigenze  della
circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade; 
    c) riservare corsie, anche protette, a determinate  categorie  di
veicoli,  anche  con  guida  di  rotaie,  o  a  veicoli  destinati  a
determinati usi; 
    d) vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma  il
parcheggio o la sosta dei veicoli; 
    e) prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a  bordo
mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su
neve o su ghiaccio; 
    f) vietare temporaneamente la sosta su strade o tratti di  strade
per esigenze di carattere tecnico o di pulizia,  rendendo  noto  tale
divieto con i prescritti segnali non meno di quarantotto ore prima ed
eventualmente con altri mezzi appropriati. 
    f-bis) prescrivere al di fuori dei centri abitati, in  previsione
di  manifestazioni  atmosferiche  nevose  di  rilevante   intensita',
l'utilizzo  esclusivo  di  pneumatici  invernali,  qualora  non   sia
possibile  garantire  adeguate  condizioni  di   sicurezza   per   la
circolazione stradale e per l'incolumita' delle persone  mediante  il
ricorso a soluzioni alternative. 
  5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono emanate: 
    a) per le strade e le autostrade statali, dal  capo  dell'ufficio
periferico dell'A.N.A.S. competente per territorio; 
    b) per le strade regionali, dal presidente della giunta; 
    c) per le strade provinciali, dal presidente della provincia; 
    d) per le strade comunali e le strade vicinali, dal sindaco; 
    e) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  6. Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell'ente
proprietario della strada sono esercitati dal concessionario,  previa
comunicazione all'ente concedente. In caso  di  urgenza,  i  relativi
provvedimenti possono  essere  adottati  anche  senza  la  preventiva
comunicazione al concedente, che puo' revocare gli stessi. 
  7. Nell'ambito degli aereoporti aperti al traffico aereo  civile  e
nelle aree portuali, la competenza  a  disciplinare  la  circolazione
delle  strade  interne   aperte   all'uso   pubblico   e'   riservata
rispettivamente  al  direttore  della  circoscrizione   aereoportuale
competente  per  territorio  e  al  comandante  di  porto   capo   di
circondario,  i  quali  vi  provvedono  a  mezzo  di  ordinanze,   in
conformita'  alle  norme  del  presente  codice.  Nell'ambito   degli
aereoporti ove le aerostazioni siano affidate in gestione  a  enti  o
societa', il potere di ordinanza viene esercitato dal direttore della
circoscrizione aeroportuale competente per  territorio,  sentiti  gli
enti e le societa' interessati. 
  8.  Le  autorita'  che  hanno   disposto   la   sospensione   della
circolazione di cui ai  commi  1  e  4,  lettere  a)  e  b),  possono
accordare,  per  esigenze  gravi  e  indifferibili  o  per  accertate
necessita', deroghe o permessi, subordinati a speciali  condizioni  e
cautele. 
  9. Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che l'autorita'
competente  disponga  diversamente  in  particolari  intersezioni  in
relazione alla classifica di cui all' art. 2, comma  2.  Sulle  altre
strade o tratti di strade  la  precedenza  e'  stabilita  dagli  enti
proprietari sulla base della classificazione  di  cui  all'  art.  2,
comma 2. In caso di controversia  decide,  con  proprio  decreto,  il
Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti.  La  precedenza  deve
essere resa nota con i prescritti segnali  da  installare  a  cura  e
spese dell'ente proprietario della strada che ha la precedenza. 
  10. L'ente  proprietario  della  strada  a  precedenza,  quando  la
intensita' o la sicurezza  del  traffico  lo  richiedano,  puo',  con
ordinanza, prescrivere ai conducenti l'obbligo di fermarsi  prima  di
immettersi sulla strada a precedenza. 
  11.  Quando  si  tratti  di  due  strade  entrambe  a   precedenza,
appartenenti allo stesso ente, l'ente  deve  stabilire  l'obbligo  di
dare   la   precedenza   ovvero   anche   l'obbligo   di   arrestarsi
all'intersezione;  quando  si  tratti  di  due  strade  a  precedenza
appartenenti a enti diversi,  gli  obblighi  suddetti  devono  essere
stabiliti di intesa fra gli enti stessi. Qualora l'accordo non  venga
raggiunto,   decide   con   proprio   decreto   il   Ministro   delle
infrastrutture e dei trasporti. 
  12. Chiunque non ottempera ai provvedimenti  di  sospensione  della
circolazione emanati a norma  dei  commi  1  e  3  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  173  a  €
695)). Se la violazione e' commessa  dal  conducente  di  un  veicolo
adibito al trasporto di  cose,  la  sanzione  amministrativa  e'  del
pagamento di una somma ((da € 431  a  €  1.734)).  In  questa  ultima
ipotesi  dalla  violazione  consegue   la   sanzione   amministrativa
accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da
uno  a  quattro  mesi,  nonche'  della  sospensione  della  carta  di
circolazione del veicolo per lo stesso periodo ai sensi  delle  norme
di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64)
(80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  13. Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma  2  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 26 a €
102)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  14. Chiunque  viola  gli  altri  obblighi,  divieti  e  limitazioni
previsti  nel   presente   articolo   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a  €  345)).  Nei
casi di sosta vietata la sanzione amministrativa e' del pagamento  di
una somma ((da € 41 a € 167))  qualora  la  violazione  si  prolunghi
oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa  pecuniaria  e'
applicata per ogni periodo  di  ventiquattro  ore  per  il  quale  si
protrae la violazione. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114)
(124) ((145)) 
  15. Nelle ipotesi di violazione del comma 12  l'agente  accertatore
intima al conducente di non proseguire il viaggio finche'  non  spiri
il termine del divieto di circolazione; egli deve,  quando  la  sosta
nel luogo  in  cui  e'  stata  accertata  la  violazione  costituisce
intralcio alla circolazione, provvedere a che il veicolo sia condotto
in un luogo vicino in cui effettuare la sosta.  Di  quanto  sopra  e'
fatta menzione nel verbale di  contestazione.  Durante  la  sosta  la
responsabilita'  del  veicolo  e  del  relativo  carico   rimane   al
conducente.  Se  le  disposizioni  come  sopra  impartite  non   sono
osservate, la sanzione amministrativa  accessoria  della  sospensione
della patente e' da due a sei mesi. 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                               Art. 7. 
       Regolamentazione della circolazione nei centri abitati 
 
  1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: 
    a) adottare i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1, 2 e 4; 
    b) limitare la circolazione di tutte o  di  alcune  categorie  di
veicoli per  accertate  e  motivate  esigenze  di  prevenzione  degli
inquinamenti e di  tutela  del  patrimonio  artistico,  ambientale  e
naturale, conformemente alle direttive impartite dal  Ministro  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,   sentiti,   per   le   rispettive
competenze, il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio,
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministro per i
beni culturali e ambientali; 
    c) stabilire la precedenza su  determinate  strade  o  tratti  di
strade, ovvero in una determinata  intersezione,  in  relazione  alla
classificazione di cui all'art. 2,  e,  quando  la  intensita'  o  la
sicurezza del traffico  lo  richiedano,  prescrivere  ai  conducenti,
prima  di  immettersi  su  una  determinata  strada,   l'obbligo   di
arrestarsi all'intersezione e di dare la precedenza a chi circola  su
quest'ultima; 
    d) riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli  degli  organi
di polizia stradale di cui all' art. 12, dei vigili  del  fuoco,  dei
servizi di soccorso, nonche' di quelli adibiti al servizio di persone
con limitata o impedita capacita' motoria,  munite  del  contrassegno
speciale,  ovvero  a  servizi  di  linea  per  lo  stazionamento   ai
capilinea; 
    e) stabilire aree nelle quali e' autorizzato  il  parcheggio  dei
veicoli; 
    f) stabilire, previa deliberazione della giunta,  aree  destinate
al parcheggio sulle quali la sosta  dei  veicoli  e'  subordinata  al
pagamento  di  una  somma  da  riscuotere  mediante  dispositivi   di
controllo di durata della sosta, anche senza  custodia  del  veicolo,
fissando  le  relative  condizioni  e  tariffe  in  conformita'  alle
direttive del Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di
concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri -  Dipartimento
per le aree urbane; 
    g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli di categoria
N, ai sensi della lettera c) del comma 2 dell'articolo 47, utilizzati
per il carico e lo scarico di cose; 
    h) istituire  le  aree  attrezzate  riservate  alla  sosta  e  al
parcheggio delle autocaravan di cui all'art. 185; 
    i) riservare strade  alla  circolazione  dei  veicoli  adibiti  a
servizi pubblici di trasporto,  al  fine  di  favorire  la  mobilita'
urbana. 
    ((i-bis) stabilire che su strade classificate di tipo E, E-bis, F
o F-bis, ove il limite massimo di velocita' sia inferiore o uguale  a
30 km/h ovvero su parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi
possano circolare anche in senso opposto all'unico  senso  di  marcia
prescritto per tutti gli altri veicoli, lungo la corsia ciclabile per
doppio senso ciclabile presente sulla strada stessa. La facolta' puo'
essere prevista indipendentemente dalla larghezza della  carreggiata,
dalla presenza e dalla posizione di aree per  la  sosta  veicolare  e
dalla massa dei veicoli autorizzati al transito.  Tale  modalita'  di
circolazione dei velocipedi e' denominata 'doppio senso ciclabile' ed
e' individuata mediante apposita segnaletica; 
    i-ter) consentire la circolazione dei velocipedi sulle strade  di
cui alla lettera i), purche' non siano presenti  binari  tramviari  a
raso ed a condizione che, salvo situazioni puntuali, il modulo  delle
strade non sia inferiore a 4,30 m.)) 
  2. I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8 alle ore 20,
salvo che sia diversamente indicato nel relativo segnale. 
  3. Per i tratti di strade  non  comunali  che  attraversano  centri
abitati, i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1 e 2,  sono  di
competenza del prefetto e  quelli  indicati  nello  stesso  articolo,
comma 4, lettera a), sono di competenza dell'ente proprietario  della
strada. I provvedimenti indicati nello stesso comma  4,  lettere  b),
c), d), e) ed f) sono di competenza del comune, che li adotta sentito
il parere dell'ente proprietario della strada. 
  4. Nel  caso  di  sospensione  della  circolazione  per  motivi  di
sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione o  per  esigenze
di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi,
divieti o limitazioni di carattere temporaneo o  permanente,  possono
essere accordati, per accertate necessita',  permessi  subordinati  a
speciali condizioni e cautele. Nei casi in cui sia  stata  vietata  o
limitata la sosta, possono essere accordati  permessi  subordinati  a
speciali condizioni e cautele  ai  veicoli  riservati  a  servizi  di
polizia  e  a  quelli  utilizzati  dagli  esercenti  la   professione
sanitaria, nell'espletamento delle proprie  mansioni,  nonche'  dalle
persone  con  limitata  o  impedita  capacita'  motoria,  muniti  del
contrassegno speciale. 
  5. Le caratteristiche, le modalita' costruttive,  la  procedura  di
omologazione e i criteri  di  installazione  e  di  manutenzione  dei
dispositivi di controllo di durata della  sosta  sono  stabiliti  con
decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. 
  6. Le aree destinate al  parcheggio  devono  essere  ubicate  fuori
della carreggiata e comunque in modo che i veicoli  parcheggiati  non
ostacolino lo scorrimento del traffico. 
  7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto  spettanti  agli
enti proprietari della strada,  sono  destinati  alla  installazione,
costruzione e gestione di parcheggi  in  superficie,  sopraelevati  o
sotterranei, e al loro miglioramento  nonche'  a  interventi  per  il
finanziamento del trasporto  pubblico  locale  e  per  migliorare  la
mobilita' urbana. 
  8. Qualora il comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio  con
custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione  dei
dispositivi di controllo di durata della sosta di  cui  al  comma  1,
lettera f), su parte  della  stessa  area  o  su  altra  parte  nelle
immediate vicinanze, deve riservare una  adeguata  area  destinata  a
parcheggio rispettivamente senza  custodia  o  senza  dispositivi  di
controllo di durata della sosta. Tale obbligo  non  sussiste  per  le
zone definite a norma dell'art. 3 "area pedonale" e "zona a  traffico
limitato", nonche' per quelle definite " A" dall'art. 2  del  decreto
del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 ,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di
particolare  rilevanza  urbanistica,  opportunamente  individuate   e
delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e  condizioni
particolari di traffico. 
  9.  I  comuni,  con  deliberazione  della  giunta,   provvedono   a
delimitare le aree pedonali e le zone  a  traffico  limitato  tenendo
conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della  circolazione,
sulla salute,  sull'ordine  pubblico,  sul  patrimonio  ambientale  e
culturale e sul territorio.  In  caso  di  urgenza  il  provvedimento
potra' essere  adottato  con  ordinanza  del  sindaco,  ancorche'  di
modifica   o   integrazione   della   deliberazione   della   giunta.
Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza
urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di  traffico,
di cui al secondo periodo del comma 8. I comuni  possono  subordinare
l'ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all'interno  delle
zone a traffico limitato,  anche  al  pagamento  di  una  somma.  Con
direttiva emanata dall'Ispettorato generale per la circolazione e  la
sicurezza stradale entro un anno dall'entrata in vigore del  presente
codice,  sono  individuate  le  tipologie  dei  comuni  che   possono
avvalersi di tale facolta', nonche' le modalita' di  riscossione  del
pagamento e le categorie dei veicoli esentati. 
  9-bis.  Nel  delimitare  le  zone  di  cui  al  comma  9  i  comuni
consentono, in ogni caso, l'accesso libero a tali zone ai  veicoli  a
propulsione elettrica o ibrida 
  10. Le zone di cui ai commi 8 e 9 sono indicate  mediante  appositi
segnali. 
  11. Nell'ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone
di  particolare  rilevanza   urbanistica   nelle   quali   sussistono
condizioni ed esigenze analoghe a quelle previste nei medesimi commi,
i comuni hanno facolta' di  riservare,  con  ordinanza  del  sindaco,
superfici o spazi di sosta per veicoli  privati  dei  soli  residenti
nella zona, a titolo gratuito od oneroso. 
  ((11-bis. Nelle zone scolastiche  urbane  puo'  essere  limitata  o
esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o  di  alcune
categorie di veicoli, in orari e con modalita' definiti con ordinanza
del sindaco. I divieti di circolazione, di sosta o di fermata non  si
applicano agli scuolabus, agli autobus destinati al  trasporto  degli
alunni frequentanti  istituti  scolastici,  nonche'  ai  titolari  di
contrassegno di cui all'articolo 381, comma 2, del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n.  495.
Chiunque viola gli obblighi, le limitazioni o i divieti  previsti  al
presente comma e' soggetto alla sanzione  amministrativa  di  cui  al
comma 13-bis)). 
  12. Per le citta' metropolitane le competenze della  giunta  e  del
sindaco   previste   dal   presente    articolo    sono    esercitate
rispettivamente   dalla   giunta   metropolitana   e   dal    sindaco
metropolitano. 
  13. Chiunque  non  ottemperi  ai  provvedimenti  di  sospensione  o
divieto della circolazione e' soggetto alla  sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma da € 87 a € 345. (19) (29) (43) (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) (145) 
  13-bis. Chiunque, in violazione delle limitazioni previste ai sensi
della lettera b) del  comma  1,  circola  con  veicoli  appartenenti,
relativamente alle emissioni  inquinanti,  a  categorie  inferiori  a
quelle prescritte,  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da € 168 a € 679 e, nel caso  di  reiterazione
della violazione nel biennio, alla sanzione amministrativa accessoria
della sospensione della patente di guida da quindici a trenta  giorni
ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione  II,  del  titolo  VI.
(114) (124) (133) (145) 
  14. Chiunque  viola  gli  altri  obblighi,  divieti  o  limitazioni
previsti  nel  presente   articolo,   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una  somma  da  €  42  a  €  173.  La
violazione del divieto di  circolazione  nelle  corsie  riservate  ai
mezzi pubblici di trasporto, nelle  aree  pedonali  e  nelle  zone  a
traffico  limitato  e'  soggetta  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da € 83 a € 333. (19) (29) (43) (52) (64) (80)
(89) (101) (114) (124) (145) 
  15. Nei casi di sosta vietata, in cui la  violazione  si  prolunghi
oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa  pecuniaria  e'
applicata per ogni periodo di  ventiquattro  ore,  per  il  quale  si
protrae  la  violazione.  Se  si   tratta   di   sosta   limitata   o
regolamentata, la sanzione amministrativa e'  del  pagamento  di  una
somma da € 26 a € 102 e la sanzione  stessa  e'  applicata  per  ogni
periodo per il quale si protrae la violazione. (19)  (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) (145) 
  15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano
senza autorizzazione, anche  avvalendosi  di  altre  persone,  ovvero
determinano altri ad esercitare senza autorizzazione  l'attivita'  di
parcheggiatore  o  guardiamacchine  sono  puniti  con   la   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 ad euro  3.101.
Se nell'attivita' sono impiegati minori, o se  il  soggetto  e'  gia'
stato  sanzionato  per  la  medesima  violazione  con   provvedimento
definitivo, si applica la pena dell'arresto da sei mesi a un  anno  e
dell'ammenda da 2.000 a 7.000 euro. E' sempre  disposta  la  confisca
delle somme percepite, secondo le modalita' indicate  al  titolo  VI,
capo I, sezione II. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                               Art. 8. 
                  Circolazione nelle piccole isole 
 
  1. Nelle piccole  isole,  dove  si  trovino  comuni  dichiarati  di
soggiorno o di cura, qualora la rete stradale extraurbana non  superi
50  chilometri  e  le  difficolta'  ed  i   pericoli   del   traffico
automobilistico siano  particolarmente  intensi,  il  Ministro  delle
infrastrutture e  dei  trasporti,  sentite  le  regioni  e  i  comuni
interessati, puo', con proprio decreto, vietare che, nei mesi di piu'
intenso movimento turistico, i veicoli  appartenenti  a  persone  non
facenti parte  della  popolazione  stabile  siano  fatti  affluire  e
circolare nell' isola.  Con  medesimo  provvedimento  possono  essere
stabilite deroghe al divieto a favore  di  determinate  categorie  di
veicoli e di utenti. 
  2. Chiunque viola gli obblighi, i divieti e le limitazioni previsti
dal presente articolo e' punito con la  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 431 a € 1.734)). (19)  (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                               Art. 9. 
                   Competizioni sportive su strada 
 
  1. Sulle strade ed aree  pubbliche  sono  vietate  le  competizioni
sportive  con  veicoli  o   animali   e   quelle   atletiche,   salvo
autorizzazione. L'autorizzazione e'  rilasciata  dal  comune  in  cui
devono avere luogo le gare  atletiche  e  ciclistiche  e  quelle  con
animali o con veicoli a trazione animale. Essa  e'  rilasciata  dalla
regione e dalle province autonome di Trento e di Bolzano per le  gare
atletiche, ciclistiche e per le gare con  animali  o  con  veicoli  a
trazione animale che interessano piu' comuni. Per le gare con veicoli
a motore  l'autorizzazione  e'  rilasciata,  sentite  le  federazioni
nazionali  sportive  competenti  e  dandone  tempestiva  informazione
all'autorita' di pubblica sicurezza: dalla regione e  dalle  province
autonome di Trento e di Bolzano per le strade  che  costituiscono  la
rete di interesse nazionale; dalla regione per le  strade  regionali;
dalle province per le strade provinciali; dai comuni  per  le  strade
comunali. Nelle autorizzazioni sono precisate  le  prescrizioni  alle
quali le gare sono subordinate. (49) 
  2. Le autorizzazioni di cui al comma 1 devono essere richieste  dai
promotori almeno  quindici  giorni  prima  della  manifestazione  per
quelle di competenza del sindaco e almeno trenta giorni prima per  le
altre  e  possono  essere  concesse  previo  nulla   osta   dell'ente
proprietario della strada. (49) 
  3. Per le autorizzazioni relative alle competizioni motoristiche  i
promotori devono richiedere il nulla osta per la  loro  effettuazione
al Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  allegando  il
preventivo parere del C.O.N.I. Per  consentire  la  formulazione  del
programma delle competizioni da svolgere nel corso dell'anno, qualora
venga riconosciuto il carattere sportivo delle stesse e non si creino
gravi limitazioni al  servizio  di  trasporto  pubblico,  nonche'  al
traffico ordinario, i promotori devono  avanzare  le  loro  richieste
entro il trentuno dicembre dell'anno precedente. Il preventivo parere
del C.O.N.I. non e' richiesto per le manifestazioni di regolarita'  a
cui  partecipano  i  veicoli  di  cui  all'articolo  60,  purche'  la
velocita' imposta sia per tutto il percorso inferiore a 40 km/h e  la
manifestazione sia organizzata  in  conformita'  alle  norme  tecnico
sportive della federazione di competenza. (49) 
  4. L'autorizzazione per l'effettuazione delle competizioni previste
dal programma di cui al comma 3 deve essere richiesta, almeno  trenta
giorni  prima  della  data  fissata  per  la  competizione,   ed   e'
subordinata al rispetto delle norme tecnico- sportive e di  sicurezza
vigenti e all'esito favorevole del collaudo del percorso  di  gara  e
delle attrezzature  relative,  effettuato  da  un  tecnico  dell'ente
proprietario della strada, assistito dai rappresentanti dei Ministeri
dell'interno, delle infrastrutture e  dei  trasporti,  unitamente  ai
rappresentanti degli organi sportivi competenti e dei promotori. Tale
collaudo puo' essere omesso quando, anziche' di gare di velocita', si
tratti di gare di regolarita'  per  le  quali  non  sia  ammessa  una
velocita' media eccedente 50 km/h sulle  tratte  da  svolgersi  sulle
strade aperte al traffico e 80 km/h sulle tratte da  svolgersi  sulle
strade chiuse al traffico; il collaudo stesso  e'  sempre  necessario
per le tratte in cui siano consentite velocita'  superiori  ai  detti
limiti. (49) 
  4-bis. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 193, i  veicoli
che partecipano alle competizioni motoristiche  sportive  di  cui  al
presente articolo possono circolare, limitatamente  agli  spostamenti
all'interno  del  percorso  della  competizione  e   per   il   tempo
strettamente necessario per gli stessi, in deroga  alle  disposizioni
di cui all'articolo 78. 
  5. Nei casi in cui, per motivate necessita', si debba inserire  una
competizione non  prevista  nel  programma,  i  promotori,  prima  di
chiedere l'autorizzazione di cui al comma  4,  devono  richiedere  al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il nulla osta  di  cui
al  comma  3  almeno  sessanta  giorni  prima   della   competizione.
L'autorita' competente puo' concedere l'autorizzazione a spostare  la
data di  effettuazione  indicata  nel  programma  quando  gli  organi
sportivi competenti lo richiedano per  motivate  necessita',  dandone
comunicazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. (49) 
  6. Per tutte le competizioni sportive su  strada,  l'autorizzazione
e' altresi' subordinata alla stipula, da parte dei promotori,  di  un
contratto di assicurazione  per  la  responsabilita'  civile  di  cui
all'art. 3 della  legge  24  dicembre  1969,  n.  990,  e  successive
modificazioni e integrazioni. L'assicurazione deve  coprire  altresi'
la responsabilita' dell'organizzazionee degli altri obbligati  per  i
danni comunque causati alle strade e alle  relative  attrezzature.  I
limiti di garanzia sono previsti dalla normativa vigente. (49) 
  6-bis. Quando la sicurezza della circolazione lo renda  necessario,
nel provvedimento di autorizzazione di  competizioni  ciclistiche  su
strada, puo' essere imposta la scorta da parte di uno degli organi di
cui all'articolo 12, comma 1, ovvero, in loro vece o in loro ausilio,
di una scorta  tecnica  effettuata  da  persone  munite  di  apposita
abilitazione. Qualora sia prescritta la scorta di  polizia,  l'organo
adito puo' autorizzare gli organizzatori ad avvalersi, in sua vece  o
in suo ausilio, della scorta tecnica effettuata a cura  di  personale
abilitato,  fissandone  le  modalita'  ed   imponendo   le   relative
prescrizioni. (49) 
  6-ter.  Con  disciplinare  tecnico,  approvato  con   provvedimento
dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti,  di
concerto con il Ministero dell'interno, sono stabiliti i requisiti  e
le modalita' di abilitazione delle persone autorizzate ad eseguire la
scorta  tecnica  ai  sensi  del  comma  6-bis,  i  dispositivi  e  le
caratteristiche dei veicoli adibiti al servizio di scorta nonche'  le
relative modalita' di svolgimento. L'abilitazione e'  rilasciata  dal
Ministero dell'interno. (49) 
  6-quater. Per le competizioni ciclistiche o podistiche, ovvero  con
altri veicoli non a motore o con pattini, che si svolgono all'interno
del territorio comunale, o di comuni limitrofi, tra i  quali  vi  sia
preventivo accordo, la scorta puo' essere  effettuata  dalla  polizia
municipale coadiuvata, se necessario, da scorta tecnica con personale
abilitato ai sensi del comma 6-ter. (49) 
  7.  Al  termine  di  ogni   competizione   il   prefetto   comunica
tempestivamente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai
fini della predisposizione del programma per  l'anno  successivo,  le
risultanze della competizione precisando  le  eventuali  inadempienze
rispetto   alla   autorizzazione   e   l'eventuale   verificarsi   di
inconvenienti o incidenti. (49) 
  7-bis. Salvo che, per particolari esigenze  connesse  all'andamento
plano-altimetrico del percorso, ovvero al  numero  dei  partecipanti,
sia   necessaria   la   chiusura   della   strada,    la    validita'
dell'autorizzazione e' subordinata, ove necessario, all'esistenza  di
un provvedimento di  sospensione  temporanea  della  circolazione  in
occasione del transito dei partecipanti  ai  sensi  dell'articolo  6,
comma 1, ovvero, se trattasi  di  centro  abitato,  dell'articolo  7,
comma 1. (49) 
  8. Fuori dei casi previsti dal comma 8-bis, chiunque organizza  una
competizione sportiva indicata nel presente  articolo  senza  esserne
autorizzato   nei   modi   previsti   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 173 a € 695)), se si
tratta di competizione sportiva atletica, ciclistica o  con  animali,
ovvero di una somma  ((da  €  868  a  €  3.471)),  se  si  tratta  di
competizione sportiva con veicoli a motore. In ogni caso  l'autorita'
amministrativa  dispone  l'immediato   divieto   di   effettuare   la
competizione, secondo le norme di cui al  capo  I,  sezione  II,  del
titolo VI. (49) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  8-bis. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 GIUGNO 2003, N.  151,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 1 AGOSTO 2003, N. 214. 
  9. Chiunque non ottemperi agli obblighi, divieti  o  limitazioni  a
cui  il  presente   articolo   subordina   l'effettuazione   di   una
competizione sportiva, e risultanti dalla relativa autorizzazione, e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 87 a € 345)), se  si  tratta  di  competizione  sportiva  atletica,
ciclistica o con animali, ovvero di una somma ((da € 173 a  €  695)),
se si tratta di competizione sportiva con veicoli a motore. (19) (29)
(43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (49) 
  Il D.L. 20 giugno 2002, n. 121, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2002, n. 168, nel modificare l'art. 2, comma 1 del D.Lgs.
15 gennaio 2002, n. 9, ha conseguentemente disposto  (con  l'art.  1,
comma 1) che le presenti modifiche  hanno  effetto  a  decorrere  dal
07/08/2002. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                             Art. 9-bis. 
(( (Organizzazione di competizioni non autorizzate in  velocita'  con
          veicoli a motore e partecipazione alle gare). )) 
 
  (( 1. Salvo che il fatto costituisca  piu'  grave  reato,  chiunque
organizza, promuove,  dirige  o  comunque  agevola  una  competizione
sportiva in velocita' con veicoli a motore senza esserne  autorizzato
ai sensi dell'articolo 9 e' punito con la reclusione  da  uno  a  tre
anni e con la multa da euro 25.000 a euro 100.000. La stessa pena  si
applica a chiunque prende parte alla competizione non autorizzata. 
  2. Se dallo svolgimento della  competizione  deriva,  comunque,  la
morte di una o piu' persone, si applica la pena della  reclusione  da
sei a dodici anni; se ne deriva una  lesione  personale  la  pena  e'
della reclusione da tre a sei anni. 
  3. Le pene indicate ai commi 1 e 2 sono aumentate fino ad  un  anno
se le manifestazioni sono organizzate a fine di lucro o  al  fine  di
esercitare o di consentire  scommesse  clandestine,  ovvero  se  alla
competizione partecipano minori di anni diciotto. 
  4. Chiunque effettua scommesse sulle gare di  cui  al  comma  1  e'
punito con la reclusione da tre mesi ad un anno e  con  la  multa  da
euro 5.000 a euro 25.000. 
  5. Nei confronti di coloro che hanno preso parte alla competizione,
all'accertamento  del  reato  consegue  la  sanzione   amministrativa
accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi
del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente e' sempre revocata
se  dallo  svolgimento  della  competizione  sono  derivate   lesioni
personali gravi o gravissime o la morte di una o piu' persone. Con la
sentenza di condanna e' sempre disposta la confisca dei  veicoli  dei
partecipanti, salvo che appartengano a persona estranea al  reato,  e
che questa non li abbia affidati a questo scopo. 
  6. In ogni  caso  l'autorita'  amministrativa  dispone  l'immediato
divieto di effettuare la competizione, secondo le  norme  di  cui  al
capo I, sezione II, del titolo VI.)) 
                             Art. 9-ter. 
  (( (Divieto di gareggiare in velocita' con veicoli a motore). )) 
 
  ((1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 9-bis, chiunque gareggia
in velocita' con veicoli a motore e' punito con la reclusione da  sei
mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 a euro 20.000. 
  2. Se dallo svolgimento della  competizione  deriva,  comunque,  la
morte di una o piu' persone, si applica la pena della  reclusione  da
sei a dieci anni; se ne deriva una lesione personale la pena e' della
reclusione da due a cinque anni. 
  3. All'accertamento del reato consegue la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi
del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente e' sempre revocata
se  dallo  svolgimento  della  competizione  sono  derivate   lesioni
personali gravi o gravissime o la morte di una o piu' persone. Con la
sentenza di condanna e' sempre disposta la confisca dei  veicoli  dei
partecipanti, salvo che appartengano a persona estranea  al  reato  e
che questa non li abbia affidati a questo scopo.)) 
                              Art. 10. 
   Veicoli eccezionali e trasporti in condizioni di eccezionalita' 
 
  1. E' eccezionale il veicolo che nella  propria  configurazione  di
marcia superi, per specifiche esigenze funzionali, i limiti di sagoma
o massa stabiliti negli articoli 61 e 62. 
  2. E' considerato trasporto in condizioni di eccezionalita': 
  a) il trasporto di una o piu' cose indivisibili che,  per  le  loro
dimensioni,  determinano  eccedenza  rispetto  ai  limiti  di  sagoma
stabiliti dall'art. 61, ma sempre nel rispetto dei  limiti  di  massa
stabiliti nell'art. 62; insieme  con  le  cose  indivisibili  possono
essere trasportate anche altre cose non eccedenti  per  dimensioni  i
limiti dell'art. 61, sempreche' non  vengano  superati  i  limiti  di
massa stabiliti dall'art. 62; 
  b) il trasporto, che ecceda congiuntamente i limiti  fissati  dagli
articoli 61  e  62,  di  blocchi  di  pietra  naturale,  di  elementi
prefabbricati compositi ed apparecchiature industriali complesse  per
l'edilizia, di prodotti siderurgici coils e laminati grezzi, eseguito
con veicoli eccezionali, puo' essere effettuato integrando il  carico
con gli stessi generi merceologici autorizzati, e comunque in  numero
non superiore  a  sei  unita',  fino  al  completamento  della  massa
eccezionale complessiva posseduta dall'autoveicolo o dal complesso di
veicoli; qualora vengano superati i limiti di cui all'articolo 62, ma
nel rispetto dell'articolo 61, il carico puo' essere completato,  con
generi  della  stessa  natura  merceologica,  per  occupare  l'intera
superficie utile del piano di carico del veicolo o del  complesso  di
veicoli, nell'osservanza dell'articolo 164 e della massa  eccezionale
a  disposizione,  fatta  eccezione  per  gli  elementi  prefabbricati
compositi ed apparecchiature industriali complesse per l'edilizia per
i quali ricorre sempre il limite delle sei unita'. In entrambi i casi
la predetta massa  complessiva  non  potra'  essere  superiore  a  38
tonnellate se autoveicoli isolati a tre  assi,  a  48  tonnellate  se
autoveicoli isolati a quattro assi, a 86 tonnellate se  complessi  di
veicoli a sei assi, a 108 tonnellate se complessi di veicoli ad  otto
assi. I richiamati limiti di massa possono essere superati  nel  solo
caso in cui venga trasportato un unico pezzo indivisibile; 
  2-bis.  Ove  i  veicoli  di  cui  al  comma  2,  lettera  b),   per
l'effettuazione  delle  attivita'  ivi  previste,  compiano  percorsi
ripetitivi con sagome di carico sempre simili, l'autorizzazione  alla
circolazione e' concessa dall'ente proprietario previo  pagamento  di
un indennizzo forfettario pari a 1,  5,  2  e  3  volte  gli  importi
rispettivamente dovuti per i medesimi veicoli isolati a tre e quattro
assi  e  le  combinazioni  a  sei  o  piu'  assi,  da   corrispondere
contestualmente alla tassa  di  possesso  e  per  la  stessa  durata.
L'autorizzazione per la percorrenza di strade di tipo "A" e' comunque
subordinata al pagamento  delle  tariffe  prescritte  dalle  societa'
autostradali. I proventi dei  citati  indennizzi  affluiscono  in  un
apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio
dello Stato e sono assegnati agli enti proprietari  delle  strade  in
analogia  a  quanto  previsto  dall'articolo   34   per   i   veicoli
classificati mezzi d'opera. Ai veicoli ed ai trasporti di  cui  sopra
sono altresi' applicabili le sanzioni di cui al comma 5 dell'articolo
34, aumentate di due volte, e ai commi 21 e 22 del presente articolo. 
  3. E' considerato trasporto in condizioni di  eccezionalita'  anche
quello effettuato con veicoli: 
  a) il cui carico indivisibile sporge posteriormente oltre la sagoma
del veicolo di piu' di 3/10 della lunghezza del veicolo stesso; 
  b) che, pur avendo un carico indivisibile sporgente  posteriormente
meno di 3/10, hanno lunghezza, compreso  il  carico,  superiore  alla
sagoma limite in lunghezza propria di ciascuna categoria di veicoli; 
  c) il cui carico indivisibile sporge anteriormente oltre la  sagoma
del veicolo; 
  d) isolati o costituenti autotreno ovvero  autoarticolati,  purche'
il carico non sporga anteriormente dal semirimorchio,  caratterizzati
in modo  permanente  da  particolari  attrezzature  risultanti  dalle
rispettive  carte  di  circolazione,  destinati   esclusivamente   al
trasporto di veicoli che eccedono i limiti previsti dall'art. 61; 
  e) isolati o costituenti autotreni ovvero autoarticolati dotati  di
blocchi  d'angolo  di   tipo   normalizzato   allorche'   trasportino
esclusivamente  contenitori  o  casse  mobili  di  tipo  unificato  o
trainino  rimorchi  o  semirimorchi  utilizzati  in   operazioni   di
trasporto intermodale, per cui vengono superate le  dimensioni  o  le
masse stabilite rispettivamente dall'articolo 61 e dall'art. 62; 
  f) mezzi d'opera definiti all'art. 54, comma 1, lettera n),  quando
eccedono i limiti di massa stabiliti dall'art. 62. 
  g) con carrozzeria ad altezza variabile che effettuano trasporti di
animali vivi. 
  g-bis) che trasportano balle o rotoli di paglia e fieno; 
  g-ter) isolati o complessi di  veicoli,  adibiti  al  trasporto  di
macchine operatrici e di macchine agricole; 
  4. Si intendono per  cose  indivisibili,  ai  fini  delle  presenti
norme, quelle per le quali la  riduzione  delle  dimensioni  o  delle
masse, entro i limiti degli articoli 61 o 62,  puo'  recare  danni  o
compromettere la funzionalita'  delle  cose  ovvero  pregiudicare  la
sicurezza del trasporto. 
  5. I veicoli  eccezionali  possono  essere  utilizzati  solo  dalle
aziende che esercitano ai sensi di legge  l'attivita'  del  trasporto
eccezionale ovvero in uso proprio per necessita' inerenti l'attivita'
aziendale; l'immatricolazione degli stessi  veicoli  potra'  avvenire
solo a nome e nella disponibilita' delle predette aziende. 
  6. I trasporti ed i veicoli eccezionali sono soggetti  a  specifica
autorizzazione alla circolazione, rilasciata dall'ente proprietario o
concessionario per le autostrade, strade statali e militari  e  dalle
regioni per la rimanente rete viaria, salvo quanto stabilito al comma
2, lettera b). Non sono soggetti ad autorizzazione i veicoli: 
  a) di cui al comma 3, lettera d), quando ancorche' per effetto  del
carico non eccedano in altezza 4,20 m e non eccedano in lunghezza  di
oltre il  12  %,  con  i  limiti  stabiliti  dall'articolo  61;  tale
eccedenza  puo'  essere  anteriore  e  posteriore,  oppure   soltanto
posteriore, per i veicoli isolati o costituenti autotreno, e soltanto
posteriore per gli autoarticolati, a condizione  che  chi  esegue  il
trasporto verifichi che nel percorso  siano  comprese  esclusivamente
strade  o  tratti  di  strada  aventi  le  caratteristiche   indicate
nell'articolo 167, comma 4; 
  b) di cui al comma 3, lettera g), lettera g-bis) e  lettera  g-ter,
quando non eccedano l'altezza di 4,30 m con  il  carico  e  le  altre
dimensioni  stabilite  dall'articolo  61   o   le   masse   stabilite
dall'articolo 62, a condizione che chi esegue il trasporto  verifichi
che nel percorso siano comprese esclusivamente  strade  o  tratti  di
strada aventi le caratteristiche indicate nell'articolo 167, comma 4; 
  b-bis) di cui al comma 3, lettera e), quando, ancorche' per effetto
del carico, non eccedano l'altezza di  4,30  m.  e  non  eccedano  in
lunghezza di oltre il 12 per cento i limiti  stabiliti  dall'articolo
61, a condizione che siano  rispettati  gli  altri  limiti  stabiliti
dagli articoli 61 e 62 e che chi esegue il  trasporto  verifichi  che
nel percorso siano compresi esclusivamente strade o tratti di  strada
aventi le caratteristiche indicate nell'articolo 167, comma 4. 
  7. I veicoli di cui all'art. 54, comma 1, lettera n),  classificati
mezzi  d'opera  e  che  eccedono  i   limiti   di   massa   stabiliti
nell'articolo  62,  non  sono   soggetti   ad   autorizzazione   alla
circolazione a condizione che: 
  a) non superino i limiti di massa indicati nel comma 8 e comunque i
limiti dimensionali dell'art. 61; 
  b) circolino nelle strade o in tratti di strade  che  nell'archivio
di cui all'art. 226 risultino transitabili  per  detti  mezzi,  fermo
restando quanto stabilito dal comma 4 dello stesso art. 226; 
  c) da parte di chi esegue il trasporto sia verificato che lungo  il
percorso non esistano limitazioni di massa totale a  pieno  carico  o
per asse segnalate dai prescritti cartelli; 
  d) per essi sia stato corrisposto  l'indennizzo  di  usura  di  cui
all'art. 34. 
  Qualora non siano rispettate le condizioni di cui alle lettere a) ,
b) e c) i suddetti mezzi devono richiedere l'apposita  autorizzazione
prevista per tutti gli altri trasporti eccezionali. 
  8. La massa massima complessiva a pieno carico dei  mezzi  d'opera,
purche' l'asse piu' caricato non superi le 13 t, non puo' eccedere: 
  a) veicoli a motore isolati: 
  - due assi: 20 t; 
  - tre assi: 33 t; 
  - quattro o piu' assi, con due assi anteriori direzionali: 40 t; 
  b) complessi di veicoli: 
  - quattro assi: 44 t; 
  - cinque o piu' assi: 56 t; 
  -  cinque  o  piu'  assi,  per  il  trasporto  di  calcestruzzo  in
betoniera: 54 t. 
  9. L'autorizzazione e' rilasciata o volta  per  volta  o  per  piu'
transiti o per determinati periodi di tempo nei  limiti  della  massa
massima tecnicamente ammissibile. Nel provvedimento di autorizzazione
possono essere imposti percorsi prestabiliti ed un servizio di scorta
tecnica, secondo le modalita' e nei casi stabiliti  dal  regolamento.
Qualora il transito  del  veicolo  eccezionale  o  del  trasporto  in
condizioni di eccezionalita' imponga la chiusura totale della  strada
con l'approntamento di itinerari alternativi, la scorta tecnica  deve
richiedere l'intervento degli organi di polizia  stradale  competenti
per  territorio  che,  se  le  circostanze  lo  consentono,   possono
autorizzare il personale della scorta tecnica stessa a coadiuvare  il
personale di polizia o ad eseguire direttamente, in luogo di esso, le
necessarie   operazioni,   secondo   le   modalita'   stabilite   nel
regolamento. 
  9-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente disposizione, il Governo, con regolamento adottato ai  sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  e
successive modificazioni, modifica il regolamento di esecuzione e  di
attuazione del nuovo codice della  strada,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, prevedendo che: 
  a) per i trasporti eccezionali su gomma sia  sufficiente  prevedere
la trasmissione, per via telematica, della  prescritta  richiesta  di
autorizzazione, corredata della necessaria  documentazione,  all'ente
proprietario o concessionario per le  autostrade,  strade  statali  e
militari, e  alle  regioni  per  la  rimanente  rete  viaria,  almeno
quindici giorni  prima  della  data  fissata  per  il  viaggio  e  le
autorizzazioni devono essere rilasciate entro quindici  giorni  dalla
loro presentazione; 
  b) le autorizzazioni periodiche di cui all'articolo 13  del  citato
regolamento siano valide per  un  numero  indefinito  di  viaggi  con
validita' annuale per la circolazione a carico e a vuoto dei convogli
indicati sull'autorizzazione; 
  c) le autorizzazioni multiple di cui al medesimo articolo 13  siano
valide per un numero definito di viaggi da effettuarsi entro sei mesi
dalla data del rilascio; 
  d) le autorizzazioni singole di cui al medesimo articolo  13  siano
valide per un unico viaggio da effettuarsi entro tre mesi dalla  data
di rilascio; 
  e)  per  le  autorizzazioni  di  tipo  periodico  non  e'  prevista
l'indicazione della tipologia e della natura della merce trasportata; 
  f) le disposizioni contenute all'articolo 13, comma  5,  non  siano
vincolate alla invariabilita' della  natura  del  materiale  e  della
tipologia degli elementi trasportati; 
  g) i trasporti di beni della medesima tipologia ripetuti nel  tempo
siano soggetti all'autorizzazione  periodica  prevista  dall'articolo
13, come modificato ai sensi del presente comma,  e  che  questa  sia
rilasciata con le modalita' semplificate di cui alla lettera  a)  del
presente comma; 
  h) tutti i tipi di autorizzazioni,  anche  con  validita'  scaduta,
siano rinnovabili su domanda che deve  essere  presentata,  in  carta
semplice, per non piu' di tre volte, per un periodo di validita'  non
superiore a tre anni, quando tutti i dati, riferiti  sia  al  veicolo
che al suo carico, ed i percorsi stradali siano rimasti invariati; 
  i) nelle domande relative alle autorizzazioni  di  tipo  singolo  o
multiplo, possano essere indicati, con annotazione a parte,  fino  ad
un massimo di cinque veicoli costituenti riserva di quelli scelti per
il trasporto, pari a cinque sia per il veicolo trattore  che  per  il
veicolo  rimorchio  o  semirimorchio  e  siano   ammesse   tutte   le
combinazioni possibili tra i trattori ed i  rimorchi  o  semirimorchi
anche incrociate. 
  10. L'autorizzazione puo' essere data solo quando  sia  compatibile
con la conservazione delle sovrastrutture stradali, con la stabilita'
dei manufatti e con la sicurezza della  circolazione.  In  essa  sono
indicate le prescrizioni nei riguardi della sicurezza stradale. Se il
trasporto eccezionale e' causa di  maggiore  usura  della  strada  in
relazione al tipo di veicolo, alla  distribuzione  del  carico  sugli
assi e al periodo di tempo o al numero dei transiti per  i  quali  e'
richiesta  l'autorizzazione,   deve   altresi'   essere   determinato
l'ammontare  dell'indennizzo,  dovuto  all'ente  proprietario   della
strada, con le modalita' previste dal comma 17.  L'autorizzazione  e'
comunque subordinata al pagamento delle spese relative agli eventuali
accertamenti tecnici preventivi e alla  organizzazione  del  traffico
eventualmente necessaria per l'effettuazione  del  trasporto  nonche'
alle  opere  di  rafforzamento  necessarie.  Ai  limiti  dimensionali
stabiliti dall'autorizzazione non concorrono le  eventuali  eccedenze
derivanti dagli organi di fissaggio ed ancoraggio del carico. 
  11. L'autorizzazione alla circolazione  non  e'  prescritta  per  i
veicoli eccezionali di cui al comma 1 quando circolano senza superare
nessuno dei  limiti  stabiliti  dagli  articoli  61  e  62  e  quando
garantiscono il rispetto della iscrizione nella  fascia  di  ingombro
prevista dal regolamento. 
  12. Non  costituisce  trasporto  eccezionale,  e  pertanto  non  e'
soggetto alla relativa autorizzazione, il traino di veicoli in avaria
non eccedenti i  limiti  dimensionali  e  di  massa  stabiliti  dagli
articoli 61 o 62, quando  tale  traino  sia  effettuato  con  veicoli
rispondenti alle caratteristiche costruttive  e  funzionali  indicate
nel regolamento e  sia  limitato  al  solo  itinerario  necessario  a
raggiungere la piu' vicina officina. 
  13. Non costituisce altresi' trasporto eccezionale l'autoarticolato
il cui semirimorchio e' allestito con gruppo frigorifero autorizzato,
sporgente anteriormente a sbalzo, a condizione che il  complesso  non
ecceda le dimensioni stabilite dall'art. 61. 
  14. I veicoli per il trasporto di persone  che  per  specificate  e
giustificate esigenze funzionali superino le dimensioni  o  le  masse
stabilite dagli articoli 61 o 62 sono compresi tra i veicoli  di  cui
al comma 1. I predetti  veicoli,  qualora  utilizzino  i  sistemi  di
propulsione  ad  alimentazione  elettrica,  sono  esenti  dal  titolo
autorizzativo allorche' presentano un'eccedenza in lunghezza rispetto
all'art. 61 dovuta all'asta di presa  di  corrente  in  posizione  di
riposo.   L'immatricolazione,   ove   ricorra,   e   l'autorizzazione
all'impiego potranno avvenire solo a nome e nella  disponibilita'  di
imprese autorizzate ad effettuare il trasporto di persone. 
  15. L'autorizzazione non puo' essere accordata per i motoveicoli ed
e' comunque vincolata ai limiti  di  massa  e  alle  prescrizioni  di
esercizio indicate nella carta di circolazione prevista dall'art. 93. 
  16. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche costruttive e
funzionali dei veicoli eccezionali e di quelli adibiti  al  trasporto
eccezionale, nonche' dei mezzi d'opera. 
  17. Nel regolamento sono stabilite le  modalita'  per  il  rilascio
delle autorizzazioni per l'esecuzione dei trasporti eccezionali,  ivi
comprese le eventuali  tolleranze,  l'ammontare  dell'indennizzo  nel
caso  di  trasporto  eccezionale  per  massa,   e   i   criteri   per
l'imposizione della scorta tecnica. Nelle  autorizzazioni  periodiche
rilasciate per i veicoli adibiti al  trasporto  di  carri  ferroviari
vige l'esonero dall'obbligo della scorta. 
  18.  Chiunque,  senza  avere  ottenuto   l'autorizzazione,   ovvero
violando    anche    una    sola    delle    condizioni     stabilite
nell'autorizzazione relativamente  ai  percorsi  prestabiliti,  fatta
esclusione di brevi tratte non prevedibili e funzionali alla consegna
delle  merci,  su  o  tra  percorsi  gia'  autorizzati,  ai   periodi
temporali, all'obbligo di scorta della Polizia  stradale  o  tecnica,
nonche' superando anche uno solo dei limiti massimi dimensionali o di
massa indicati nell'autorizzazione medesima, esegua uno dei trasporti
eccezionali di cui ai commi 2, 3 o 7,  ovvero  circoli  con  uno  dei
veicoli eccezionali di cui al comma  1,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da €  796  a  €  3.212)).
(52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  19. Chiunque  esegua  trasporti  eccezionali  o  in  condizioni  di
eccezionalita', ovvero  circoli  con  un  veicolo  eccezionale  senza
osservare le prescrizioni stabilite nell'autorizzazione  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 159  a
€ 642)). Alla stessa sanzione e' soggetto chiunque  esegua  trasporti
eccezionali o in condizioni di eccezionalita' ovvero circoli  con  un
veicolo eccezionale,  senza  rispettare  tutte  le  prescrizioni  non
comprese fra quelle indicate al comma 18, ad esclusione dei  casi  in
difetto, ancorche' maggiori delle tolleranze ammesse e/o  con  numero
inferiore degli elementi del carico autorizzato. (52) (64) (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  20. Chiunque,  avendola  ottenuta,  circoli  senza  avere  con  se'
l'autorizzazione  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma ((da  €  42  a  €  173)).  Il  viaggio  potra'
proseguire solo dopo  l'esibizione  dell'autorizzazione;  questa  non
sana l'obbligo di corrispondere la somma dovuta. (19) (29) (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  21. Chiunque adibisce mezzi d'opera al trasporto di cose diverse da
quelle previste nell'art. 54, comma 1, lettera n), salvo che cio' sia
espressamente consentito, comunque entro i limiti di cui all'articolo
62, nelle rispettive licenze ed autorizzazioni al trasporto di  cose,
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
((da € 431 a € 1.734))  e  alla  sanzione  amministrativa  accessoria
della sospensione della carta di circolazione da uno a sei  mesi.  La
carta di circolazione e' ritirata immediatamente da  chi  accerta  la
violazione e trasmessa, senza  ritardo,  all'ufficio  competente  del
Dipartimento per i trasporti terrestri che adottera' il provvedimento
di sospensione. Alla terza violazione, accertata  in  un  periodo  di
cinque anni, e' disposta la  revoca,  sulla  carta  di  circolazione,
della qualifica di mezzo d'opera. (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  22. Chiunque transita con un mezzo d'opera in eccedenza  ai  limiti
di massa stabiliti nell'art. 62 sulle strade e sulle  autostrade  non
percorribili ai sensi del presente articolo e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da €  431  a  €  1.734)).
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  23. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste  dai  commi  18,
19, 21 e 22 si applicano sia  al  proprietario  del  veicolo  sia  al
committente, quando si tratta di trasporto  eseguito  per  suo  conto
esclusivo, ad esclusione di quelle relative a violazioni di norme  di
cui al Titolo V che restano a carico del solo conducente del veicolo. 
  24. Dalle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 18,
21  e  22  consegue  la  sanzione  amministrativa  accessoria   della
sospensione della patente di guida del conducente per un  periodo  da
quindici a trenta giorni,  nonche'  la  sospensione  della  carta  di
circolazione del veicolo da uno a due mesi, secondo le norme  di  cui
al Capo I, sezione II, del Titolo VI. Nel caso di cui  al  comma  18,
ove la violazione  consista  nel  superamento  dei  limiti  di  massa
previsti dall'articolo  62,  ovvero  dei  limiti  di  massa  indicati
nell'autorizzazione  al  trasporto  eccezionale,   non   si   procede
all'applicazione di sanzioni, se la massa complessiva a pieno  carico
non risulta superiore di oltre il 5  per  cento  ai  limiti  previsti
dall'articolo 62, comma 4. Nel caso  di  cui  al  comma  18,  ove  la
violazione consista nel superamento dei  limiti  di  sagoma  previsti
dall'articolo 61, ovvero dei limiti indicati  nell'autorizzazione  al
trasporto eccezionale, non si procede all'applicazione di sanzioni se
le dimensioni del carico non risultano superiori di oltre  il  2  per
cento, tranne  nel  caso  in  cui  il  superamento  delle  dimensioni
comporti la prescrizione dell'obbligo della scorta. 
  25. Nelle ipotesi di violazione dei commi 18,  21  e  22,  l'agente
accertatore intima al conducente di non proseguire il viaggio, fino a
che  non  si  sia  munito  dell'autorizzazione,  ovvero   non   abbia
ottemperato alle norme ed alle cautele stabilite nell'autorizzazione.
Il veicolo deve essere condotto in un luogo indicato dal proprietario
dello stesso, al fine di ottemperare al fermo amministrativo; durante
la sosta la responsabilita'  del  veicolo  e  il  relativo  trasporto
rimangono a  carico  del  proprietario.  Di  quanto  sopra  e'  fatta
menzione nel verbale di contestazione. Se le disposizioni come  sopra
impartite non sono osservate, si applica la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi; 
  25-bis. Nelle ipotesi di violazione del comma  19  il  veicolo  non
puo' proseguire il viaggio se il conducente non  abbia  provveduto  a
sistemare il carico o il veicolo  ovvero  non  abbia  adempiuto  alle
prescrizioni omesse. L'agente accertatore procede al ritiro immediato
della carta di circolazione, provvedendo con tutte le cautele che  il
veicolo sia condotto in luogo idoneo per la sistemazione del  carico;
del ritiro e' fatta  menzione  nel  verbale  di  contestazione  della
violazione. Durante la sosta la responsabilita'  del  veicolo  e  del
relativo carico rimane del conducente. I  documenti  sono  restituiti
all'avente diritto, allorche' il carico  o  il  veicolo  siano  stati
sistemati, ovvero quando sia stata adempiuta la prescrizione omessa. 
  25-ter. Il personale abilitato che nel corso di una scorta  tecnica
non rispetta le prescrizioni o le modalita' di  svolgimento  previste
dal  regolamento  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma ((da € 431 a € 1.734)). Ove in un  periodo  di
due anni il medesimo soggetto sia incorso per almeno due volte in una
delle violazioni di cui  al  presente  comma,  all'ultima  violazione
consegue la  sanzione  amministrativa  accessoria  della  sospensione
dell'abilitazione da uno a tre mesi, ai sensi della  sezione  II  del
capo I del titolo VI. (43) (52) (64)  (80)  (89)  (101)  (114)  (124)
(133) ((145)) 
  25-quater. Oltre alle sanzioni previste nei commi precedenti non e'
data  facolta'  di  applicare   ulteriori   sanzioni   di   carattere
amministrativo da parte degli enti di cui al comma 6. 
  26. Le disposizioni del presente articolo  non  si  applicano  alle
macchine agricole eccezionali e alle macchine operatrici eccezionali. 
  (13) (14) (18) (22) 
------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 29 marzo 1993, n. 82,convertito dalla L. 27 maggio 1993, n.
162 ha disposto  (con  l'art.  14,  comma  2)  che  "Le  disposizioni
contenute nell'articolo 10 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si  applicano
a decorrere dal 1° gennaio 1994. Fino a tale  data  si  applicano  le
disposizioni in materia di veicoli eccezionali vigenti  anteriormente
al 1° gennaio 1993. Sono comunque fatti salvi  gli  effetti  prodotti
dal medesimo articolo 10 nel periodo compreso tra il 1° gennaio  1993
e la data di entrata in vigore del presente decreto". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (13) 
  Il D.L. 21 aprile 1995,  n.  117,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 8 giugno 1995, n. 234, ha disposto (con l'art. 1,  comma  1)
che le disposizioni contenute nel presente articolo, come  modificato
dall'articolo 7 del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, si
applicano a decorrere dal  1  luglio  1995.  E'  comunque  consentita
l'approvazione e l'omologazione dei mezzi d'opera secondo i limiti di
massa previsti dal comma 8 del presente articolo. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (14) 
  Il D.L. 21 aprile 1995, n. 117 convertito, con modificazioni, dalla
L. 8 giugno 1995, n. 234, come modificato dal D.L. 28 giugno 1995, n.
251, convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 1995, n. 351,  ha
disposto (con l'art. 1,  comma  1)  che  "Le  disposizioni  contenute
nell'articolo 10 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come
modificato dall'articolo 7 del decreto legislativo 10 settembre 1993,
n. 360, si applicano a partire  dal  31  gennaio  1996.  E'  comunque
consentita l'approvazione e l'omologazione dei mezzi d'opera  secondo
i limiti di massa previsti dal comma 8 dello stesso articolo 10." 
------------- 
AGGIORNAMENTO (18) 
  Il D.L. 21 aprile 1995, n. 117 convertito, con modificazioni, dalla
L. 8 giugno 1995, n. 234, come modificato dal D.L. 4 ottobre 1996, n.
517, convertito con modificazioni dalla L. 4 dicembre 1996,  n.  611,
ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che  "Le  disposizioni  contenute
nell'articolo 10 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come
modificato dall'articolo 7 del decreto legislativo 10 settembre 1993,
n. 360, si applicano a decorrere dal  1  gennaio  1997.  E'  comunque
consentita l'approvazione e l'omologazione dei mezzi d'opera  secondo
i limiti di massa previsti dal comma 8 dello stesso articolo 10". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (22) 
  La L. 7 marzo 1997, n. 48 ha disposto (con l'art. 2, comma  2)  che
le disposizioni relative al servizio di scorta tecnica per i  veicoli
ed  i  trasporti  eccezionali,  fissate  dal  presente  articolo,  si
applicano a partire dal 1 gennaio 1998. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 11. 
                     Servizi di polizia stradale 
 
  1. Costituiscono servizi di polizia stradale: 
    a) la prevenzione e l'accertamento delle violazioni in materia di
circolazione stradale; 
    b) la rilevazione degli incidenti stradali; 
    c) la  predisposizione  e  l'esecuzione  dei  servizi  diretti  a
regolare il traffico; 
    d) la scorta per la sicurezza della circolazione; 
    e) la tutela e il controllo sull'uso della strada. 
  2. Gli  organi  di  polizia  stradale  concorrono,  altresi',  alle
operazioni di soccorso automobilistico e stradale in genere. Possono,
inoltre, collaborare all'effettuazione di rilevazioni per  studi  sul
traffico. 
  3.  Ai  servizi  di  polizia   stradale   provvede   il   Ministero
dell'interno, salve le attribuzioni dei comuni per quanto concerne  i
centri abitati.  Al  Ministero  dell'interno  compete,  altresi',  il
coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati. 
  4. Gli interessati possono chiedere agli organi di polizia  di  cui
all'art. 12 le informazioni acquisite  relativamente  alle  modalita'
dell'incidente, alla residenza ed  al  domicilio  delle  parti,  alla
copertura assicurativa dei veicoli e ai  dati  di  individuazione  di
questi ultimi. 
                              Art. 12. 
            Espletamento dei servizi di polizia stradale 
 
  1. L'espletamento dei servizi  di  polizia  stradale  previsti  dal
presente codice spetta: 
    a) in via principale  alla  specialita'  Polizia  Stradale  della
Polizia di Stato; 
    b) alla Polizia di Stato; 
    c) all'Arma dei carabinieri; 
    d) al Corpo della guardia di finanza; 
  ((d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale,  nell'ambito
del territorio di competenza)); 
    e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale,  nell'ambito  del
territorio di competenza; 
    f) ai funzionari del Ministero dell'interno addetti  al  servizio
di polizia stradale. 
  ((f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria  e  al  Corpo  forestale
dello Stato, in relazione ai compiti di istituto.)) 
  2. L'espletamento dei servizi di cui all'art. 11, comma 1,  lettere
a) e b), spetta anche ai rimanenti  ufficiali  e  agenti  di  polizia
giudiziaria indicati nell'art.  57,  commi  1  e  2,  del  codice  di
procedura penale. 
  3. La prevenzione e l'accertamento delle violazioni in  materia  di
circolazione stradale e la  tutela  e  il  controllo  sull'uso  delle
strade possono, inoltre, essere effettuati, previo superamento di  un
esame di qualificazione secondo quanto stabilito dal  regolamento  di
esecuzione: 
    a) dal personale dell'Ispettorato generale per la circolazione  e
la sicurezza stradale, dell'Amministrazione centrale e periferica del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Dipartimento  per
i trasporti terrestri appartenente al Ministero dei trasporti  e  dal
personale dell'A.N.A.S.; 
    b) dal personale degli uffici competenti in materia di viabilita'
delle regioni,  delle  province  e  dei  comuni,  limitatamente  alle
violazioni commesse sulle strade di  proprieta'  degli  enti  da  cui
dipendono; 
    c) dai dipendenti dello Stato, delle province e dei comuni aventi
la  qualifica  o  le  funzioni  di  cantoniere,  limitatamente   alle
violazioni commesse sulle strade o sui tratti di strade affidate alla
loro sorveglianza; 
    d) dal personale dell'ente ferrovie dello Stato e delle  ferrovie
e tramvie in concessione,  che  espletano  mansioni  ispettive  o  di
vigilanza, nell'esercizio delle proprie funzioni e limitatamente alle
violazioni   commesse   nell'ambito   dei    passaggi    a    livello
dell'amministrazione di appartenenza; 
    e) dal personale delle circoscrizioni aeroportuali dipendenti dal
Ministero dei trasporti, nell'ambito delle aree di  cui  all'art.  6,
comma 7. 
    f) dai militari del Corpo delle capitanerie di porto,  dipendenti
dal Ministero della marina mercantile, nell'ambito delle aree di  cui
all'articolo 6, comma 7. 
 ((3-bis. I servizi di scorta per la  sicurezza  della  circolazione,
nonche' i conseguenti servizi diretti a regolare il traffico, di  cui
all'articolo 11, comma 1, lettere c) e  d),  possono  inoltre  essere
effettuati da personale  abilitato  a  svolgere  scorte  tecniche  ai
veicoli eccezionali e ai trasporti in condizione  di  eccezionalita',
limitatamente  ai  percorsi  autorizzati  con   il   rispetto   delle
prescrizioni  imposte  dagli  enti  proprietari  delle   strade   nei
provvedimenti di autorizzazione o di  quelle  richieste  dagli  altri
organi di polizia stradale di cui al comma 1)). 
  4. La scorta e l'attuazione dei servizi diretti  ad  assicurare  la
marcia  delle  colonne  militari  spetta,  inoltre,  agli  ufficiali,
sottufficiali e militari di truppa delle Forze armate,  appositamente
qualificati  con  specifico   attestato   rilasciato   dall'autorita'
militare competente. 
  5. I soggetti indicati nel presente articolo ((, eccetto quelli  di
cui al comma 3-bis,)), quando non siano in uniforme, per espletare  i
propri compiti di  polizia  stradale  devono  fare  uso  di  apposito
segnale distintivo, conforme al modello stabilito nel regolamento. 
                            Art. 12-bis. 
(( (Prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di  sosta
                            e fermata) )) 
 
  ((1.  Con  provvedimento  del  sindaco  possono  essere   conferite
funzioni di prevenzione e accertamento  di  tutte  le  violazioni  in
materia di sosta nell'ambito delle aree oggetto dell'affidamento  per
la  sosta  regolamentata  o  a  pagamento,  aree  verdi  comprese,  a
dipendenti comunali o delle societa' private e pubbliche esercenti la
gestione della sosta di superficie a pagamento o dei  parcheggi.  Con
provvedimento  del  sindaco  possono,  inoltre,  essere  conferite  a
dipendenti comunali o a dipendenti delle  aziende  municipalizzate  o
delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia
delle strade funzioni di  prevenzione  e  accertamento  di  tutte  le
violazioni in materia di sosta o di fermata connesse all'espletamento
delle predette attivita'. 
  2. Le funzioni di prevenzione e accertamento  delle  violazioni  in
materia  di  sosta  e  di  fermata   sono   svolte   dal   personale,
nominativamente designato in tale funzione con il  provvedimento  del
sindaco di cui  al  comma  1,  previo  accertamento  dell'assenza  di
precedenti o pendenze penali e con l'effettuazione e  il  superamento
di un'adeguata formazione. Tale  personale,  durante  lo  svolgimento
delle proprie mansioni, riveste la qualifica di pubblico ufficiale. 
  3. Le funzioni di cui al comma 1 possono essere conferite anche  al
personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico  di
persone. A tale personale  sono  inoltre  conferite,  con  le  stesse
modalita'  di  cui  al  comma  1,  le  funzioni  di   prevenzione   e
accertamento in materia di circolazione, fermata e sosta sulle corsie
e strade ove transitano i veicoli adibiti al servizio di linea. 
  4. Al personale di cui al presente articolo e' conferito il  potere
di contestazione delle infrazioni di cui agli articoli 7, 157 e  158,
in ragione delle funzioni attribuibili ai sensi  dei  commi  1  e  2,
nonche' di disporre la rimozione dei veicoli ai  sensi  dell'articolo
159, limitatamente agli ambiti  oggetto  di  affidamento  di  cui  al
presente articolo. Al suddetto personale e' conferito  il  potere  di
contestazione nonche' di redazione e sottoscrizione  del  verbale  di
accertamento delle violazioni di propria competenza. Al personale  di
cui al comma 1, secondo periodo, e di cui al comma  3  e',  altresi',
conferito il potere di compiere accertamenti di violazioni in materia
di  sosta  o  di  fermata  in  aree  limitrofe   a   quelle   oggetto
dell'affidamento o di gestione dell'attivita' di  propria  competenza
che sono funzionali, rispettivamente, alla gestione degli  spazi  per
la raccolta dei rifiuti urbani o alla fruizione delle corsie o  delle
strade riservate al servizio di linea. Il personale dipendente  dalle
societa' di gestione dei parcheggi di cui al comma 1, primo  periodo,
ha possibilita' di accertare violazioni relative alla  sosta  o  alla
fermata anche nelle aree immediatamente limitrofe alle  aree  oggetto
dell'affidamento solo quando queste costituiscono  lo  spazio  minimo
indispensabile per compiere le  manovre  necessarie  a  garantire  la
concreta  fruizione  dello  spazio  di  sosta  regolamentata  o   del
parcheggio oggetto dell'affidamento. 
  5.  L'attivita'  sanzionatoria  di  cui   al   presente   articolo,
successiva all'emissione  del  verbale  da  parte  del  personale,  e
l'organizzazione   del   relativo   servizio   sono   di   competenza
dell'amministrazione comunale attraverso gli uffici  o  i  comandi  a
cio' preposti, a cui compete anche tutta l'attivita' autorizzativa  e
di verifica sull'operato. I comuni possono conferire alle societa' di
cui ai commi 1, 2 e 3 la  facolta'  di  esercitare  tutte  le  azioni
necessarie al  recupero  delle  evasioni  tariffarie  e  dei  mancati
pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese, gli interessi  e  le
penali. Le modalita' operative  e  gli  importi  di  tali  azioni  di
recupero sono oggetto di negoziazione tra il soggetto  concedente  ed
il concessionario. 
  6.  Ai  fini  dell'accertamento  nonche'  per  la  redazione  della
documentazione in ordine alle violazioni di cui al presente  articolo
e'  possibile  ricorrere  all'uso  della  tecnologia  digitale  e   a
strumenti elettronici e fotografici. 
  7. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica)). 

TITOLO II
DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE
Capo I
COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE ED AREE PUBBLICHE

                              Art. 13. 
         Norme per la costruzione e la gestione delle strade 
 
  1. Il Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,  sentiti  il
Consiglio superiore dei lavori pubblici  ed  il  Consiglio  nazionale
delle ricerche, emana entro un  anno  dalla  entrata  in  vigore  del
presente codice, sulla base della classificazione di cui all'art.  2,
le norme funzionali e geometriche per la costruzione, il controllo  e
il collaudo delle strade, dei relativi impianti e servizi ((...)). Le
norme devono essere improntate alla sicurezza della  circolazione  di
tutti gli  utenti  della  strada,  alla  riduzione  dell'inquinamento
acustico ed atmosferico  per  la  salvaguardia  degli  occupanti  gli
edifici adiacenti  le  strade  ed  al  rispetto  dell'ambiente  e  di
immobili di notevole pregio architettonico o storico.  Le  norme  che
riguardano la riduzione  dell'inquinamento  acustico  ed  atmosferico
sono emanate nel rispetto delle direttive e degli atti  di  indirizzo
del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che  viene
richiesto di specifico concerto nei casi previsti dalla legge. 
  2. La deroga alle norme di cui al comma 1 e'  consentita  solo  per
specifiche  situazioni  allorquando  particolari  condizioni  locali,
ambientali,  paesaggistiche,  archeologiche  ed  economiche  non   ne
consentono il  rispetto,  sempre  che  sia  assicurata  la  sicurezza
stradale e siano comunque evitati inquinamenti. 
  3. Le norme di cui al comma 1 sono aggiornate ogni tre anni. 
  4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, entro due anni
dalla entrata in vigore del presente codice, emana, con i  criteri  e
le modalita' di cui al comma 1, le norme per la classificazione delle
strade esistenti in base alle caratteristiche costruttive, tecniche e
funzionali di cui all'articolo 2, comma 2. 
  4-bis. Le strade di nuova costruzione classificate ai  sensi  delle
lettere C, D, E ed F del comma 2 dell'articolo 2  devono  avere,  per
l'intero sviluppo, una pista ciclabile adiacente  purche'  realizzata
in conformita' ai programmi  pluriennali  degli  enti  locali,  salvo
comprovati problemi di sicurezza. 
  5. Gli enti proprietari delle strade devono  classificare  la  loro
rete entro un anno dalla emanazione delle norme di cui  al  comma  4.
Gli stessi enti proprietari provvedono alla  declassificazione  delle
strade di loro competenza, quando le stesse non  possiedono  piu'  le
caratteristiche   costruttive,   tecniche   e   funzionali   di   cui
all'articolo 2, comma 2. 
  6. Gli enti proprietari delle strade sono obbligati ad istituire  e
tenere aggiornati la cartografia, il catasto delle strade e  le  loro
pertinenze secondo le modalita' stabilite con apposito decreto che il
Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  emana  sentiti  il
Consiglio superiore dei lavori  pubblici  e  il  Consiglio  nazionale
delle ricerche.  Nel  catasto  dovranno  essere  compresi  anche  gli
impianti  e  i  servizi  permanenti  connessi  alle  esigenze   della
circolazione stradale. 
  7. Gli enti proprietari delle  strade  sono  tenuti  ad  effettuare
rilevazioni del traffico  per  l'acquisizione  di  dati  che  abbiano
validita' temporale riferita  all'anno  nonche'  per  adempiere  agli
obblighi assunti dall'Italia in sede internazionale. 
  8. Ai fini dell'attuazione delle  incombenze  di  cui  al  presente
articolo, l'Ispettorato generale per la circolazione e  la  sicurezza
stradale, di cui all'art. 35, comma 3, ha il compito di  acquisire  i
dati dell'intero territorio nazionale,  elaborarli  e  pubblicizzarli
annualmente, nonche' comunicarli agli organismi internazionali. Detta
struttura cura altresi' che i vari enti ottemperino  alle  direttive,
norme e tempi fissati nel presente articolo e nei relativi decreti. 
                              Art. 14. 
        Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade 
 
  1. Gli enti proprietari delle strade, allo scopo  di  garantire  la
sicurezza e la fluidita' della circolazione, provvedono: 
    a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro
pertinenze e arredo, nonche' delle attrezzature, impianti e servizi; 
    b) al controllo tecnico dell'efficienza delle strade  e  relative
pertinenze; 
    c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. 
  2. Gli enti proprietari provvedono, inoltre: 
    a) al rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni di cui al
presente titolo; 
    b) alla segnalazione agli organi di polizia delle violazioni alle
disposizioni di cui al presente titolo e alle  altre  norme  ad  esso
attinenti, nonche' alle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni e
nelle concessioni. 
  ((2-bis. Gli enti proprietari delle strade provvedono altresi',  in
caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a  realizzare
percorsi ciclabili adiacenti purche'  realizzati  in  conformita'  ai
programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di
sicurezza)). 
  3. Per le strade in concessione i  poteri  e  i  compiti  dell'ente
proprietario  della  strada  previsti  dal   presente   codice   sono
esercitati dal concessionario, salvo che sia diversamente stabilito. 
  4. Per le strade vicinali di cui all'art.  2,  comma  7,  i  poteri
dell'ente proprietario previsti dal presente codice  sono  esercitati
dal comune. 
                              Art. 15. 
                            Atti vietati 
 
  1. Su tutte le strade e loro pertinenze e' vietato: 
    a) danneggiare in qualsiasi modo le opere, le piantagioni  e  gli
impianti che ad esse appartengono, alterarne la forma ed invadere  od
occupare la piattaforma e le pertinenze o creare  comunque  stati  di
pericolo per la circolazione; 
    b) danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare  la  segnaletica
stradale ed ogni altro manufatto ad essa attinente; 
    c) impedire il libero deflusso delle acque nei fossi  laterali  e
nelle relative opere di raccolta e di scarico; 
    d) impedire il libero deflusso delle acque che si  scaricano  sui
terreni sottostanti; 
    e) far circolare bestiame, fatta eccezione per quelle locali  con
l'osservanza delle norme previste sulla conduzione degli animali; 
    f) depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie,  insudiciare
e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze; 
  f-bis) insozzare la strada o le sue pertinenze gettando  rifiuti  o
oggetti dai veicoli in sosta o in movimento; 
    g) apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote
dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni; 
    h) scaricare, senza  regolare  concessione,  nei  fossi  e  nelle
cunette materiali o cose di qualsiasi genere  o  incanalare  in  essi
acque di qualunque natura; 
    i) gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa. 
  2. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere a), b)
e g), e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di  una
somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)  (101)
(114) (124) ((145)) 
  3. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma  1,  lettere  c),
d), e), f), h) ed i), e' soggetto alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 26 a € 102)). (19) (29) (43) (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  3-bis. Chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera f-bis),
e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria ((da €  108  a  €
434)). (114) (124) ((145)) 
  4. Dalle violazioni di cui ai  commi  2,  3  e  3-bis  consegue  la
sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo  per  l'autore  della
violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,  secondo
le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 16. 
Fasce  di  rispetto  in  rettilineo  ed  aree  di  visibilita'  nelle
                intersezioni fuori dei centri abitati 
 
  1. Ai proprietari o aventi diritto  dei  fondi  confinanti  con  le
proprieta' stradali fuori dei centri abitati e' vietato: 
    a) aprire canali, fossi ed  eseguire  qualunque  escavazione  nei
terreni laterali alle strade; 
    b) costruire, ricostruire o ampliare, lateralmente  alle  strade,
edificazioni di qualsiasi tipo e materiale; 
    c) impiantare alberi  lateralmente  alle  strade,  siepi  vive  o
piantagioni ovvero recinzioni. 
  Il regolamento, in relazione alla tipologia dei  divieti  indicati,
alla classificazione di cui all'articolo 2,  comma  2,  nonche'  alle
strade vicinali, determina le distanze dal confine stradale entro  le
quali vigono i divieti  di  cui  sopra,  prevedendo  ,  altresi'  una
particolare disciplina per le aree fuori dai centri abitati ma  entro
le zone previste come edificabili  o  trasformabili  dagli  strumenti
urbanistici. Restano comunque  ferme  le  disposizioni  di  cui  agli
articoli 892 e 893 del codice civile. 
  2. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di
rispetto indicate nel comma 1, lettere b) e c), devesi aggiungere  la
area di visibilita' determinata dal triangolo avente due  lati  sugli
allineamenti delimitanti le  fasce  di  rispetto,  la  cui  lunghezza
misurata a partire  dal  punto  di  intersezione  degli  allineamenti
stessi sia pari al doppio delle distanze stabilite nel regolamento, e
il terzo lato costituito dal segmento congiungente i punti estremi. 
  3. In corrispondenza e all'interno degli  svincoli  e'  vietata  la
costruzione di ogni genere di manufatti in elevazione e le  fasce  di
rispetto da associare alle rampe esterne devono essere  quelle  rela-
tive alla categoria di strada di minore importanza tra quelle che  si
intersecano. 
  4. Chiunque viola le  disposizioni  del  presente  articolo  e  del
regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma ((da € 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  5. La violazione delle suddette disposizioni  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della  violazione
stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,  secondo  le  norme
del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 17. 
       Fasce di rispetto nelle curve fuori dei centri abitati 
 
  1.  Fuori  dei  centri  abitati,  all'interno  delle  curve  devesi
assicurare, fuori della proprieta' stradale, una fascia di  rispetto,
inibita  a  qualsiasi  tipo  di  costruzione,   di   recinzione,   di
piantagione,  di  deposito,  osservando  le  norme  determinate   dal
regolamento in relazione all'ampiezza della curvatura. 
  2. All'esterno delle  curve  si  osservano  le  fasce  di  rispetto
stabilite per le strade in rettilineo. 
  3. Chiunque viola le  disposizioni  del  presente  articolo  e  del
regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma ((da € 431 a € 1.734)). (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  4. La violazione delle suddette disposizioni  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della  violazione
stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,  secondo  le  norme
del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 18. 
     Fasce di rispetto ed aree di visibilita' nei centri abitati 
 
  1. Nei centri abitati, per le nuove costruzioni,  ricostruzioni  ed
ampliamenti, le fasce di rispetto a tutela delle strade, misurate dal
confine stradale, non possono avere dimensioni inferiori  a  quel  le
indicate nel regolamento in relazione alla tipologia delle strade. 
  2. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di
rispetto indicate nel comma 1 devesi aggiungere l'area di visibilita'
determinata  dal  triangolo  avente  due  lati   sugli   allineamenti
delimitanti le fasce di rispetto, la cui lunghezza misurata a partire
dal punto di intersezione  degli  allineamenti  stessi  sia  pari  al
doppio delle distanze stabilite nel regolamento a seconda del tipo di
strada, e il terzo lato costituito dal segmento congiungente i  punti
estremi. 
  3. In corrispondenza di intersezioni stradali a livelli sfalsati e'
vietata la costruzione di ogni  genere  di  manufatti  in  elevazione
all'interno dell'area di intersezione che pregiudichino,  a  giudizio
dell'ente proprietario, la funzionalita' dell'intersezione  stessa  e
le fasce di rispetto da associare alle rampe  esterne  devono  essere
quelle relative alla categoria di strada  di  minore  importanza  tra
quelle che si intersecano. 
  4. Le recinzioni e le piantagioni  dovranno  essere  realizzate  in
conformita' ai  piani  urbanistici  e  di  traffico  e  non  dovranno
comunque ostacolare o  ridurre,  a  giudizio  dell'ente  proprietario
della strada, il campo visivo necessario a salvaguardare la sicurezza
della circolazione. 
  5. Chiunque viola le  disposizioni  del  presente  articolo  e  del
regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma ((da € 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  6. La violazione delle suddette disposizioni  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della  violazione
stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,  secondo  le  norme
del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 19. 
                 Distanze di sicurezza dalle strade 
 
  1. La distanza dalle strade da osservare nella costruzione di  tiri
a segno, di opifici o depositi di materiale esplosivo, gas o  liquidi
infiammabili, di cave coltivate mediante l'uso di esplosivo,  nonche'
di stabilimenti che interessino comunque la  sicurezza  o  la  salute
pubblica o la regolarita' della circolazione stradale,  e'  stabilita
dalle relative disposizioni di legge  e,  in  difetto  di  esse,  dal
prefetto, previo parere tecnico degli enti proprietari della strada e
dei vigili del fuoco. 
  2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 868  a
€ 3.471)). (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)  (124)
(133)((145)) 
  3. La violazione delle suddette disposizioni  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della  violazione
stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,  secondo  le  norme
del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 20. 
                   Occupazione della sede stradale 
 
  1. Sulle strade di tipo A), B), C) e D) e'  vietata  ogni  tipo  di
occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere  e  mercati,  con
veicoli, baracche, tende e simili; sulle strade  di  tipo  E)  ed  F)
l'occupazione della carreggiata puo' essere autorizzata a  condizione
che venga predisposto  un  itinerario  alternativo  per  il  traffico
ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione  che
essa non determini intralcio alla circolazione. 
  2. L'ubicazione di chioschi, edicole od altre installazioni,  anche
a carattere provvisorio, non e' consentita, fuori dei centri abitati,
sulle fasce di rispetto previste per le recinzioni dal regolamento. 
  3. Nei centri abitati, ferme restando le limitazioni e i divieti di
cui  agli  articoli  ed  ai  commi   precedenti,   l'occupazione   di
marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni puo'
essere  consentita  fino  ad  un  massimo  della  meta'  della   loro
larghezza, purche' in adiacenza ai fabbricati e  sempre  che  rimanga
libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 m.
Le  occupazioni  non  possono  comunque  ricadere   all'interno   dei
triangoli di visibilita' delle  intersezioni,  di  cui  all'art.  18,
comma 2. Nelle zone di rilevanza  storico-ambientale,  ovvero  quando
sussistano particolari caratteristiche geometriche della  strada,  e'
ammessa l'occupazione dei marciapiedi a condizione che sia  garantita
una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone  con
limitata o impedita capacita' motoria. 
  4. Chiunque occupa abusivamente il suolo stradale,  ovvero,  avendo
ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124)
(133) ((145)) 
  5. La violazione di cui ai commi 2,  3  e  4  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell' obbligo per l'autore della violazione
stessa di rimuovere le opere abusive  a  proprie  spese,  secondo  le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 21. 
                 Opere, depositi e cantieri stradali 
 
  1. Senza preventiva autorizzazione o concessione  della  competente
autorita' di cui all'articolo 26 e' vietato eseguire opere o depositi
e aprire cantieri stradali, anche temporanei,  sulle  strade  e  loro
pertinenze, nonche' sulle relative fasce di rispetto e sulle aree  di
visibilita'. 
  2. Chiunque esegue lavori o deposita materiali sulle aree destinate
alla circolazione o alla sosta di veicoli e di pedoni  deve  adottare
gli accorgimenti necessari per la  sicurezza  e  la  fluidita'  della
circolazione e mantenerli in perfetta efficienza sia di giorno che di
notte. Deve provvedere a rendere  visibile,  sia  di  giorno  che  di
notte, il  personale  addetto  ai  lavori  esposto  al  traffico  dei
veicoli. 
  3. Il regolamento stabilisce le norme relative alle modalita' ed ai
mezzi per la delimitazione  e  la  segnalazione  dei  cantieri,  alla
realizzabilita' della visibilita' sia di  giorno  che  di  notte  del
personale addetto ai lavori, nonche' agli accorgimenti necessari  per
la regolazione del traffico, nonche' le modalita' di svolgimento  dei
lavori nei cantieri stradali. 
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo, quelle del
regolamento, ovvero le prescrizioni contenute  nelle  autorizzazioni,
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
((da € 868 a € 3.471)). (19) (29) (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)
(114) (124) (133) ((145)) 
  5. La violazione delle suddette disposizioni  importa  la  sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo della  rimozione  delle  opere
realizzate, a carico dell'autore delle  stesse  e  a  proprie  spese,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 22. 
                        Accessi e diramazioni 
 
  1. Senza la preventiva autorizzazione dell'ente proprietario  della
strada non possono essere stabiliti nuovi accessi e nuove diramazioni
dalla strada ai fondi o fabbricati laterali,  ne'  nuovi  innesti  di
strade soggette a uso pubblico o privato. 
  2. Gli accessi o le diramazioni gia' esistenti,  ove  provvisti  di
autorizzazione,  devono  essere  regolarizzati  in  conformita'  alle
prescrizioni di cui al presente titolo. 
  3. I passi  carrabili  devono  essere  individuati  con  l'apposito
segnale, previa autorizzazione dell'ente proprietario. 
  4. Sono vietate trasformazioni di accessi  o  di  diramazioni  gia'
esistenti  e  variazioni  nell'uso  di   questi,   salvo   preventiva
autorizzazione dell'ente proprietario della strada. 
  5. Il regolamento determina i casi in cui l'ente proprietario  puo'
negare l'autorizzazione di cui al comma 1. 
  6.  Chiunque  ha  ottenuto  l'autorizzazione  deve   realizzare   e
mantenere, ove occorre, le opere sui fossi laterali senza alterare la
sezione dei medesimi, ne' le caratteristiche plano-altimetriche della
sede stradale. 
  7.  Il  regolamento  indica  le  modalita'  di  costruzione  e   di
manutenzione degli accessi e delle diramazioni. 
  8.  Il  rilascio  dell'autorizzazione  di  accessi  a  servizio  di
insediamenti di qualsiasi tipo e' subordinato alla  realizzazione  di
parcheggi nel rispetto delle normative vigenti in materia. 
  9. Nel caso di proprieta' naturalmente incluse o risultanti tali  a
seguito di costruzioni o modifiche di opere di pubblica utilita', nei
casi di impossibilita' di regolarizzare in linea tecnica gli  accessi
esistenti, nonche' in caso di forte densita' degli accessi  stessi  e
ogni  qualvolta  le  caratteristiche  plano-altimetriche  nel  tratto
stradale interessato dagli accessi  o  diramazioni  non  garantiscano
requisiti di  sicurezza  e  fluidita'  per  la  circolazione,  l'ente
proprietario della strada rilascia l'autorizzazione per  l'accesso  o
la diramazione subordinatamente  alla  realizzazione  di  particolari
opere quali innesti attrezzati,  intersezioni  a  livelli  diversi  e
strade parallele, anche se le stesse, interessando  piu'  proprieta',
comportino la costituzione di consorzi obbligatori per la costruzione
e la manutenzione delle opere stesse. 
  10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce con
proprio decreto, per ogni  strada  o  per  ogni  tipo  di  strada  da
considerare in funzione del  traffico  interessante  le  due  arterie
intersecantisi,  le  caratteristiche  tecniche  da   adottare   nella
realizzazione  degli  accessi  e  delle   diramazioni,   nonche'   le
condizioni  tecniche  e   amministrative   che   dovranno   dall'ente
proprietario   essere   tenute   a   base   dell'eventuale   rilascio
dell'autorizzazione. E' comunque vietata l'apertura di accessi  lungo
le rampe di intersezioni sia a raso che a livelli  sfalsati,  nonche'
lungo le corsie di accelerazione e di decelerazione. 
  11. Chiunque apre nuovi  accessi  o  nuove  diramazioni  ovvero  li
trasforma  o  ne  varia  l'uso   senza   l'autorizzazione   dell'ente
proprietario, oppure mantiene in esercizio accessi preesistenti privi
di autorizzazione,  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 173 a € 695)). La violazione importa la
sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo  del  ripristino  dei
luoghi, a carico dell'autore della  violazione  stessa  e  a  proprie
spese, secondo le norme del capo I, sezione II,  del  titolo  VI.  La
sanzione accessoria non si applica se  le  opere  effettuate  possono
essere regolarizzate mediante autorizzazione successiva. Il  rilascio
di  questa  non  esime  dall'obbligo  di  pagamento  della   sanzione
amministrativa pecuniaria. (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)  (101)
(114) (124) (133) ((145)) 
  12. Chiunque viola le altre disposizioni del  presente  articolo  e
del  regolamento  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29) (43) (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 23. 
               Pubblicita' sulle strade e sui veicoli 
 
  1. Lungo le strade o in vista di esse e' vietato collocare insegne,
cartelli, manifesti, impianti  di  pubblicita'  o  propaganda,  segni
orizzontali reclamistici, sorgenti  luminose,  visibili  dai  veicoli
transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori,  disegno
e  ubicazione  possono  ingenerare  confusione  con  la   segnaletica
stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne
la visibilita' o l'efficacia, ovvero arrecare  disturbo  visivo  agli
utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo
per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non
devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione
delle persone invalide. Sono, altresi',  vietati  i  cartelli  e  gli
altri mezzi  pubblicitari  rifrangenti,  nonche'  le  sorgenti  e  le
pubblicita' luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle  isole
di traffico delle intersezioni canalizzate  e'  vietata  la  posa  di
qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica. 
  2. E' vietata l'apposizione  di  scritte  o  insegne  pubblicitarie
luminose sui veicoli. E'  consentita  quella  di  scritte  o  insegne
pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti  dal
regolamento, purche' sia escluso ogni rischio di abbagliamento  o  di
distrazione dell'attenzione nella guida per i conducenti degli  altri
veicoli. 
  3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 22 GENNAIO 2004, N. 42. 
  4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari  lungo
le  strade  o  in  vista  di  esse  e'  soggetta  in  ogni  caso   ad
autorizzazione da  parte  dell'ente  proprietario  della  strada  nel
rispetto delle presenti norme. Nell'interno  dei  centri  abitati  la
competenza e' dei comuni, salvo  il  preventivo  nulla  osta  tecnico
dell'ente  proprietario  se  la  strada  e'  statale,   regionale   o
provinciale. 
  5. Quando i cartelli e gli altri mezzi  pubblicitari  collocati  su
una strada sono visibili da  un'altra  strada  appartenente  ad  ente
diverso, l'autorizzazione e' subordinata al preventivo nulla osta  di
quest'ultimo. I cartelli e gli altri mezzi publicitari posti lungo le
sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada,  sono  soggetti
alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione  viene
autorizzata  dall'Ente  Ferrovie  dello  Stato,  previo  nulla   osta
dell'ente proprietario della strada. 
  6. Il  regolamento  stabilisce  le  norme  per  le  dimensioni,  le
caratteristiche, l'ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade,
le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento
di carburante. Nell'interno  dei  centri  abitati,  nel  rispetto  di
quanto previsto dal comma 1, i comuni hanno la facolta' di  concedere
deroghe  alle  norme   relative   alle   distanze   minime   per   il
posizionamento dei cartelli e degli  altri  mezzi  pubblicitari,  nel
rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale 
  7. E' vietata qualsiasi forma di pubblicita' lungo e in vista degli
itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane
principali e relativi accessi.  Su  dette  strade  e'  consentita  la
pubblicita'  nelle  aree  di  servizio  o  di  parcheggio   solo   se
autorizzata dall'ente proprietario e  sempre  che  non  sia  visibile
dalle  stesse.  Sono  consentiti  i  segnali  indicanti   servizi   o
indicazioni agli utenti purche'  autorizzati  dall'ente  proprietario
delle strade. Sono altresi' consentite le insegne di  esercizio,  con
esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e  altri  mezzi
pubblicitari, purche' autorizzate dall'ente proprietario della strada
ed entro i  limiti  e  alle  condizioni  stabilite  con  decreto  del
Ministro  delle  infrastrutture  e  dei   trasporti.   Sono   inoltre
consentiti, purche' autorizzati dall'ente proprietario della  strada,
nei limiti e alle condizioni stabiliti  con  il  decreto  di  cui  al
periodo precedente,  cartelli  di  valorizzazione  e  promozione  del
territorio  indicanti  siti  d'interesse  turistico  e  culturale   e
cartelli indicanti servizi di pubblico interesse. Con il  decreto  di
cui al quarto periodo sono altresi' individuati i servizi di pubblico
interesse  ai  quali  si  applicano  le  disposizioni   del   periodo
precedente. (99) (107) 
  8. E' parimenti vietata la pubblicita', relativa ai  veicoli  sotto
qualsiasi forma, che  abbia  un  contenuto,  significato  o  fine  in
contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice.
La  pubblicita'  fonica  sulle  strade  e'  consentita  agli   utenti
autorizzati e nelle  forme  stabilite  dal  regolamento.  Nei  centri
abitati,  per  regioni  di  pubblico  interesse,  i  comuni   possono
limitarla a determinare ore od a particolari periodi dell'anno. 
  9. Per l'adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicita'
attuate all'atto dell'entrata in vigore del presente codice, provvede
il regolamento di esecuzione. 
  10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti puo' impartire
agli enti proprietari delle strade direttive per l'applicazione delle
disposizioni  del  presente  articolo  e  di  quelle  attuative   del
regolamento, nonche' disporre, a mezzo di propri organi, il controllo
dell'osservanza delle disposizioni stesse. 
  11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo  e  quelle
del  regolamento  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma da € 431 a € 1.734. (19) (29) (43)  (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) (133) (145) 
  12.  Chiunque  non   osserva   le   prescrizioni   indicate   nelle
autorizzazioni  previste  dal  presente  articolo  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da  €  1.420  a  €
14.196  in  via  solidale  con  il  soggetto   pubblicizzato.   (124)
(133)(145)((150)) 
  13. Gli enti proprietari, per le strade di  rispettiva  competenza,
assicurano il rispetto delle disposizioni del presente articolo.  Per
il raggiungimento di tale fine l'ufficio o  comando  da  cui  dipende
l'agente accertatore, che ha  redatto  il  verbale  di  contestazione
delle violazioni di cui ai commi  11  e  12,  trasmette  copia  dello
stesso al competente ente proprietario della strada. 
  13-bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o
altri mezzi  pubblicitari  privi  di  autorizzazione  o  comunque  in
contrasto con quanto disposto dal comma 1, l'ente proprietario  della
strada diffida l'autore della  violazione  e  il  proprietario  o  il
possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo
pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla  data
di comunicazione  dell'atto.  Decorso  il  suddetto  termine,  l'ente
proprietario  provvede  ad  effettuare   la   rimozione   del   mezzo
pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri  a  carico
dell'autore della  violazione  e,  in  via  tra  loro  solidale,  del
proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli  organi  di
polizia stradale di cui all'articolo 12 sono autorizzati ad  accedere
sul fondo privato ove e' collocato il mezzo  pubblicitario.  Chiunque
viola le prescrizioni indicate al presente comma  e  al  comma  7  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €
4.843 a € 19.371; nel caso  in  cui  non  sia  possibile  individuare
l'autore della violazione, alla  stessa  sanzione  amministrativa  e'
soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione.
(80) (89) (101) (114) (124) (133) (145) 
  13-ter. PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 22 GENNAIO 2004, N. 42. In caso
di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne di  esercizio  e
gli altri mezzi pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma  13-bis.
Le regioni possono  individuare  entro  dodici  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore della presente disposizione le strade di  interesse
panoramico ed ambientale  nelle  quali  i  cartelli,  le  insegne  di
esercizio ed altri  mezzi  pubblicitari  provocano  deturpamento  del
paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di  individuazione  delle
strade di interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle
rimozioni ai sensi del comma 13-bis. 
  13-quater. Nel caso in  cui  l'installazione  dei  cartelli,  delle
insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari sia realizzata  su
suolo  demaniale  ovvero  rientrante  nel   patrimonio   degli   enti
proprietari delle strade, o nel caso in cui la loro ubicazione  lungo
le strade e le  fasce  di  pertinenza  costituisca  pericolo  per  la
circolazione, in quanto in contrasto con  le  disposizioni  contenute
nel  regolamento,  l'ente  proprietario  esegue  senza   indugio   la
rimozione  del  mezzo  pubblicitario.  Successivamente  alla  stessa,
l'ente proprietario  trasmette  la  nota  delle  spese  sostenute  al
prefetto, che emette  ordinanza  -  ingiunzione  di  pagamento.  Tale
ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge. 
  13-quater.1. In ogni caso,  l'ente  proprietario  puo'  liberamente
disporre dei mezzi pubblicitari rimossi in  conformita'  al  presente
articolo, una volta che sia decorso il  termine  di  sessanta  giorni
senza che l'autore della violazione, il proprietario o il  possessore
del terreno ne abbiano richiesto la restituzione. Il predetto termine
decorre dalla data della diffida, nel caso di rimozione effettuata ai
sensi  del  comma  13-bis,  e  dalla  data  di  effettuazione   della
rimozione, nell'ipotesi prevista dal comma 13-quater. 
  13-quinquies. COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art.  5,  comma  3)
che "Nelle  more  di  una  revisione  e  di  un  aggiornamento  degli
itinerari internazionali, i divieti e le prescrizioni di cui al comma
7 dell'articolo 23 del decreto legislativo n. 285 del 1992,  come  da
ultimo modificato dal comma 2 del  presente  articolo,  si  applicano
alle strade inserite nei citati itinerari che risultano  classificate
nei tipi  A  e  B.  Nel  caso  di  strade  inserite  negli  itinerari
internazionali che sono classificate nel  tipo  C,  i  divieti  e  le
prescrizioni di cui  al  periodo  precedente  si  applicano  soltanto
qualora sussistano comprovate ragioni di garanzia della sicurezza per
la circolazione stradale, da individuare  con  decreto  del  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (107) 
  Il D.L. 29 dicembre 2011,  n.  216,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 24 febbraio 2012, n. 14, ha disposto (con l'art.  11,  comma
6-bis) che "Il decreto  di  cui  all'articolo  23,  comma  7,  quarto
periodo, del codice della strada, di cui al  decreto  legislativo  30
aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, relativo ai cartelli
di  valorizzazione  e  promozione  del  territorio   indicanti   siti
d'interesse turistico e culturale, e' adottato entro il 31 marzo 2012
di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo
sport". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (150) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 3 aprile - 10 maggio 2019, n.
113  (in  G.U.  1ª   s.s.   15/05/2019,   n.   20),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 23, comma 12, del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della  strada),  nel
testo sostituito dall'art. 36,  comma  10-bis,  del  decreto-legge  6
luglio 2011, n.  98  (Disposizioni  urgenti  per  la  stabilizzazione
finanziaria), convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011,
n. 111, nella  parte  relativa  alla  determinazione  della  sanzione
pecuniaria della infrazione ivi prevista". 
                              Art. 24. 
                       Pertinenze delle strade 
 
  1. Le pertinenze stradali sono le parti della strada  destinate  in
modo permanente al servizio o all'arredo funzionale di essa. 
  2. Le pertinenze stradali sono regolate dalle presenti norme  e  da
quelle del regolamento e si distinguono in pertinenze di esercizio  e
pertinenze di servizio. 
  3. Sono pertinenze di  esercizio  quelle  che  costituiscono  parte
integrante  della  strada  o  ineriscono  permanentemente  alla  sede
stradale. 
  4. Sono pertinenze di servizio le aree di servizio, con i  relativi
manufatti per il rifornimento ed il ristoro degli utenti, le aree  di
parcheggio, le aree ed i fabbricati per la manutenzione delle  strade
o comunque destinati dall'ente  proprietario  della  strada  in  modo
permanente ed esclusivo al servizio della strada e dei  suoi  utenti.
Le pertinenze di servizio  sono  determinate,  secondo  le  modalita'
fissate nel regolamento, dall'ente proprietario della strada in  modo
che non intralcino la circolazione o limitino la visibilita'. 
  5. Le pertinenze  costituite  da  aree  di  servizio,  da  aree  di
parcheggio e da fabbricati destinate al ristoro  possono  appartenere
anche  a  soggetti  diversi  dall'ente  proprietario  ovvero   essere
affidate dall'ente proprietario in concessione  a  terzi  secondo  le
condizioni stabilite dal regolamento. 
 5-bis.  Per  esigenze  di  sicurezza  della  circolazione   stradale
connesse alla congruenza del progetto autostradale, le pertinenze  di
servizio relative alle strade di tipo A) sono  previste,  secondo  le
modalita'  fissate  dall'Autorita'  di  regolazione  dei   trasporti,
sentita l'Agenzia per le infrastrutture stradali  e  autostradali  di
cui  all'articolo  36  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.   98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 dai
progetti  dell'ente  proprietario   ovvero,   se   individuato,   del
concessionario  e  approvate  dal  concedente,  nel  rispetto   delle
disposizioni in materia di affidamento dei servizi  di  distribuzione
di carbolubrificanti e  delle  attivita'  commerciali  e  ristorative
nelle  aree  di  servizio  autostradali  di  cui   al   comma   5-ter
dell'articolo 11 della legge 23 dicembre 1992, n. 498,  e  successive
modificazioni, e  d'intesa  con  le  regioni,  esclusivamente  per  i
profili di competenza regionale. 
  6. Chiunque installa o mette in esercizio  impianti  od  opere  non
avendo   ottenuto   il   rilascio   dello   specifico   provvedimento
dell'autorita' pubblica previsto dalle vigenti disposizioni di  legge
e indicato nell'art. 26, o li trasforma o ne varia l'uso stabilito in
tale provvedimento, e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 868 a € 3.471)). (19)  (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  7. Chiunque viola le prescrizioni indicate nel provvedimento di cui
sopra e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di  una
somma ((da € 431 a € 1.734)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  8.  La  violazione  di  cui  al  comma  6   importa   la   sanzione
amministrativa accessoria della rimozione dell'impianto e delle opere
realizzate abusivamente, a carico dell'autore della violazione  ed  a
sue spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La
violazione di cui al  comma  7  importa  la  sanzione  amministrativa
accessoria   della   sospensione   dell'attivita'   esercitata   fino
all'attuazione delle prescrizioni violate, secondo le norme del  capo
I, sezione II, del titolo VI. L'attuazione successiva non  esime  dal
pagamento della somma indicata nel comma 7. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 25. 
             Attraversamenti ed uso della sede stradale 
 
  1. Non possono  essere  effettuati,  senza  preventiva  concessione
dell'ente proprietario, attraversamenti od uso della sede stradale  e
relative pertinenze con  corsi  d'acqua,  condutture  idriche,  linee
elettriche e di telecomunicazione, sia aeree che in cavo sotterraneo,
sottopassi e soprappassi, teleferiche di qualsiasi specie,  gasdotti,
serbatoi di combustibili liquidi, o con altri impianti ed opere,  che
possono comunque interessare la proprieta' stradale. Le opere di  cui
sopra devono, per quanto possibile, essere realizzate  in  modo  tale
che il loro uso e la loro manutenzione non intralci  la  circolazione
dei veicoli sulle strade, garantendo l'accessibilita' dalle fasce  di
pertinenza della strada. 
  1-bis. In caso di attraversamento a livelli sfalsati tra due strade
appartenenti a enti diversi, ferma restando  l'obbligatorieta'  della
concessione di cui al comma 1, le strutture  che  realizzano  l'opera
d'arte principale del sottopasso o sovrappasso, comprese le  barriere
di sicurezza nei  sovrappassi,  sono  di  titolarita'  dell'ente  che
rilascia la concessione qualora la strada  interferita  sia  di  tipo
superiore, con riferimento ai tipi definiti dall'articolo 2, comma 2,
a quello della strada interferente. 
  1-ter. Per ragioni di sicurezza  e  di  importanza  dei  flussi  di
traffico: 
    a) le strutture dei sottopassi e sovrappassi di strade di tipo  A
e B con strade di tipo inferiore, comprese le barriere  di  sicurezza
nei sovrappassi, sono di titolarita'  degli  enti  proprietari  delle
strade  di  tipo  A  e  B,  anche  quando  tali  enti  rilasciano  la
concessione all'attraversamento; 
    b) nel caso di attraversamento tra strada di tipo A e  strada  di
tipo B, le  strutture  dei  sottopassi  e  sovrappassi,  comprese  le
barriere di sicurezza nei sovrappassi, sono di titolarita'  dell'ente
proprietario della strada di tipo A; 
    c) nel caso di attraversamento tra strade di tipo A  appartenenti
a enti diversi, la  titolarita'  delle  strutture  dei  sottopassi  e
sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza  nei  sovrappassi,  e'
indicata nell'atto di concessione di cui al comma 1, che va rinnovato
o rilasciato se privo di tale indicazione; 
    ((c-bis) nel  caso  di  attraversamento  tra  strade  di  tipo  B
appartenenti a enti  diversi,  la  titolarita'  delle  strutture  dei
sottopassi e sovrappassi,  comprese  le  barriere  di  sicurezza  nei
sovrappassi, e' indicata, con preferenza per l'ente cui appartiene la
strada di interesse nazionale, nell'atto di  concessione  di  cui  al
comma  1,  che  va  rinnovato  o  rilasciato   se   privo   di   tale
indicazione)); 
    d) nel caso di attraversamento tra strade di tipo C  appartenenti
a enti diversi, la  titolarita'  delle  strutture  dei  sottopassi  e
sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza  nei  sovrappassi,  e'
indicata, con preferenza per  l'ente  cui  appartiene  la  strada  di
interesse nazionale, nell'atto di concessione di cui al comma 1,  che
va rinnovato o rilasciato se privo di tale indicazione. 
  1-quater. Fermo  quanto  previsto  dai  commi  1-bis  e  1-ter,  la
titolarita' delle strutture  delle  opere  d'arte  dei  sottopassi  e
sovrappassi, comprese le barriere di  sicurezza  nei  sovrappassi  e'
indicata in appositi atti convenzionali con cui vengono disciplinati,
in relazione alle nuove strutture ovvero a quelle esistenti alla data
di entrata in vigore della presente disposizione, le modalita' e  gli
oneri di realizzazione, gestione e manutenzione  a  carico  dell'ente
titolare  della  strada  interferente,   stipulati   tra   gli   enti
proprietari  ovvero  tra   i   gestori   delle   strade   interessate
dall'attraversamento a livello sfalsato. 
  1-quinquies. In relazione  ai  sottopassi  e  sovrappassi  stradali
esistenti, gli enti proprietari della strada interferita e di  quella
interferente provvedono, ove necessario anche mediante  trasferimento
della titolarita' delle opere d'arte da  realizzarsi  senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico della finanza  pubblica,  a  dare  attuazione
alle previsioni di cui ai commi 1-bis, 1-ter  e  1-quater  entro  sei
mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Gli
enti proprietari, nonche' i gestori  dei  medesimi  procedono,  senza
nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza  pubblica,  alla
formazione  e  all'aggiornamento  degli  elenchi  dei  sottopassi   e
sovrappassi, di cui risultano o divengano titolari in attuazione  dei
commi 1-bis, 1-ter e 1-quater. 
  2. Le concessioni sono rilasciate  soltanto  in  caso  di  assoluta
necessita', previo accertamento tecnico dell'autorita' competente  di
cui all'art. 26. 
  3. I cassonetti per  la  raccolta  dei  rifiuti  solidi  urbani  di
qualsiasi tipo e natura  devono  essere  collocati  in  modo  da  non
arrecare pericolo od intralcio alla circolazione. 
  4. Il regolamento stabilisce norme per gli attraversamenti e  l'uso
della sede stradale. 
  5. Chiunque realizza un'opera o un impianto di quelli previsti  nel
comma 1 o ne varia l'uso o ne mantiene l'esercizio senza  concessione
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
da € 868 a € 3.471. (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)  (101)  (114)
(124) (133) (145) 
  6. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nella  concessione
o  nelle  norme   del   regolamento   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da € 431 a  €  1.734.  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) (145) 
  7.  La  violazione  prevista  dal  comma  5  importa  la   sanzione
amministrativa accessoria dell'obbligo, a  carico  dell'autore  della
violazione ed a sue spese, della rimozione delle  opere  abusivamente
realizzate, secondo le norme del capo I, sezione II, del  titolo  VI.
La violazione prevista dal comma 6 importa la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione di ogni  attivita'  fino  all'attuazione
successiva delle prescrizioni violate, secondo le norme del  capo  I,
sezione II, del titolo VI. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 26. 
          Competenza per le autorizzazioni e le concessioni 
 
  1. Le autorizzazioni di cui  al  presente  titolo  sono  rilasciate
dall'ente proprietario della strada o da altro ente  da  quest'ultimo
delegato o dall'ente concessionario della strada in conformita'  alle
relative convenzioni; l'eventuale delega e' comunicata  al  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti o al  prefetto  se  trattasi  di
ente locale. 
  2. Le autorizzazioni e le concessioni di  cui  al  presente  titolo
sono di competenza dell'ente  proprietario  della  strada  e  per  le
strade in  concessione  si  provvede  in  conformita'  alle  relative
convenzioni. 
  3. Per  i  tratti  di  strade  statali,  regionali  o  provinciali,
correnti nell'interno di centri abitati con popolazione  inferiore  a
diecimila abitanti, il rilascio di concessioni e di autorizzazioni e'
di competenza del comune, previo nulla  osta  dell'ente  proprietario
della strada. 
  ((3-bis. Nel caso di interventi  finalizzati  all'installazione  di
reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga, il  nulla  osta
di cui al comma 3 e' rilasciato nel termine di quindici giorni  dalla
ricezione della richiesta da parte del comune)). 
  4. L'impianto su  strade  e  sulle  relative  pertinenze  di  linee
ferroviarie, tramviarie,  di  speciali  tubazioni  o  altre  condotte
comunque  destinate  a   servizio   pubblico,   o   anche   il   solo
attraversamento di strade o relative  pertinenze  con  uno  qualsiasi
degli impianti di cui sopra, sono autorizzati, in  caso  di  assoluta
necessita' e ove non siano possibili altre  soluzioni  tecniche,  con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il
Ministero dei trasporti, se trattasi di linea ferroviaria,  e  l'ente
proprietario della strada. 
                              Art. 27. 
    Formalita' per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni 
 
  1.  Le  domande  dirette  a  conseguire   le   concessioni   e   le
autorizzazioni di cui al presente titolo,  se  interessano  strade  o
autostrade   statali,   sono   presentate   al   competente   ufficio
dell'A.N.A.S  e,  in  caso  di  strade   in   concessione,   all'ente
concessionario che provvede a trasmetterle con il proprio  parere  al
competente ufficio dell'A.N.A.S., ove le convenzioni  di  concessione
non  consentono   al   concessionario   di   adottare   il   relativo
provvedimento. 
  2. Le domande rivolte a conseguire i provvedimenti di cui al  comma
1  interessanti  strade  non   statali   sono   presentate   all'ente
proprietario della strada. 
  3. Le domande sono corredate dalla relativa documentazione  tecnica
e  dall'impegno  del  richiedente  a  sostenere  tutte  le  spese  di
sopralluogo e di istruttoria, previo deposito di eventuali cauzioni. 
  4. I provvedimenti di concessione ed  autorizzazione  previsti  dal
presente titolo sono, in ogni caso, accordati senza  pregiudizio  dei
diritti dei terzi e con l'obbligo del titolare di riparare  eventuali
danni  derivanti  dalle  opere,  dalle  occupazioni  e  dai  depositi
autorizzati. 
  5. I provvedimenti di  concessione  ed  autorizzazione  di  cui  al
presente titolo, che sono rinnovabili alla loro scadenza, indicano le
condizioni e le prescrizioni di carattere  tecnico  o  amministrativo
alle quali esse sono assoggettate, la somma dovuta per  l'occupazione
o per l'uso concesso, nonche' la  durata,  che  non  potra'  comunque
eccedere gli anni ventinove. L'autorita' competente puo' revocarli  o
modificarli in qualsiasi momento per sopravvenuti motivi di  pubblico
interesse o di tutela della sicurezza stradale, senza essere tenuta a
corrispondere alcun indennizzo. 
  6. La durata dell'occupazione di suolo stradale per  l'impianto  di
pubblici servizi e' fissata  in  relazione  al  previsto  o  comunque
stabilito termine per l'ultimazione dei relativi lavori. 
  7. La somma dovuta per l'uso o l'occupazione delle strade  e  delle
loro pertinenze puo' essere stabilita  dall'ente  proprietario  della
strada in annualita' ovvero in unica soluzione. 
  8. Nel determinare la  misura  della  somma  si  ha  riguardo  alle
soggezioni  che  derivano  alla  strada  o  autostrada,   quando   la
concessione costituisce l'oggetto principale dell'impresa, al  valore
economico  risultante   dal   provvedimento   di   autorizzazione   o
concessione e al vantaggio che l'utente ne ricava. 
  9.   L'autorita'   competente   al   rilascio   dei   provvedimenti
autorizzatori di cui al presente titolo  puo'  chiedere  un  deposito
cauzionale. 
  10. Chiunque intraprende  lavori,  effettua  occupazioni  o  esegue
depositi interessanti le strade o autostrade e le relative pertinenze
per  le  quali  siano  prescritti  provvedimenti  autorizzatori  deve
tenere, nel luogo dei lavori, dell'occupazione  o  del  deposito,  il
relativo atto autorizzatorio  o  copia  conforme,  che  e'  tenuto  a
presentare ad ogni  richiesta  dei  funzionari,  ufficiali  o  agenti
indicati nell'art. 12. 
  11. Per la mancata presentazione del titolo di cui al comma  10  il
responsabile e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma ((da € 87 a € 345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
  12. La violazione del comma 10 importa la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione dei lavori, secondo le norme del capo I,
sezione  II,  del  titolo  VI.  In  ogni  caso   di   rifiuto   della
presentazione del  titolo  o  accertata  mancanza  dello  stesso,  da
effettuare senza indugio, la sospensione e' definitiva e ne  consegue
la  sanzione  amministrativa  accessoria   dell'obbligo,   a   carico
dell'autore della violazione, del ripristino a sue spese  dei  luoghi
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 28. 
          Obblighi dei concessionari di determinati servizi 
 
  ((1. I concessionari  di  ferrovie,  di  tranvie,  di  filovie,  di
funivie, di teleferiche, di linee elettriche e telefoniche, sia aeree
che sotteranee, quelli di servizi di oleodotti,  di  metanodotti,  di
distribuzione di acqua potabile o di gas, nonche' quelli  di  servizi
di fognature e quelli di servizi che interessano comunque le  strade,
hanno l'obbligo di osservare le condizioni e le prescrizioni  imposte
dall'ente proprietario per la conservazione della  strada  e  per  la
sicurezza della circolazione. Quando si tratta di impianti inerenti a
servizi di trasporto, i relativi  provvedimenti  sono  comunicati  al
Ministero dei trasporti o alla regione  competente.  Nel  regolamento
sono  indicate  le  modalita'  di  rilascio  delle   concessioni   ed
autorizzazioni all'esecuzione dei lavori ed i casi di deroga.)) 
  ((2. Qualora per comprovate  esigenze  della  viabilita'  si  renda
necessario  modificare  o  spostare  su   apposite   sedi   messe   a
disposizione dall'ente proprietario della  strada,  le  opere  e  gli
impianti eserciti dai soggetti indicati nel comma 1, l'onere relativo
allo spostamento dell'impianto e' a carico del gestore  del  pubblico
servizio; i termini e le modalita' per l'esecuzione dei  lavori  sono
previamente concordati  tra  le  parti,  contemperando  i  rispettivi
interessi pubblici perseguiti. In caso di ritardo ingiustificato,  il
gestore del pubblico servizio e' tenuto  a  risarcire  i  danni  e  a
corrispondere  le   eventuali   penali   fissate   nelle   specifiche
convenzioni.)) 
                              Art. 29. 
                         Piantagioni e siepi 
 
  1. I proprietari confinanti hanno l'obbligo di mantenere  le  siepi
in modo da non restringere o danneggiare la strada o  l'autostrada  e
di tagliare i rami delle piante che si protendono  oltre  il  confine
stradale e che nascondono  la  segnaletica  o  che  ne  compromettono
comunque  la  leggibilita'  dalla  distanza   e   dalla   angolazione
necessarie. 
  2. Qualora per effetto di intemperie o per  qualsiasi  altra  causa
vengano a cadere  sul  piano  stradale  alberi  piantati  in  terreni
laterali o ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario
di essi e' tenuto a rimuoverli nel piu' breve tempo possibile. 
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 173  a
€ 695)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114)  (124)  (133)
((145)) 
  4.  Alla  violazione  delle  precedenti  disposizioni  consegue  la
sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo, per  l'autore  della
stessa, del ripristino a sue spese dei luoghi o della rimozione delle
opere abusive secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 30. 
                Fabbricati, muri e opere di sostegno 
 
  1. I fabbricati ed i muri  di  qualunque  genere  fronteggianti  le
strade  devono  essere  conservati  in  modo  da  non   compromettere
l'incolumita' pubblica e da non arrecare danno alle  strade  ed  alle
relative pertinenze. 
  2. Salvi i provvedimenti  che  nei  casi  contingibili  ed  urgenti
possono  essere  adottati  dal  sindaco  a  tutela   della   pubblica
incolumita',   il   prefetto,   sentito   l'ente    proprietario    o
concessionario, puo' ordinare la demolizione o  il  consolidamento  a
spese dello  stesso  proprietario  dei  fabbricati  e  dei  muri  che
minacciano rovina se il  proprietario,  nonostante  la  diffida,  non
abbia provveduto a compiere le opere necessarie. 
  3.  In  caso  di  inadempienza  nel  termine  fissato,  l'autorita'
competente ai sensi del comma 2 provvede d'ufficio alla demolizione o
al consolidamento, addebitando le spese al proprietario. 
  4. La costruzione e la riparazione delle opere di sostegno lungo le
strade ed autostrade, qualora esse servano unicamente a difendere  ed
a sostenere i fondi adiacenti, sono  a  carico  dei  proprietari  dei
fondi stessi; se hanno per scopo la  stabilita'  o  la  conservazione
delle strade od autostrade, la costruzione o riparazione e' a  carico
dell'ente proprietario della strada. 
  5. La spesa si divide  in  ragione  dell'interesse  quando  l'opera
abbia scopo promiscuo. Il riparto della spesa e'  fatto  con  decreto
del Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  su  proposta
dell'ufficio periferico  dell'A.N.A.S.,  per  le  strade  statali  ed
autostrade e negli  altri  casi  con  decreto  del  presidente  della
regione, su proposta del competente ufficio tecnico. 
  6. La costruzione di opere di sostegno  che  servono  unicamente  a
difendere e a sostenere i fondi  adiacenti,  effettuata  in  sede  di
costruzione di nuove strade, e' a carico dell'ente cui appartiene  la
strada, fermo restando a carico dei proprietari dei fondi l'obbligo e
l'onere di manutenzione e di eventuale riparazione o ricostruzione di
tali opere. 
  7. In caso di mancata esecuzione di quanto compete  ai  proprietari
dei fondi si adotta nei confronti degli inadempienti la procedura  di
cui ai commi 2 e 3. 
  8. Chiunque non osserva le  disposizioni  di  cui  al  comma  1  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 431 a € 1.734)). (19) (29) (43) (52) (64)  (80)  (89)  (114)  (124)
(133) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 31. 
                       Manutenzione delle ripe 
 
  1. I proprietari devono mantenere le ripe dei fondi  laterali  alle
strade, sia a valle che a monte delle  medesime,  in  stato  tale  da
impedire franamenti o cedimenti del corpo stradale, ivi  comprese  le
opere di sostegno di cui all'art. 30, lo scoscendimento del  terreno,
l'ingombro  delle  pertinenze  e  della  sede  stradale  in  modo  da
prevenire la caduta di massi  o  di  altro  materiale  sulla  strada.
Devono altresi' realizzare, ove occorrono,  le  necessarie  opere  di
mantenimento ed evitare di eseguire interventi che possono causare  i
predetti eventi. 
  2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 159  a
€ 642)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (124) (133) ((145)) 
  3. La  violazione  suddetta  importa  a  carico  dell'autore  della
violazione la sanzione amministrativa accessoria  del  ripristino,  a
proprie spese, dello stato dei luoghi, secondo le norme del  capo  I,
sezione II, del titolo VI. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 32. 
                        Condotta delle acque 
 
  1. Coloro che hanno diritto  di  condurre  acque  nei  fossi  delle
strade sono tenuti a provvedere alla conservazione del  fosso  e,  in
difetto, a corrispondere all'ente proprietario della strada le  spese
necessarie per la manutenzione del fosso e per la  riparazione  degli
eventuali danni non causati da terzi. 
  2. Salvo quanto e' stabilito nell'art. 33, coloro che hanno diritto
di  attraversare  le  strade  con  corsi  o  condotte  d'acqua  hanno
l'obbligo di costruire e di mantenere i ponti e  le  opere  necessari
per il passaggio e per la condotta  delle  acque;  devono,  altresi',
eseguire e mantenere le altre opere d'arte, anche a monte e  a  valle
della strada, che siano o si rendano necessarie per l'esercizio della
concessione e  per  ovviare  ai  danni  che  dalla  medesima  possono
derivare alla strada  stessa.  Tali  opere  devono  essere  costruite
secondo le prescrizioni tecniche contenute nel disciplinare  allegato
all'atto  di  concessione  rilasciato  dall'ente  proprietario  della
strada e sotto la sorveglianza dello stesso. 
  3. L'irrigazione dei terreni laterali deve essere regolata in  modo
che le acque non cadano sulla sede stradale ne' comunque intersechino
questa e le sue pertinenze, al fine di  evitare  qualunque  danno  al
corpo   stradale   o   pericolo   per   la   circolazione.   A   tale
regolamentazione sono tenuti gli aventi diritto sui terreni laterali,
sui quali si effettua l'irrigazione. 
  4. L'ente proprietario della strada, nel caso che i soggetti di cui
ai commi 1 e 2 non provvedano a  quanto  loro  imposto,  ingiunge  ai
medesimi l'esecuzione delle opere necessarie  per  il  raggiungimento
delle finalita' di cui ai precedenti commi. In caso di inottemperanza
vi provvede d'ufficio, addebitando ai soggetti obbligati le  relative
spese. 
  5. Parimenti procede il prefetto in ordine agli  obblighi  indicati
nel  comma   1,   quando   non   siano   ottemperati   spontaneamente
dall'obbligato. 
  6. Chiunque viola le norme del presente articolo e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  173  a  €
695)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (133) ((145)) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 33. 
             Canali artificiali e manufatti sui medesimi 
 
  1. I proprietari e gli utenti di canali artificiali in  prossimita'
del confine stradale hanno l'obbligo di  porre  in  essere  tutte  le
misure di carattere tecnico idonee ad impedire l'afflusso delle acque
sulla sede stradale e ogni conseguente danno al corpo stradale e alle
fasce di pertinenza. 
  2. Gli oneri di manutenzione e rifacimento  di  manufatti  stradali
esistenti sopra canali artificiali sono a carico  dei  proprietari  e
degli utenti di questi, a meno che ne provino  la  preesistenza  alle
strade o abbiano titolo o possesso in contrario. 
  3. I manufatti a struttura portante in legname esistenti sui canali
artificiali  che  attraversano  la  strada  devono,   nel   caso   di
ricostruzione, essere eseguiti con strutture  murarie  o  in  cemento
armato, in ferro o miste secondo le  indicazioni  e  le  prescrizioni
tecniche dell'ente proprietario della strada in relazione ai  carichi
ammissibili per la strada interessata. Non sono  comprese  in  questa
disposizione le opere ricadenti  in  localita'  soggette  a  servitu'
militari  per  le  quali  si  ravvisa  l'opportunita'  di  provvedere
diversamente. 
  4. La ricostruzione dei manufatti in legname con le strutture e con
le  prescrizioni  sopra  indicate  e'  obbligatoria  da   parte   dei
proprietari o utenti delle acque ed e' a loro spese: 
    a) quando occorre spostare o allargare le strade attraversate  da
canali artificiali; 
    b)  quando,  a  giudizio  dell'ente  proprietario,  i   manufatti
presentano condizioni di insufficiente sicurezza. 
  5. E', altresi', a carico di detti proprietari la manutenzione  dei
manufatti ricostruiti. 
  6. In caso di ampliamento dei manufatti di ogni altro tipo, per dar
luogo all'allargamento della sede stradale, il relativo  costo  e'  a
carico dell'ente proprietario della strada, fermo restando  a  carico
dei  proprietari,  possessori  o  utenti  delle  acque   l'onere   di
manutenzione dell'intero manufatto. 
  7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 173  a
€ 695)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114)  (124)  (133)
((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 34. 
Oneri supplementari a carico  dei  mezzi  d'opera  per  l'adeguamento
                    delle infrastrutture stradali 
 
  1. I mezzi d'opera di cui all'art. 54, comma 1, lettera n),  devono
essere muniti, ai fini della circolazione, di  apposito  contrassegno
comprovante l'avvenuto pagamento di un indennizzo di  usura,  per  un
importo pari alla tassa di possesso, da corrispondere contestualmente
alla stessa e per la stessa durata. 
  2. Per la circolazione sulle  autostrade  dei  mezzi  d'opera  deve
essere  corrisposta  alle  concessionarie   un'ulteriore   somma   ad
integrazione dell'indennizzo di usura. Tale somma e' equivalente alla
tariffa autostradale applicata  al  veicolo  in  condizioni  normali,
maggiorata del 50 per cento,  e  deve  essere  versata  insieme  alla
normale tariffa alle porte controllate manualmente. 
  3. I  proventi  dell'indennizzo  di  usura,  di  cui  al  comma  1,
affluiscono  in  un  apposito  capitolo  dello  stato  di  previsione
dell'entrata del bilancio dello Stato. 
  4. Il  regolamento  determina  le  modalita'  di  assegnazione  dei
proventi delle somme di cui al comma 3 agli  enti  proprietari  delle
strade a esclusiva copertura delle spese per  le  opere  connesse  al
rinforzo, all'adeguamento e all'usura delle infrastrutture. (37)(128) 
  5. Se il mezzo d'opera circola senza  il  contrassegno  di  cui  al
comma 1, il conducente e' soggetto alla sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma  ((da  €  87  a  €  345)).  Se  non  e'  stato
corrisposto l'indennizzo d'usura previsto dal medesimo  comma  1,  si
applicano le sanzioni previste dall'art. 1, comma terzo, della  legge
24 gennaio 1978, n. 27, e  successive  modificazioni,  a  carico  del
proprietario.  (19)  (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)
(124)((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (37) 
  Il D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 56, ha disposto (con l'art. 1, comma
1, lettera b)) che a decorrere dall'anno 2001 cessano i trasferimenti
erariali in favore delle regioni a  statuto  ordinario  previsti  dal
comma 4 del presente articolo concernenti  gli  indennizzi  di  usura
derivanti dall'uso dei mezzi d'opera. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (128) 
  La L. 28 dicembre 2015, n. 208 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
596) che "A decorrere dall'anno 2016 cessano i trasferimenti erariali
in favore delle regioni a statuto speciale previsti dall'articolo 34,
comma  4,  del  decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,   e
dall'articolo 72, comma 3, del regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, concernenti gli
indennizzi di usura derivanti dall'uso dei mezzi d'opera". 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                             Art. 34-bis 
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 29 LUGLIO 2010, N. 120)) 

Capo II
ORGANIZZAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE E SEGNALETICA STRADALE

                              Art. 35. 
                             Competenze 
 
  1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e'  competente
ad impartire direttive  per  l'organizzazione  della  circolazione  e
della   relativa   segnaletica   stradale,   sentito   il   Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio per gli  aspetti  di  sua
competenza, su  tutte  le  strade  ((...)).  Stabilisce,  inoltre,  i
criteri per la pianificazione del traffico cui devono  attenersi  gli
enti proprietari delle strade, coordinando questi ultimi nei  casi  e
nei  modi  previsti  dal  regolamento  e,  comunque,  ove  si   renda
necessario. 
  2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e'  autorizzato
ad  adeguare  con  propri  decreti  le  norme  del  regolamento   per
l'esecuzione del presente codice alle direttive comunitarie  ed  agli
accordi internazionali  in  materia.  Analogamente  il  Ministro  dei
trasporti e' autorizzato ad adeguare  con  propri  decreti  le  norme
regolamentari relative alle segnalazioni di cui all'art. 44. 
  3.  L'Ispettorato  circolazione  e  traffico  del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti assume la denominazione di Ispettorato
generale per la circolazione e la sicurezza stradale,  che  e'  posto
alle dirette dipendenze  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti. All'Ispettorato sono demandate le attribuzioni di  cui  ai
commi 1  e  2,  nonche'  le  altre  attribuzioni  di  competenza  del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  di  cui  al  presente
codice, le quali sono svolte con autonomia funzionale ed operativa. 
                              Art. 36. 
Piani urbani del traffico e piani  del  traffico  per  la  viabilita'
                             extraurbana 
 
  1. Ai comuni, con  popolazione  residente  superiore  a  trentamila
abitanti,  e'  fatto  obbligo  dell'adozione  del  piano  urbano  del
traffico . 
  2. All'obbligo di cui al comma 1 sono tenuti ad adempiere i  comuni
con popolazione residente inferiore a  trentamila  abitanti  i  quali
registrino, anche in periodi  dell'anno,  una  particolare  affluenza
turistica, risultino interessati da elevati fenomeni di  pendolarismo
o siano, comunque,  impegnati  per  altre  particolari  ragioni  alla
soluzione di rilevanti problematiche derivanti da  congestione  della
circolazione  stradale.  L'elenco  dei   comuni   interessati   viene
predisposto dalla regione e pubblicato, a cura del ((Ministero  delle
infrastrutture e dei  trasporti)),  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana. 
  3. Le province provvedono, all'adozione di piani del  traffico  per
la viabilita' extraurbana d'intesa con  gli  altri  enti  proprietari
delle strade interessate . La  legge  regionale  puo'  prevedere,  ai
sensi dell'art. 19 della legge  8  giugno  1990,  n.  142,  che  alla
redazione del piano urbano del traffico delle aree, indicate all'art. 
17 della stessa, provvedano gli organi della citta' metropolitana. 
  4.  I  piani  di  traffico  sono   finalizzati   ad   ottenere   il
miglioramento delle condizioni  di  circolazione  e  della  sicurezza
stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico ed atmosferico  ed
il risparmio energetico, in accordo  con  gli  strumenti  urbanistici
vigenti e con  i  piani  di  trasporto  e  nel  rispetto  dei  valori
ambientali, stabilendo le priorita' e i  tempi  di  attuazione  degli
interventi. Il piano  urbano  del  traffico  prevede  il  ricorso  ad
adeguati sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione
e controllo del traffico, nonche' di verifica del rallentamento della
velocita ' e di dissuasione della sosta, al fine anche di  consentire
modifiche ai  flussi  della  circolazione  stradale  che  si  rendano
necessarie in relazione agli obiettivi da perseguire. 
  5. Il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni.  Il
sindaco o il sindaco metropolitano, ove ricorrano  le  condizioni  di
cui al comma 3, sono tenuti  a  darne  comunicazione  al  ((Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti)) per l' inserimento nel sistema
informativo previsto dall'art. 226, comma 2. Allo stesso  adempimento
e' tenuto il presidente della provincia quando  sia  data  attuazione
alla disposizione di cui al comma 3. 
  6. La redazione dei piani di traffico deve essere  predisposta  nel
rispetto delle direttive emanate dal ((Ministro delle  infrastrutture
e dei trasporti)), di concerto  con  il  ((Ministro  dell'ambiente  e
della tutela del territorio)) e il ((Ministro delle infrastrutture  e
dei trasporti)), sulla base delle indicazioni formulate dal  Comitato
interministeriale per la programmazione economica nel  trasporto.  Il
piano urbano del traffico  viene  adeguato  agli  obiettivi  generali
della programmazione economico-sociale e territoriale , fissati dalla
regione ai sensi dell'art. 3, comma 4, della legge 8 giugno 1990,  n.
142. 
  7. Per il perseguimento dei fini di cui ai commi 1 e 2 e anche  per
consentire la integrale attuazione di quanto previsto dal comma 3, le
autorita' indicate dall'art. 27, comma 3, della legge 8 giugno  1990,
n.  142,  convocano  una  conferenza  tra  i   rappresentanti   delle
amministrazioni, anche statali, interessate. 
  8. E' istituito, presso il ((Ministero delle infrastrutture  e  dei
trasporti)), l'albo degli esperti in materia di  piani  di  traffico,
formato mediante concorso biennale per titoli. Il bando  di  concorso
e' approvato con decreto del ((Ministro delle  infrastrutture  e  dei
trasporti)) di concerto con  il  Ministro  dell'universita'  e  della
ricerca scientifica e tecnologica. 
  9. A partire dalla data di formazione dell'albo  degli  esperti  di
cui al comma  8  e'  fatto  obbligo  di  conferire  l'incarico  della
redazione dei piani di traffico, oltre che  a  tecnici  specializzati
appartenenti al proprio Ufficio tecnico del traffico ,  agli  esperti
specializzati inclusi nell'albo stesso. 
  10. I comuni e gli enti inadempienti sono invitati, su segnalazione
del prefetto, dal ((Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti))
a provvedere entro  un  termine  assegnato,  trascorso  il  quale  il
Ministero provvede alla esecuzione d'ufficio del  piano  e  alla  sua
realizzazione. 
                              Art. 37. 
        Apposizione e manutenzione della segnaletica stradale 
 
  1. L'apposizione e la manutenzione della segnaletica, ad  eccezione
dei casi previsti nel regolamento per singoli segnali, fanno carico: 
    a) agli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati; 
    b) ai comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio  e
fine del centro abitato, anche se collocati su strade non comunali; 
    c) al comune, sulle strade  private  aperte  all'uso  pubblico  e
sulle strade locali; 
    d) nei tratti di strade non di proprieta' del comune  all'interno
dei centri abitati con popolazione inferiore ai  diecimila  abitanti,
agli enti proprietari delle singole strade limitatamente  ai  segnali
concernenti  le  caratteristiche  strutturali  o  geometriche   della
strada. La rimanente segnaletica e' di competenza del comune. 
  2. Gli enti di cui  al  comma  1  autorizzano  la  collocazione  di
segnali che indicano posti di servizio stradali, esclusi i segnali di
avvio ai posti di pronto soccorso che fanno carico agli enti  stessi.
L'apposizione e la manutenzione di detti segnali  fanno  carico  agli
esercenti. 
  2-bis. Gli enti di cui al comma 1 possono utilizzare,  nei  segnali
di  localizzazione  territoriale  del  confine  del  comune,   lingue
regionali o idiomi locali presenti  nella  zona  di  riferimento,  in
aggiunta alla denominazione nella lingua italiana. 
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 16 LUGLIO 2020, N. 76, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 11 SETTEMBRE 2020, N. 120)). 
                              Art. 38. 
                        Segnaletica stradale 
 
  1. La segnaletica stradale comprende i seguenti gruppi: 
    a) segnali verticali; 
    b) segnali orizzontali; 
    c) segnali luminosi; 
    d) segnali ed attrezzature complementari. 
  2. Gli utenti della strada devono rispettare le  prescrizioni  rese
note a mezzo della segnaletica stradale ancorche' in difformita'  con
le  altre  regole  di  circolazione.  Le  prescrizioni  dei   segnali
semaforici, esclusa quella lampeggiante gialla  di  pericolo  di  cui
all'art. 41, prevalgono su quelle date a mezzo dei segnali  verticali
e orizzontali che regolano la precedenza. Le prescrizioni dei segnali
verticali prevalgono su quelle dei segnali orizzontali. In ogni  caso
prevalgono le segnalazioni degli agenti di cui all'art. 43. 
  3. E' ammessa la collocazione temporanea di  segnali  stradali  per
imporre prescrizioni in caso di emergenza, urgenza e necessita',  ivi
comprese le attivita'  di  ispezioni  delle  reti  e  degli  impianti
tecnologici posti al di sotto della piattaforma stradale in deroga  a
quanto disposto dagli articoli 6 e 7. Gli utenti della strada  devono
rispettare le prescrizioni rese note a mezzo di tali  segnali,  anche
se appaiono in contrasto con altre regole della circolazione. 
  4. Quanto stabilito dalle presenti norme, e dal regolamento per  la
segnaletica stradale fuori dai centri abitati, si applica  anche  nei
centri abitati alle strade sulle quali sia fissato un limite  massimo
di velocita' pari o superiore a 70 km/h. 
  5. Nel regolamento sono stabiliti, per ciascun  gruppo,  i  singoli
segnali, i  dispositivi  o  i  mezzi  segnaletici,  nonche'  la  loro
denominazione, il significato, i tipi,  le  caratteristiche  tecniche
(forma, dimensioni, colori, materiali,  rifrangenza,  illuminazione),
le modalita' di tracciamento, apposizione ed  applicazione  (distanze
ed altezze), le norme tecniche di impiego, i casi di obbligatorieta'.
Sono, inoltre, indicate le  figure  di  ogni  singolo  segnale  e  le
rispettive  didascalie  costituiscono  esplicazione  del  significato
anche ai fini del comportamento dell'utente della strada.  I  segnali
sono, comunque, collocati  in  modo  da  non  costituire  ostacolo  o
impedimento alla circolazione delle persone invalide. 
  6. La collocazione della segnaletica stradale risponde a criteri di
uniformita'  sul  territorio  nazionale,  fissati  con  decreto   del
Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti  nel  rispetto  della
normativa comunitaria e internazionale vigente. 
  7. La segnaletica stradale deve essere sempre mantenuta in perfetta
efficienza da parte degli enti o esercenti obbligati alla sua posa in
opera e deve essere sostituita o reintegrata  o  rimossa  quando  sia
anche parzialmente inefficiente o non sia piu' rispondente allo scopo
per il quale e' stata collocata. 
  8. E' vietato apporre su un segnale di  qualsiasi  gruppo,  nonche'
sul retro dello stesso e sul suo sostegno,  tutto  cio'  che  non  e'
previsto dal regolamento. 
  9.  Il  regolamento  stabilisce  gli  spazi   da   riservare   alla
installazione   dei   complessi   segnaletici   di   direzione,    in
corrispondenza o prossimita' delle intersezioni stradali. 
  10.  Il  campo  di  applicazione  obbligatorio  della   segnaletica
stradale comprende le strade di uso pubblico e  tutte  le  strade  di
proprieta' privata aperte all'uso pubblico. Nelle  aree  private  non
aperte  all'uso  pubblico  l'utilizzo  e  la  posa  in  opera   della
segnaletica, ove adottata, devono essere conformi a quelli prescritti
dal regolamento. 
  11. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  12. I conducenti dei veicoli su  rotaia  quando  marciano  in  sede
promiscua sono tenuti a rispettare la segnaletica stradale, salvo che
sia diversamente disposto dalle presenti norme. 
  13. I soggetti  diversi  dagli  enti  proprietari  che  violano  le
disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 10 sono soggetti alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da €  422  a  €  1.694)).
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (114) (124) (133) ((145)) 
  14. Nei confronti degli  enti  proprietari  della  strada  che  non
adempiono agli obblighi di cui al presente articolo o al  regolamento
o  che  facciano  uso  improprio  delle  segnaletiche  previste,   il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ingiunge di  adempiere
a quanto dovuto. In caso di inottemperanza nel  termine  di  quindici
giorni dall'ingiunzione, provvede il Ministro delle infrastrutture  e
dei trasporti ponendo a carico dell'ente proprietario della strada le
spese relative,  con  ordinanza-ingiunzione  che  costituisce  titolo
esecutivo. 
  15.  Le  violazioni  da  parte  degli  utenti  della  strada  delle
disposizioni del presente articolo sono regolate dall'art. 146. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 39. 
                          Segnali verticali 
 
  1. I segnali verticali si dividono nelle seguenti categorie: 
    A) segnali di pericolo: preavvisano l'esistenza di  pericoli,  ne
indicano  la  natura  e  impongono  ai  conducenti   di   tenere   un
comportamento prudente; 
    B) segnali di prescrizione:  rendono  noti  obblighi,  divieti  e
limitazioni cui  gli  utenti  della  strada  devono  uniformarsi;  si
suddividono in: 
     a) segnali di precedenza; 
     b) segnali di divieto; 
     c) segnali di obbligo; 
    C) segnali di indicazione: hanno  la  funzione  di  fornire  agli
utenti della strada informazioni necessarie o utili per  la  guida  e
per la individuazione di localita', itinerari, servizi ed impianti; 
   si suddividono in: 
     a) segnali di preavviso; 
     b) segnali di direzione; 
     c) segnali di conferma; 
     d) segnali di identificazione strade; 
     e) segnali di itinerario; 
     f) segnali di localita' e centro abitato; 
     g) segnali di nome strada; 
     h) segnali turistici e di territorio; 
     i) altri segnali che danno informazioni necessarie per la  guida
dei veicoli; 
     l) altri segnali che indicano installazioni o servizi. 
  2. Il regolamento stabilisce forme, dimensioni,  colori  e  simboli
dei segnali stradali verticali e le loro modalita' di  impiego  e  di
apposizione. 
  3. Ai soggetti diversi dagli enti proprietari delle strade che  non
rispettano le disposizioni del presente articolo e del regolamento si
applica il comma 13 dell'art. 38. 
                               Art. 40 
                         Segnali orizzontali 
 
  1. I segnali  orizzontali,  tracciati  sulla  strada,  servono  per
regolare la circolazione,  per  guidare  gli  utenti  e  per  fornire
prescrizioni od utili indicazioni per  particolari  comportamenti  da
seguire. 
  2. I segnali orizzontali si dividono in: 
  - strisce longitudinali; 
  - strisce trasversali; 
  - attraversamenti pedonali o ciclabili; 
  - frecce direzionali; 
  - iscrizioni e simboli; 
  - strisce di delimitazione degli stalli di sosta  o  per  la  sosta
riservata; 
  - isole di traffico o  di  presegnalamento  di  ostacoli  entro  la
carreggiata; 
  - strisce di delimitazione della fermata dei veicoli in servizio di
trasporto pubblico di linea; 
  - altri segnali stabiliti dal regolamento. 
  3. Le strisce longitudinali possono essere continue o  discontinue.
Le continue, ad eccezione di  quelle  che  delimitano  le  corsie  di
emergenza, indicano il limite invalicabile di una corsia di marcia  o
della carreggiata; le discontinue delimitano le corsie di marcia o la
carreggiata. 
  4. Una striscia longitudinale continua  puo'  affiancarne  un'altra
discontinua; in tal caso esse indicano ai conducenti, marcianti  alla
destra di quella discontinua, la possibilita' di oltrepassarle. 
  5. Una striscia trasversale continua indica  il  limite  prima  del
quale  il  conducente  ha  l'obbligo  di  arrestare  il  veicolo  per
rispettare le prescrizioni semaforiche o il segnale  di  "fermarsi  e
dare precedenza" o il segnale di  "passaggio  a  livello"  ovvero  un
segnale  manuale  del  personale  che  espleta  servizio  di  polizia
stradale. 
  6. Una striscia trasversale discontinua indica il limite prima  del
quale  il  conducente  ha  l'obbligo  di  arrestare  il  veicolo,  se
necessario, per rispettare il segnale "dare precedenza". 
  7.  Nel  regolamento  sono  stabilite  norme  per  le   forme,   le
dimensioni, i colori, i simboli  e  le  caratteristiche  dei  segnali
stradali orizzontali, nonche' le loro modalita' di applicazione. 
  8.  Le   strisce   longitudinali   continue   non   devono   essere
oltrepassate; le discontinue possono essere oltrepassate  sempre  che
siano rispettate tutte le altre norme  di  circolazione.  E'  vietato
valicare le strisce longitudinali continue, tranne  che  dalla  parte
dove e' eventualmente affiancata una discontinua. 
  9. Le strisce di margine continue possono essere oltrepassate  solo
dai veicoli in attivita' di servizio  di  pubblico  interesse  e  dai
veicoli che debbono effettuare una sosta di emergenza. 
  10. E' vietata: 
    a) la sosta sulle carreggiate i cui margini sono  evidenziati  da
una striscia continua; 
    b) la circolazione sopra le strisce longitudinali, salvo che  per
il cambio di corsia; 
    c) la circolazione  dei  veicoli  non  autorizzati  sulle  corsie
riservate. 
  11. In corrispondenza degli attraversamenti pedonali  i  conducenti
dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni  che  hanno  iniziato
l'attraversamento; analogo comportamento devono tenere  i  conducenti
dei veicoli  nei  confronti  dei  ciclisti  in  corrispondenza  degli
attraversamenti ciclabili. Gli attraversamenti pedonali devono essere
sempre accessibili anche alle persone  non  deambulanti  su  sedie  a
ruote; a tutela dei non vedenti possono essere  collocati  segnali  a
pavimento  o  altri  segnali  di  pericolo   in   prossimita'   degli
attraversamenti stessi. 
                              Art. 41. 
                          Segnali luminosi 
 
  1. I segnali luminosi si suddividono nelle seguenti categorie: 
    a) segnali luminosi di pericolo e di prescrizione; 
    b) segnali luminosi di indicazione; 
    b-bis) tabelloni luminosi rilevatori  della  velocita'  in  tempo
reale dei veicoli in transito; 
    c) lanterne semaforiche veicolari normali; 
    d) lanterne semaforiche veicolari di corsia; 
    e) lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto pubblico; 
    f) lanterne semaforiche pedonali; 
    g) lanterne semaforiche per velocipedi; 
    h) lanterne semaforiche veicolari per corsie reversibili; 
    i) lanterna semaforica gialla lampeggiante; 
    l) lanterne semaforiche speciali; 
    m) segnali luminosi particolari. 
  2. Le luci delle lanterne semaforiche  veicolari  normali  sono  di
forma circolare e di colore: 
  - rosso, con significato di arresto; 
  - giallo, con significato di preavviso di arresto; 
  - verde, con significato di via libera. 
  3. Le luci delle lanterne semaforiche di corsia  sono  a  forma  di
freccia colorata su fondo nero; i colori sono rosso, giallo e  verde;
il significato e' identico a quello delle luci di cui al comma 2,  ma
limitatamente  ai  veicoli  che  devono  proseguire  nella  direzione
indicata dalla freccia. 
  4. Le luci delle lanterne semaforiche per i  veicoli  di  trasporto
pubblico sono a forma di barra bianca su fondo nero, orizzontale  con
significato di arresto, verticale o inclinata a destra o sinistra con
significato di  via  libera,  rispettivamente  diritto,  a  destra  o
sinistra, e di un triangolo giallo su fondo nero, con significato  di
preavviso di arresto. 
  5. Gli attraversamenti pedonali semaforizzati possono essere dotati
di segnalazioni acustiche per non vedenti.  Le  luci  delle  lanterne
semaforiche pedonali sono a forma di pedone colorato su fondo nero. I
colori sono: 
    a) rosso, con significato di arresto e non consente ai pedoni  di
effettuare l'attraversamento, ne' di impegnare la carreggiata; 
    b)  giallo,  con  significato  di  sgombero  dell'attraversamento
pedonale e consente  ai  pedoni  che  si  trovano  all'interno  dello
attraversamento di sgombrarlo il piu' rapidamente possibile e vieta a
quelli che si trovano sul marciapiede di impegnare la carreggiata; 
    c) verde, con significato di via  libera  e  consente  ai  pedoni
l'attraversamento della carreggiata nella sola  direzione  consentita
dalla luce verde. 
  6. Le luci delle lanterne semaforiche per velocipedi sono  a  forma
di bicicletta colorata su fondo nero; i colori sono rosso,  giallo  e
verde; il significato e' identico a quello delle luci di cui al comma
2, ma limitatamente ai velocipedi provenienti da una pista ciclabile. 
  7. Le luci delle lanterne semaforiche per corsie  reversibili  sono
rossa a forma di X, con  significato  di  divieto  di  percorrere  la
corsia o di impegnare il varco sottostante la luce, e verde  a  forma
di freccia, con significato di consenso a percorrere la corsia  o  ad
impegnare il varco sottostante la luce. 
  8. Tutti i segnali e dispositivi  luminosi  previsti  dal  presente
articolo sono soggetti ad omologazione da parte del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti,  previo  accertamento  del  grado  di
protezione  e  delle   caratteristiche   geometriche,   fotometriche,
cromatiche e di idoneita' indicati dal regolamento  e  da  specifiche
normative. 
  ((8-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione,   nelle   lanterne   semaforiche,   le    lampade    ad
incandescenza, quando  necessitino  di  sostituzione,  devono  essere
sostituite con lampade a basso consumo energetico,  ivi  comprese  le
lampade realizzate con tecnologia a LED.  Le  lampade  da  utilizzare
nelle lanterne  semaforiche  devono  avere  marcatura  CE  e  attacco
normalizzato  E27  e  assicurare  l'accensione  istantanea.  La  loro
sostituzione deve essere eseguita  utilizzando  la  struttura  ottica
della lanterna semaforica gia' esistente, ove cio'  sia  tecnicamente
possibile senza  apportarvi  modifiche.  Le  lampade  realizzate  con
tecnologia a LED, in caso di rottura anche  di  un  solo  componente,
devono spegnersi automaticamente in modo da  garantire  l'uniformita'
del segnale luminoso durante il loro funzionamento)). 
  9. Durante il periodo di accensione della  luce  verde,  i  veicoli
possono  procedere  verso  tutte  le   direzioni   consentite   dalla
segnaletica verticale ed orizzontale; in  ogni  caso  i  veicoli  non
possono impegnare l'area di intersezione se i conducenti non hanno la
certezza di poterla sgombrare prima dell'accensione della luce rossa;
i conducenti devono  dare  sempre  la  precedenza  ai  pedoni  ed  ai
ciclisti  ai  quali  sia  data  contemporaneamente  via   libera;   i
conducenti in svolta devono, altresi', dare la precedenza ai  veicoli
provenienti da destra ed ai veicoli della corrente di traffico  nella
quale vanno ad immettersi. 
  10. Durante il periodo di accensione della luce gialla,  i  veicoli
non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l'arresto, di
cui al comma 11, a meno che vi si trovino cosi' prossimi, al  momento
dell'accensione della luce gialla, che non possano piu' arrestarsi in
condizioni  di  sufficiente  sicurezza;  in  tal  caso  essi   devono
sgombrare  sollecitamente  l'area  di  intersezione   con   opportuna
prudenza. 
  11. Durante il periodo di accensione della luce  rossa,  i  veicoli
non devono superare la striscia  di  arresto;  in  mancanza  di  tale
striscia i veicoli non devono impegnare l'area di  intersezione,  ne'
l'attraversamento pedonale, ne' oltrepassare il segnale, in  modo  da
poterne osservare le indicazioni. 
  12. Le luci delle lanterne semaforiche veicolari di corsia o quelle
per i veicoli di trasporto pubblico hanno lo stesso significato delle
corrispondenti  luci   delle   lanterne   semaforiche   normali,   ma
limitatamente ai soli veicoli che devono proseguire  nella  direzione
indicata dalle frecce o dalle barre; di conseguenza, i conducenti  di
detti veicoli devono attenersi alle stesse  disposizioni  di  cui  ai
commi 9, 10 e 11. 
  13. Nel caso in cui la lanterna semaforica pedonale o quella per  i
velocipedi risulti spenta o presenti indicazioni anomale, il pedone o
il ciclista ha l'obbligo  di  usare  particolare  prudenza  anche  in
relazione alla possibilita' che verso altre  direzioni  siano  accese
luci che consentano il passaggio ai veicoli che interferiscono con la
sua traiettoria di attraversamento. 
  14. Durante il periodo di accensione delle  luci  verde,  giallo  o
rossa a forma di bicicletta,  i  ciclisti  devono  tenere  lo  stesso
comportamento dei veicoli nel caso di lanterne semaforiche  veicolari
normali di cui rispettivamente ai commi 9, 10 e 11. 
  15. In assenza di lanterne semaforiche per i velocipedi, i ciclisti
sulle intersezioni semaforizzate devono assumere il comportamento dei
pedoni. 
  16. Durante il periodo di  accensione  delle  luci  delle  lanterne
semaforiche  per  corsie  reversibili,  i  conducenti   non   possono
percorrere la corsia o impegnare il varco sottostanti alla luce rossa
a forma di X; possono percorrere  la  corsia  o  impegnare  il  varco
sottostanti la luce verde a forma di freccia rivolta verso il  basso.
E' vietato ai veicoli di arrestarsi comunque dinnanzi alle luci delle
lanterne semaforiche per corsie reversibili anche quando  venga  data
l'indicazione della X rossa. 
  17. In presenza di una luce gialla lampeggiante, di cui al comma 1,
lettera i), i veicoli possono procedere purche' a moderata  velocita'
e con particolare prudenza, rispettando le norme di precedenza. 
  18. Qualora per avaria o per altre cause  una  lanterna  semaforica
veicolare  di  qualsiasi  tipo  sia  spenta  o  presenti  indicazioni
anomale, il conducente ha l'obbligo di procedere a minima velocita' e
di usare particolare prudenza anche in  relazione  alla  possibilita'
che verso  altre  direzioni  siano  accese  luci  che  consentono  il
passaggio. Se, peraltro, le indicazioni a lui dirette  sono  ripetute
da altre lanterne semaforiche efficienti egli  deve  tener  conto  di
esse. 
  19. Il regolamento stabilisce forme,  caratteristiche,  dimensioni,
colori e simboli  dei  segnali  luminosi,  nonche'  le  modalita'  di
impiego e il comportamento che l'utente della strada deve  tenere  in
rapporto alle varie situazioni segnalate. 
                              Art. 42. 
                        Segnali complementari 
 
  1. I segnali complementari sono destinati ad evidenziare o  rendere
noto: 
    a) il tracciato stradale; 
    b) particolari curve e punti critici; 
    c) ostacoli posti sulla carreggiata o ad essa adiacenti. 
  2. Sono, altresi', segnali complementari i dispositivi destinati ad
impedire la sosta o a rallentare la velocita'. 
  3. Il regolamento stabilisce forme, dimensioni,  colori  e  simboli
dei segnali complementari, le loro caratteristiche costruttive  e  le
modalita' di impiego e di apposizione. 
                              Art. 43. 
               Segnalazioni degli agenti del traffico 
 
  1. Gli utenti della strada sono tenuti ad ottemperare senza indugio
alle  segnalazioni  degli  agenti  preposti  alla   regolazione   del
traffico. 
  2. Le prescrizioni date mediante segnalazioni eseguite dagli agenti
annullano ogni altra prescrizione  data  a  mezzo  della  segnaletica
stradale ovvero delle norme di circolazione. 
  3. Le segnalazioni degli agenti sono, in particolare, le seguenti: 
    a) braccio alzato verticalmente significa: "attenzione,  arresto"
per tutti gli utenti, ad eccezione dei conducenti che non siano  piu'
in grado di fermarsi in sufficienti condizioni di  sicurezza;  se  il
segnale e' fatto in una intersezione, esso non  impone  l'arresto  ai
conducenti che abbiano gia' impegnato l'intersezione stessa; 
    b) braccia o braccio tesi orizzontalmente significano:  "arresto"
per tutti  gli  utenti,  qualunque  sia  il  loro  senso  di  marcia,
provenienti da direzioni intersecanti quella indicata dal  braccio  o
dalle braccia e per contro "via libera" per coloro che percorrono  la
direzione indicata dal braccio o dalle braccia. 
  4. Dopo  le  segnalazioni  di  cui  al  comma  3,  l'agente  potra'
abbassare il braccio o  le  braccia;  la  nuova  posizione  significa
ugualmente "arresto" per tutti gli utenti che si  trovano  di  fronte
all'agente o dietro di lui e "via libera" per coloro che  si  trovano
di fianco. 
  5. Gli agenti, per esigenze connesse con  la  fluidita'  o  con  la
sicurezza  della  circolazione,  possono  altresi  far  accelerare  o
rallentare la  marcia  dei  veicoli,  fermare  o  dirottare  correnti
veicolari o singoli veicoli, nonche' dare altri  ordini  necessari  a
risolvere situazioni  contingenti,  anche  se  in  contrasto  con  la
segnaletica esistente, ovvero con le norme di circolazione. 
  6. Nel regolamento sono precisate altre segnalazioni  eventualmente
necessarie per la regolazione del traffico, nonche' modalita' e mezzi
per rendere facilmente riconoscibili e visibili a  distanza,  sia  di
giorno che  di  notte,  gli  agenti  preposti  alla  regolazione  del
traffico  e  i  loro  ordini,  anche  a  mezzo  di  apposito  segnale
distintivo. 
                              Art. 44. 
                         Passaggi a livello 
 
  1. In corrispondenza dei  passaggi  a  livello  con  barriere  puo'
essere collocato, a destra della strada, un dispositivo ad  una  luce
rossa fissa, posto a cura e  spese  dell'esercente  la  ferrovia,  il
quale avverta in tempo utile della chiusura delle barriere, integrato
da  altro  dispositivo  di  segnalazione  acustica.  I   dispositivi,
luminoso e acustico, sono obbligatori qualora  trattasi  di  barriere
manovrate a  distanza  o  non  visibili  direttamente  dal  posto  di
manovra. Sono considerate barriere le sbarre, i cancelli e gli  altri
dispositivi di chiusura equivalenti. 
  2. In corrispondenza dei passaggi a livello con  semibarriere  deve
essere  collocato,  sulla  destra  della  strada,  a  cura  e   spese
dell'esercente la ferrovia, un dispositivo luminoso a due luci  rosse
lampeggianti alternativamente che entra in funzione per avvertire  in
tempo utile  della  chiusura  delle  semibarriere,  integrato  da  un
dispositivo di segnalazione acustica. Le semibarriere possono  essere
installate solo nel caso che la carreggiata sia divisa nei due  sensi
di marcia da spartitraffico invalicabile  di  adeguata  lunghezza.  I
passaggi a livello su strada a senso unico  muniti  di  barriere  che
sbarrano  l'intera  carreggiata  solo  in  entrata  sono  considerati
passaggi a livello con semibarriere. 
  3.  Nel  regolamento  sono  stabiliti  i   segnali   verticali   ed
orizzontali obbligatori di  presegnalazione  e  di  segnalazione  dei
passaggi  a  livello,  le  caratteristiche  dei  segnali   verticali,
luminosi ed acustici, nonche' la superficie minima rifrangente  delle
barriere, delle semibarriere e dei cavalletti da collocare in caso di
avaria. 
  4. Le opere necessarie ((per l'adeguamento dei passaggi a livello e
quelle)) per assicurare la visibilita'  delle  strade  ferrate  hanno
carattere di pubblica utilita', nonche' di indifferibilita' e urgenza
ai fini dell'applicazione delle leggi sulle espropriazioni per  causa
di pubblica utilita'. 
                              Art. 45. 
Uniformita' della segnaletica, dei mezzi di regolazione  e  controllo
                           ed omologazioni 
 
  1.  Sono  vietati  la  fabbricazione  e  l'impiego  di  segnaletica
stradale non prevista o non conforme a quella stabilita dal  presente
codice, dal regolamento o dai decreti o  da  direttive  ministeriali,
nonche' la collocazione dei segnali e dei mezzi segnaletici  in  modo
diverso da quello prescritto. 
  2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puo'  intimare
agli enti proprietari,  concessionari  o  gestori  delle  strade,  ai
comuni  e  alle  province,  alle  imprese  o  persone  autorizzate  o
incaricate  della  collocazione  della  segnaletica,  di  sostituire,
integrare, spostare, rimuovere o correggere, entro un termine massimo
di quindici giorni, ogni segnale non conforme,  per  caratteristiche,
modalita' di scelta del simbolo, di impiego,  di  collocazione,  alle
disposizionI delle presenti norme e del regolamento,  dei  decreti  e
direttive  ministeriali,  ovvero  quelli   che   possono   ingenerare
confusione  con  altra  segnaletica,  nonche'   a   provvedere   alla
collocazione della  segnaletica  mancante.  Per  la  segnaletica  dei
passaggi a livello di cui all'art. 44 i provvedimenti  vengono  presi
d'intesa con il Ministero dei trasporti. 
  3. Decorso inutilmente il  tempo  indicato  nella  intimazione,  la
rimozione, la sostituzione, l'installazione, lo  spostamento,  ovvero
la correzione e quanto altro  occorre  per  rendere  le  segnalazioni
conformi alle norme di cui al comma 2, sono effettuati dal  Ministero
delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  che  esercita  il   potere
sostitutivo nei confronti degli  enti  proprietari,  concessionari  o
gestori delle strade, a cura dei dipendenti degli uffici  centrali  o
periferici. 
  4.  Le  spese  relative  sono   recuperate   dal   Ministro   delle
infrastrutture e dei trasporti, a  carico  degli  enti  inadempienti,
mediante ordinanza che costituisce titolo esecutivo. 
  5. Per i segnali che indicano installazioni o servizi, posti in op-
era dai soggetti autorizzati, l'ente proprietario della  strada  puo'
intimare, ove occorra, ai soggetti stessi di  reintegrare,  spostare,
rimuovere immediatamente e,  comunque,  non  oltre  dieci  giorni,  i
segnali che non siano conformi alle norme di cui al  comma  2  o  che
siano anche parzialmente deteriorati o non piu'  corrispondenti  alle
condizioni locali o che possano disturbare o confondere la visione di
altra segnaletica stradale. Decorso inutilmente il  termine  indicato
nella  intimazione,  l'ente  proprietario   della   strada   provvede
d'ufficio,  a  spese  del  trasgressore.  Il  prefetto  su  richiesta
dell'ente proprietario ne ingiunge il pagamento con propria ordinanza
che costituisce titolo esecutivo. 
  6. Nel regolamento sono precisati  i  segnali,  i  dispositivi,  le
apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e  regolazione
del traffico, nonche' quelli atti all'accertamento e  al  rilevamento
automatico  delle  violazioni  alle  norme  di  circolazione,  ed   i
materiali che, per la loro fabbricazione e diffusione, sono  soggetti
all'approvazione  od  omologazione  da  parte  del  Ministero   delle
infrastrutture   e   dei   trasporti,   previo   accertamento   delle
caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneita' e
di quanto altro necessario. Nello stesso regolamento  sono  precisate
altresi' le modalita' di omologazione e di approvazione. (126) 
  7. Chiunque viola le norme  del  comma  1  e  quelle  relative  del
regolamento, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma da € 431 a € 1.734. (19) (29) (43) (52) (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) (145) 
  8. La fabbricazione dei segnali stradali e' consentita alle imprese
autorizzate  dall'Ispettorato  generale  per  la  circolazione  e  la
sicurezza stradale di cui all'art. 35, comma 3, che provvede, a mezzo
di specifico servizio, ad accertare i requisiti tecnico-professionali
e la dotazione di adeguate  attrezzature  che  saranno  indicati  nel
regolamento. Nel regolamento sono,  altresi',  stabiliti  i  casi  di
revoca dell'autorizzazione. 
  9. Chiunque abusivamente costruisce, fabbrica o  vende  i  segnali,
dispositivi o apparecchiature, di cui al comma  6,  non  omologati  o
comunque difformi dai prototipi omologati o  approvati  e'  soggetto,
ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa  del
pagamento di una somma da € 868 a € 3.471. A tale violazione consegue
la sanzione  amministrativa  accessoria  della  confisca  delle  cose
oggetto della violazione, secondo le norme del capo  I,  sezione  II,
del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101)  (114)  (124)
(133) (145) 
  9-bis. E' vietata la produzione, la commercializzazione e l'uso  di
dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza
e consentono la  localizzazione  delle  apposite  apparecchiature  di
rilevamento di cui all'articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi
di polizia stradale per il controllo delle violazioni. 
  9-ter. Chiunque produce, commercializza o utilizza i dispositivi di
cui al comma 9-bis e' soggetto, ove il fatto non  costituisca  reato,
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 827 a  €
3.312. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria
della confisca della cosa oggetto della violazione secondo  le  norme
del Capo I, Sezione II, del Titolo VI.  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)
(114) (124) (133) (145) 
                                                              ((153)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (126) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 29 aprile - 18  giugno  2015,
n.  113  (in  G.U.  1ª  s.s.  24/6/2015,  n.   25),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 45, comma 6,  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella
parte in cui non  prevede  che  tutte  le  apparecchiature  impiegate
nell'accertamento delle violazioni  dei  limiti  di  velocita'  siano
sottoposte a verifiche periodiche di funzionalita' e di taratura". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (153) 
  Il Decreto 4 dicembre 2019 (in G.U. 24/01/2020, n. 19) ha disposto: 
  -  (con  l'art.  1,  comma  1)  che  "Alle  disposizioni,  relative
all'omologazione dei pannelli per  la  segnalazione  della  sporgenza
longitudinale del carico, previste dall'art. 45 del  Codice  e  dagli
articoli  192  e  361  del  Regolamento,  subentra  il  regime  delle
dichiarazioni di prestazioni di prodotto, ai  sensi  del  regolamento
(UE) n. 305/2011"; 
  - (con l'art. 2, comma 1) che "I  dispositivi  segnaletici  di  cui
all'art. 1, comma 1, prodotti sulla base dell'omologazione  ai  sensi
dell'art. 45 del Codice e degli articoli 192 e 361 del Regolamento, e
gia' in uso, conservano la loro validita'"; 
  - (con l'art. 2, comma 2) che "I  dispositivi  segnaletici  di  cui
all'art. 1, comma 1, prodotti sulla base dell'omologazione  ai  sensi
dell'art. 45 del Codice e degli articoli 192 e 361  del  Regolamento,
possono essere commercializzati sino al 31 dicembre 2020"; 
  - (con l'art. 2, comma 3) che "I  dispositivi  segnaletici  di  cui
all'art. 1, comma 1, gia' provvisti della prestazione di prodotto, ai
sensi  del  regolamento  (UE)  n.  305/2011,   conservano   la   loro
validita'"; 
  - (con l'art. 2, comma 4) che "A decorrere dal 1°  gennaio  2021  i
dispositivi segnaletici di cui all'art. 1, comma  1,  ai  fini  della
commercializzazione, devono  essere  provvisti  esclusivamente  della
dichiarazione di prestazione di prodotto". 

TITOLO III
DEI VEICOLI
Capo I
DEI VEICOLI IN GENERALE

                              Art. 46. 
                         Nozione di veicolo 
 
  1. Ai fini delle  norme  del  presente  codice,  si  intendono  per
veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie,  che  circolano  sulle
strade  guidate  dall'uomo.  ((Non  rientrano  nella  definizione  di
veicolo: 
    a) le macchine per uso di bambini,  le  cui  caratteristiche  non
superano i limiti stabiliti dal regolamento; 
    b) le macchine per uso di invalidi,  rientranti  tra  gli  ausili
medici  secondo  le  vigenti  disposizioni  comunitarie,   anche   se
asservite da motore)). 
(4) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 47. 
                     Classificazione dei veicoli 
 
  1. I veicoli si classificano, ai fini  del  presente  codice,  come
segue: 
    a) veicoli a braccia; 
    b) veicoli a trazione animale; 
    c) velocipedi; 
    d) slitte; 
    e) ciclomotori; 
    f) motoveicoli; 
    g) autoveicoli; 
    h) filoveicoli; 
    i) rimorchi; 
    l) macchine agricole; 
    m) macchine operatrici; 
    n) veicoli con caratteristiche atipiche. 
  2. I veicoli a motore e i loro rimorchi, di cui al comma 1, lettere
e), f), g), h), i) e n) sono altresi' classificati come segue in base
alle categorie internazionali: 
    a) 
    - categoria ((L1e)): veicoli a due ruote la  cilindrata  del  cui
motore (se si tratta di motore termico) non supera i 50 cc e  la  cui
velocita'  massima  di  costruzione  (qualunque  sia  il  sistema  di
propulsione) non supera i ((45 km/h)); 
    - categoria ((L2e)): veicoli a tre ruote la  cilindrata  del  cui
motore (se si tratta di motore termico) non supera i 50 cc e  la  cui
velocita'  massima  di  costruzione  (qualunque  sia  il  sistema  di
propulsione) non supera i ((45 km/h)); 
    - categoria ((L3e)): veicoli a due ruote la  cilindrata  del  cui
motore (se si tratta di motore termico) supera  i  50  cc  o  la  cui
velocita'  massima  di  costruzione  (qualunque  sia  il  sistema  di
propulsione) supera i ((45 km/h)); 
    - categoria ((L4e)): veicoli a tre  ruote  asimmetriche  rispetto
all'asse longitudinale mediano, la cilindrata del cui motore  (se  si
tratta di motore termico) supera i 50 cc o la cui  velocita'  massima
di costruzione (qualunque sia il sistema  di  propulsione)  supera  i
((45 km/h)) (motocicli con carrozzetta laterale); 
    - categoria ((L5e)): veicoli a  tre  ruote  simmetriche  rispetto
all'asse longitudinale mediano, la cilindrata del cui motore  (se  si
tratta di motore termico) supera i 50 cc o la cui  velocita'  massima
di costruzione (qualunque sia il sistema  di  propulsione)  supera  i
((45 km/h)); 
  ((- categoria L6e: quadricicli leggeri, la cui  massa  a  vuoto  e'
inferiore o pari a 350 kg, esclusa la  massa  delle  batterie  per  i
veicoli elettrici,  la  cui  velocita'  massima  per  costruzione  e'
inferiore o uguale a 45 km/h  e  la  cui  cilindrata  del  motore  e'
inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o  la
cui potenza massima netta e' inferiore o uguale a 4 kW per gli  altri
motori, a combustione interna; o la  cui  potenza  nominale  continua
massima e' inferiore o uguale a 4 kW per  i  motori  elettrici.  Tali
veicoli sono  conformi  alle  prescrizioni  tecniche  applicabili  ai
ciclomotori  a  tre  ruote  della  categoria  L2e,  salvo  altrimenti
disposto da specifiche disposizioni comunitarie; 
    - categoria L7e: i quadricicli, diversi da  quelli  di  cui  alla
categoria L6e, la cui massa a vuoto e' inferiore o pari a 400 kg (550
kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa  la  massa
delle batterie per i veicoli elettrici,  e  la  cui  potenza  massima
netta del motore e' inferiore o uguale a 15  kW.  Tali  veicoli  sono
considerati come tricicli e sono conformi alle prescrizioni  tecniche
applicabili ai tricicli della categoria L5e salvo altrimenti disposto
da specifiche disposizioni comunitarie;)) 
    b) 
    - categoria M: veicoli a motore destinati al trasporto di persone
ed aventi almeno quattro ruote; 
    - categoria M1: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente; 
    - categoria M2: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
piu' di otto posti a sedere oltre al sedile del  conducente  e  massa
massima non superiore a 5 t; 
    - categoria M3: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
piu' di otto posti a sedere oltre al sedile del  conducente  e  massa
massima superiore a 5 t; (35) 
    c) 
    - categoria N: veicoli a motore destinati al trasporto di  merci,
aventi almeno quattro ruote; 
    - categoria N1: veicoli destinati al trasporto di  merci,  aventi
massa massima non superiore a 3,5 t; 
    - categoria N2: veicoli destinati al trasporto di  merci,  aventi
massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t; 
    - categoria N3: veicoli destinati al trasporto di  merci,  aventi
massa massima superiore a 12 t; 
    d) 
    - categoria O : rimorchi (compresi i semirimorchi); 
    - categoria O 1 : rimorchi con  massa  massima  non  superiore  a
0,75t; 
    - categoria O 2: rimorchi con massa massima superiore a 0,75 t ma
non superiore a 3,5 t; 
    - categoria O 3: rimorchi con massa massima superiore a 3,5 t  ma
non superiore a 10 t; 
    - categoria O 4: rimorchi con massa massima superiore a 10 t. 
(4) ((102)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (35) 
  La L. 16 dicembre 1999, n. 494 ha disposto (con l'art. 11, comma 1)
che: 
    - "Fino al 30 giugno 2001, nel  centro  abitato  dei'  comune  di
Roma,  le  sanzioni  amministrative  per   le   infrazioni   previste
dall'articolo 146, comma 3, del decreto legislativo 30  aprile  1992,
n. 285, e successive modificazioni, nonche', per quelle inerenti alla
fermata,  alla  sosta  e  all'accesso  ai  settori  interdetti   alla
circolazione, commesse dai conducenti degli  autoveicoli  pubblici  e
privati di cui all'articolo 47, comma 2, lettera b), categorie  M2  e
M3, dello stesso decreto legislativo n. 285 del  1992,  sono  elevate
del 500 per cento  rispetto  a  quelle  vigenti;  per  le  infrazioni
concernenti la fermata e la sosta e' disposto il blocco del  veicolo,
sino al pagamento della sanzione irrogata." 
    -  "Nelle  ipotesi  previste  dall'articolo  146,  comma   3,   e
dall'articolo 159 comma 1, del citato decreto legislativo n. 285  del
1992, e successive modificazioni, ed in caso di  accesso  ai  settori
interdetti alla circolazione, ferme le sanzioni amministrative di cui
al presente articolo e sempre limitatamente alle infrazioni  commesse
dai conducenti degli autoveicoli pubblici e privati di cui al  citato
articolo 47, comma 2, lettera b), categorie M2  e  M3,  del  predetto
decreto  legislativo  n.  285  del  1992,  si  applica  la   sanzione
accessoria della sospensione della patente di cui agli articoli 129 e
218 del medesimo  decreto  legislativo  secondo  le  procedure  dallo
stesso previste, per un periodo da quindici giorni a due mesi." 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
                              Art. 48. 
                          Veicoli a braccia 
 
  1. I veicoli a braccia sono quelli: 
    a) spinti o trainati dall'uomo a piedi; 
    b) azionati dalla forza muscolare dello stesso conducente. 
((4)) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 49. 
                     Veicoli a trazione animale 
 
  1. I veicoli a trazione animale sono i veicoli trainati  da  uno  o
piu' animali e si distinguono in: 
    a) veicoli destinati principalmente al trasporto di persone; 
    b) veicoli destinati principalmente al trasporto di cose; 
    c) carri agricoli destinati a trasporti per uso  esclusivo  delle
aziende agricole. 
  2. I veicoli a trazione animale muniti di pattini  sono  denominati
slitte. 
((4)) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                               Art. 50 
                             Velocipedi 
 
  1. I  velocipedi  sono  i  veicoli  con  due  ruote  o  piu'  ruote
funzionanti a propulsione  esclusivamente  muscolare,  per  mezzo  di
pedali o di analoghi  dispositivi,  azionati  dalle  persone  che  si
trovano  sul  veicolo;  sono  altresi'  considerati   velocipedi   le
biciclette a pedalata  assistita,  dotate  di  un  motore  ausiliario
elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la  cui
alimentazione e' progressivamente ridotta ed infine interrotta quando
il veicolo raggiunge i 25 km/h o  prima  se  il  ciclista  smette  di
pedalare. 
  2. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza,  3  m  di
lunghezza e 2,20 m di altezza. 
(4) ((153)) 
----------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (153) 
  La L. 27 dicembre  2019,  n.  160,  come  modificata  dal  D.L.  30
dicembre 2019, n. 162,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  28
febbraio 2020, n. 8, ha disposto (con l'art. 1, comma 75) che  "Nelle
more della sperimentazione di cui all'articolo 1,  comma  102,  della
legge 30 dicembre 2018, n. 145, e fino alla data di entrata in vigore
delle  nuove  norme  relative  alla  stessa   sperimentazione,   sono
considerati velocipedi, ai sensi dell'articolo 50  del  codice  della
strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285,  anche
al di  fuori  degli  ambiti  territoriali  della  sperimentazione,  i
monopattini a propulsione prevalentemente  elettrica  non  dotati  di
posti a sedere, aventi motore elettrico di potenza nominale  continua
non superiore a 0,50 kW, rispondenti agli altri requisiti  tecnici  e
costruttivi indicati nel decreto del Ministro delle infrastrutture  e
dei trasporti 4 giugno 2019, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.
162 del 12 luglio 2019,  e  caratterizzati  dai  componenti  elencati
nell'allegato 1 al medesimo decreto". 
                              Art. 51. 
                               Slitte 
 
  1. La circolazione delle slitte e di  tutti  i  veicoli  muniti  di
pattini, a trazione animale, e' ammessa  soltanto  quando  le  strade
sono ricoperte di ghiaccio o neve di spessore sufficiente ad  evitare
il danneggiamento del manto stradale. 
  2. Chiunque circola con slitte in assenza delle condizioni  di  cui
al comma 1 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
una somma ((da € 26 a € 102)). (19) (29) (43)  (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
(4) 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 52. 
                             Ciclomotori 
 
  1. I ciclomotori sono veicoli a motore a due o tre ruote aventi  le
seguenti caratteristiche: 
    a) motore di cilindrata non superiore a 50 cm, se termico; 
    b) capacita' di sviluppare su strada  orizzontale  una  velocita'
fino a ((45 Km/h)); 
    c) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 1993, N. 360)). 
 ((2. I ciclomotori a tre  ruote  possono,  per  costruzione,  essere
destinati al trasporto di  merci.  La  massa  e  le  dimensioni  sono
stabilite in adempimento delle direttive comunitarie a riguardo,  con
decreto  del  Ministro  dei  trasporti,   o,   in   alternativa,   in
applicazione delle  corrispondenti  prescrizioni  tecniche  contenute
nelle raccomandazioni o nei regolamenti emanati dall'ufficio  europeo
per le Nazioni Unite - Commissione economica per  l'Europa,  recepiti
dal  Ministero  dei  trasporti,  ove  a  cio'  non  osti  il  diritto
comunitario.)) 
  3. Le caratteristiche ((dei veicoli)) di cui ai commi 1 e 2  devono
risultare per costruzione. Nel regolamento sono stabiliti  i  criteri
per la determinazione delle caratteristiche suindicate e le modalita'
per il controllo delle medesime,  nonche'  le  prescrizioni  tecniche
atte ad evitare l'agevole manomissione degli organi di propulsione. 
  4. Detti veicoli, qualora superino  il  limite  stabilito  per  una
delle caratteristiche indicate nei commi  1  e  2,  sono  considerati
motoveicoli. 
(4) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 53. 
                             Motoveicoli 
 
  1. I motoveicoli sono veicoli a motore, a due, tre o quattro ruote,
e si distinguono in: 
    a) motocicli: veicoli a  due  ruote  destinati  al  trasporto  di
persone, in numero non superiore a due compreso il conducente; 
    b) motocarrozzette: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di
persone, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello
del conducente ed equipaggiati di idonea carrozzeria; 
    c) motoveicoli per  trasporto  promiscuo:  veicoli  a  tre  ruote
destinati al trasporto di persone e  cose,  capaci  di  contenere  al
massimo quattro posti compreso quello del conducente; 
    d) motocarri: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di cose; 
    e) mototrattori: motoveicoli a tre ruote destinati al  traino  di
semirimorchi ((. Tale classificazione deve essere abbinata  a  quella
di motoarticolato, con  la  definizione  del  tipo  o  dei  tipi  dei
semirimorchi di cui al comma 2, che possono essere abbinati a ciascun
mototrattore;)); 
    f) motoveicoli per  trasporti  specifici:  veicoli  a  tre  ruote
destinati  al  trasporto  di  determinate  cose  o  di   persone   in
particolari   condizioni   e   caratterizzati   dall'essere    muniti
permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo; 
    g)  motoveicoli  per  uso   speciale:   veicoli   a   tre   ruote
caratterizzati da particolari attrezzature installate permanentemente
sugli  stessi;  su  tali  veicoli  e'  consentito  il  trasporto  del
personale e dei materiali  connessi  con  il  ciclo  operativo  delle
attrezzature; 
    h) quadricicli a motore: veicoli a  quattro  ruote  destinati  al
trasporto di cose con al massimo  una  persona  oltre  al  conducente
nella cabina di guida, ai trasporti specifici e per uso speciale,  la
cui massa a vuoto non superi le 0,55 t, con  esclusione  della  massa
delle batterie se a  trazione  elettrica,  capaci  di  sviluppare  su
strada  orizzontale  una  velocita'  massima  fino  a  80  km/h.   Le
caratteristiche costruttive sono  stabilite  dal  regolamento.  Detti
veicoli, qualora superino anche uno solo dei  limiti  stabiliti  sono
considerati autoveicoli. 
  2.  Sono,  altresi',  considerati  motoveicoli  i   motoarticolati:
complessi  di  veicoli,  costituiti  da  un  mototrattore  e  da   un
semirimorchio, destinati al trasporto di cui alle lettere  d),  f)  e
g). 
  3.  Nel  regolamento  sono  elencati  i  tipi  di  motoveicoli   da
immatricolare come motoveicoli per trasporti specifici e  motoveicoli
per uso speciale. 
  4. I motoveicoli non possono superare 1,60 m di larghezza,  4,00  m
di lunghezza e 2,50 m di altezza. La massa complessiva a pieno carico
di un motoveicolo non puo' eccedere 2,5 t. 
  5. I motoarticolati possono raggiungere la lunghezza massima  di  5
m. 
  6. I motoveicoli di cui alle lettere d), e), f) e g) possono essere
attrezzati con un numero di posti,  per  le  persone  interessate  al
trasporto, non superiore a due, compreso quello del conducente. 
(4) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 54. 
                             Autoveicoli 
 
  1. Gli autoveicoli sono veicoli a motore con almeno quattro  ruote,
esclusi i motoveicoli, e si distinguono in: 
    a) autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi
al massimo nove posti, compreso quello del conducente; 
    b)  autobus:  veicoli   destinati   al   trasporto   di   persone
equipaggiati con piu' di nove posti compreso quello del conducente; 
    c) autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli aventi una  massa
complessiva a pieno carico non superiore  a  3,5  t  o  4,5  t  se  a
trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone  e
di cose e capaci di contenere al massimo nove posti  compreso  quello
del conducente; 
    d) autocarri: veicoli destinati al  trasporto  di  cose  e  delle
persone addette all'uso o al trasporto delle cose stesse; 
    e) trattori stradali: veicoli destinati esclusivamente al  traino
di rimorchi o semirimorchi; 
    f) autoveicoli per  trasporti  specifici:  veicoli  destinati  al
trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni,
caratterizzati  dall'essere  muniti   permanentemente   di   speciali
attrezzature relative a tale scopo; 
    g)  autoveicoli  per   uso   speciale:   veicoli   caratterizzati
dall'essere  muniti  permanentemente  di  speciali   attrezzature   e
destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su  tali  veicoli  e'
consentito il trasporto del personale e dei  materiali  connessi  col
ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse  alla
destinazione d'uso delle attrezzature stesse; 
    h) autotreni: complessi  di  veicoli  costituiti  da  due  unita'
distinte, agganciate, delle quali una motrice.  Ai  soli  fini  della
applicazione dell'art. 61, commi 1 e 2, costituiscono un'unica unita'
gli  autotreni  caratterizzati  in  modo  permanente  da  particolari
attrezzature per il trasporto di cose determinate nel regolamento. In
ogni caso se vengono superate le dimensioni massime di  cui  all'art.
61, il veicolo o il trasporto e' considerato eccezionale; 
    i) autoarticolati: complessi di veicoli costituiti da un trattore
e da un semirimorchio; 
    l) autosnodati: autobus composti da due tronconi rigidi collegati
tra loro da  una  sezione  snodata.  Su  questi  tipi  di  veicoli  i
compartimenti viaggiatori situati in ciascuno dei due tronconi rigidi
sono comunicanti. La sezione snodata permette la libera  circolazione
dei  viaggiatori  tra  i  tronconi  rigidi.  La  connessione   e   la
disgiunzione delle due parti possono essere  effettuate  soltanto  in
officina; 
    m)  autocaravan:  veicoli  aventi  una  speciale  carrozzeria  ed
attrezzati  permanentemente  per  essere  adibiti  al   trasporto   e
all'alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente. 
   n) mezzi  d'opera:  veicoli  o  complessi  di  veicoli  dotati  di
particolare attrezzatura per il carico e il trasporto di materiali di
impiego  o  di  risulta   dell'attivita'   edilizia,   stradale,   di
escavazione mineraria e materiali assimilati ovvero  che  completano,
durante la marcia, il ciclo produttivo di specifici materiali per  la
costruzione edilizia; tali veicoli o  complessi  di  veicoli  possono
essere adibiti a trasporti in eccedenza ai limiti di massa  stabiliti
nell'art. 62 e non superiori a quelli di cui all'art. 10, comma 8,  e
comunque nel rispetto dei limiti dimensionali fissati nell'art. 61. I
mezzi d'opera devono essere, altresi', idonei allo specifico  impiego
nei cantieri o utilizzabili a uso misto su strada e fuori strada. 
  2. Nel  regolamento  sono  elencati,  in  relazione  alle  speciali
attrezzature  di  cui  sono  muniti,  i  tipi   di   autoveicoli   da
immatricolare come autoveicoli per trasporti specifici ed autoveicoli
per usi speciali. 
((4)) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 55. 
                             Filoveicoli 
 
  1. I filoveicoli sono veicoli a motore elettrico non  vincolati  da
rotaie e collegati a una linea aerea di contatto per l'alimentazione; 
sono consentite la installazione a bordo di un motore  ausiliario  di
trazione, non necessariamente elettrico, e l'alimentazione dei motori
da una sorgente ausiliaria di energia elettrica. 
  2. I filoveicoli possono essere distinti,  compatibilmente  con  le
loro caratteristiche, nelle categorie previste dall'art. 54  per  gli
autoveicoli. 
((4)) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 56. 
                              Rimorchi 
 
  1. ((Ad eccezione di quanto stabilito dal comma 1, lettera e) e dal
comma 2 dell'articolo 53,)) I rimorchi sono veicoli destinati ad 
essere trainati dagli autoveicoli di cui al comma 1 dell'art. 54 e 
  dai  filoveicoli  di  cui  all'art.  55,   con   esclusione   degli
autosnodati. 2. I rimorchi si distinguono in: 
    a) rimorchi per trasporto di persone, limitatamente  ai  rimorchi
con almeno due assi ed ai semirimorchi; 
    b) rimorchi per trasporto di cose; 
    c) rimorchi per  trasporti  specifici,  caratterizzati  ai  sensi
della lettera f) dell'art. 54; 
    d) rimorchi  ad  uso  speciale,  caratterizzati  ai  sensi  delle
lettere g) e h) dell'art. 54; 
    e) caravan: rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non
superiore ad un metro, aventi speciale carrozzeria ed attrezzati  per
essere adibiti ad alloggio esclusivamente a veicolo fermo; 
    f) rimorchi per trasporto di attrezzature turistiche e  sportive:
rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un
metro,  muniti  di  specifica  attrezzatura  atta  al  trasporto   di
attrezzature turistiche e sportive, quali  imbarcazioni,  alianti  od
altre. 
  3. I semirimorchi sono veicoli costruiti in modo tale che una parte
di essi si sovrapponga all'unita' motrice e che  una  parte  notevole
della sua massa o del suo carico sia sopportata da detta motrice. 
  4. I carrelli appendice a  non  piu'  di  due  ruote  destinati  al
trasporto di bagagli, attrezzi e simili, e trainabili da  autoveicoli
di cui all'art. 54, comma 1, esclusi quelli  indicati  nelle  lettere
h), i) ed l), si  considerano  parti  integranti  di  questi  purche'
rientranti nei limiti di sagoma e di massa previsti dagli articoli 61
e 62 ((e dal regolamento)). 
(4) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                               Art. 57 
                          Macchine agricole 
 
  1. Le macchine agricole sono macchine a ruote o a cingoli destinate
ad essere impiegate nelle attivita' agricole e forestali  e  possono,
in quanto veicoli, circolare su strada per il proprio trasferimento e
per il trasporto per conto delle  aziende  agricole  e  forestali  di
prodotti agricoli e sostanze di uso agrario, nonche' di addetti  alle
lavorazioni; pospossono,  altresi',  portare  attrezzature  destinate
alla esecuzione di  dette  attivita'.  ((E'  consentito  l'uso  delle
macchine agricole nelle  operazioni  di  manutenzione  e  tutela  del
territorio.)) 
  2. Ai fini della circolazione su strada  le  macchine  agricole  si
distinguono in: 
    a) SEMOVENTI: 
   1) trattrici agricole: macchine a motore  con  o  senza  piano  di
carico munite di almeno due assi, prevalentemente atte alla trazione,
concepite per tirare, spingere, portare prodotti agricoli e  sostanze
di uso agrario nonche' azionare determinati strumenti,  eventualmente
equipaggiate con attrezzature portate o  semiportate  da  considerare
parte integrante della trattrice agricola; 
   2) macchine agricole operatrici a due o piu' assi: macchine munite
o predisposte per  l'applicazione  di  speciali  apparecchiature  per
l'esecuzione di operazioni agricole; 
   3) macchine agricole operatrici ad un asse: macchine guidabili  da
conducente a terra, che  possono  essere  equipaggiate  con  carrello
separabile destinato esclusivamente al trasporto del  conducente.  La
massa complessiva non puo' superare 0,7 t compreso il conducente; 
    b) TRAINATE: 
   1) macchine agricole  operatrici:  macchine  per  l'esecuzione  di
operazioni agricole e per il trasporto di attrezzature e di accessori
funzionali per le  lavorazioni  meccanico-agrarie,  trainabili  dalle
macchine agricole semoventi  ad  eccezione  di  quelle  di  cui  alla
lettera a), numero 3); 
   2) rimorchi agricoli: veicoli destinati  al  carico  e  trainabili
dalle trattrici agricole;  possono  eventualmente  essere  muniti  di
apparecchiature  per   lavorazioni   agricole;   qualora   la   massa
complessiva  a  pieno  carico  non  sia  superiore  a  1,5  t,   sono
considerati parte integrante della trattrice traente. 
  3. Ai fini della  circolazione  su  strada,  le  macchine  agricole
semoventi a ruote pneumatiche o  a  sistema  equivalente  non  devono
essere atte a superare, su strada orizzontale,  la  velocita'  di  40
km/h; le macchine agricole a ruote metalliche, semi pneumatiche  o  a
cingoli  metallici,  purche'  muniti  di  sovrapattini,  nonche'   le
macchine  agricole  operatrici  ad  un  asse  con  carrello  per   il
conducente non devono essere atte a superare, su strada  orizzontale,
la velocita' di 15 km/h. 
  4. Le macchine agricole di cui alla lettera a), numeri 1 e 2, e  di
cui alla lettera b), numero  1,  possono  essere  attrezzate  con  un
numero di posti per gli addetti non superiore a tre, compreso  quello
del conducente; i rimorchi agricoli possono  essere  adibiti  per  il
trasporto  esclusivo  degli  addetti,  purche'   muniti   di   idonea
attrezzatura non permanente. 
(4) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 58. 
                         Macchine operatrici 
 
  1. Le macchine operatrici sono macchine  semoventi  o  trainate,  a
ruote o a cingoli, destinate ad operare su  strada  o  nei  cantieri,
equipaggiate, eventualmente, con  speciali  attrezzature.  In  quanto
veicoli possono circolare su strada per il  proprio  trasferimento  e
per lo spostamento di cose connesse  con  il  ciclo  operativo  della
macchina stessa o  del  cantiere,  nei  limiti  e  con  le  modalita'
stabilite dal regolamento di esecuzione. 
  2. Ai fini della circolazione su strada le macchine  operatrici  si
distinguono in: 
    a) macchine impiegate per la costruzione  e  la  manutenzione  di
opere civili o delle infrastrutture stradali o per il ripristino  del
traffico; 
    b)  macchine   sgombraneve,   spartineve   o   ausiliarie   quali
spanditrici di sabbia e simili; 
    c) carrelli: veicoli destinati alla movimentazione di cose. 
  3.  Le  macchine  operatrici  semoventi,  in  relazione  alle  loro
caratteristiche, possono essere attrezzate con un  numero  di  posti,
per gli addetti, non superiore a tre, compreso quello del conducente. 
  4. Ai fini della circolazione su strada le macchine operatrici  non
devono essere atte a superare, su strada orizzontale, la velocita' di
40 km/h; le macchine operatrici semoventi a ruote non pneumatiche o a
cingoli non devono essere atte a superare, su strada orizzontale,  la
velocita' di 15 km/h. 
((4)) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                               Art. 59 
                Veicoli con caratteristiche atipiche 
 
  1. Sono considerati atipici i veicoli che per  le  loro  specifiche
caratteristiche non rientrano fra quelli definiti nel presente capo. 
  2. Il Ministro  dei  trasporti,  sentiti  i  Ministri  interessati,
stabilisce, con proprio decreto: 
    a) la categoria, fra quelle individuate nel presente  capo,  alla
quale i veicoli  atipici  devono  essere  assimilati  ai  fini  della
circolazione e della guida; 
    b)  i  requisiti  tecnici  di  idoneita'  alla  circolazione  dei
medesimi veicoli individuandoli,  con  criteri  di  equivalenza,  fra
quelli previsti per una o piu' delle categorie succitate. 
  ((2-bis. Chiunque circola con un veicolo atipico per il  quale  non
sono state ancora definite le caratteristiche tecniche  e  funzionali
indicate dal comma 2 e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da  euro  200  a  euro  800.  Alla  violazione
consegue la sanzione amministrativa  accessoria  della  confisca  del
veicolo, secondo le norme del titolo  VI,  capo  I,  sezione  II.  Si
procede in ogni caso alla sua distruzione)). 
(4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 60. 
Motoveicoli  e  autoveicoli  d'epoca  e  di   interesse   storico   e
                           collezionistico 
 
  1. Sono considerati appartenenti  alla  categoria  di  veicoli  con
caratteristiche atipiche i motoveicoli  e  gli  autoveicoli  d'epoca,
nonche' i motoveicoli  e  gli  autoveicoli  di  interesse  storico  e
collezionistico. 
  2. Rientrano nella categoria dei veicoli d'epoca  i  motoveicoli  e
gli autoveicoli cancellati dal P.R.A.  perche'  destinati  alla  loro
conservazione in musei o locali pubblici e  privati,  ai  fini  della
salvaguardia delle  originarie  caratteristiche  tecniche  specifiche
della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti,  nei
dispositivi  e  negli  equipaggiamenti  alle   vigenti   prescrizioni
stabilite per  l'ammissione  alla  circolazione.  Tali  veicoli  sono
iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento
per i trasporti terrestri. 
  3. I veicoli d'epoca sono soggetti alle seguenti disposizioni: 
    a) la  loro  circolazione  puo'  essere  consentita  soltanto  in
occasione  di   apposite   manifestazioni   o   raduni   autorizzati,
limitatamente  all'ambito  della  localita'  e  degli  itinerari   di
svolgimento delle manifestazioni o raduni. All'uopo  i  veicoli,  per
poter  circolare,  devono  essere  provvisti   di   una   particolare
autorizzazione rilasciata dal competente ufficio del Dipartimento per
i  trasporti  terrestri  nella  cui  circoscrizione  e'  compresa  la
localita' sede della manifestazione o del  raduno  ed  al  quale  sia
stato preventivamente presentato, da parte  dell'ente  organizzatore,
l'elenco   particolareggiato   dei   veicoli   partecipanti.    Nella
autorizzazione sono indicati la validita' della  stessa,  i  percorsi
stabiliti  e  la  velocita'  massima  consentita  in  relazione  alla
garanzia di sicurezza offerta dal tipo di veicolo; 
    b) il  trasferimento  di  proprieta'  degli  stessi  deve  essere
comunicato  alla  Dipartimento  per  i   trasporti   terrestri,   per
l'aggiornamento dell'elenco di cui al comma 2. 
  4. Rientrano nella  categoria  dei  motoveicoli  e  autoveicoli  di
interesse storico e  collezionistico  tutti  quelli  di  cui  risulti
l'iscrizione in uno  dei  seguenti  registri:  ASI,  Storico  Lancia,
Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. 
  5.  I  veicoli  di  interesse  storico  o  collezionistico  possono
circolare sulle strade purche' posseggano i  requisiti  previsti  per
questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento. 
  6. Chiunque circola  con  veicoli  d'epoca  senza  l'autorizzazione
prevista dal comma 3, ovvero con veicoli di cui al comma 5 sprovvisti
dei requisiti previsti per questo tipo di veicoli dal regolamento, e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 87 a € 345)) se si tratta di autoveicoli, o ((da € 42 a € 173))  se
si tratta di motoveicoli. (19) (29) (43) (52) (64)  (80)  (89)  (101)
(114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 61. 
                            Sagoma limite 
 
  1. Fatto salvo quanto disposto nell'art. 10 e nei commi  successivi
del presente articolo, ogni  veicolo  compreso  il  suo  carico  deve
avere: 
    a) larghezza massima non eccedente 2,55 m ; nel computo  di  tale
larghezza non sono  comprese  le  sporgenze  dovute  ai  retrovisori,
purche' mobili; 
    b) altezza massima non eccedente 4 m; per gli autobus e i filobus
destinati a servizi pubblici di linea urbani e  suburbani  circolanti
su itinerari prestabiliti e' consentito che tale altezza sia di  4,30
m; 
    c) lunghezza totale, compresi gli organi di traino, non eccedente
12 m, con l'esclusione dei semirimorchi, per i veicoli  isolati.  Nel
computo della suddetta lunghezza non sono considerati  i  retrovisori
purche' mobili. Gli autobus da noleggio, da gran turismo e  di  linea
possono  essere  dotati  di  strutture  portasci,  portabiciclette  o
portabagagli  applicate  a  sbalzo  posteriormente  o,  per  le  sole
strutture  portabiciclette,  anche  anteriormente  secondo  direttive
stabilite con  decreto  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri. 
  2. Gli autoarticolati e gli  autosnodati  non  devono  eccedere  la
lunghezza totale, compresi gli organi di traino, di 16,50  m,  sempre
che siano rispettati gli altri limiti stabiliti nel regolamento;  gli
autosnodati  e  filosnodati  adibiti  a  servizio  di  linea  per  il
trasporto di persone destinati a  percorrere  itinerari  prestabiliti
possono raggiungere la lunghezza massima di 18  m;  gli  autotreni  e
filotreni non devono eccedere la lunghezza  massima  di  18,75  m  in
conformita' alle prescrizioni tecniche stabilite dal  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti. 
  3. Le caratteristiche costruttive e funzionali delle autocaravan  e
dei caravan sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti. 
  4.  La  larghezza  massima  dei  veicoli  per  trasporto  di  merci
deperibili  in  regime  di   temperatura   controllata   (ATP)   puo'
raggiungere il valore di 2,60  m,  escluse  le  sporgenze  dovute  ai
retrovisori, purche' mobili. 
  5. Ai fini  della  inscrivibilita'  in  curva  dei  veicoli  e  dei
complessi di veicoli, il  regolamento  stabilisce  le  condizioni  da
soddisfare e le modalita' di controllo. 
  6. I veicoli che per specifiche esigenze  funzionali  superano,  da
soli o compreso il loro carico, i  limiti  di  sagoma  stabiliti  nei
precedenti  commi  possono  essere  ammessi  alla  circolazione  come
veicoli o trasporti eccezionali se rispondenti  alle  apposite  norme
contenute nel regolamento. 
  7. Chiunque circola con un veicolo o con un  complesso  di  veicoli
compreso il carico che  supera  i  limiti  di  sagoma  stabiliti  dal
presente  articolo,  salvo  che  lo  stesso   costituisca   trasporto
eccezionale, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma ((da € 422 a € 1.694)). Per la prosecuzione del  viaggio
si applicano le disposizioni contenute nell'articolo  164,  comma  9.
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 62. 
                            Massa limite 
 
  1. La massa limite complessiva a pieno carico di un veicolo,  salvo
quanto disposto nell'art. 10 e nei commi 2, 3, 4, 5 e 6 del  presente
articolo, costituita dalla massa del veiocolo  stesso  in  ordine  di
marcia e da quella del suo carico,  non  puo'  eccedere  5  t  per  i
veiocli ad un asse, 8 t per quelli a due assi e 10 t. per quelli a  3
o piu' assi. 
  2. Con  esclusione  dei  semirimorchi,  per  i  rmorchi  muniti  di
pneumatici tali che il carico unitario medio trasmesso  all'aerea  di
impronta sulla strada non sia  superiore  a  8  da  N/cm2,  la  massa
complessiva a pieno carico non puo' eccedere 6 t se ad un  asse,  con
esclusione dell'unita' posteriore dell'autosnodato, 22  t  se  a  due
assi e 26 t se tre o piu' assi. 
  3. Salvo quanto diversamente previsto dall'art. 104, per i  veicoli
a motore isolati muniti di pneumatici, tali che  il  carico  unitario
medio trasmesso all'area di impronta sulla strada non sia superiore a
8 daN/cm2 e quando, se trattasi di  veicoli  a  3  o  piu'  assi,  la
distanza fra due assi contigui non sia inferiore ad  1  m,  la  massa
complessiva a pieno carico del veicolo isolato non puo' eccedere 18 t
se si tratta di veicoli a due assi e 25 t se si tratta di  veicoli  a
tre o piu' assi; 26 t e 32 t rispettivamente, se si tratta di veicoli
a tre o quattro assi quando l'asse motore  e'  munito  di  pneumatici
accoppiati  e  di   sospensione   penumatiche   ovvero   riconosciute
equivalenti dal Ministero dei trasporti. Qualora si tratti di autobus
o filobus a 2 assi destinati a servizi pubblici  di  linea  urbani  e
suburbani la massa complessiva a pieno carico non deve eccedere le 19
t. 
  4. Nel rispetto delle condizioni prescritte nei commi 2, 3 e 6,  la
massa complessiva di un autotreno a tre assi non puo' superare 30  t,
quella di un autotreno, di un autoarticolato o di un autosnodato  non
puo' superare 40 t se a quattro assi e 44 t se a cinque o piu' assi. 
  5. Qualunque sia il tipo di veicolo, la  massa  gravente  sull'asse
puo' caricato non deve eccedere 12 t. 
  6. In corrispondenza di due assi contigui la somma delle masse  non
deve superare 12 t, se la distanza assiale e' inferiore a  1  m;  nel
caso in cui la distanza assiale  sia  pari  o  superiore  a  1  m  ed
inferiore a 1,3 m, il limite non puo' superare 16 t; nel caso in  cui
la distanza sia pari o superiore a 1,3 m ed inferiore  a  2  m,  tale
limite non puo' eccedere 20 t. 
  7. Chiunque circola con un veicolo che supera compreso  il  carico,
salvo quanto disposto dall'art. 167, i limiti di massa stabiliti  dal
presente  articolo  e  dal  regolamento  e'  soggetto  alle  sanzioni
previste dall'art. 10. 
 7-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 GENNAIO 2012, N. 1,  CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 24 MARZO 2012, N. 27)). 
(4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 63. 
                           Traino veicoli 
 
  1. Nessun veicolo puo' trainare o essere trainato  da  piu'  di  un
veicolo, salvo che cio' risulti necessario  per  l'effettuazione  dei
trasporti eccezionali di cui all'art.  10  e  salvo  quanto  disposto
dall'art. 105. 
  2. Un autoveicolo puo' trainare un veicolo che non sia rimorchio se
questo non e' piu' atto a circolare per  avaria  o  per  mancanza  di
organi  essenziali,  ovvero  nei  casi  previsti  dall'art.  159.  La
solidita' dell'attacco, le modalita' del traino,  la  condotta  e  le
cautele di guida devono rispondere alle esigenze di  sicurezza  della
circolazione. 
  3. Salvo quanto indicato nel comma 2, il  Ministero  dei  trasporti
puo' autorizzare, per speciali esigenze, il traino con autoveicoli di
veicoli non considerati rimorchi. 
  4. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per  la  determinazione
della massa limite rimorchiabile, nonche' le  modalita'  e  procedure
per l'agganciamento. 
  5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €
345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 

Capo II
DEI VEICOLI A TRAZIONE ANIMALE, SLITTE E VELOCIPEDI

                              Art. 64. 
Dispositivi di frenatura dei  veicoli  a  trazione  animale  e  delle
                               slitte 
 
  1. I veicoli a trazione animale e le slitte devono essere muniti di
un dispositivo di frenatura efficace e  disposto  in  modo  da  poter
essere in qualunque occasione facilmente e rapidamente manovrato. 
  2.  Sono  vietati  i  dispositivi   di   frenatura   che   agiscono
direttamente sul manto stradale. 
  3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e dell'art.
69 e' soggetto alla sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una
somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)  (101)
(114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 65. 
Dispositivi di segnalazione visiva dei veicoli a trazione  animale  e
                            delle slitte 
 
  1. Nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, comma 1, i  veicoli
a trazione animale e le slitte devono  esser  muniti  di  due  fanali
anteriori che  emettano  in  avanti  luce  bianca  e  di  due  fanali
posteriori che emettano all'indietro luce rossa,  disposti  sui  lati
del veicolo. Devono,  altresi',  essere  muniti  di  due  catadiottri
bianchi anteriormente, due catadiottri rossi posteriormente e  di  un
catadiottro arancione su ciascun lato. 
  2. I veicoli di cui al comma 1 devono essere dotati di  un  segnale
mobile di pericolo. 
  3. Chiunque circola con un veicolo a trazione  animale  o  con  una
slitta non provvisti di dispositivi di segnalazione visiva, nei  casi
in cui l'uso dei medesimi e' prescritto, ovvero con  dispositivi  non
conformi  alle  disposizioni  stabilite  nel  presente   articolo   e
nell'art. 69, e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento
di una somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
 
                                                                  (4) 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 66. 
                        Cerchioni alle ruote 
 
  1. I veicoli a trazione  animale,  di  massa  complessiva  a  pieno
carico sino a 6 t, possono  essere  muniti  di  cerchioni  metallici,
sempre che tale massa non superi 0,15 volte la somma della  larghezza
dei cerchioni, espressa in centimetri. In ogni altro caso  i  veicoli
devono essere muniti di ruote gommate. 
  2. La larghezza di ciascun cerchione non puo' essere mai  inferiore
a 50 mm; i bordi del cerchione a contatto della strada devono  essere
arrotondati con raggio non  inferiore  allo  spessore  del  cerchione
metallico; nella determinazione della larghezza si  tiene  conto  dei
raccordi nella misura massima di 5 mm per parte. 
  3. La superficie di rotolamento della ruota deve essere  cilindrica
senza spigoli, sporgenze o discontinuita'. 
  4. I comuni accertano la larghezza dei cerchioni e  determinano  la
massa complessiva a  pieno  carico  consentita  per  ogni  veicolo  a
trazione animale destinato a trasporto di cose. 
  5.  Chiunque  circola  con  un  veicolo  a  trazione  animale   non
rispondente ai requisiti stabiliti dal presente articolo e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 42 a €
173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 67. 
        Targhe dei veicoli a trazione animale e delle slitte 
 
  1. I veicoli a trazione animale e le slitte devono essere muniti di
una targa contenente le indicazioni del proprietario, del  comune  di
residenza, della categoria di appartenenza, del numero  di  matricola
e, per quelli destinati al trasporto di cose, della massa complessiva
a pieno carico, nonche' della larghezza dei cerchioni. 
  2. La targa deve essere rinnovata solo  quando  occorre  modificare
alcuna delle indicazioni prescritte o quando  le  indicazioni  stesse
non siano piu' chiaramente leggibili. 
  3. La fornitura  delle  targhe  e'  riservata  ai  comuni,  che  le
consegnano agli interessati complete delle indicazioni stabilite  dal
comma 1. Il modello delle targhe  e'  indicato  nel  regolamento.  Il
prezzo che l'interessato corrispondera' al comune  e'  stabilito  con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. 
  4. I veicoli a trazione animale e le slitte sono  immatricolati  in
apposito registro del comune di residenza del proprietario. 
  5. Chiunque circola con un veicolo a trazione  animale  o  con  una
slitta  non  munito  della  targa   prescritta,   ovvero   viola   le
disposizioni del comma 2, e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  6. Chiunque abusivamente fabbrica o  vende  targhe  per  veicoli  a
trazione animale o slitte, ovvero usa targhe abusivamente fabbricate,
e' soggetto, ove  il  fatto  non  costituisca  reato,  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €  345)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  7. Alle violazioni di cui ai commi  5  e  6  consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria della confisca della targa non  rispondente
ai requisiti indicati o abusivamente fabbricata, secondo le norme del
capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
                                                                  (4) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 68. 
Caratteristiche   costruttive   e   funzionali   e   dispositivi   di
                   equipaggiamento dei velocipedi 
 
  1. I velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonche': 
    a) per la frenatura: di un dispositivo indipendente  per  ciascun
asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote; 
    b) per le segnalazioni acustiche: di un campanello; 
    c) per le segnalazioni visive: anteriormente di  luci  bianche  o
gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre,
sui pedali devono essere applicati  catadiottri  gialli  ed  analoghi
dispositivi devono essere applicati sui lati. 
  2. I dispositivi di segnalazione di cui alla lettera c) del comma 1
devono essere presenti e funzionanti nelle ore e  nei  casi  previsti
dall'art. 152, comma 1. 
  3. Le disposizioni previste nelle lettere b) e c) del comma  1  non
si applicano ai velocipedi quando  sono  usati  durante  competizioni
sportive. 
  4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti
sono stabilite le caratteristiche costruttive, funzionali nonche'  le
modalita' di omologazione dei velocipedi a piu' ruote simmetriche che
consentono il trasporto di altre persone oltre il conducente. 
  5. I velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di  un
bambino,  con  idonee  attrezzature,  le  cui  caratteristiche   sono
stabilite dal regolamento. 
  6. Chiunque circola con un velocipede senza pneumatici o nel  quale
alcuno dei dispositivi di frenatura  o  di  segnalazione  acustica  o
visiva manchi o non sia  conforme  alle  disposizioni  stabilite  nel
presente articolo e  nell'articolo  69,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 26 a €  102)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  7. Chiunque circola con un  velocipede  di  cui  al  comma  4,  non
omologato, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
un a somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
  8. Chiunque produce o mette in commercio velocipedi  o  i  relativi
dispositivi di equipaggiamento non conformi al tipo omologato, ove ne
sia  richiesta  l'omologazione,  e'  soggetto,  se   il   fatto   non
costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di  una
somma ((da € 431 a € 1.734)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
(4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 69. 
Caratteristiche dei dispositivi di segnalazione e  di  frenatura  dei
      veicoli a trazione animale, delle slitte e dei velocipedi 
 
  1. Nel regolamento sono  stabiliti,  per  i  veicoli  di  cui  agli
articoli 49, 50 e 51, il numero, il colore, le caratteristiche  e  le
modalita' di applicazione dei dispositivi di segnalazione visiva e le
caratteristiche e le modalita' di  applicazione  dei  dispositivi  di
frenatura dei veicoli a trazione animale e dei  velocipedi,  nonche',
limitatamente ai velocipedi, le caratteristiche  dei  dispositivi  di
segnalazione acustica. 
((4)) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 70. 
   Servizio di piazza con veicoli a trazione animale o con slitte 
 
  1. I comuni sono autorizzati a rilasciare licenze per  il  servizio
di piazza con veicoli a trazione animale.  Tale  servizio  si  svolge
nell'area comunale ed i comuni possono determinare i tratti e le zone
in cui  tali  servizi  sono  consentiti  per  interessi  turistici  e
culturali. I veicoli  a  trazione  animale  destinati  a  servizi  di
piazza, oltre alla targa indicata nell'art. 67, devono essere  muniti
di altra targa con  l'indicazione  "servizio  di  piazza".  I  comuni
possono destinare speciali  aree,  delimitate  e  segnalate,  per  lo
stazionamento delle vetture a  trazione  animale  per  i  servizi  di
piazza. 
  2. Il regolamento di esecuzione determina: 
    a) i tipi di vettura a trazione animale con le quali puo'  essere
esercitato il servizio di piazza; 
    b) le condizioni ed i requisiti per ottenere  la  licenza  per  i
servizi di piazza con vetture a trazione animale; 
    c) le modalita' per la revisione, che  deve  essere  eseguita  di
regola ogni cinque anni; 
    d) le modalita' per il rilascio delle licenze di cui al comma 1. 
  3. Nelle localita' e nei periodi di  tempo  in  cui  e'  consentito
l'uso delle slitte possono essere destinate  slitte  al  servizio  di
piazza. Si applicano, in quanto compatibili le norme sul servizio  di
piazza a trazione animale. 
  4. Chiunque destina vetture a trazione animale o slitte a  servizio
pubblico o di piazza senza avere  ottenuto  la  relativa  licenza  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 87 a € 345)). Se la licenza e'  stata  ottenuta,  ma  non  ne  sono
osservate le condizioni, la sanzione e' del pagamento  di  una  somma
((da € 42 a € 173)). In tal caso consegue la sanzione  amministrativa
accessoria del ritiro della licenza. (19) (29) (43)  (52)  (64)  (80)
(89) (101) (114) (124) ((145)) 
  5. Dalla violazione prevista dal primo periodo del comma 4 consegue
la sanzione accessoria della confisca del veicolo, secondo  le  norme
di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
                                                                  (4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 

Capo III
VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI
Sezione I
Norme costruttive e di equipaggiamento e accertamenti tecnici per la circolazione

                              Art. 71. 
Caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e  loro
                              rimorchi 
 
  1. Le caratteristiche generali costruttive e funzionali dei veicoli
a motore e loro rimorchi che interessano sia  i  vari  aspetti  della
sicurezza della circolazione sia la protezione dell'ambiente da  ogni
tipo di inquinamento, compresi i sistemi di frenatura, sono  soggette
ad accertamento e sono indicate nel regolamento. 
  2. Il Ministro dei trasporti, con propri decreti, di  concerto  con
il Ministro dell'ambiente e  della  tutela  del  territorio  per  gli
aspetti  di  sua  competenza  e  con  gli   altri   Ministri   quando
interessati, stabilisce periodicamente le particolari caratteristiche
costruttive e funzionali cui devono corrispondere i veicoli a  motore
e i rimorchi per trasporti specifici o per uso  speciale,  nonche'  i
veicoli blindati. 
  3. Il Ministro dei trasporti, con propri decreti, di  concerto  con
gli altri Ministri quando interessati, stabilisce  periodicamente  le
prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche di cui ai commi 1
e 2, nonche' le modalita' per il loro accertamento. 
  4.  Qualora  i  decreti  di  cui  al  comma  3  si  riferiscano   a
disposizioni  oggetto  di  direttive  comunitarie   le   prescrizioni
tecniche  sono  quelle  contenute  nelle   predette   direttive;   in
alternativa a quanto prescritto nei richiamati decreti, se a cio' non
osta  il  diritto  comunitario,  l'omologazione  e'   effettuata   in
applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei
regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall'Ufficio europeo  per
le Nazioni unite - Commissione economica per l'Europa,  recepiti  dal
Ministero dei trasporti. 
  5. Con provvedimento del Ministero dei trasporti - Dipartimento per
i trasporti terrestri, sono approvate tabelle e norme di unificazione
riguardanti le materie di propria competenza. 
  6. Chiunque circola con un veicolo a motore o con un rimorchio  non
conformi alle prescrizioni stabilite dal regolamento e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma  ((da  €  87  a  €
345)). Se i veicoli e i rimorchi sono adibiti al trasporto  di  merci
pericolose, la sanzione amministrativa e' ((da € 173 a € 695)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
------------ 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 72. 
 Dispositivi di equipaggiamento dei veicoli a motore e loro rimorchi 
 
  1. I ciclomotori, i motoveicoli e  gli  autoveicoli  devono  essere
equipaggiati con: 
    a) dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione; 
    b) dispositivi silenziatori e  di  scarico  se  hanno  il  motore
termico; 
    c) dispositivi di segnalazione acustica; 
    d) dispositivi retrovisori; 
    e) pneumatici o sistemi equivalenti. 
  2. Gli autoveicoli e i motoveicoli di massa  a  vuoto  superiore  a
0,35 t devono essere muniti del dispositivo per la  retromarcia.  Gli
autoveicoli devono altresi' essere equipaggiati con: 
    a) dispositivi  di  ritenuta  e  dispositivi  di  protezione,  se
trattasi di veicoli predisposti fin dall'origine  con  gli  specifici
punti di attacco, aventi le caratteristiche  indicate,  per  ciascuna
categoria di veicoli, con decreto del Ministro dei trasporti; 
    b) segnale mobile di pericolo di cui all'art. 162; 
    c)  contachilometri  aventi  le  caratteristiche  stabilite   dal
regolamento. 
  2-bis. Durante la circolazione, gli autoveicoli, i  rimorchi  ed  i
semirimorchi adibiti al trasporto di cose, nonche'  classificati  per
uso speciale o per trasporti  speciali  o  per  trasporti  specifici,
immatricolati  in  Italia  con  massa  complessiva  a  pieno   carico
superiore a 3,5 t., devono altresi' essere equipaggiati  con  strisce
posteriori e laterali retroriflettenti. Le  caratteristiche  tecniche
delle strisce retroriflettenti sono definite con decreto del Ministro
delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  in  ottemperanza  a  quanto
previsto dal regolamento internazionale ONU/ECE  104.  I  veicoli  di
nuova immatricolazione devono essere equipaggiati con  i  dispositivi
del presente comma dal 1° aprile 2005 ed i  veicoli  in  circolazione
entro il 31 dicembre 2006. 
  2-ter. Gli autoveicoli, i rimorchi ed i semirimorchi, abilitati  al
trasporto di cose, di massa complessiva a pieno  carico  superiore  a
7,5 t, sono equipaggiati con dispositivi, di tipo omologato,  atti  a
ridurre la nebulizzazione dell'acqua in caso  di  precipitazioni.  La
prescrizione si applica ai veicoli nuovi immatricolati  in  Italia  a
decorrere dal 1° gennaio 2007. Le caratteristiche  tecniche  di  tali
dispositivi  sono  definite   con   decreto   del   Ministero   delle
infrastrutture e dei trasporti. 
  3. Gli autoveicoli possono essere equipaggiati con  apparecchiature
per il pagamento automatico di pedagi anche  urbani,  oppure  per  la
ricezione di segnali ed informazioni sulle condizioni di  viabilita'.
Possono  altresi'  essere  equipaggiati   con   il   segnale   mobile
plurifunzionale di soccorso,  le  cui  caratteristiche  e  disciplina
d'uso sono stabilite nel regolamento. 
  4. I filoveicoli  devono  essere  equipaggiati  con  i  dispositivi
indicati nei commi 1 e 2 e 3, in quanto applicabili a  tale  tipo  di
veicolo. 
  5. I rimorchi devono essere equipaggiati con i dispositivi indicati
al comma  1,  lettere  a)  ed  e).  I  veicoli  di  cui  al  comma  1
riconosciuti atti al traino di rimorchi ed i rimorchi devono altresi'
essere equipaggiati con idonei dispositivi di agganciamento. 
  6. Il Ministro dei trasporti, sentito il Ministro dell'interno, con
propri decreti stabilisce i dispositivi supplementari di cui devono o
possono essere equipaggiati i veicoli indicati nei commi  1  e  5  in
relazione  alla  loro  particolare  destinazione  o  uso,  ovvero  in
dipendenza di particolari norme di comportamento. 
  7. Il Ministro dei trasporti, con propri decreti, stabilisce  norme
specifiche sui dispositivi di equipaggiamento dei  veicoli  destinati
ad essere condotti dagli invalidi ovvero al loro trasporto. 
  8. I dispositivi di  cui  ai  commi  precedenti  sono  soggetti  ad
omologazione da parte del Ministero dei trasporti - Dipartimento  per
i trasporti terrestri, secondo modalita' stabilite  con  decreti  del
Ministro dei trasporti, salvo quanto previsto  nell'art.  162.  Negli
stessi decreti e' indicata la documentazione che  l'interessato  deve
esibire a corredo della domanda di omologazione. 
  9. Nei decreti di cui al comma 8 sono  altresi'  stabilite,  per  i
dispositivi indicati nei precedenti commi, le  prescrizioni  tecniche
relative al numero, alle caratteristiche costruttive e  funzionali  e
di montaggio, le  caratteristiche  del  contrassegno  che  indica  la
conformita' dei dispositivi alle norme del  presente  articolo  ed  a
quelle attuative e le modalita' dell'apposizione. 
  10. Qualora le norme di cui al comma 9 si riferiscono a dispositivi
oggetto di  direttive  comunitarie,  le  prescrizioni  tecniche  sono
quelle  contenute  nelle  predette  direttive,  salvo  il  caso   dei
dispositivi presenti al comma 7; in alternativa a  quanto  prescritto
dai richiamati decreti, l'omologazione e' effettuata in  applicazione
delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei  regolamenti
o nelle raccomandazioni emanati dall'Ufficio europeo per  le  Nazioni
Unite - Commissione economica per l'Europa, recepiti dal Ministro dei
trasporti. 
  11. L'omologazione rilasciata da  uno  Stato  estero  per  uno  dei
dispositivi di cui sopra puo' essere riconosciuta valida in Italia  a
condizione di reciprocita' e fatti salvi gli accordi internazionali. 
  12. Con  decreto  del  Ministro  dei  trasporti  puo'  essere  reso
obbligatorio il rispetto di tabelle e norme  di  unificazione  aventi
carattere definitivo ed attinenti alle  caratteristiche  costruttive,
funzionali  e  di  montaggio  dei  dispositivi  di  cui  al  presente
articolo. 
  13. Chiunque circola  con  uno  dei  veicoli  citati  nel  presente
articolo in cui alcuno dei dispositivi ivi prescritti  manchi  o  non
sia conforme alle disposizioni stabilite nei  previsti  provvedimenti
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
((da € 87 a € 345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89)  (101)  (114)
(124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (56) 
  Il D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 214 ha disposto (con l'art. 7, comma 5-bis)  che
le disposizioni del comma 2-bis del presente articolo hanno effetto a
decorrere dal 1° luglio 2004. 
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AGGIORNAMENTO (60) 
  Il D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 214, come modificato dal D.L. 24 dicembre  2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27  febbraio  2004,  n.
47, ha disposto (con l'art. 7, comma 5-bis) che le  disposizioni  del
comma 2-bis del presente articolo, hanno effetto a decorrere  dal  1°
gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 73. 
                 Veicoli su rotaia in sede promiscua 
 
  1. I veicoli su rotaia, per circolare  in  sede  promiscua,  devono
essere muniti di  dispositivi  di  illuminazione  e  di  segnalazione
visiva e acustica analoghi a quelli degli autoveicoli. Inoltre devono
essere  muniti  di  dispositivi  tali  da  consentire  al  conducente
l'agevole visibilita'  anche  a  tergo.  Negli  stessi  il  campo  di
visibilita' del conducente, In avanti  e  lateralmente,  deve  essere
tale da consentirgli di guidare con sicurezza. 
  2. Con  decreto  del  Ministro  dei  trasporti  sono  stabilite  le
caratteristiche e le modalita' di installazione  dei  dispositivi  di
cui al comma 1, nonche' le caratteristiche del campo  di  visibilita'
del conducente. 
  3. Chiunque circola in sede promiscua  con  un  veicolo  su  rotaia
mancante di alcuno dei dispositivi previsti dal presente  articolo  o
nel quale alcuno dei dispositivi stessi, ivi  compreso  il  campo  di
visibilita', non sia conforme  per  caratteristiche  o  modalita'  di
installazione e funzionamento a quanto stabilito ai sensi del comma 2
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
((da € 87 a € 345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89)  (101)  (114)
(124) ((145)) 
 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 74. 
                       Dati di identificazione 
 
  1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i
rimorchi devono avere per costruzione: 
    a) una  targhetta  di  identificazione,  solidamente  fissata  al
veicolo stesso; 
    b) un numero di identificazione impresso  sul  telaio,  anche  se
realizzato con una struttura portante o  equivalente,  riprodotto  in
modo tale da non poter essere cancellato o alterato. 
  2. La targhetta  e  il  numero  di  identificazione  devono  essere
collocati in punti visibili, su una parte del veicolo che normalmente
non sia suscettibile  di  sostituzione  durante  l'utilizzazione  del
veicolo stesso. 
  3. Nel caso in cui il numero di identificazione del telaio o  della
struttura  portante  sia  contraffatto,  alterato,   manchi   o   sia
illegibbile, deve essere riprodotto, a cura degli  uffici  competenti
del Dipartimento per i trasporti  terrestri,  un  numero  distintivo,
preceduto e seguito dal marchio con punzone dell'ufficio stesso. 
  4. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche, le  modalita'
di applicazione e le indicazioni che devono contenere le targhette di
identificazione, le caratteristiche del numero di identificazione, le
caratteristiche e le modalita' di applicazione del numero di  ufficio
di cui al comma 3. 
  5. Qualora le norme del regolamento si riferiscano  a  disposizioni
oggetto di  direttive  comunitarie,  le  prescrizioni  tecniche  sono
quelle contenute nelle predette direttive; e' fatta salva la facolta'
per gli interessati di chiedere, per  l'omologazione,  l'applicazione
delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei  regolamenti
e nelle raccomandazioni emanate dall'Ufficio europeo per  le  Nazioni
Unite - Commissione economica per l'Europa, recepite dal Ministro dei
trasporti. 
  6. Chiunque contraffa', asporta, sostituisce,  altera,  cancella  o
rende illeggibile la targhetta del costruttore, ovvero il  numero  di
identificazione del telaio, e' punito, se il  fatto  non  costituisce
reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 2.733 a € 10.935)). (52) (64) (80) (89)  (101)  (114)  (124)  (133)
((145)) 
 
                                                                  (4) 
----------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                               Art. 75 
Accertamento  dei  requisiti  di  idoneita'   alla   circolazione   e
                            omologazione 
 
  1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i
rimorchi,  per  essere  ammessi  alla  circolazione,  sono   soggetti
all'accertamento  dei  dati   di   identificazione   e   della   loro
corrispondenza alle prescrizioni  tecniche  ed  alle  caratteristiche
costruttive e funzionali previste dalle norme  del  presente  codice.
Per i ciclomotori costituiti da un normale velocipede e da un  motore
ausiliario di cilindrata fino a 50  cmfB0123,  tale  accertamento  e'
limitato al solo motore. 
  2. L'accertamento di cui al comma 1 puo' riguardare singoli veicoli
o gruppi di esemplari dello  stesso  tipo  di  veicolo  ed  ha  luogo
mediante  visita  e  prova  da  parte  dei  competenti  uffici  delle
direzioni generali territoriali  del  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri  e  del   trasporto   intermodale   del   Ministero   delle
infrastrutture e  dei  trasporti,  con  le  modalita'  stabilite  con
decreto dallo stesso Ministero. Con il medesimo decreto  e'  indicata
la documentazione che l'interessato  deve  esibire  a  corredo  della
domanda di accertamento. 
  3. I veicoli indicati nel comma 1,  i  loro  componenti  o  entita'
tecniche prodotti in serie, sono soggetti all'omologazione del  tipo;
questa ha luogo a seguito dell'accertamento di cui ai commi  1  e  2,
effettuata su  un  prototipo,  secondo  le  modalita'  stabilite  con
decreto del Ministro dei trasporti. Con lo stesso decreto e' indicata
la documentazione che l'interessato  deve  esibire  a  corredo  della
domanda di omologazione. 
  3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  stabilisce
con propri decreti norme specifiche per l'approvazione nazionale  dei
sistemi, componenti ed entita' tecniche, nonche' le idonee  procedure
per la  loro  installazione  quali  elementi  di  sostituzione  o  di
integrazione di parti dei veicoli, su tipi di autovetture e motocicli
nuovi o in circolazione. I sistemi, componenti ed  entita'  tecniche,
per i quali siano stati emanati  i  suddetti  decreti  contenenti  le
norme specifiche per  l'approvazione  nazionale  degli  stessi,  sono
esentati dalla necessita' di ottenere l'eventuale  nulla  osta  della
casa costruttrice del veicolo di cui all'articolo 236, secondo comma,
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica  16
dicembre 1992, n.  495,  salvo  che  sia  diversamente  disposto  nei
decreti medesimi. 
  3-ter. Qualora le norme di cui al  comma  3-bis  si  riferiscano  a
sistemi,  componenti  ed  entita'  tecniche  oggetto   di   direttive
comunitarie, ovvero di regolamenti emanati dall'Ufficio  europeo  per
le Nazioni Unite recepite dal Ministero delle  infrastrutture  e  dei
trasporti,  le  prescrizioni   di   approvazione   nazionale   e   di
installazione  sono  conformi  a  quanto  previsto   dalle   predette
direttive o regolamenti. 
  3-quater. Gli accertamenti relativi all'approvazione  nazionale  di
cui al comma  3-bis  sono  effettuati  dai  competenti  uffici  delle
direzioni generali territoriali  del  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri  e  per  il  trasporto  intermodale  del  Ministero   delle
infrastrutture e dei trasporti. 
  ((4. Il Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti  individua,
con proprio decreto,  i  veicoli  di  tipo  omologato  da  adibire  a
servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone  di  cui
all'articolo 85, o a servizio di piazza di cui all'articolo 86,  o  a
servizio di linea per trasporto di persone di  cui  all'articolo  87,
che sono soggetti all'accertamento di cui al comma 2)). 
  5. Fatti salvi gli accordi internazionali, l'omologazione, totale o
parziale, rilasciata da uno Stato estero, puo' essere riconosciuta in
Italia a condizione di reciprocita'. 
  6. L'omologazione puo' essere rilasciata anche a veicoli  privi  di
carrozzeria. Il successivo accertamento  sul  veicolo  carrozzato  ha
luogo con le modalita' previste nel comma 2. 
  7. Sono fatte salve le competenze  del  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio. 
(4) 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 76. 
Certificato di approvazione, certificato di origine  e  dichiarazione
                           di conformita' 
 
  1. L'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti  terrestri
che  ha  proceduto  con  esito  favorevole  all'accertamento  di  cui
all'art.  75,  comma  2,  rilascia  al  costruttore  del  veicolo  il
certificato di approvazione. 
  2. Alla richiesta di accertamento deve essere unito il  certificato
di origine del veicolo, rilasciato dal medesimo  costruttore.  Quando
si tratta di veicoli di tipo omologato  in  uno  Stato  membro  delle
Comunita' europee che, a termine dell'art. 75, comma 4, sono soggetti
all' accertamento dei requisiti di idoneita'  alla  circolazione,  il
certificato  di  origine  e'  sostituito   dalla   dichiarazione   di
conformita' di cui al comma 6. 
  3. Il rilascio del certificato di approvazione  e'  sospeso  per  i
necessari  accertamenti  qualora  emergano  elementi   che   facciano
presumere  che  il  veicolo  o  parte  di  esso  siano  di   illecita
provenienza. 
  4. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e il contenuto
del certificato di approvazione e del certificato di origine. 
  5.  Il  Dipartimento  per  i  trasporti  terrestri,  visto  l'esito
favorevole dell'accertamento sul prototipo di cui all'art. 75,  comma
3, rilascia al costruttore  il  certificato  di  omologazione  ed  il
certificato  che  contiene  la   descrizione   degli   elementi   che
caratterizzano il veicolo. 
  6. Per ciascun veicolo costruito conformemente al  tipo  omologato,
il  costruttore   rilascia   all'acquirente   la   dichiarazione   di
conformita'. Tale dichiarazione, redatta sul  modello  approvato  dal
Ministero dei trasporti per i veicoli di tipo omologato in Italia  in
base ad omologazione nazionale, attesta che il veicolo e' conforme al
tipo omologato. Di tale dichiarazione il costruttore assume la  piena
responsabilita' ad ogni effetto di legge. Il costruttore deve  tenere
una registrazione  progressiva  delle  dichiarazioni  di  conformita'
rilasciate. (65) 
  7. Nel caso di  veicoli  allestiti  o  trasformati  da  costruttori
diversi da quello che ha  costruito  l'autotelaio,  ogni  costruttore
rilascia, per al parte di propria competenza,  la  certificazione  di
origine  che  deve  essere  accompagnata   dalla   dichiarazione   di
conformita', o da certificato di origine relativi all'autotelaio. Nel
caso di omologazione in piu' fasi, le  relative  certificazioni  sono
costituite  dalle  dichiarazioni  di  conformita'.  I  criteri  e  le
modalita' opertaive per le suddette omologazioni sono  stabilite  dal
Ministro dei trasporti, con proprio decreto. (65) 
  8. Chiunque rilascia la dichiarazione  di  conformita'  di  cui  ai
commi 6 e 7 per veicoli non conformi al tipo omologato  e'  soggetto,
ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 868 a € 3.471)). (19)  (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
(4) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (65) 
  La L. 30 dicembre 2004, n. 311 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
280) che  "A  decorrere  dal  1  gennaio  2005  le  dichiarazioni  di
conformita' di  cui  all'articolo  76,  commi  6  e  7,  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono assoggettate all'imposta  di
bollo di cui all'articolo 2 della tariffa, parte prima,  allegata  al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  642,  e
successive modificazioni". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 77. 
             Controlli di conformita' al tipo omologato 
 
  1.  Il  Ministero  dei  trasporti  ha  facolta'  di  procedere,  in
qualsiasi  momento,  all'accertamento  della  conformita'   al   tipo
omologato dei veicoli a motore, dei rimorchi e dei dispositivi per  i
quali sia stata rilasciata la relativa dichiarazione di  conformita'.
Ha facolta', inoltre, di sospendere  l'efficacia  della  omologazione
dei veicoli e dei dispositivi o  di  revocare  l'omologazione  stessa
qualora dai suddetti accertamenti di  controllo  risulti  il  mancato
rispetto della conformita' al tipo omologato. 
  2. Con decreto del Ministro  dei  trasporti,  sentiti  i  Ministeri
interessati,  sono  stabiliti  i  criteri  e  le  modalita'  per  gli
accertamenti e gli eventuali prelievi di  veicoli  e  dispositivi.  I
relativi oneri sono a carico del titolare dell'omologazione. 
  3. Chiunque produce o mette in commercio un veicolo non conforme al
tipo omologato e' soggetto, se il fatto non costituisce  reato,  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  868  a  €
3.471)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)  (124)
(133)((145)) 
 3-bis. Chiunque importa,  produce  per  la  commercializzazione  sul
territorio nazionale ovvero  commercializza  sistemi,  componenti  ed
entita' tecniche senza la prescritta omologazione o  approvazione  ai
sensi dell'articolo  75,  comma  3-bis,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 168 a  €  679)).  E'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 847 a € 3.389)) chiunque commetta le violazioni di cui  al  periodo
precedente relativamente a sistemi frenanti, dispositivi di  ritenuta
ovvero cinture di sicurezza e pneumatici.  I  componenti  di  cui  al
presente comma, ancorche' installati sui  veicoli,  sono  soggetti  a
sequestro e confisca ai sensi del capo I, sezione II, del titolo  VI.
(114) (124) (133) ((145)) 
  4. Sono fatte salve le competenze  del  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio. 
                                                                  (4) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 78. 
Modifiche  delle   caratteristiche   costruttive   dei   veicoli   in
      circolazione e aggiornamento della carta di circolazione 
 
  1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi devono essere sottoposti a
visita e prova presso i competenti  uffici  del  Dipartimento  per  i
trasporti terrestri quando siano apportate una o piu' modifiche  alle
caratteristiche  costruttive  o  funzionali,  ovvero  ai  dispositivi
d'equipaggiamento indicati negli articoli 71 e 72, oppure  sia  stato
sostituito o modificato il telaio. ((Con decreto del Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro novanta giorni dalla
data  di  entrata  in  vigore  della  presente   disposizione,   sono
individuate  le   tipologie   di   modifica   delle   caratteristiche
costruttive e  funzionali,  anche  con  riferimento  ai  veicoli  con
adattamenti per le persone con disabilita', per le quali la visita  e
prova di cui al primo periodo non sono  richieste.  Con  il  medesimo
decreto sono stabilite, altresi', le modalita' e le procedure per gli
accertamenti e l'aggiornamento della carta di  circolazione)).  Entro
sessanta  giorni  dall'approvazione  delle  modifiche,   gli   uffici
competenti del  Dipartimento  per  i  trasporti  terrestri  ne  danno
comunicazione ai competenti  uffici  del  P.R.A.  Solo  ai  fini  dei
conseguenti adeguamenti fiscali. 
  2. Nel regolamento sono stabiliti le caratteristiche costruttive  e
funzionali, nonche' i  dispositivi  di  equipaggiamento  che  possono
essere' modificati solo  previa  presentazione  della  documentazione
prescritta dal regolamento medesimo.  Sono  stabilite,  altresi',  le
modalita' per gli  accertamenti  e  l'aggiornamento  della  carta  di
circolazione. 
  3. Chiunque circola con un veicolo al quale siano  state  apportate
modifiche  alle   caratteristiche   indicate   nel   certificato   di
omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione,  oppure
con il telaio modificato e che non risulti abbia sostenuto, con esito
favorevole, le prescritte visita  e  prova,  ovvero  circola  con  un
veicolo al quale sia stato sostituito il telaio in tutto o in parte e
che non risulti abbia sostenuto con esito  favorevole  le  prescritte
visita  e  prova,  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa   del
pagamento di una somma da € 431 a € 1.734. (19) (29) (43)  (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) (133) (145) 
  4. Le violazioni  suddette  importano  la  sanzione  amministrativa
accessoria del ritiro della carta di circolazione, secondo  le  norme
del capo I, sezione II, del titolo VI. 
(4) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 79. 
   Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione 
 
  1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi  durante  la  circolazione
devono essere tenuti in condizioni di  massima  efficienza,  comunque
tale  da  garantire  la  sicurezza  e  da  contenere  il   rumore   e
l'inquinamento entro i limiti di cui al comma 2. 
  2. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative
alle caratteristiche  funzionali  ed  a  quelle  dei  dispositivi  di
equipaggiamento cui devono corrispondere i  veicoli,  particolarmente
per  quanto  riguarda  i  pneumatici  e  i  sistemi  equivalenti,  la
frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e  di  illuminazione,
la limitazione della rumorosita' e delle emissioni inquinanti. 
  3. Qualora le norme di cui al comma 2 si riferiscono a disposizioni
oggetto di  direttive  comunitarie,  le  prescrizioni  tecniche  sono
quelle contenute nelle direttive stesse. 
  4. Chiunque circola con un veicolo che presenti  alterazioni  nelle
caratteristiche costruttive e funzionali prescritte,  ovvero  circola
con  i  dispositivi  di  cui  all'art.  72  non  funzionanti  o   non
regolarmente installati, ovvero circola  con  i  dispositivi  di  cui
all'articolo 80, comma 1, del presente codice e all'articolo 238  del
regolamento non funzionanti, e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 87  a  €  345)).  La  misura  della
sanzione e' ((da € 1.210 a € 12.108)) se  il  veicolo  e'  utilizzato
nelle competizioni previste dagli articoli 9-bis e 9-ter.  (19)  (29)
(43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                               Art. 80 
                              Revisioni 
 
  1. Il Ministro dei trasporti  stabilisce,  con  propri  decreti,  i
criteri, i tempi e le modalita' per l'effettuazione  della  revisione
generale o parziale delle categorie di veicoli a motore  e  dei  loro
rimorchi, al fine di accertare che sussistano in essi  le  condizioni
di sicurezza per la circolazione e di silenziosita' e che  i  veicoli
stessi  non  producano  emanazioni  inquinanti  superiori  ai  limiti
prescritti; le revisioni,  salvo  quanto  stabilito  nei  commi  8  e
seguenti,  sono  effettuate  a  cura  degli  uffici  competenti   del
Dipartimento  per  i  trasporti  terrestri.  Nel   regolamento   sono
stabiliti gli elementi su cui deve  essere  effettuato  il  controllo
tecnico  dei  dispositivi  che  costituiscono  l'equipaggiamento  dei
veicoli e che hanno rilevanza ai fini della sicurezza stessa. 
  2. Le prescrizioni contenute nei decreti  emanati  in  applicazione
del comma 1 sono mantenute in  armonia  con  quelle  contenute  nelle
direttive della Comunita' europea relative al controllo  tecnico  dei
veicoli a motore. 
  3. Per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto  di
cose o ad uso speciale  di  massa  complessiva  a  pieno  carico  non
superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per  trasporto  promiscuo  la
revisione deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima
immatricolazione e successivamente ogni due anni, nel rispetto  delle
specifiche decorrenze previste dalle direttive comunitarie vigenti in
materia. 
  4. Per i veicoli destinati al trasporto di persone  con  numero  di
posti  superiore  a  9  compreso  quello  del  conducente,  per   gli
autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa
complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i rimorchi di massa
complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t,  per  i  taxi,  per  le
autoambulanze, per i veicoli adibiti a noleggio con conducente e  per
i veicoli atipici la  revisione  deve  essere  disposta  annualmente,
salvo che siano stati gia' sottoposti nell'anno in corso a  visita  e
prova ai sensi dei commi 5 e 6. 
  5.  Gli  uffici  competenti  del  Dipartimento  per   i   trasporti
terrestri, anche su segnalazione degli organi di polizia stradale  di
cui  all'art.  12,  qualora  sorgano  dubbi  sulla  persistenza   dei
requisiti  di  sicurezza,  rumorosita'  ed  inquinamento  prescritti,
possono  ordinare  in  qualsiasi  momento  la  revisione  di  singoli
veicoli. 
  6. I decreti  contenenti  la  disciplina  relativa  alla  revisione
limitata al controllo dell'inquinamento acustico ed atmosferico  sono
emanati  sentito  il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio. 
  7. In caso di incidente stradale nel quale i  veicoli  a  motore  o
rimorchi abbiano subito gravi danni in conseguenza dei quali  possono
sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione,  gli
organi di  polizia  stradale  di  cui  all'art.  12,  commi  1  e  2,
intervenuti per i rilievi, sono tenuti a darne notizia al  competente
ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri  per  la  adozione
del provvedimento di revisione singola. 
  8. Il Ministro dei trasporti, al fine di assicurare in relazione  a
particolari  e  contingenti   situazioni   operative   degli   uffici
competenti del Dipartimento per i trasporti  terrestri,  il  rispetto
dei termini previsti per le revisioni periodiche dei veicoli a motore
capaci di contenere al massimo 16 persone compreso il  conducente,  o
con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t, ovvero superiore a
3,5 t se destinati  al  trasporto  di  merci  non  pericolose  o  non
deperibili in regime  di  temperatura  controllata  (ATP),  puo'  per
singole  province  individuate  con  proprio  decreto   affidare   in
concessione  quinquennale  le  suddette  revisioni  ad   imprese   di
autoriparazione che svolgono la propria  attivita'  nel  campo  della
meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista ovvero ad
imprese che,  esercendo  in  prevalenza  attivita'  di  commercio  di
veicoli, esercitino altresi', con carattere strumentale o accessorio,
l'attivita' di autoriparazione. Tali imprese devono  essere  iscritte
nel registro delle imprese esercenti attivita' di autoriparazione  di
cui all'art. 2, comma 1, della legge 5  febbraio  1992,  n.  122.  Le
suddette revisioni possono essere altresi' affidate in concessione ai
consorzi e alle societa' consortili, anche in forma  di  cooperativa,
appositamente costituiti tra imprese iscritte ognuna  almeno  in  una
diversa  sezione  del  medesimo  registro,  in  modo   da   garantire
l'iscrizione in tutte e quattro le sezioni. (83) 
  9. Le imprese di cui al  comma  8  devono  essere  in  possesso  di
requisiti tecnico-professionali, di attrezzature e di  locali  idonei
al corretto esercizio delle attivita' di verifica e controllo per  le
revisioni, precisati nel regolamento; il titolare della ditta  o,  in
sua vece, il responsabile  tecnico  devono  essere  in  possesso  dei
requisiti personali e professionali precisati nel  regolamento.  Tali
requisiti  devono  sussistere  durante   tutto   il   periodo   della
concessione. Il Ministro dei trasporti definisce con proprio  decreto
le modalita' tecniche e amministrative per  le  revisioni  effettuate
dalle imprese di cui al comma 8. 
  10. Il Ministero dei  trasporti  -  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri effettua periodici controlli sulle officine  delle  imprese
di cui al  comma  8  e  controlli,  anche  a  campione,  sui  veicoli
sottoposti a revisione presso  le  medesime.  I  controlli  periodici
sulle officine delle imprese di cui al comma 8 sono  effettuati,  con
le modalita' di cui all'art. 19, commi 1, 2, 3, e 4, della  legge  1'
dicembre 1986, n. 870, da personale del Dipartimento per i  trasporti
terrestri in possesso di laurea ad indirizzo tecnico ed inquadrato in
qualifiche funzionali e  profili  professionali  corrispondenti  alle
qualifiche della  ex  carriera  direttiva  tecnica,  individuati  nel
regolamento. I relativi importi  a  carico  delle  officine  dovranno
essere versati in conto corrente postale  ed  affluire  alle  entrate
dello Stato con  imputazione  al  capitolo  3566  del  Ministero  dei
trasporti, la cui denominazione viene conseguentemente modificata dal
Ministro dell'economia e delle finanze. 
  11. Nel caso in cui,  nel  corso  dei  controlli,  si  accerti  che
l'impresa non sia piu' in  possesso  delle  necessarie  attrezzature,
oppure che le revisioni siano state effettuate in  difformita'  dalle
prescrizioni vigenti, le concessioni relative ai compiti di revisione
sono revocate. 
  12. Il Ministro dei trasporti con proprio decreto, di concerto  con
il Ministro dell'economia e delle finanze, stabilisce le tariffe  per
le operazioni di revisione svolte dalla Dipartimento per i  trasporti
terrestri e dalle imprese di cui al comma 8, nonche' quelle  inerenti
ai controlli periodici sulle officine  ed  ai  controlli  a  campione
effettuati dal Ministero dei trasporti - Dipartimento per i trasporti
terrestri, ai sensi del comma 10. 
  13. Le imprese di cui  al  comma  8,  entro  i  termini  e  con  le
modalita' che saranno stabilite con  disposizioni  del  Ministro  dei
trasporti,  trasmettono  all'ufficio   provinciale   competente   del
Dipartimento per i trasporti terrestri la carta di  circolazione,  la
certificazione  della  revisione  effettuata  con  indicazione  delle
operazioni  di  controllo  eseguite  e  degli  interventi  prescritti
effettuati, nonche' l'attestazione del  pagamento  della  tariffa  da
parte dell'utente, al fine della relativa annotazione sulla carta  di
circolazione cui si dovra'  procedere  entro  e  non  oltre  sessanta
giorni  dal  ricevimento  della   carta   stessa.   Effettuato   tale
adempimento, la carta di circolazione sara' a disposizione presso gli
uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri  per  il
ritiro da parte  delle  officine,  che  provvederanno  a  restituirla
all'utente.  Fino  alla   avvenuta   annotazione   sulla   carta   di
circolazione la certificazione  dell'impresa  che  ha  effettuato  la
revisione sostituisce a tutti gli effetti la carta di circolazione. 
  14. Ad esclusionedei casi previsti  dall'articolo  176,  comma  18,
chiunque circola con un veicolo che non  sia  stato  presentato  alla
prescritta revisione e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da  €  173  a  €  695)).  Tale  sanzione  e'
raddoppiabile in caso di revisione omessa per piu' di  una  volta  in
relazione alle cadenze previste dalle disposizioni vigenti.  L'organo
accertatore annota sul documento di circolazione che  il  veicolo  e'
sospeso dalla circolazione fino all'effettuazione della revisione. E'
consentita la circolazione del veicolo al solo fine di recarsi presso
uno dei soggetti di cui  al  comma  8  ovvero  presso  il  competente
ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi
informativi e statistici per la prescritta revisione. Al di fuori  di
tali ipotesi, nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla
circolazione in attesa dell'esito  della  revisione,  si  applica  la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 2.002  a  €
8.009)).  All'accertamento  della  violazione  di  cui   al   periodo
precedente consegue la sanzione amministrativa accessoria  del  fermo
amministrativo  del  veicolo   per   novanta   giorni,   secondo   le
disposizioni del capo I, sezione  II,  del  titolo  VI.  In  caso  di
reiterazione delle violazioni,  si  applica  la  sanzione  accessoria
della confisca amministrativa del veicolo. (19) (29) (43)  (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  15. Le imprese di cui al comma 8, nei  confronti  delle  quali  sia
stato  accertato  da  parte  dei  competenti  uffici  competenti  del
Dipartimento per  i  trasporti  terrestri  il  mancato  rispetto  dei
termini e delle modalita' stabiliti dal  Ministro  dei  trasporti  ai
sensi del comma 13, sono soggette alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 431 a € 1.734)). Se  nell'arco  di  due
anni  decorrenti  dalla  prima  vengono  accertate  tre   violazioni,
l'ufficio competente  del  Dipartimento  per  i  trasporti  terrestri
revoca la concessione. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114)
(124) (133) ((145)) 
  16. L'accertamento della falsita' della certificazione di revisione
comporta la cancellazione dal registro di cui al comma 8. 
  17.  Chiunque  produce  agli  organi  competenti  attestazione   di
revisione  falsa  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma ((da € 431 a €  1.734)).  Da  tale  violazione
discende la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta
di circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del  titolo
VI. (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)  (124)  (133)
((145)) 
(4) 
                                                                 (83) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (83) 
  Il Decreto 2 agosto 2007, n. 161, ha disposto: 
  - (con l'art. 1, comma 1) che "La tariffa relativa alle  operazioni
di revisione dei veicoli a motore e dei loro  rimorchi  eseguite  dai
funzionari  degli  Uffici  della  motorizzazione  civile   ai   sensi
dell'articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285,  e'
fissata  in  Euro  45,00  che  l'utente  corrisponde  anticipatamente
mediante versamento sul conto corrente postale n. 9001  intestato  al
Dipartimento trasporti terrestri - Roma." 
  - (con l'art. 2, comma 1) che "La tariffa relativa alle  operazioni
di revisione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi eseguite  dalle
imprese di cui all'articolo 80, comma 8, del decreto  legislativo  n.
285 del 1992 e'  fissata  in  Euro  45,00  che  l'utente  corrisponde
anticipatamente all'impresa interessata. A tale tariffa  e'  aggiunta
quella prevista al punto 2) della tabella 3) allegata alla  legge  1°
dicembre 1986, n. 870, che l'utente corrisponde  anticipatamente  con
le modalita' previste dall'articolo 1, per  l'annotazione  dell'esito
della revisione sulla carta di circolazione". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 81. 
        Competenze dei funzionari del Ministero dei trasporti 
             ((Dipartimento per i trasporti terrestri)) 
 
  1. Gli accertamenti tecnici previsti dal presente codice in materia
di veicoli a motore e di quelli da essi trainati sono  effettuati  da
dipendenti appartenenti ai ruoli ((del Dipartimento per  i  trasporti
terrestri))  della  VI,  VII,  VIII  e  IX  qualifica  funzionale   o
dirigenti, muniti di diploma di laurea in ingegneria o  architettura,
ovvero diploma di perito industriale, perito nautico, geometra o 
maturita' scientifica. 
  2. I dipendenti di cui al comma 1,  muniti  di  diploma  di  perito
industriale,  perito  nautico,  geometra  o  maturita'   scientifica,
vengono abilitati  all'effettuazione  degli  accertamenti  tecnici  a
seguito di apposito corso di qualificazione con esame finale, secondo 
le modalita' stabilite con decreto del Ministro dei trasporti. 
  3. Il regolamento  determina  i  profili  professionali  che  danno
titolo all'effettuazione degli accertamenti tecnici di cui ai commi 
precedenti. 
  4. Con decreto del Ministro dei trasporti vengono fissate le  norme
e le modalita' di effettuazione del corso di qualificazione previsto 
dal comma 2. 
(4) 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 

Sezione II
Destinazione ed uso dei veicoli

                              Art. 82. 
                   Destinazione ed uso dei veicoli 
 
  1. Per destinazione del veicolo s'intende la sua  utilizzazione  in
base alle caratteristiche tecniche. 
  2. Per uso del veicolo s'intende la sua utilizzazione economica. 
  3. I veicoli possono essere adibiti a uso proprio o a uso di terzi. 
  4. Si ha l'uso di terzi quando un veicolo e' utilizzato, dietro 
  corrispettivo, nell'interesse di persone diverse dall'intestatario 
  della carta di circolazione. Negli altri casi il veicolo si intende
adibito a uso proprio. 
  5. L'uso di terzi comprende: 
    a) locazione senza conducente; 
    b) servizio di noleggio  con  conducente  e  servizio  di  piazza
(taxi) per trasporto di persone; 
    c) servizio di linea per trasporto di persone; 
    d) servizio di trasporto di cose per conto terzi; 
    e) servizio di linea per trasporto di cose; 
    f) servizio di piazza per trasporto di cose per conto terzi. 
  6. Previa autorizzazione dell'ufficio competente  del  Dipartimento
per i trasporti terrestri, gli autocarri possono  essere  utilizzati,
in via  eccezionale  e  temporanea,  per  il  trasporto  di  persone.
L'autorizzazione e' rilasciata in base al nulla  osta  del  prefetto.
Analoga autorizzazione viene rilasciata dall'ufficio  competente  del
Dipartimento per i  trasporti  terrestri  agli  autobus  destinati  a
servizio  di  noleggio  con  conducente,  i  quali   possono   essere
impiegati, in via eccezionale secondo direttive emanate dal Ministero
dei trasporti con  decreti  ministeriali,  in  servizio  di  linea  e
viceversa. 
  7. Nel regolamento sono stabilite  le  caratteristiche  costruttive
del veicolo in relazione alle destinazioni o agli usi cui puo' essere
adibito. 
  8. Ferme restando  le  disposizioni  di  leggi  speciali,  chiunque
utilizza un veicolo per una destinazione o  per  un  uso  diversi  da
quelli indicati sulla carta di circolazione e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €  345)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  9. Chiunque, senza l'autorizzazione di cui al comma 6, utilizza per
il trasporto di persone un veicolo destinato al trasporto di cose  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 431 a € 1.734)). (19) (29) (43) (52) (64)  (80)  (89)  (101)  (114)
(124) (133) ((145)) 
  10.  Dalla  violazione  dei  commi  8  e  9  consegue  la  sanzione
amministrativa  accessoria   della   sospensione   della   carta   di
circolazione da uno a sei mesi, secondo le norme del capo I,  sezione
II, del titolo VI. In caso di recidiva la sospensione  e'  da  sei  a
dodici mesi. 
                                                                  (4) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 83. 
                             Uso proprio 
 
  1. Per gli autobus adibiti ad uso proprio e per i veicoli destinati
al trasporto specifico di persone ugualmente adibiti a  uso  proprio,
la carta di circolazione  puo'  essere  rilasciata  soltanto  a  enti
pubblici, imprenditori,  collettivita',  per  il  soddisfacimento  di
necessita' strettamente connesse con la loro attivita', a seguito  di
accertamento effettuato dalla Dipartimento per i trasporti  terrestri
sulla sussitenza di tali necessita', secondo  direttive  emanate  dal
Ministero dei trasporti con decreti ministeriali. 
  2. La carta di circolazione dei veicoli  soggetti  alla  disciplina
del trasporto di cose in conto proprio e' rilasciata sulla base della
licenza per l'esercizio del trasporto di cose in  conto  proprio;  su
detta carta dovranno essere annotati gli estremi  della  licenza  per
l'esercizio dell'autotrasporto in conto proprio cosi'  come  previsto
dalla legge 6 giugno 1974, n. 298,  e  successive  modificazioni.  Le
disposizioni di tale legge non si applicano agli  autoveicoli  aventi
una massa complessiva a pieno carico non superiore a 6 t. 
  3. Per gli altri documenti di cui deve  essere  munito  il  veicolo
adibito al trasporto di  cose  in  conto  proprio  restano  salve  le
disposizioni stabilite dalle norme speciali in materia. 
  4. Chiunque adibisce ad uso proprio un  veicolo  per  trasporto  di
persone senza il titolo prescritto oppure violi  le  condizioni  o  i
limiti  stabiliti  nella  carta  di  circolazione  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  173  a  €
695)).  (19)  (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)  (124)
(133)((145)) 
  5. La violazione di cui al comma 4 importa la  sanzione  accessoria
della sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a
otto mesi, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del  titolo
VI. 
  6. Chiunque adibisce ad  uso  proprio  per  trasporto  di  cose  un
veicolo senza il titolo prescritto o viola le prescrizioni o i limiti
contenuti nella licenza e'  punito  con  le  sanzioni  amministrative
previste dall'art. 46, primo e secondo comma, della  legge  6  giugno
1974, n. 298. 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 84. 
                     Locazione senza conducente 
 
  1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito
a   locazione   senza   conducente   quando   il   locatore,   dietro
corrispettivo, si obbliga a mettere a disposizione del locatario, per
le esigenze di quest'ultimo, il veicolo stesso. 
  2. E' ammessa, nell'  ambito  delle  disposizioni  che  regolano  i
trasporti internazionali tra Stati membri  delle  Comunita'  europee,
l'utilizzazione di  autocarri,  trattori,  rimorchi  e  semirimorchi,
autotreni  ed  autoarticolati  locati  senza  conducente,  dei  quali
risulti locataria un'impresa stabilita in un altro Stato membro delle
Comunita' europee, a condizione  che  i  suddetti  veicoli  risultino
immatricolati o messi in circolazione conformemente alla legislazione
dello Stato membro. 
  3. L'impresa italiana iscritta all'albo degli autotrasportatori  di
cose per conto terzi e titolare  di  autorizzazioni  puo'  utilizzare
autocarri,  rimorchi  e  semirimorchi,  autotreni  ed  autoarticolati
muniti  di  autorizzazione,  acquisiti  in  disponibilita'   mediante
contratto di locazione ed in proprieta'  di  altra  impresa  italiana
iscritta   all'albo   degli   autotrasportatori   e    titolare    di
autorizzazioni. 
  3-bis. L'impresa esercente attivita' di  trasporto  di  viaggiatori
effettuato mediante noleggio di autobus  con  conducente  sopra  i  9
posti, iscritta al  Registro  elettronico  nazionale  e  titolare  di
autorizzazione, puo' utilizzare i  veicoli  in  proprieta'  di  altra
impresa esercente la  medesima  attivita'  ed  iscritta  al  Registro
elettronico  nazionale,  acquisendone  la   disponibilita'   mediante
contratto di locazione. 
  4.  Possono,  inoltre,  essere  destinati  alla   locazione   senza
conducente: 
    a) i veicoli ad uso speciale ed i veicoli destinati al  trasporto
di cose, la cui massa complessiva a pieno carico non sia superiore  a
6 t; 
    b) i veicoli, aventi al massimo nove posti  compreso  quello  del
conducente, destinati al trasporto  di  persone,  i  veicoli  di  cui
all'articolo 87, comma 2, adibiti ai servizi di linea di trasporto di
persone  nonche'  i  veicoli  per  il  trasporto   promiscuo   e   le
autocaravan, le caravan ed  i  rimorchi  destinati  al  trasporto  di
attrezzature turistiche e sportive. 
  5. La carta di circolazione di tali  veicoli  e'  rilasciata  sulla
base della prescritta licenza. (50) 
  6. Il Ministro dei trasporti con proprio decreto, d'intesa  con  il
Ministro dell'interno, e' autorizzato a stabilire  eventuali  criteri
limitativi  e  le  modalita'  per  il   rilascio   della   carta   di
circolazione. 
  7. Chiunque adibisce a locazione senza conducente  un  veicolo  non
destinato a tale uso e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma  ((da  €  431  a  €  1.734))  se  trattasi  di
autoveicoli o rimorchi ovvero ((da € 42 a  €  173))  se  trattasi  di
altri veicoli. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101)  (114)  (124)
(133) ((145)) 
  8. Alla suddetta violazione  consegue  la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione  della  carta  di  circolazione  per  un
periodo da due a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione  II,
del titolo VI. 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (50) 
  Il D.P.R. 19 dicembre 2001, n. 481 ha disposto (con l'art. 3, comma
2) che "La disposizione di cui  al  comma  5,  dell'articolo  84  del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, si intende riferita  alla
denuncia di inizio attivita' di cui al presente regolamento  anziche'
alla licenza." 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 85. 
    Servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone 
 
  1. Il servizio di noleggio con conducente per trasporto di  persone
e' disciplinato dalle leggi specifiche che regolano la materia. 
  2. Possono essere destinati ad effettuare servizio di noleggio  con
conducente per trasporto di persone: 
    a) i motocicli con o senza sidecar; 
    b) i tricicli; 
    b-bis) i velocipedi; 
    c) i quadricicli; 
    d) le autovetture; 
    e) gli autobus; 
    f) gli  autoveicoli  per  trasporto  promiscuo  o  per  trasporti
specifici di persone; 
    g) i veicoli a trazione animale. 
  3. La carta di circolazione di tali  veicoli  e'  rilasciata  sulla
base della licenza comunale d'esercizio. 
  4. Chiunque adibisce a  noleggio  con  conducente  un  veicolo  non
destinato a tale uso ovvero, pur essendo  munito  di  autorizzazione,
guida un'autovettura adibita al servizio di noleggio  con  conducente
senza ottemperare alle norme in vigore, ovvero alle condizioni di cui
all'autorizzazione, e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da € 173 a € 695 e, se si tratta  di  autobus,
da € 431 a €  1.734.  La  violazione  medesima  importa  la  sanzione
amministrativa della sospensione della carta di circolazione  per  un
periodo da due a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione  II,
del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101)  (114)  (124)
(133) (145) ((145a)) 
  4-bis. Chiunque, pur essendo munito  di  autorizzazione,  guida  un
veicolo di cui al comma 2 senza  ottemperare  alle  norme  in  vigore
ovvero alle condizioni di cui all'autorizzazione medesima e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 86  a  €
339. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa  accessoria
del ritiro della carta  di  circolazione  e  dell'autorizzazione,  ai
sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo  VI.  (80)
(89) (101) (114) (124) (145) ((145a)) 
                                                                  (4) 
 
----------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145a) 
  Il D.L. 14 dicembre 2018,  n.  135,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 11 febbraio 2019, n. 12, ha  disposto  (con  l'art.  10-bis,
comma 4) che "Le sanzioni di cui all'articolo 11-bis della  legge  15
gennaio 1992, n. 21, per l'inosservanza degli articoli 3 e  11  della
medesima legge, come modificati dal comma 1 del presente articolo, si
applicano a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data  di
entrata in vigore del presente decreto. Parimenti  rimangono  sospese
per la stessa durata le sanzioni previste dall'articolo 85, commi 4 e
4-bis, del codice della strada, di  cui  al  decreto  legislativo  30
aprile  1992,  n.  285,  limitatamente  ai   soggetti   titolari   di
autorizzazione  per  l'esercizio  del  servizio   di   noleggio   con
conducente". 
                              Art. 86. 
      Servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi 
 
  1. Il servizio di piazza con autovetture con conducente o  taxi  e'
disciplinato dalle leggi specifiche che regolano il settore. 
  2. Chiunque, senza avere ottenuto la licenza prevista dall'articolo
8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, adibisce un veicolo a  servizio
di  piazza  con  conducente  o  a  taxi  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 1.816 a  €  7.264)).
Dalla violazione conseguono  le  sanzioni  amministrative  accessorie
della confisca del veicolo e della sospensione della patente di guida
da quattro a dodici mesi, ai sensi delle norme  di  cui  al  capo  I,
sezione II, del titolo VI. Quando lo stesso soggetto e'  incorso,  in
un periodo di tre anni, in tale  violazione  per  almeno  due  volte,
all'ultima di esse consegue la sanzione accessoria della revoca della
patente. Le stesse sanzioni si applicano a coloro ai quali  e'  stata
sospesa o revocata la licenza. (80)  (89)  (101)  (114)  (124)  (133)
((145)) 
  3. Chiunque, pur essendo munito di licenza,  guida  un  taxi  senza
ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di  cui  alla
licenza e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma ((€ 86 a € 339)). (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
                                                             (4) (23) 
 
------------ 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (23) 
  Il D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, ha  disposto  (con  l'art.  14,
comma  6)  che  "Ad  integrazione  dell'articolo   86   del   decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ai veicoli adibiti al servizio di
piazza per il trasporto di persone di cui all'articolo 82,  comma  5,
lettera b), dello stesso decreto, e' consentito l'uso  proprio  fuori
servizio." 
------------ 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 87. 
             Servizio di linea per trasporto di persone 
 
  1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito
al  servizio  di  linea  quando  l'esercente,  comunque   remunerato,
effettua corse  per  una  destinazione  predeterminata  su  itinerari
autorizzati e con  offerta  indifferenziata  al  pubblico,  anche  se
questo sia costituito da una particolare categoria di persone. 
  2. Possono essere destinati ai servizi di linea  per  trasporto  di
persone:  gli  autobus,  gli  autosnodati,  gli  autoarticolati,  gli
autotreni, i filobus, i filosnodati, i filoarticolati e  i  filotreni
destinati a tale trasporto. 
  3. La carta di circolazione di tali  veicoli  e'  rilasciata  sulla
base del nulla osta emesso dalle autorita' competenti ad accordare le
relative concessioni. 
  4. I suddetti  veicoli  possono  essere  utilizzati  esclusivamente
sulle linee per le quali l'intestatario della carta  di  circolazione
ha ottenuto il titolo legale, salvo le eventuali limitazioni  imposte
in detto titolo. Il concedente la linea puo'  autorizzare  l'utilizzo
di veicoli destinati al servizio di linea per quello di  noleggio  da
rimessa, purche' non sia pregiudicata la regolarita' del servizio.  A
tal fine la carta di circolazione  deve  essere  accompagnata  da  un
documento rilasciato dall'autorita' concedente, in cui sono  indicate
le linee o i bacini di traffico o il noleggio per i quali  i  veicoli
possono essere utilizzati. 
  5. I proprietari di autoveicoli immatricolati  a  uso  servizio  di
linea per trasporto di persone possono locare  temporaneamente  e  in
via eccezionale, secondo direttive emanate con decreto del  Ministero
dei trasporti, ad altri esercenti di servizi di linea  per  trasporto
persone  parte  dei  propri  veicoli,  con   l'autorizzazione   delle
rispettive autorita' competenti a rilasciare le concessioni. 
  6. Chiunque utilizza in servizio di linea un veicolo non adibito  a
tale uso, ovvero impiega un veicolo su linee diverse da quelle per le
quali ha titolo legale, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 431 a € 1.734)). (19)  (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  7. La violazione di cui al comma 6 importa la  sanzione  accessoria
della sospensione della carta di circolazione da  due  a  otto  mesi,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. 
                                                                  (4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 88. 
            Servizio di trasporto di cose per conto terzi 
 
  1. Agli effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito
al  servizio  di  trasporto  di   cose   per   conto   terzi   quando
l'imprenditore si obbliga, dietro corrispettivo, a prestare i servizi
di trasporto ordinati dal mittente. 
  2.  La  carta  di  circolazione  e'  rilasciata  sulla  base  della
autorizzazione  prescritta  per  effettuare   il   servizio   ed   e'
accompagnata dall'apposito documento previsto dalle leggi  specifiche
che disciplinano la materia, che costituisce parte  integrante  della
carta di circolazione. Le disposizioni della legge 6 giugno 1974,  n.
298, non si applicano agli autoveicoli aventi una massa complessiva a
pieno carico non superiore a 6 t. 
  3. Chiunque adibisce al trasporto di cose per conto  terzi  veicoli
non adibiti a tale uso o viola le prescrizioni e  i  limiti  indicati
nell'autorizzazione o nella carta di circolazione e' punito ((con  le
sanzioni amministrative previste dall'art. 46, primo e secondo comma,
della legge 6 giugno 1974, n. 298)). 
(4) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 89. 
               Servizio di linea per trasporto di cose 
 
  1. Il servizio di linea per trasporto di cose e' disciplinato dalle
leggi specifiche che regolano la materia. 
((4)) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 90. 
       Trasporto di cose per conto terzi in servizio di piazza 
 
  1. Il servizio di piazza di trasporto di cose per  conto  terzi  e'
disciplinato  dalle  norme  specifiche  di  settore;  la   carta   di
circolazione e' rilasciata sulla base della autorizzazione prescritta
per effettuare il servizio. 
  2. Chiunque utilizza per il trasporto di cose per  conto  terzi  in
servizio di piazza veicoli non adibiti a tale uso  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  431  a  €
1.734)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114)  (124)  (133)
((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 91. 
Locazione senza conducente con facolta' di acquistoleasing e  vendita
              di veicoli con patto di riservato dominio 
 
  1. I motoveicoli, gli autoveicoli ed i rimorchi locati con facolta'
di acquisto sono immatricolati a nome del locatore, ma con  specifica
annotazione sulla carta di circolazione del nominativo del  locatario
e della data di scadenza del relativo contratto. In tale ipotesi,  la
immatricolazione  viene  effettuata  in  relazione  all'uso  cui   il
locatario intende adibire il veicolo e a condizione che lo stesso sia
in possesso del titolo e dei requisiti eventualmente prescritti dagli
articoli  da  82  a  90.  Nelle  medesime   ipotesi,   si   considera
intestatario della  carta  di  circolazione  anche  il  locatore.  Le
indicazioni di cui sopra sono riportate nella iscrizione al P.R.A. 
  2. Ai fini del risarcimento dei danni prodotti  a  persone  o  cose
dalla circolazione dei  veicoli,  il  locatario  e'  responsabile  in
solido con il conducente ai sensi dell'art. 2054,  comma  terzo,  del
codice civile. 
  3. Nell'ipotesi di  vendita  di  veicolo  con  patto  di  riservato
dominio, il veicolo e' immatricolato al nome dell'acquirente, ma  con
specifica indicazione  nella  carta  di  circolazione  del  nome  del
venditore e della data  di  pagamento  dell'ultima  rata.  Le  stesse
indicazioni sono riportate nella iscrizione al P.R.A. 
  4.   Ai   fini   delle   violazioni   amministrative   si   applica
all'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria  e  all'acquirente
con patto di riservato dominio l'art. 196, comma 1. 
((4)) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 92. 
          Estratto dei documenti di circolazione o di guida 
 
  1. Quando per ragione d'ufficio i  documenti  di  circolazione,  la
patente di guida e  il  certificato  di  abilitazione  professionale,
ovvero uno degli altri  documenti  previsti  dall'art.  180,  vengono
consegnati agli uffici che ne hanno curato il rilascio  per  esigenze
inerenti alle loro rispettive attribuzioni, questi ultimi  provvedono
a fornire,  previo  accertamento  degli  adempimenti  prescritti,  un
estratto  del  documento  che  sostituisce  a   tutti   gli   effetti
l'originale per la durata massima di sessanta giorni. 
  2. La ricevuta rilasciata dalle  imprese  di  consulenza  ai  sensi
dell'articolo 7, comma 1, della  legge  8  agosto  1991,  n.  264,  e
successive modificazioni, sostituisce il documento ad esse consegnato
ovvero l'estratto di cui al comma 1 del presente articolo per  trenta
giorni dalla data di rilascio, che deve essere  riportata  lo  stesso
giorno nel registro giornale tenuto dalle  predette  imprese.  Queste
devono porre a disposizione dell'interessato, entro i predetti trenta
giorni, l'estratto di cui al comma 1 del presente articolo ovvero  il
documento conseguente all'operazione cui si  riferisce  la  ricevuta.
Tale ricevuta non e' rinnovabile ne' reiterabile ed e' valida per  la
circolazione nella misura in cui ne sussistano le condizioni. 
  3. Chiunque abusivamente rilascia la  ricevuta  e'  punito  con  la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  431  a  €
1.734)).  Alla  contestazione  di  tre  violazioni  nell'arco  di  un
triennio consegue la revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 3
della legge 8 agosto 1991,  n.  264.  Ogni  altra  irregolarita'  nel
rilascio della ricevuta e' punita con la sanzione amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 87 a € 345)). (19) (29) (43) (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  4. Alla violazione di cui al comma 2, secondo periodo, consegue  la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma  ((da  €  87  a  €
345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360, come modificato dall'avviso di
rettifica in G.U. 03/03/1994, n. 51,  ha  disposto  (con  l'art.  40,
comma 1, lettera a)) che al comma 2 del presente articolo  le  parole
"quindici  giorni"  sono  sostituite,  ogni  volta,  dalle  seguenti:
"trenta giorni". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 

Sezione III
Documenti di circolazione e immatricolazione

                              Art. 93. 
Formalita'  necessarie  per  la   circolazione   degli   autoveicoli,
                       motoveicoli e rimorchi 
 
  1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi per circolare devono
essere muniti di una carta di circolazione e immatricolati presso  il
Dipartimento per i trasporti terrestri. 
  1-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1-ter, e' vietato, a chi  ha
stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni,  circolare
con un veicolo immatricolato all'estero. 
  1-ter. Nell'ipotesi di veicolo concesso in leasing o  in  locazione
senza conducente da parte di un'impresa costituita in un altro  Stato
membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo  che  non
ha stabilito in Italia una sede secondaria o  altra  sede  effettiva,
nonche' nell'ipotesi di veicolo concesso in comodato  a  un  soggetto
residente  in  Italia  e  legato  da  un  rapporto  di  lavoro  o  di
collaborazione con un'impresa costituita in  un  altro  Stato  membro
dell'Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo che  non
ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra  sede  effettiva,
nel  rispetto  delle  disposizioni  contenute  nel  codice   doganale
comunitario, a bordo del veicolo deve essere custodito un  documento,
sottoscritto  dall'intestatario  e  recante  data  certa,  dal  quale
risultino il titolo e la durata della disponibilita' del veicolo.  In
mancanza  di  tale  documento,  la  disponibilita'  del  veicolo   si
considera in capo al conducente. 
  1-quater. Nell'ipotesi di cui  al  comma  1-bis  e  ferma  restando
l'applicazione delle sanzioni previste dal comma 7-bis, se il veicolo
non e' immatricolato in Italia, l'intestatario chiede  al  competente
ufficio della motorizzazione civile, previa consegna del documento di
circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e
della relativa targa, ai sensi dell'articolo 99, al fine di  condurre
il  veicolo  oltre   i   transiti   di   confine.   L'ufficio   della
motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe  e  del
documento di circolazione alle competenti autorita' dello  Stato  che
li ha rilasciati. 
  ((1-quinquies. Le disposizioni di  cui  ai  commi  1-bis,  1-ter  e
1-quater non si applicano: 
    a) ai residenti nel Comune di Campione d'Italia; 
    b)  al  personale  civile  e  militare  dipendente  da  pubbliche
amministrazioni in servizio all'estero, di cui all'articolo 1,  comma
9, lettere a) e b), della legge 27 ottobre 1988, n. 470; 
    c) ai lavoratori frontalieri, o  a  quei  soggetti  residenti  in
Italia che prestano un'attivita' di lavoro in  favore  di  un'impresa
avente sede in uno Stato confinante o  limitrofo,  i  quali,  con  il
veicolo ivi immatricolato a proprio nome, transitano  in  Italia  per
raggiungere il luogo di residenza o per far  rientro  nella  sede  di
lavoro all'estero; 
    d) al personale delle Forze  armate  e  di  polizia  in  servizio
all'estero presso organismi internazionali o basi militari; 
    e)  al  personale  dipendente  di  associazioni  territoriali  di
soccorso, per il rimpatrio dei veicoli immatricolati all'estero)). 
  2. L'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti  terrestri
provvede all'immatricolazione e rilascia  la  carta  di  circolazione
intestandola a chi si dichiara proprietario del  veicolo,  indicando,
ove ricorrano, anche le generalita' dell'usufruttario o del locatario
con facolta' di acquisto o  del  venditore  con  patto  di  riservato
dominio, con le specificazioni di cui all'art. 91. 
  3. La carta di circolazione  non  puo'  essere  rilasciata  se  non
sussistono il titolo o i requisiti per il servizio  o  il  trasporto,
ove richiesti dalle disposizioni di legge. 
  4. Il Ministero dei trasporti, con propri  decreti,  stabilisce  le
procedure e la documentazione occorrente per  l'immatricolazione,  il
contenuto della carta di circolazione, prevedendo, in particolare per
i rimorchi, le annotazioni eventualmente necessarie  per  consentirne
il traino. L'ufficio competente  del  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri,  per  i  casi  previsti  dal  comma   5,   da'   immediata
comunicazione  delle  nuove  immatricolazioni  al  Pubblico  Registro
Automobilistico gestito dall'A.C.I. ai sensi  della  legge  9  luglio
1990, n. 187. 
  5. Per i veicoli soggetti ad iscrizione nel P.R.A., nella carta  di
circolazione sono annotati i dati attestanti la proprieta' e lo stato
giuridico del veicolo. (138a) (148) 
  6. Per gli autoveicoli e i rimorchi indicati nell'art. 10, comma 1,
e' rilasciata una speciale carta di  circolazione,  che  deve  essere
accompagnata  dall'autorizzazione,  quando   prevista   dall'articolo
stesso.  Analogo  speciale  documento  e'  rilasciato  alle  macchine
agricole quando per le stesse ricorrono le condizioni di cui all'art.
104, comma 8. 
  7. Chiuque circola con un  veicolo  per  il  quale  non  sia  stata
rilasciata  la  carta  di  circolazione  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da € 431 a  €  1.734.  Alla
medesima sanzione e' sottoposto  separatamente  il  proprietario  del
veicolo o l'usufruttuario o il locatario con facolta' di  acquisto  o
l'acquirente  con  patto  di  riservato  dominio.  Dalla   violazione
consegue la sanzione amministrativa  accessoria  della  confisca  del
veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione  II,  del  titolo
VI. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) (145) 
  7-bis. Per la violazione delle disposizioni di cui al  comma  1-bis
si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da
euro 712 a euro 2.848. L'organo accertatore trasmette il documento di
circolazione all'ufficio della motorizzazione civile  competente  per
territorio, ordina  l'immediata  cessazione  della  circolazione  del
veicolo e il suo  trasporto  e  deposito  in  luogo  non  soggetto  a
pubblico  passaggio.  Si  applicano,  in   quanto   compatibili,   le
disposizioni  dell'articolo  213.  Qualora,  entro  il   termine   di
centottanta giorni decorrenti dalla data della violazione, il veicolo
non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un
foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine, si applica la
sanzione  accessoria   della   confisca   amministrativa   ai   sensi
dell'articolo 213. 
  7-ter. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma  1-ter,
primo periodo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da euro 250 a euro 1.000. Nel verbale di  contestazione  e'
imposto l'obbligo di esibizione del documento di cui al  comma  1-ter
entro il termine di trenta giorni.  Il  veicolo  e'  sottoposto  alla
sanzione accessoria del fermo amministrativo secondo le  disposizioni
dell'articolo 214, in  quanto  compatibili,  ed  e'  riconsegnato  al
conducente, al  proprietario  o  al  legittimo  detentore,  ovvero  a
persona delegata dal proprietario, solo dopo che sia stato esibito il
documento di cui al comma 1-ter o, comunque, decorsi sessanta  giorni
dall'accertamento della violazione. In caso di mancata esibizione del
documento,  l'organo  accertatore  provvede  all'applicazione   della
sanzione di cui all'articolo 94, comma 3, con decorrenza dei  termini
per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per  la
presentazione dei documenti. 
  8. Chiunque circola con un rimorchio agganciato ad una  motrice  le
cui caratteristiche non siano indicate, ove prescritto,  nella  carta
di  circolazione  e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   del
pagamento di una somma da € 87 a € 345. (19) (29) (43) (52) (64) (80)
(89) (101) (114) (124) (145) 
  9. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 29 MAGGIO 2017, N. 98. (138a) (148) 
  10. Le norme suddette non  si  applicano  ai  veicoli  delle  Forze
armate di cui all'art. 138, comma 1, ed a quelli degli enti  e  corpi
equiparati ai sensi dell'art.  138,  comma  11;  a  tali  veicoli  si
applicano le disposizioni dell'art. 138. 
  11. I veicoli destinati esclusivamente all'impiego dei  servizi  di
polizia  stradale   indicati   nell'art.   11   vanno   immatricolati
dall'ufficio competente del Dipartimento per i  trasporti  terrestri,
su richiesta del corpo, ufficio o comando che utilizza  tali  veicoli
per i servizi di  polizia  stradale.  A  siffatto  corpo,  ufficio  o
comando viene rilasciata, dall'ufficio  competente  del  Dipartimento
per i trasporti terrestri che ha immatricolato il veicolo,  la  carta
di circolazione; questa deve contenere, oltre i dati di cui al  comma
4,  l'indicazione  che  il  veicolo  e'  destinato  esclusivamente  a
servizio di polizia  stradale.  Nel  regolamento  sono  stabilite  le
caratteristiche di tali veicoli. 
  12. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della
Repubblica 19 settembre 2000,  n.  358,  istitutivo  dello  sportello
telematico   dell'automobilista,   gli   adempimenti   amministrativi
previsti dal presente articolo e dagli articoli 94 e  103,  comma  1,
sono gestiti in via telematica dagli uffici del  Dipartimento  per  i
trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale, quale
centro unico di  servizio,  attraverso  il  sistema  informativo  del
Dipartimento stesso. (138a) (148) 
                                                                  (4) 
 
---------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
---------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (138a) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui  ai  commi  5  e  12  e
dell'abrogazione di cui al comma  9  del  presente  articolo  dal  1°
luglio 2018 al 1° gennaio 2019. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (148) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui  ai  commi  5  e  12  e
dell'abrogazione di cui al comma  9  del  presente  articolo  dal  1°
gennaio 2019 al 1° gennaio 2020. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 94. 
(Formalita' per il trasferimento  di  proprieta'  degli  autoveicoli,
motoveicoli  e  rimorchi  e  per  il   trasferimento   di   residenza
                         dell'intestatario). 
 
  1. In caso di trasferimento della proprieta' degli autoveicoli, dei
motoveicoli e dei rimorchi o nel caso di costituzione  dell'usufrutto
o di stipulazione di locazione con facolta'  di  acquisto,  l'ufficio
competente del Dipartimento per  i  trasporti,  la  navigazione,  gli
affari   generali   e   del   personale,   su   richiesta    avanzata
dall'acquirente  entro  sessanta  giorni  dalla  data   in   cui   la
sottoscrizione  dell'atto  e'  stata  autenticata  o   giudizialmente
accertata, provvede al rilascio di una nuova  carta  di  circolazione
nella quale sono annotati gli intervenuti mutamenti della  proprieta'
e dello stato giuridico del veicolo. Il competente ufficio del P.R.A.
provvede alla relativa trascrizione  ovvero,  in  caso  di  accertate
irregolarita', procede alla ricusazione della  formalita'  entro  tre
giorni dal ricevimento  delle  informazioni  e  delle  documentazioni
trasmesse, in via telematica, dall'ufficio  del  Dipartimento  per  i
trasporti, la navigazione,  gli  affari  generali  e  del  personale.
(138a) (148) 
  2. In caso di trasferimento della residenza dell'intestatario della
carta di circolazione, o di sede se si tratta di  persona  giuridica,
l'ufficio  competente  del   Dipartimento   per   i   trasporti,   la
navigazione,  gli  affari  generali   e   del   personale   ((procede
all'aggiornamento dell'archivio nazionale dei  veicoli  di  cui  agli
articoli 225 e 226)). (138a) (148) 
  3. Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente  articolo
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
da € 728 a € 3.636. (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) (145) 
  4. Chiunque circoli con un  veicolo  per  il  quale  non  e'  stato
richiesto, nel termine stabilito dal comma 1,  l'aggiornamento  ((dei
dati presenti nell'archivio nazionale  dei  veicoli))  o  il  rinnovo
della carta di circolazione e' soggetto alla sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma da € 364 a € 1.817. (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) (138a) (148) (145) 
  4-bis. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 93, comma  2,  gli
atti, ancorche' diversi da quelli di cui  al  comma  1  del  presente
articolo, da cui derivi una variazione dell'intestatario della  carta
di circolazione ovvero che comportino la disponibilita' del  veicolo,
per un periodo superiore a trenta giorni, in favore  di  un  soggetto
diverso dall'intestatario stesso, nei casi previsti  dal  regolamento
sono  dichiarati  dall'avente  causa,   entro   trenta   giorni,   al
Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi
e statistici al fine dell'annotazione sulla  carta  di  circolazione,
nonche' della registrazione nell'archivio di cui agli  articoli  225,
comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si  applica
la sanzione prevista dal comma 3. 
  5. La carta di  circolazione  e'  ritirata  immediatamente  da  chi
accerta le violazioni previste nei commi 4  e  4-bis  ed  e'  inviata
all'ufficio competente del Dipartimento per  i  trasporti  terrestri,
che provvede al rinnovo dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse. 
  6. Per gli atti di trasferimento di proprieta'  degli  autoveicoli,
motoveicoli e rimorchi posti in essere fino alla data di  entrata  in
vigore della presente disposizione e' consentito entro novanta giorni
procedere,  senza  l'applicazione  di   sanzioni,   alle   necessarie
regolarizzazioni. 
  7. Ai fini dell'esonero dall'obbligo di pagamento  delle  tasse  di
circolazione e  relative  soprattasse  e  accessori  derivanti  dalla
titolarita'  di   beni   mobili   iscritti   al   Pubblico   registro
automobilistico,  nella  ipotesi  di  sopravvenuta   cessazione   dei
relativi diritti, e' sufficiente produrre ai competenti uffici idonea
documentazione attestante la inesistenza  del  presupposto  giuridico
per l'applicazione della tassa. 
  8. In tutti i casi in cui e' dimostrata  l'assenza  di  titolarita'
del bene e del conseguente obbligo fiscale,  gli  uffici  di  cui  al
comma 1 procedono all'annullamento  delle  procedure  di  riscossione
coattiva delle tasse, soprattasse e accessori. 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (138a) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui ai commi 1, 2 e  4  del
presente articolo dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019. 
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AGGIORNAMENTO (148) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui ai commi 1, 2 e  4  del
presente articolo dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                            Art. 94-bis. 
           (Divieto di intestazione fittizia dei veicoli). 
 
  1. La carta di circolazione di cui all'articolo 93 e il certificato
di circolazione di cui all'articolo 97 non possono essere  rilasciati
qualora  risultino  situazioni  di  intestazione   o   cointestazione
simulate  o  che   eludano   o   pregiudichino   l'accertamento   del
responsabile civile della circolazione di un veicolo. (138a) (148) 
  2. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque richieda o  abbia
ottenuto il rilascio dei documenti di cui al comma 1 in violazione di
quanto disposto dal medesimo  comma  1  e'  punito  con  la  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 544 a € 2.174)).  La
sanzione di cui al periodo precedente si applica anche a chi abbia la
materiale  disponibilita'  del  veicolo   al   quale   si   riferisce
l'operazione, nonche' al  soggetto  proprietario  dissimulato.  (114)
(124) (133) ((145)) 
  3. Il veicolo in relazione al quale sono rilasciati i documenti  di
cui al comma 1 in violazione del divieto di cui al medesimo comma  e'
soggetto alla cancellazione d'ufficio dal PRA e dall'archivio di  cui
agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5.  In  caso  di
circolazione  dopo  la  cancellazione,  si  applicano   le   sanzioni
amministrative di cui al comma 7 dell'articolo 93.  La  cancellazione
e' disposta su richiesta degli organi di polizia stradale  che  hanno
accertato le violazioni di cui al comma 2 dopo che l'accertamento  e'
divenuto definitivo. 
  4. Con uno o piu' decreti del Ministro delle infrastrutture  e  dei
trasporti, di concerto con i Ministri della giustizia e dell'interno,
sono dettate le disposizioni applicative della disciplina recata  dai
commi 1, 2 e 3, con  particolare  riferimento  all'individuazione  di
quelle situazioni che, in relazione alla tutela  della  finalita'  di
cui al comma 1 o per l'elevato numero dei  veicoli  coinvolti,  siano
tali da richiedere una verifica che non ricorrano le  circostanze  di
cui al predetto comma 1. 
 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (138a) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore della modifica di cui al comma 1 del  presente
articolo dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (148) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore della modifica di cui al comma 1 del  presente
articolo dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 95. 
         Duplicato della carta di circolazione (138a) (148) 
 
  1. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 29 MAGGIO 2017, N. 98. (138a)(148) 
  1-bis. Il Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  con
decreto dirigenziale, stabilisce il  procedimento  per  il  rilascio,
attraverso il proprio sistema informatico, del duplicato delle  carte
di  circolazione,  con  l'obiettivo  della  massima   semplificazione
amministrativa, anche con il coinvolgimento dei soggetti di cui  alla
legge 8 agosto 1991, n. 264. (99) 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 9 MARZO 2000, N. 105. 
  3. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 9 MARZO 2000, N. 105. 
  4. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 9 MARZO 2000, N. 105. 
  5. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 9 MARZO 2000, N. 105. 
  6. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 29 MAGGIO 2017, N. 98. (138a)(148) 
  7. Chiunque circola senza avere con se' l'estratto della  carta  di
circolazione e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma ((da € 26 a € 102)). (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
----------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 13,  comma  1)
che  all'articolo  95,  comma  1-bis  dopo  le  parole:   "carta   di
circolazione," sono inserite le seguenti: "anche con  riferimento  ai
duplicati  per  smarrimento,  deterioramento  o   distruzione   dell'
originale,". 
----------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (138a) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata  in  vigore  della  modifica  della  rubrica   e   della
soppressione di cui ai commi 1 e  6  del  presente  articolo  dal  1°
luglio 2018 al 1° gennaio 2019. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (148) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata  in  vigore  della  modifica  della  rubrica   e   della
soppressione di cui ai commi 1 e  6  del  presente  articolo  dal  1°
gennaio 2019 al 1° gennaio 2020. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 96. 
Adempimenti   conseguenti   al   mancato   pagamento   della    tassa
                           automobilistica 
 
  ((1. Ferme restando le procedure di recupero degli  importi  dovuti
per le  tasse  automobilistiche,  l'ente  impositore,  anche  per  il
tramite del soggetto cui e' affidata la riscossione, qualora  accerti
il mancato pagamento delle stesse per almeno  tre  anni  consecutivi,
notifica al proprietario l'avviso dell'avvio del procedimento  e,  in
assenza di giustificato motivo, ove non sia  dimostrato  l'effettuato
pagamento entro trenta giorni dalla data  di  tale  notifica,  chiede
all'ufficio  competente  del  Dipartimento  per   i   trasporti,   la
navigazione, gli affari generali e  del  personale  la  cancellazione
d'ufficio  dall'archivio  nazionale  dei  veicoli  e  dal  P.R.A.  Il
predetto ufficio provvede al ritiro delle targhe  e  della  carta  di
circolazione tramite gli organi di polizia.)) ((138a)) ((148)) 
  2. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 29 MAGGIO 2017, N.  98)).  ((138a))
((148)) 
 2-bis. In caso di circolazione dopo la cancellazione si applicano le
sanzioni amministrative di cui al comma 7 dell'articolo 93. 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (138a) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore della modifica di  cui  al  comma  1  e  della
soppressione di cui al comma 2 del presente articolo  dal  1°  luglio
2018 al 1° gennaio 2019. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (148) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore della modifica di  cui  al  comma  1  e  della
soppressione di cui al comma 2 del presente articolo dal  1°  gennaio
2019 al 1° gennaio 2020. 
                               Art. 97 
                    Circolazione dei ciclomotori 
 
  1. I ciclomotori, per circolare, devono essere muniti di: 
    a)  un  certificato  di  circolazione,  contenente  i   dati   di
identificazione e costruttivi del veicolo, nonche' quelli della targa
e dell'intestatario, rilasciato  dal  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri, ovvero da uno dei soggetti di  cui  alla  legge  8  agosto
1991, n. 264, con le modalita' stabilite con decreto dirigenziale del
Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  a  seguito   di
aggiornamento  dell'Archivio  nazionale  dei  veicoli  di  cui   agli
articoli 225 e 226; 
    b) una targa, che identifica l'intestatario  del  certificato  di
circolazione. 
  2. La targa e' personale e abbinata a un solo veicolo. Il  titolare
la trattiene in caso di vendita. La fabbricazione e la vendita  delle
targhe sono riservate allo Stato, che puo' affidarle con le modalita'
previste dal regolamento ai soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991,
n. 264. 
  3. Ciascun ciclomotore e' individuato nell'Archivio  nazionale  dei
veicoli di cui agli articoli 225 e 226, da  una  scheda  elettronica,
contenente il numero di targa, il nominativo del suo titolare, i dati
costruttivi e di identificazione di  tutti  i  veicoli  di  cui,  nel
tempo, il  titolare  della  targa  sia  risultato  intestatario,  con
l'indicazione  della  data  e   dell'ora   di   ciascuna   variazione
d'intestazione. I dati relativi  alla  proprieta'  del  veicolo  sono
inseriti nel sistema informatico del  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri  a  fini  di  sola  notizia,   per   l'individuazione   del
responsabile della circolazione. 
  4. Le procedure e la documentazione occorrente per il rilascio  del
certificato di circolazione e per la  produzione  delle  targhe  sono
stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture
e dei  trasporti,  secondo  criteri  di  economicita'  e  di  massima
semplificazione. 
  5.  Chiunque  fabbrica,  produce,  pone  in   commercio   o   vende
ciclomotori che sviluppino una velocita' superiore a quella  prevista
dall'art. 52 e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma ((da € 1.086 a € 4.348)). Alla sanzione ((da € 847  a  €
3.389)) e' soggetto chi effettua sui ciclomotori modifiche idonee  ad
aumentarne la velocita' oltre i  limiti  previsti  dall'articolo  52.
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (114) (124) (133) ((145)) 
  6. Chiunque circola con un ciclomotore non  rispondente  ad  una  o
piu' delle caratteristiche o prescrizioni indicate nell'art. 52 o nel
certificato  di  circolazione,  ovvero  che  sviluppi  una  velocita'
superiore a quella prevista dallo stesso art. 52,  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  422  a  €
1.694)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (114) (124) (133) ((145)) 
  7. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale  non  e'  stato
rilasciato  il  certificato  di  circolazione,  quando  previsto,  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 158 a € 636)). (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  8. Chiunque circola con  un  ciclomotore  sprovvisto  di  targa  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 79 a € 317)). (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  9. Chiunque circola con un ciclomotore munito di targa non  propria
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
((da € 1.875 a € 7.503)). (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  10. Chiunque circola con un ciclomotore munito di una targa  i  cui
dati  non  siano  chiaramente  visibili  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 85 a €  338)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (114) (124) ((145)) 
  11. Chiunque fabbrica o vende targhe con  caratteristiche  difformi
da quelle indicate dal regolamento, ovvero circola con un ciclomotore
munito delle suddette targhe e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 1.875 a € 7.503)). (80) (89)  (101)
(114) (124) (133) ((145)) 
  12. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non  e'  stato
richiesto  l'aggiornamento  del  certificato  di   circolazione   per
trasferimento della proprieta'  secondo  le  modalita'  previste  dal
regolamento, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma ((da € 397  a  €  1.587)).  Alla  medesima  sanzione  e'
sottoposto chi non comunica  la  cessazione  della  circolazione.  Il
certificato di circolazione e' ritirato immediatamente da chi accerta
la violazione ed e' inviato al competente  ufficio  del  Dipartimento
per i trasporti terrestri, che provvede agli  aggiornamenti  previsti
dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse. (80) (89)  (101)  (114)
(124) (133) ((145)) 
  13. L'intestatario  che  in  caso  di  smarrimento,  sottrazione  o
distruzione  del  certificato  di  circolazione  o  della  targa  non
provvede, entro quarantotto ore, a  farne  denuncia  agli  organi  di
polizia e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma ((da € 79 a € 317)). Alla medesima sanzione e' soggetto chi non
provvede a chiedere il  duplicato  del  certificato  di  circolazione
entro tre giorni dalla suddetta denuncia. (80) (89) (101) (114) (124)
((145)) 
  14. Alle violazioni previste dai commi 5 e 7 consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria della confisca del ciclomotore, secondo  le
norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI; nei casi  previsti
dal comma 5 si procede alla distruzione del ciclomotore, fatta  salva
la facolta' degli  enti  da  cui  dipende  il  personale  di  polizia
stradale che ha accertato la violazione di  chiedere  tempestivamente
che sia assegnato il ciclomotore confiscato, previo ripristino  delle
caratteristiche  costruttive,  per   lo   svolgimento   dei   compiti
istituzionali e fatto salvo l'eventuale  risarcimento  del  danno  in
caso di accertata illegittimita' della confisca e  distruzione.  Alla
violazione prevista dal comma 6 consegue la  sanzione  amministrativa
accessoria del fermo amministrativo del veicolo  per  un  periodo  di
sessanta giorni; in caso di reiterazione della violazione, nel  corso
di un biennio, il fermo amministrativo del veicolo  e'  disposto  per
novanta giorni. Alla violazione prevista dai commi 8 e 9 consegue  la
sanzione accessoria del  fermo  amministrativo  del  veicolo  per  un
periodo di un mese o, in caso di reiterazione  delle  violazioni  nel
biennio, la sanzione accessoria  della  confisca  amministrativa  del
veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione  II,  del  titolo
VI. 
(4) (56) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (56) 
  Il D.L. 27 giugno 2003,  n.  151,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 1 agosto 2003, n. 214, nel modificare l'art. 3, comma 1  del
D.Lgs. 15 gennaio 2002,  n.  9,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 7, comma 1) la proroga al 1 luglio 2004 dell'entrata in vigore
delle modifiche apportate dal citato D.Lgs. al presente articolo. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                               Art. 98 
                        Circolazione di prova 
 
  1. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 24 NOVEMBRE 2001, N. 474. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 24 NOVEMBRE 2001, N. 474. 
  3. Chiunque adibisce un veicolo in circolazione  di  prova  ad  uso
diverso e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma ((da € 87 a € 345)).  La  stessa  sanzione  si  applica  se  il
veicolo circola senza  che  su  di  esso  sia  presente  il  titolare
dell'autorizzazione o un suo dipendente munito  di  apposita  delega.
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  4. Se le violazioni di cui al comma 3 superano il numero di tre, la
sanzione amministrativa e' del pagamento di una somma ((da € 173 a  €
695)); ne consegue in quest'ultimo caso  la  sanzione  amministrativa
accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme del  capo  I,
sezione II, del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)  (101)
(114) (124) (133) ((145)) 
  4-bis. COMMA ABROGATO DAL D.L. 23 OTTOBRE 2008, N. 162,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 22 DICEMBRE 2008, N. 201. 
                                                                  (4) 
 
------------ 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  a
decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                               Art. 99 
                            Foglio di via 
 
  1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi che circolano per le
operazioni di accertamento e di controllo  della  idoneita'  tecnica,
per  recarsi  ai  transiti  di  confine   per   l'esportazione,   per
partecipare a riviste prescritte dall'autorita' militare, a mostre  o
a fiere autorizzate di veicoli nuovi ed usati, per  i  quali  non  e'
stata pagata la tassa di circolazione, devono  essere  muniti  di  un
foglio di via e di una targa provvisoria  rilasciati  da  un  ufficio
competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. 
  1-bis. Alle  fabbriche  costruttrici  di  veicoli  a  motore  e  di
rimorchi e' consentito, direttamente o avvalendosi di altri  soggetti
abilitati, per il tramite  di  veicoli  nuovi  di  categoria  N  o  O
provvisti del foglio di via e della targa provvisoria per recarsi  ai
transiti di confine per l'esportazione, il trasporto di altri veicoli
nuovi di fabbrica destinati anch'essi alla medesima finalita'. 
  1-ter. E' consentito ai veicoli a motore e rimorchi di categoria  N
o O, muniti di foglio di via e targa provvisoria  per  partecipare  a
riviste prescritte  dall'autorita'  militare,  a  mostre  o  a  fiere
autorizzate di veicoli nuovi ed usati, di trasportare altri veicoli o
loro parti, anch'essi destinati alle medesime finalita'. 
  2. Il foglio di via deve indicare  il  percorso,  la  durata  e  le
eventuali prescrizioni tecniche. La durata non puo' comunque eccedere
i  giorni   sessanta.   Tuttavia,   per   particolari   esigenze   di
sperimentazione di veicoli nuovi non ancora immatricolati,  l'ufficio
competente del Dipartimento per i trasporti terrestri puo' rilasciare
alla  fabbrica  costruttrice  uno  speciale  foglio  di  via,   senza
limitazioni di percorso, della durata massima di centottanta giorni. 
  3. Chiunque circola senza avere con se' il foglio  di  via  e/o  la
targa provvisoria di  cui  al  comma  1  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 26 a €  102)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  4. Chiunque circola senza rispettare il percorso o le  prescrizioni
tecniche del foglio di via e' soggetto alla  sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  5. Ove le violazioni di cui ai commi 3 e 4 siano compiute per  piu'
di tre volte, alla  successiva  la  sanzione  amministrativa  e'  del
pagamento di una somma ((da € 87 a € 345)) e ne consegue la  sanzione
amministrativa accessoria della  confisca  del  veicolo,  secondo  le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64)
(80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 100. 
Targhe di immatricolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli  e  dei
                              rimorchi 
 
  1.  Gli  autoveicoli  devono   essere   muniti,   anteriormente   e
posteriormente, di una targa contenente i dati di immatricolazione. 
  2. I motoveicoli devono essere muniti posteriormente di  una  targa
contenente i dati di immatricolazione. 
  3.  I  rimorchi  devono  essere  muniti  di  una  targa  posteriore
contenente i dati di immatricolazione. 
  3-bis. Le targhe di cui ai commi 1,  2  e  3  sono  personali,  non
possono essere abbinate contemporaneamente a piu'  di  un  veicolo  e
sono trattenute dal titolare in caso di trasferimento di  proprieta',
costituzione di usufrutto, stipulazione di locazione con facolta'  di
acquisto, esportazione all'estero e cessazione  o  sospensione  dalla
circolazione. (99) 
  4. I carrelli appendice, quando sono  agganciati  ad  una  motrice,
devono essere muniti posteriormente di una targa ripetitrice dei dati
di immatricolazione della motrice stessa. (99) 
  5.  Le  targhe  indicate  ai  commi  1,  2,  3,  4   devono   avere
caratteristiche rifrangenti. 
  6. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 24 NOVEMBRE 2001, N. 474. 
  7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri  di  definizione  delle
targhe di immatricolazione, ripetitrici e di riconoscimento. 
 8. Ferma restando la sequenza alfanumerica fissata dal  regolamento,
l'intestatario della carta di  circolazione  puo'  chiedere,  per  le
targhe di cui ai commi 1 e 2, ai costi fissati con il decreto di  cui
all'articolo  101,  comma  1,  e  con  le  modalita'  stabilite   dal
Dipartimento per i trasporti terrestri,  una  specifica  combinazione
alfanumerica. Il competente ufficio del Dipartimento per i  trasporti
terrestri, dopo avere verificato che la  combinazione  richiesta  non
sia stata gia' utilizzata, immatricola il veicolo e rilascia la carta
di circolazione. Alla consegna  delle  targhe  provvede  direttamente
l'Istituto Poligrafico dello Stato nel termine di trenta  giorni  dal
rilascio  della  carta  di  circolazione.  Durante  tale  periodo  e'
consentita la circolazione ai sensi dell'articolo 102, comma 3. 
  9. Il regolamento stabilisce per  le  targhe  di  cui  al  presente
articolo: 
    - i criteri per la formazione dei dati di immatricolazione; 
    - la collocazione e le modalita' di installazione; 
    - le  caratteristiche  costruttive,  dimensionali,  fotometriche,
cromatiche e di leggibilita', nonche' i requisiti  di  idoneita'  per
l'accettazione. 
  10. Sugli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi  e'  vietato  apporre
iscrizioni, distintivi o sigle  che  possano  creare  equivoco  nella
identificazione del veicolo. 
  11. Chiunque viola le disposizioni dei  commi  1,  2,  3,  4  e  9,
lettera b) e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
una somma ((da € 87 a € 345)). (19) (29) (43)  (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
  12. Chiunque circola con un veicolo munito di targa non  propria  o
contraffatta e' punito con la sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma ((da € 2.050 a € 8.202)).  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)
(114) (124) (133) ((145)) 
  13. Chiunque viola le disposizioni dei commi 5  e  10  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 26 a €
102)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  14. Chiunque falsifica, manomette o altera targhe  automobilistiche
ovvero usa targhe manomesse, falsificate  o  alterate  e'  punito  ai
sensi del codice penale. 
  15. Dalle violazioni di cui ai commi precedenti deriva la  sanzione
amministrativa accessoria del ritiro della targa non  rispondente  ai
requisiti indicati. Alle violazioni di cui ai commi 11 e 12  consegue
la sanzione accessoria del fermo amministrativo  del  veicolo  o,  in
caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione  accessoria  della
confisca  amministrativa   del   veicolo.   La   durata   del   fermo
amministrativo e' di tre mesi, salvo nei casi in  cui  tale  sanzione
accessoria  e'  applicata  a  seguito  del  ritiro  della  targa.  Si
osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. 
                                                                  (4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 11,  comma  6)
che "Le disposizioni degli articoli 94, 100, comma 3-bis, e  103  del
decreto legislativo n. 285 del 1992, come da  ultimo  modificati  dai
commi 1, 2, lettera a), e 3 del presente  articolo,  si  applicano  a
decorrere dal sesto mese successivo alla data di  entrata  in  vigore
del regolamento di cui al comma 5". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 11, comma 8) che  "Le  disposizioni
del comma 4 dell'articolo 100 del  decreto  legislativo  n.  285  del
1992, come da ultimo modificato dal comma 2, lettera b), del presente
articolo, si applicano a decorrere dalla data di  entrata  in  vigore
delle modifiche del regolamento di cui al comma 7, e comunque ai soli
rimorchi immatricolati dopo tale data. E' fatta salva la possibilita'
di immatricolare nuovamente i rimorchi immessi in circolazione  prima
della data di cui al periodo precedente". 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 101. 
    Produzione, distribuzione, restituzione e ritiro delle targhe 
 
  1. La produzione e la distribuzione  delle  targhe  dei  veicoli  a
motore o da essi rimorchiati sono riservate allo Stato.  Il  Ministro
dei trasporti con proprio decreto, sentiti il Ministro  dell'economia
e  delle  finanze  e  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
stabilisce il prezzo di vendita delle targhe comprensivo del costo di
produzione  e  di   una   quota   di   maggiorazione   da   destinare
esclusivamente alle attivita' previste dall'art.  208,  comma  2.  Il
Ministro dei  trasporti  con  proprio  decreto,  di  concerto  con  i
Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture  e  dei
trasporti, assegna annualmente i proventi derivanti  dalla  quota  di
maggiorazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella
misura del venti per  cento  e  alla  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri  nella  misura  dell'ottanta   per   cento.   Il   Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad adottare, con  propri
decreti, le necessarie variazioni di bilancio. (48) 
  2.  Le  targhe  sono  consegnate  agli  intestatari  dall'  ufficio
competente  del  Dipartimento  per  i  trasporti  terrestri  all'atto
dell'immatricolazione dei veicoli. 
  3. Le targhe del veicolo e il relativo  documento  di  circolazione
devono essere restituiti all'ufficio competente del Dipartimento  per
i  trasporti  terrestri  in  caso  che  l'interessato   non   ottenga
l'iscrizione al P.R.A. entro tre giorni dal  rilascio  del  documento
stesso. (138a) (148) 
  4. Nel caso di mancato adempimento degli obblighi di cui  al  comma
3, l'ufficio competente del Dipartimento per i  trasporti  terrestri,
provvede, tramite gli organi di polizia, al  ritiro  delle  targhe  e
della carta di circolazione. (138a) (148) 
  5.  Chiunque  abusivamente  produce  o  distribuisce   targhe   per
autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e'  soggetto,  se  il  fatto  non
costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di  una
somma ((da € 431 a € 1.734)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  6.  La  violazione  di  cui  al  comma  5   importa   la   sanzione
amministrativa accessoria della confisca  delle  targhe,  secondo  le
norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. 
(4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (138a) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui ai  commi  3  e  4  del
presente articolo dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019. 
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AGGIORNAMENTO (148) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui ai  commi  3  e  4  del
presente articolo dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 102. 
   Smarrimento, sottrazione, deterioramento e distruzione di targa 
 
  1. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di  una  delle
targhe  di  cui  all'art.  100,   l'intestatario   della   carta   di
circolazione deve, entro quarantotto ore, farne denuncia agli  organi
di  polizia,  che  ne  prendono  formalmente  atto  e  ne  rilasciano
ricevuta. 
  2. Trascorsi quindici giorni dalla presentazione della denuncia  di
smarrimento o sottrazione anche di una sola delle targhe,  senza  che
queste siano  state  rinvenute,  l'intestatario  deve  richiedere  al
Dipartimento per i trasporti terrestri.  Una  nuova  immatricolazione
del veicolo, con le procedure indicate dall'art. 93. 
  3.  Durante  il  periodo  di  cui  al  comma  2  e'  consentita  la
circolazione del veicolo previa  apposizione  sullo  stesso,  a  cura
dell'intestatario, di  un  pannello  a  fondo  bianco  riportante  le
indicazioni contenute nella  targa  originaria;  la  posizione  e  la
dimensione del pannello, nonche' i  caratteri  di  iscrizione  devono
essere corrispondenti a quelli della targa originaria. 
  4. I dati di immatricolazione indicati nelle targhe  devono  essere
sempre leggibili. Quando per deterioramento tali dati non siano  piu'
leggibili, l'intestatario della carta di circolazione deve richiedere
all'ufficio competente del Dipartimento per  i  trasporti  terrestri.
Una nuova immatricolazione del veicolo,  con  le  procedure  indicate
nell'art. 93. 
  5. Nei casi di distruzione di una delle targhe di cui all'art. 100,
comma 1, l'intestatario della carta di circolazione sulla base  della
ricevuta di cui al comma 1 deve richiedere una nuova immatricolazione
del veicolo. 
  6. L'intestatario della  carta  di  circolazione  che  in  caso  di
smarrimento, sottrazione o distruzione anche di una sola delle targhe
di immatricolazione o della targa  per  veicoli  in  circolazione  di
prova non provvede agli adempimenti di cui al comma 1, ovvero circola
con il pannello  di  cui  al  comma  3  senza  aver  provveduto  agli
adempimenti di cui  ai  commi  1  e  2,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €  345)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  7. Chiunque circola  con  targa  non  chiaramente  e  integralmente
leggibile e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento  di
una somma ((da € 42 a € 173)). (19) (29) (43)  (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 103 
Obblighi conseguenti alla cessazione della circolazione dei veicoli a
                        motore e dei rimorchi 
 
  1.   Per   esportare   definitivamente   all'estero    autoveicoli,
motoveicoli o  rimorchi,  l'intestatario  o  l'avente  titolo  chiede
all'ufficio  competente  del  Dipartimento  per   i   trasporti,   la
navigazione, gli affari generali e  del  personale  la  cancellazione
dall'archivio nazionale dei veicoli  e  dal  P.R.A.,  restituendo  le
relative targhe e la carta  di  circolazione,  secondo  le  procedure
stabilite dal Dipartimento stesso nel rispetto  delle  vigenti  norme
comunitarie in materia. ((La cancellazione e' disposta  a  condizione
che il veicolo sia in regola con gli  obblighi  di  revisione  o  sia
stato sottoposto, nell'anno in cui ricorre l'obbligo della revisione,
a visita e prova per l'accertamento dell'idoneita' alla  circolazione
ai sensi dell'articolo 75, e che non sia pendente un provvedimento di
revisione  singola  ai  sensi  dell'articolo  80,  comma   7)).   Per
raggiungere i transiti  di  confine  per  l'esportazione  il  veicolo
cancellato puo' circolare su strada solo se munito del foglio di  via
e della targa provvisoria prevista dall'articolo 99. (138a) (148) 
  2. Le targhe ed  i  documenti  di  circolazione  vengono,  ritirati
d'ufficio tramite gli organi di polizia, che ne curano la consegna al
competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la  navigazione,
gli  affari  generali  e  del  personale,  nel  caso  che   trascorsi
centottanta giorni dalla rimozione del veicolo dalla circolazione, ai
sensi dell'art. 159, non sia  stata  denunciata  la  sua  sottrazione
ovvero il veicolo stesso non sia  stato  reclamato  dall'intestatario
dei documenti anzidetti o  dall'avente  titolo  o  venga  demolito  o
alienato ai sensi dello stesso articolo. Il predetto ufficio provvede
alla cancellazione dall'archivio  nazionale  dei  veicoli  e  ne  da'
notizia al competente ufficio del P.R.A.  per  la  cancellazione  dal
pubblico registro automobilistico. (138a) (148) 
  3. IL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE  DEL
PRESENTE COMMA. 
  4. IL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE  DEL
PRESENTE COMMA. 
  5. Chiunque viola le disposizioni di cui al  comma  1  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 173 a  €
695. IL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE  DEL
PRESENTE PERIODO. (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)
(124) (133) (145) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 11,  comma  6)
che "Le disposizioni degli articoli 94, 100, comma 3-bis, e  103  del
decreto legislativo n. 285 del 1992, come da  ultimo  modificati  dai
commi 1, 2, lettera a), e 3 del presente  articolo,  si  applicano  a
decorrere dal sesto mese successivo alla data di  entrata  in  vigore
del regolamento di cui al comma 5". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (138a) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  27
dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui ai  commi  1  e  2  del
presente articolo dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (148) 
  Il D.Lgs. 29 maggio 2017,  n.  98,  come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 7, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore delle modifiche di cui ai  commi  1  e  2  del
presente articolo dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 

Capo IV
CIRCOLAZIONE SU STRADA DELLE MACCHINE AGRICOLE E DELLE MACCHINE OPERATRICI

                              Art. 104. 
            Sagome e masse limite delle macchine agricole 
 
  1. Alle  macchine  agricole  semoventi  e  a  quelle  trainate  che
circolano su strada si  applicano  per  la  sagoma  limite  le  norme
stabilite dall'art. 61 rispettivamente per i veicoli in genere e  per
i rimorchi. 
  2. Salvo  quanto  diversamente  disposto  dall'art.  57,  la  massa
complessiva a pieno carico delle macchine agricole su ruote non  puo'
eccedere 5 t se a un asse, 8 t se a due assi e 10 t se a tre  o  piu'
assi. 
  3. Per le macchine agricole semoventi e per quelle trainate  munite
di pneumatici, tali che il carico unitario medio trasmesso  dall'area
di impronta sulla strada non sia superiore a 8 daN/cm2 e  quando,  se
trattasi di veicoli a tre o piu'  assi,  la  distanza  fra  due  assi
contigui non sia inferiore a 1,20 m, le masse complessive di  cui  al
comma 2 non possono superare rispettivamente 6 t, 14 t e 20 t. 
  4. La massa massima sull'asse piu' caricato non puo' superare 10 t;
quella su due assi contigui a distanza inferiore a 1,20  m  non  puo'
superare 11 t e, se a distanza non inferiore a 1,20 m, 14 t. 
  5. Qualunque sia la condizione di carico  della  macchina  agricola
semovente, la massa trasmessa  alla  strada  dall'asse  di  guida  in
condizioni statiche non deve essere  inferiore  al  20%  della  massa
della macchina stessa in ordine  di  marcia.  Tale  valore  non  deve
essere inferiore al 15% per le macchine con velocita' inferiore a  15
km/h, ridotto al 13% per le macchine agricole semicingolate. 
  6. La massa complessiva delle macchine agricole cingolate non  puo'
eccedere 16 t. 
  7. Le trattrici agricole per circolare su strada  con  attrezzature
di  tipo  portato  o  semiportato  devono  rispondere  alle  seguenti
prescrizioni: 
    a) lo sbalzo anteriore del complesso non deve risultare superiore
al 60% della lunghezza della trattrice non zavorrata; 
    b)  lo  sbalzo  posteriore  del  complesso  non  deve   risultare
superiore al 90% della lunghezza della trattrice non zavorrata; 
    c) la lunghezza complessiva dell'insieme, data  dalla  somma  dei
due sbalzi e del passo della trattrice agricola, non deve superare il
doppio di quella della trattrice non zavorrata; 
    d) la sporgenza laterale non deve eccedere di 1,60  m  dal  piano
mediano verticale longitudinale della trattrice; 
    e) la massa del complesso trattrice e attrezzi  comunque  portati
non deve superare la massa ammissibile accertata nel  rispetto  delle
norme stabilite dal regolamento, nei limiti delle masse  fissati  nei
commi precedenti; 
     f) il bloccaggio  tridimensionale  degli  attacchi  di  supporto
degli  attrezzi  deve  impedire,  durante  il  trasporto,   qualsiasi
oscillazione  degli  stessi  rispetto  alla  trattrice,  a  meno  che
l'attrezzatura sia equipaggiata con  una  o  piu'  ruote  liberamente
orientabili intorno  ad  un  asse  verticale  rispetto  al  piano  di
appoggio. 
  8. Le macchine agricole che per necessita' funzionali hanno  sagome
e masse eccedenti  quelle  previste  nei  commi  dall'1  al  6  e  le
trattrici  equipaggiate  con   attrezzature   di   tipo   portato   o
semiportato, che non rientrano nei limiti stabiliti nel comma 7, sono
considerate macchine agricole eccezionali e devono essere munite, per
circolare su  strada,  dell'autorizzazione  valida  per  due  anni  e
rinnovabile, rilasciata dal compartimento A.N.A.S. di partenza per le
strade statali e dalla regione di  partenza  per  la  rimanente  rete
stradale. (99) 
  9.  Nel  regolamento  sono  stabilite  posizioni,   caratteristiche
fotometriche, colorimetriche e modalita' di applicazione di  pannelli
e dispositivi di segnalazione visiva, atti a segnalare  gli  ingombri
dati  dalle  macchine  agricole  indicate  nei  commi  7  e  8;   nel
regolamento saranno indicate le condizioni e le cautele da  osservare
durante la marcia su strada. 
  10. Chiunque circola su strada con una macchina agricola che supera
le sagome o le masse fissate e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 431 a €  1.734)).  (19)  (29)  (43)
(52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  11.  Chiunque  circola  su  strada  con   una   macchina   agricola
eccezionale in violazione delle norme di bloccaggio  degli  attrezzi,
sui pannelli e dispositivi di segnalazione visiva di cui al  comma  9
oppure senza osservare le prescrizioni stabilite  nell'autorizzazione
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
((da € 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52) 64) (80) (89)  (101)  (114)
(124) (133) ((145)) 
  12.  Chiunque  circola  su  strada  con   una   macchina   agricola
eccezionale senza avere con se'  l'autorizzazione  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma  ((da  €  42  a  €
173)).  Il  viaggio  potra'  proseguire  solo  dopo   la   esibizione
dell'autorizzazione; questa non sana l'obbligo  di  corrispondere  la
somma dovuta a titolo di sanzione pecuniaria.  (19)  (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  13. Dalle violazioni di cui ai commi 10 e 11 consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria prevista dai commi 24 e 25 dell'art. 10. 
                                                                  (4) 
 
------------ 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------ 
AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 15,  comma  2)
che  "Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1   si   applicano   alle
autorizzazioni rilasciate successivamente alla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge. Sono  conseguentemente  raddoppiati  gli
importi dell'imposta di bollo  dovuta  ai  sensi  dell'articolo  104,
comma 8, del decreto legislativo n. 285 del 1992,  e,  ove  previsti,
degli indennizzi dovuti ai sensi dell'articolo 18 del regolamento". 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 105. 
                     Traino di macchine agricole 
 
  1. I convogli formati da macchine  agricole  semoventi  e  macchine
agricole trainate non possono superare la lunghezza di 16,50 m. 
  2. Nel limite di cui al  comma  1  le  trattrici  agricole  possono
trainare un solo rimorchio  agricolo  o  non  piu'  di  due  macchine
operatrici agricole, se munite di dispositivi di frenatura  comandati
dalla trattrice. 
  3. Alle trattrici agricole con attrezzi  portati  anteriormente  e'
fatto divieto di traino di macchine agricole  rimorchiate  sprovviste
di disposivo di frenatura, anche se considerate parte integrante  del
veicolo traente. 
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 173  a
€ 695)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)  (124)
(133)((145)) 
 
                                                                  (4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 106. 
Norme costruttive e dispositivi  di  equipaggiamento  delle  macchine
                              agricole 
 
  1. Le macchine agricole indicate  nell'art.  57,  comma  2,  devono
essere costruite in modo che, ai fini  della  circolazione  stradale,
garantiscano   sufficiente   stabilita'    sia    quando    circolano
isolatamente, sia quando effettuano il traino, se previsto, sia,  in-
fine, quando sono equipaggiate con attrezzi portati o semiportati dei
quali  deve  essere  garantito  il  bloccaggio  tridimensionale.   Le
macchine agricole semoventi devono essere inoltre costruite  in  modo
da consentire un idoneo  campo  di  visibilita',  anche  quando  sono
equipaggiate  con  cabina  di  guida  chiusa,  con   dispositivi   di
protezione del conducente e con attrezzi portati  o  semiportati.  Il
sedile  del  conducente  deve   essere   facilmente   accessibile   e
confortevole ed i comandi adeguatamente agibili. 
 2. Le macchine agricole semoventi indicate nell'art.  57,  comma  2,
lettera a), escluse quelle di cui al punto 3), devono  essere  munite
di: 
    a) dispositivi per la segnalazione visiva e per l'illuminazione; 
    b) dispositivi per la frenatura; 
    c) dispositivo di sterzo; 
    d) dispositivo silenziatore del rumore emesso dal motore; 
    e) dispositivo per la segnalazione acustica; 
    f) dispositivo retrovisore; 
    g) ruote o cingoli idonei per la marcia su strada; 
    h)  dispositivi  amovibili  per   la   protezione   dalle   parti
pericolose; 
    i) dispositivi di agganciamento, anche amovibili, se  predisposte
per il traino; 
    l) superfici trasparenti di sicurezza  e  dispositivo  tergivetro
del parabrezza. 
  3. Le macchine agricole semoventi indicate nell'art. 57,  comma  2,
lettera  a),  punto  3),  devono  essere  munite,   con   riferimento
all'elencazione del comma 2, dei dispositivi di cui alle lettere  b),
c), d), g) ed h); devono inoltre essere munite dei dispositivi di cui
alla lettera a), anche se amovibili; nel limite di  massa  di  0,3  t
possono essere sprovviste dei dispositivi di cui alla lettera b). 
  4. Le macchine agricole trainate indicate nell'art.  57,  comma  2,
lettera b), devono essere munite dei dispositivi di cui al  comma  2,
lettere a), b), g), h) ed i); le macchine agricole  trainate  di  cui
all'art. 57, comma 2, lettera b), punto 1, se  di  massa  complessiva
inferiore od uguale a quella rimorchiabile riconosciuta alla macchina
agricola traente per macchine operatrici  trainate  prive  di  freni,
possono essere sprovviste dei dispositivi di cui alla lettera b)  del
comma  2.  Sulle  macchine  agricole  trainate,  esclusi  i  rimorchi
agricoli, e' consentito che i dispositivi  di  cui  alla  lettera  a)
siano amovibili. 
  5.  Le  prescrizioni   tecniche   relative   alle   caratteristiche
costruttive delle macchine agricole e ai dispositivi di cui le stesse
devono  essere  munite,  quando  non   espressamente   previste   dal
regolamento, sono stabilite con decreto del Ministro  dei  trasporti,
di concerto con il ((Ministro delle politiche agricole e forestali)),
fatte salve le competenze del ((Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio)) in materia di emissioni inquinanti e di rumore.  Con
lo stesso strumento possono essere stabilite caratteristiche,  numero
e modalita' di  applicazione  dei  dispositivi  di  cui  al  presente
articolo. 
  6. Le macchine agricole indicate  nell'art.  57,  comma  2,  devono
inoltre rispondere alle disposizioni relative ai mezzi e  sistemi  di
difesa previsti dalle normative per la sicurezza e igiene del lavoro,
nonche' per la protezione dell'ambiente da ogni tipo di inquinamento. 
  7.  Qualora  i  decreti  di  cui  al  comma  5  si  riferiscano   a
disposizioni oggetto di direttive del Consiglio o  della  Commissione
delle  Comunita'  Europee,  le  prescrizioni  tecniche  sono   quelle
contenute nelle predette direttive; per l'omologazione si fa salva la
facolta', per gli interessati,  di  richiedere  l'applicazione  delle
corrispondenti prescrizioni  tecniche  contenute  nei  regolamenti  o
nelle raccomandazioni emanate dall'ufficio  europeo  per  le  Nazioni
unite - Commissione economica per l'Europa, accettati  dal  Ministero
competente per la materia. 
  8. Con gli stessi decreti puo' essere reso obbligatorio il rispetto
di norme di unificazione attinenti alle disposizioni dei commi 1,  2,
3, 4, 5 e 6. 
(4) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 107. 
   Accertamento dei requisiti di idoneita' delle macchine agricole 
 
  1. Le macchine agricole di cui all'art. 57, comma 2, sono  soggette
all'accertamento dei  dati  di  identificazione,  della  potenza  del
motore  quando  ricorre  e  della  corrispondenza  alle  prescrizioni
tecniche ed alle  caratteristiche  disposte  a  norma  di  legge.  Il
regolamento stabilisce le categorie di macchine  agricole  operatrici
trainate che sono escluse dall'accertamento di cui sopra. 
  2. L'accertamento di cui al comma 1  ha  luogo  mediante  visita  e
prova da  parte  degli  uffici  competenti  del  Dipartimento  per  i
trasporti terrestri ((o  da  parte  di  strutture  o  Enti  aventi  i
requisiti stabiliti con decreto del Ministro delle  infrastrutture  e
dei trasporti di concerto con il Ministro delle  politiche  agricole,
alimentari e forestali)) , secondo modalita'  stabilite  con  decreto
del Ministero  dei  trasporti,  di  concerto  con  i  Ministri  delle
politiche agricole e forestali e del del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, fatte salve le competenze del Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio in materia di emissioni inquinanti e di rumore. 
  3. Per le macchine agricole di cui al comma 1, i loro componenti  o
entita' tecniche, prodotte in serie, l'accertamento viene  effettuato
su un prototipo mediante omologazione  del  tipo,  secondo  modalita'
stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, sentito il Comitato
interministeriale per le macchine agricole (C.I.M.A.), fatte salve le
competenze del Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio
in materia di emissioni inquinanti  e  di  rumore.  Fatti  salvi  gli
accordi internazionali, l'omologazione totale o  parziale  rilasciata
da uno stato estero puo'  essere  riconosciute  valida  in  Italia  a
condizione di reciprocita'. (6) 
(4) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 ha  disposto  (con  l'art.  49,
comma 1, lettera a)) che nel comma 3 del presente articolo la parola:
"prodotto" e' sostituita dalla seguente: "prodotti". 
                              Art. 108. 
Rilascio del certificato di idoneita'  tecnica  alla  circolazione  e
         della carta di circolazione delle macchine agricole 
 
  1. Per essere immesse in circolazione le macchine agricole, con  le
esclusioni previste dall'art. 107, comma 1, devono essere  munite  di
un certificato di idoneita' tecnica alla circolazione ovvero  di  una
carta di circolazione. 
  2. Il certificato di idoneita' tecnica alla circolazione , la carta
di circolazione ovvero il certificato di approvazione sono rilasciati
a seguito dell'esito favorevole  dell'accertamento  di  cui  all'art.
107, comma  1,  sulla  base  di  documentazione  idonea  a  stabilire
l'origine della macchina agricola. Nel regolamento sono stabiliti  il
contenuto e le caratteristiche del certificato di idoneita' tecnica e
della carta di circolazione. 
  3. Per le macchine agricole  non  prodotte  in  serie,  compresi  i
prototipi, la documentazione di origine e' costituita dal certificato
di origine dell'esemplare rilasciato dalla fabbrica costruttrice o da
chi  ha  proceduto  alla  costruzione  del  medesimo.   Qualora   gli
accertamenti siano richiesti  per  macchine  agricole  costruite  con
parti  staccate,  deve  essere  inoltre  esibita  la   documentazione
relativa alla provenienza delle parti impiegate. 
  4. Per le macchine agricole di tipo omologato prodotte in serie  il
costruttore o il suo legale  rappresentante  rilascia  all'acquirente
una formale dichiarazione, redatta su modello approvato dal Ministero
dei trasporti, attestante che la macchina agricola, in tutte  le  sue
parti, e' conforme  al  tipo  omologato.  Di  tale  dichiarazione  il
costruttore assume la piena responsabilita' a tutti  gli  effetti  di
legge. La dichiarazione di conformita',  quando  ne  sia  ammesso  il
rilascio, ha anche valore di certificato di origine. 
  5. Per le macchine agricole di tipo  omologato  il  certificato  di
idoneita' tecnica alla circolazione ovvero la carta  di  circolazione
vengono rilasciati sulla base  della  dichiarazione  di  conformita',
senza ulteriori accertamenti. 
  6. Chiunque rilascia la dichiarazione di conformita'  per  macchine
agricole non conformi al tipo omologato  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da €  431  a  €  1.734)).
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  7. Il rilascio del certificato di idoneita' tecnica o  della  carta
di circolazione e' sospeso qualora  emergano  elementi  che  facciano
ritenere la possibilita' della sussistenza di un  reato  perseguibile
ai sensi delle leggi penali. 
                                                                  (4) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 109. 
 Controlli di conformita' al tipo omologato delle macchine agricole 
 
  1. Le macchine agricole ed i relativi dispositivi di tipo omologato
sono identificati ai sensi dell'art. 74. 
  2. Il Ministero  dei  trasporti  ha  facolta'  di  prelevare  e  di
sottoporre in qualsiasi momento ad accertamenti  di  controllo  della
conformita'  al  tipo  omologato  le  macchine  agricole  non  ancora
immatricolate e i relativi dispositivi destinati al mercato nazionale
e identificati a norma del comma 1.  Con  decreto  del  Ministro  dei
trasporti, emesso di concerto con i Ministri delle politiche agricole
e forestali e del lavoro e delle politiche sociali,  fatte  salve  le
competenze del Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio
in materia di emissioni inquinanti e  di  rumore,  sono  stabiliti  i
criteri e le modalita' per gli accertamenti e gli eventuali prelievi,
nonche' i relativi oneri a carico del titolare dell'omologazione. 
  3. Con lo stesso decreto sono stabilite  le  modalita'  da  seguire
fino alla sospensione dell'efficacia dell'omologazione o alla  revoca
dell'omologazione stessa, qualora in seguito al controllo di  cui  al
comma 2 risulti il mancato rispetto della conformita' della serie  al
tipo omologato. 
  4. Chiunque produce o mette in  vendita  una  macchina  agricola  o
dispositivi non conformi ai tipi omologati e' soggetto alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da €  431  a  €  1.734)).
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  5. Chiunque produce  o  mette  in  vendita  una  macchina  agricola
omologata, rilasciando la relativa dichiarazione di  conformita'  non
munita dei dati di identificazione a norma del comma 1,  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 42 a €
173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  l Decreto 22 dicembre 1998 (in G.U. 28/12/1998, n. 301) ha disposto
(con l'art. 1, comma 1) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 110. 
Immatricolazione, carta di circolazione e  certificato  di  idoneita'
          tecnica alla circolazione delle macchine agricole 
 
  1. Le macchine agricole indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a),
punto 1) e punto 2), e  lettera  b),  punto  2,  esclusi  i  rimorchi
agricoli di massa complessiva non superiore a  1,5  t  ed  aventi  le
altre caratteristiche  fissate  dal  regolamento,  per  circolare  su
strada sono soggette all'immatricolazione ed al rilascio della  carta
di circolazione. Quelle invece indicate nello stesso comma 2, lettera
a), punto 3), e lettera b), punto  1),  con  le  esclusioni  previste
all'art. 107, comma 1, ed i rimorchi agricoli  di  massa  complessiva
non superiore a 1,5 t ed aventi le altre caratteristiche fissate  dal
regolamento per circolare su strada sono soggette al rilascio  di  un
certificato di idoneita' tecnica alla circolazione. 
  La carta di circolazione ovvero il certificato di idoneita' tecnica
alla  circolazione  sono  rilasciati  dall'ufficio   competente   del
Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio;  il
medesimo  ufficio  provvede  alla  immatricolazione  delle   macchine
agricole indicate nell'art. 57, comma 2, lettera a), punto 1) e punto
2), e lettera b), punto 2), ad esclusione dei  rimorchi  agricoli  di
massa  complessiva  non  superiore  a  1,5  t  ed  aventi  le   altre
caratteristiche fissate dal regolamento, a nome di colui che dichiari
di essere titolare di impresa agricola o forestale ovvero di  impresa
che effettua  lavorazioni  agromeccaniche  o  locazione  di  macchine
agricole,  nonche'  a  nome  di  enti  e  consorzi  pubblici.  3.  Il
trasferimento  di  proprieta'  delle   macchine   agricole   soggette
all'immatricolazione, nonche' il  trasferimento  di  sede  ovvero  di
residenza ed abitazione del titolare devono essere  comunicati  entro
trenta giorni, unitamente  alla  prescritta  documentazione  ed  alla
carta di circolazione, all'ufficio competente del Dipartimento per  i
trasporti   terrestri   rispettivamente   dal   nuovo   titolare    e
dall'intestatario della carta di circolazione. Detto  ufficio  annota
le  relative  variazioni  sul  certificato  di  circolazione  stessa.
Qualora il titolo presentato per la trascrizione del trasferimento di
proprieta' consista in un atto unilaterale, lo stesso ufficio  dovra'
acquisire anche la dichiarazione di assunzione di  responsabilita'  e
provvedere alla comunicazione al nuovo titolare secondo le  modalita'
indicate nell'art. 95, comma 4, in quanto applicabili. 
  3. Il trasferimento di proprieta' delle macchine agricole  soggette
all'immatricolazione, nonche' il  trasferimento  di  sede  ovvero  di
residenza ed abitazione del titolare devono essere  comunicati  entro
trenta giorni, unitamente  alla  prescritta  documentazione  ed  alla
carta di circolazione, all'ufficio  della  Direzione  generale  della
M.C.T.C. rispettivamente dal nuovo titolare e dall'intestatario della
carta di circolazione. Detto ufficio annota  le  relative  variazioni
sul certificato di circolazione stessa. Qualora il titolo  presentato
per la trascrizione del trasferimento di proprieta'  consista  in  un
atto  unilaterale,  lo  stesso  ufficio  dovra'  acquisire  anche  la
dichiarazione di assunzione  di  responsabilita'  e  provvedere  alla
comunicazione  al  nuovo  titolare  secondo  le  modalita'   indicate
nell'art. 95, comma 4, in quanto applicabili. 
  4. L'annotazione del trasferimento di  proprieta'  e'  condizionata
dal possesso da parte del nuovo titolare dei requisiti  richiesti  al
comma 2. 
  5. Il regolamento stabilisce  il  contenuto  e  le  caratteristiche
della carta di circolazione e del certificato di  idoneita'  tecnica,
nonche' le modalita' per gli adempimenti previsti ai commi 2, 3 e 4. 
  6. Chiunque circola su strada con  una  macchina  agricola  per  la
quale non e' stata rilasciata la carta  di  circolazione,  ovvero  il
certificato di idoneita' tecnica alla circolazione, e' soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da  €  173  a  €
695)).  (19)  (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)  (124)
(133)((145)) 
  7. Chiunque  circola  su  strada  con  una  macchina  agricola  non
osservando le prescrizioni  contenute  nella  carta  di  circolazione
ovvero  nel  certificato  di  idoneita'  tecnica,  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma  ((da  €  87  a  €
345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  8. Chiunque omette di comunicare il trasferimento di proprieta', di
sede o di residenza ed abitazione nel termine stabilito  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 42 a €
173)).  Dalla  violazione   consegue   la   sanzione   amministrativa
accessoria del ritiro della carta di circolazione o  del  certificato
di idoneita' tecnica alla circolazione, secondo le norme  di  cui  al
capo I, sezione II, del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89)
(101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 111. 
          Revisione delle macchine agricole in circolazione 
 
  1. Al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza nei luoghi di
lavoro   e   nella   circolazione   stradale,   il   Ministro   delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto  con  il  Ministro  delle
politiche agricole alimentari e forestali, con  decreto  da  adottare
entro  e  non  oltre  il  30  giugno  2015,  dispone   la   revisione
obbligatoria delle macchine agricole soggette ad  immatricolazione  a
norma dell'articolo 110, al fine di accertarne lo stato di efficienza
e la permanenza dei requisiti minimi di idoneita'  per  la  sicurezza
della circolazione. Con il medesimo decreto e' disposta, a  far  data
dal 30 giugno 2016, la revisione obbligatoria delle macchine agricole
in circolazione soggette ad immatricolazione in ragione del  relativo
stato  di  vetusta'  e  con  precedenza  per   quelle   immatricolate
antecedentemente al l° gennaio 2009, e sono stabiliti,  d'intesa  con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, i criteri, le modalita'  ed
i contenuti  della  formazione  professionale  per  il  conseguimento
dell'abilitazione all'uso delle macchine agricole, in  attuazione  di
quanto disposto dall'articolo 73 del  decreto  legislativo  9  aprile
2008, n. 81. 
  2.  Gli  uffici  competenti  del  Dipartimento  per   i   trasporti
terrestri, qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei  requisiti  di
cui al comma 1, possono ordinare in qualsiasi momento la revisione di
singole macchine agricole. 
  3. Nel regolamento sono  stabilite  le  procedure,  i  tempi  e  le
modalita' delle revisioni di cui al presente articolo,  nonche',  ove
ricorrano,  i  criteri  per  l'accertamento  dei   requisiti   minimi
d'idoneita'  cui  devono  corrispondere  le  macchine   agricole   in
circolazione e del loro stato di efficienza. 
  4. Il Ministro dei trasporti, con decreto emesso di concerto con il
Ministro delle politiche agricole e  forestali,  puo'  modificare  la
normativa prevista  dal  presente  articolo  in  relazione  a  quanto
stabilito  in  materia  da  disposizioni  della  Comunita'  economica
europea. 
  5. Alle macchine agricole, di  cui  al  comma  1  si  applicano  le
disposizioni dell'art. 80, comma 7. 
  6. Chiunque circola su strada con una macchina agricola che non  e'
stata  presentata  alla   revisione   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87  a  €  345)).  Da
tale violazione discende la sanzione  amministrativa  accessoria  del
ritiro della carta di circolazione o  del  certificato  di  idoneita'
tecnica, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 112. 
Modifiche dei requisiti  di  idoneita'  delle  macchine  agricole  in
     circolazione e aggiornamento del documento di circolazione 
 
  1. Le macchine agricole soggette all'accertamento dei requisiti  ai
sensi dell'art. 107 non devono presentare difformita'  rispetto  alle
caratteristiche indicate  nella  carta  di  circolazione  ovvero  nel
certificato di idoneita' tecnica alla circolazione, ne' alterazioni o
danneggiamenti dei dispositivi prescritti. 
  2.  Gli  uffici  competenti  del  Dipartimento  per   i   trasporti
terrestri, su richiesta dell'interessato, sottopongono alla visita  e
prova di accertamento prevista all'art. 107,  comma  2,  la  macchina
agricola alla quale siano state modificate una o piu' caratteristiche
oppure uno o piu' dispositivi indicati nel documento di circolazione;
a seguito dell'esito favorevole dell'accertamento i  predetti  uffici
provvedono all'aggiornamento del documento stesso. 
  3. Alle  macchine  agricole  soggette  all'immatricolazione  ed  al
rilascio della carta di circolazione  si  applicano  le  disposizioni
contenute negli articoli 93, 94, 95, 98 e 103 in quanto applicabili. 
  4. Chiunque circola su strada con una  macchina  agricola  difforme
nelle  caratteristiche  indicate  nel  comma   1,   nonche'   con   i
dispositivi, prescritti a norma di  legge,  alterati,  danneggiati  o
mancanti e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento  di
una somma ((da € 87 a € 345)), salvo che il fatto costituisca  reato.
Da tale violazione discende la sanzione amministrativa accessoria del
ritiro della carta di circolazione, secondo  le  norme  del  capo  I,
sezione II, del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64) (80)  (89)  (101)
(114) (124) ((145)) 
                                                                  (4) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 113. 
                   Targhe delle macchine agricole 
 
  1. Le macchine agricole semoventi di  cui  all'art.  57,  comma  2,
lettera a), punti 1) e 2), per  circolare  su  strada  devono  essere
munite  posteriormente  di   una   targa   contenente   i   dati   di
immatricolazione. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 1993,  N.
360. 
  2. L'ultimo elemento del convoglio di macchine agricole deve essere
individuato con la targa ripetitrice della macchina agricola traente,
quando sia occultata la visibilita' della targa d'immatricolazione di
quest'ultima. 
  3. I rimorchi agricoli, esclusi quelli  di  massa  complessiva  non
superiore a 1,5  t,  devono  essere  muniti  di  una  speciale  targa
contenente i dati di immatricolazione del rimorchio stesso. 
  4. La targatura e' disciplinata dalle disposizioni  degli  articoli
99,  100  e  102,  in  quanto   applicabili.   Per   la   produzione,
distribuzione e restituzione delle targhe si applica l'art. 101. 
  5. Chiunque  viola  le  disposizioni  del  presente  articolo  ((e'
soggetto alle sanzioni amministrative, comprese quelle  accessorie,))
stabilite dagli articoli 100, 101 e 102. 
  6. Il Ministro dei trasporti stabilisce, con  proprio  decreto,  le
modalita' per l'applicazione di quanto previsto al comma 4. 
(4) 
---------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 
                              Art. 114. 
          Circolazione su strada delle macchine operatrici 
 
  1. Le macchine operatrici per circolare su strada devono rispettare
per le sagome e masse le norme stabilite negli articoli 61 e 62 e per
le norme costruttive  ed  i  dispositivi  di  equipaggiamento  quelle
stabilite dall'art. 106. 
  2. Le macchine operatrici per circolare su strada sono soggette  ad
immatricolazione presso gli uffici competenti del Dipartimento per  i
trasporti terrestri, che rilasciano la carta di circolazione a  colui
che dichiari di essere il proprietario del veicolo. 
  ((2-bis. Le prescrizioni di cui al comma  2  non  si  applicano  ai
carrelli di  cui  all'articolo  58,  comma  2,  lettera  c),  qualora
circolino su strada per brevi e saltuari  spostamenti  a  vuoto  o  a
carico.  Con  decreto  del  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in  vigore
della presente disposizione, sono stabilite le relative  prescrizioni
tecniche per l'immissione in circolazione)). 
  3. Le macchine operatrici per circolare  su  strada  sono  soggette
altresi' alla disciplina prevista dagli articoli 99, 107,  108,  109,
111 e 112. Le macchine operatrici che per necessita' funzionali hanno
sagome e massa eccedenti quelle previste dagli articoli 61 e 62  sono
considerate macchine operatrici eccezionali; ad esse si applicano  le
norme previste dall'art. 104, comma 8, salvo che l'autorizzazione per
circolare ivi prevista e' valida per un anno e rinnovabile. 
  4. Le macchine operatrici semoventi per circolare su strada  devono
essere munite di una targa contenente i dati di immatricolazione;  le
macchine operatrici trainate devono essere  munite  di  una  speciale
targa di immatricolazione. 
  5. La modalita' per gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3,  nonche'
per quelli riguardanti le modificazioni nella titolarita' del veicolo
ed il contenuto e le caratteristiche della carta di circolazione sono 
stabilite con decreto del Ministro dei trasporti. 
  6. Le modalita' per l' immatricolazione e la targatura sono 
stabilite dal regolamento. 
  7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alle medesime sanzioni amministrative,  comprese  quelle  accessorie,
previste per le analoghe violazioni commesse con macchine agricole. 
(4) 
----------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 28 giugno 1993, n. 214 ha disposto (con l'art.  1,  comma
1) che  le  disposizioni  del  titolo  III  del  presente  D.Lgs.  si
applicano dal 1° ottobre 1993. 

TITOLO IV
GUIDA DEI VEICOLI E CONDUZIONE DEGLI ANIMALI

                              Art. 115. 
    Requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali 
 
  1. Fatte salve le disposizioni specifiche in materia  di  carta  di
qualificazione del conducente, chi guida veicoli  o  conduce  animali
deve essere idoneo per requisiti fisici e psichici e aver compiuto: 
    a) anni quattordici per guidare: 
      1) veicoli a trazione animale o condurre animali  da  tiro,  da
soma o da sella, ovvero armenti, greggi  o  altri  raggruppamenti  di
animali; 
      2) sul territorio nazionale, veicoli cui abilita la patente  di
guida della categoria AM, purche' non trasportino altre persone oltre
al conducente; 
    b) anni sedici per guidare: 
      1) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria AM; 
      2) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A1; 
      3) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria B1; 
    c) anni diciotto per guidare: 
      1) NUMERO ABROGATO DALLA L. 29 LUGLIO 2015, N. 115; 
      2) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A2; 
      3) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie B  e
BE; 
      4) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie C1 e
C1E; 
    d) anni venti per guidare: 
      1) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A, a
condizione che il conducente sia  titolare  della  patente  di  guida
della categoria A2 da almeno due anni; 
    e) anni ventuno per guidare: 
      1) tricicli cui abilita la patente di guida della categoria A; 
      2) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie C  e
CE; 
      3) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie D1 e
D1E; 
      4)  veicoli  per  i  quali  e'  richiesto  un  certificato   di
abilitazione professionale di tipo KA o  KB  nonche'  i  veicoli  che
circolano in servizio di emergenza, di cui all'articolo 177; 
    f) anni ventiquattro per guidare: 
      1) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A; 
      2) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie D  e
DE. (102) 
  1-bis. Ai minori che hanno compiuto diciassette  anni  e  che  sono
titolari di patente di guida di categoria A1 o B1, e'  consentita,  a
fini di esercitazione, la guida di autoveicoli di massa complessiva a
pieno carico non superiore a 3,5 t,  con  esclusione  del  traino  di
qualunque tipo di rimorchio, e comunque nel rispetto  dei  limiti  di
potenza specifica riferita alla tara di cui all'articolo  117,  comma
2-bis, purche' accompagnati da un conducente titolare di  patente  di
guida di categoria  B  o  superiore  da  almeno  dieci  anni,  previo
rilascio  di  un'apposita  autorizzazione  da  parte  del  competente
ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi
informativi e statistici, su istanza presentata al  medesimo  ufficio
dal genitore o dal legale rappresentante del minore. 
  1-ter.  Il  minore  autorizzato  ai  sensi  del  comma  1-bis  puo'
procedere alla guida accompagnato da uno  dei  soggetti  indicati  al
medesimo comma solo dopo aver effettuato almeno dieci  ore  di  corso
pratico di guida, delle quali  almeno  quattro  in  autostrada  o  su
strade extraurbane e due in condizione di  visione  notturna,  presso
un'autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato. 
  1-quater. Nelle ipotesi di guida di cui al comma 1-bis, sul veicolo
non puo' prendere posto, oltre al conducente,  un'altra  persona  che
non sia l'accompagnatore. Il veicolo adibito a tale guida deve essere
munito di un apposito contrassegno  recante  le  lettere  alfabetiche
"GA". Chiunque viola le disposizioni del presente comma e' punito con
la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 9 dell'articolo
122. 
  1-quinquies. Nelle ipotesi di  guida  di  cui  al  comma  1-bis  si
applicano le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 117  e,  in
caso di violazioni, la sanzione amministrativa pecuniaria di  cui  al
comma 5 del medesimo articolo. L'accompagnatore e'  responsabile  del
pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie in solido  con  il
genitore o con chi esercita l'autorita' parentale o con il tutore del
conducente minorenne autorizzato ai sensi del citato comma 1-bis. 
  1-sexies. Nelle ipotesi di guida di  cui  al  comma  1-bis,  se  il
minore autorizzato commette violazioni per le quali, ai  sensi  delle
disposizioni  del  presente  codice,  sono   previste   le   sanzioni
amministrative accessorie di cui agli articoli 218 e 219,  e'  sempre
disposta la revoca dell'autorizzazione alla guida  accompagnata.  Per
la  revoca   dell'autorizzazione   si   applicano   le   disposizioni
dell'articolo 219, in quanto  compatibili.  Nell'ipotesi  di  cui  al
presente   comma   il   minore   non   puo'   conseguire   di   nuovo
l'autorizzazione di cui al comma 1-bis. 
  1-septies. Nelle ipotesi di guida di cui  al  comma  1-bis,  se  il
minore non ha a fianco l'accompagnatore indicato nell'autorizzazione,
si applicano le sanzioni amministrative previste  dall'articolo  122,
comma  8,  primo  e  secondo  periodo.  Si  applicano   altresi'   le
disposizioni del comma 1-sexies del presente articolo. 
  2. Chi guida veicoli a motore non puo' aver superato: 
    a) anni sessantacinque per guidare autotreni ed autoarticolati la
cui massa complessiva a pieno carico  sia  superiore  a  20  t.  Tale
limite puo' essere elevato, anno per anno, fino  a  sessantotto  anni
qualora il conducente consegua uno specifico attestato sui  requisiti
fisici e psichici a seguito di visita medica  specialistica  annuale,
con oneri a carico del richiedente, secondo  le  modalita'  stabilite
nel regolamento; 
    b) anni  sessanta  per  guidare  autobus,  autocarri,  autotreni,
autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto  di  persone.  Tale
limite puo' essere elevato, anno per anno, fino  a  sessantotto  anni
qualora il conducente consegua uno specifico attestato sui  requisiti
fisici e psichici a seguito di visita medica  specialistica  annuale,
con oneri a carico del richiedente, secondo  le  modalita'  stabilite
nel regolamento. (122) 
  2-bis. COMMA ABROGATO DAL D.L. 9 FEBBRAIO 2012,  N.  5,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 4 APRILE 2012, N. 35. (109) 
  3.  Fatto  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  126,  comma  12,
chiunque guida veicoli  o  conduce  animali  e  non  si  trovi  nelle
condizioni richieste dal presente articolo e' soggetto, salvo  quanto
disposto nei  successivi  commi,  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 87  a  €  345)).  Qualora  trattasi  di
veicoli di cui al comma 1, lettera e), numero 4), ovvero  di  veicoli
per la  cui  guida  e'  richiesta  la  carta  di  qualificazione  del
conducente, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma ((da € 158 a € 639)). (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (102) (114) (124) (133) ((145)) 
  4. COMMA ABROGATO DALLA L. 29 LUGLIO 2015, N. 115. 
  5. Chiunque, avendo la materiale disponibilita'  di  veicoli  o  di
animali, ne affida o ne consente la condotta a  persone  che  non  si
trovino nelle condizioni richieste dal presente articolo e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 42 a €
173)) se si tratta di veicolo  o  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 26 a € 102)). (19) (29) (43) (52)  (64)
(80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  6. Le violazioni alle disposizioni che precedono,  quando  commesse
con veicoli a motore, importano  la  sanzione  accessoria  del  fermo
amministrativo del veicolo per giorni trenta, secondo le norme di cui
al capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (72) 
  Il D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286  ha  disposto  (con  l'art.  18,
comma 1,  lettera  a))  che  i  conducenti,  muniti  della  carta  di
qualificazione del conducente, devono  aver  compiuto  18  anni,  per
guidare veicoli adibiti al trasporto di merci per cui e' richiesta la
patente di guida delle categorie C e C+E, in deroga alle  limitazioni
di massa di cui al  comma  1,  lettera  d),  numero  2  del  presente
articolo. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (91) 
  Il D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286, come modificato dal  D.Lgs.  22
dicembre 2008, n. 214, ha disposto (con l'art. 18, comma  1,  lettera
a)) che  i  conducenti  muniti  della  carta  di  qualificazione  del
conducente devono aver compiuto 18 anni per guidare  veicoli  adibiti
al trasporto di merci per cui e' richiesta la patente di guida  delle
categorie C e C+E, in deroga alle limitazioni  di  massa  di  cui  al
comma 1, lettera d), numero 2), del presente articolo,  a  condizione
di aver seguito il corso di formazione iniziale di  cui  all'articolo
19, comma 2 dello stesso D.Lgs. 286/2005. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con gli artt. 2, comma
1, lettera b) e 28,  comma  1)  l'abrogazione  del  comma  2-bis  del
presente articolo a decorrere dal 19 gennaio 2013. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 28, comma 1) che  "Le  disposizioni
del presente decreto legislativo si  applicano  a  decorrere  dal  19
gennaio 2013, ad eccezione di  quelle  contenute  negli  articoli  9,
comma  2,  22,  comma  1,  e  23,  nonche'  nell'allegato  III,   con
riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B, BE, C, CE, D, DE,
KA e KB". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (109) 
  Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con  modificazioni  dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, ha disposto (con l'art. 11, comma 1, lettera
a)) che "all'articolo 115, l'abrogazione del  comma  2-bis,  disposta
dall'articolo 2 del decreto legislativo 18 aprile  2011,  n.  59,  e'
anticipata alla data di entrata in vigore del presente decreto". 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012, n. 303), prendendo
in considerazione gli importi delle sanzioni  cosi'  come  aggiornati
dal Decreto 22 dicembre 2010 (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305),  aveva
previsto (con l'art. 1, comma 1) che la sanzione da €  159  a  €  639
dovesse intendersi sostituita dalla sanzione da € 168 a €  674  e  la
sanzione da da € 39 a  €  159  dovesse  intendersi  sostituita  dalla
sanzione da € 41 a € 168. Tali modifiche devono  intendersi  superate
da quelle disposte dal D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 a  decorrere  dal
19 gennaio 2013. 
  Lo stesso Decreto 19 dicembre 2012 (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)
aveva inoltre previsto (con l'art. 1,  comma  2)  che  le  suindicate
modifiche avrebbero avuto effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (122) 
  Il Decreto 17 maggio 1995, n. 317, come modificato dal  Decreto  10
gennaio 2014, n. 30, ha disposto (con l'art. 8,  comma  6)  che  "Gli
istruttori abilitati e autorizzati che hanno superato  il  limite  di
eta' di sessantotto anni, di cui all'articolo 115, comma  2,  lettera
a),  del  decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,   possono
continuare a svolgere le  proprie  funzioni,  purche'  mantengano  la
titolarita' della patente di guida della categoria C o  CE,  con  gli
autoveicoli per i quali e' valida la patente di  cui  sono  titolari,
purche'  la  massa  autorizzata,   se   trattasi   di   autotreni   o
autoarticolati, non sia superiore a 20t". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 116 
(Patente e abilitazioni professionali  per  la  guida  di  veicoli  a
                              motore). 
 
  1.  Non  si  possono  guidare  ciclomotori,  motocicli,   tricicli,
quadricicli e autoveicoli senza aver conseguito la patente  di  guida
ed, ove richieste, le abilitazioni professionali. Tali documenti sono
rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per  i  trasporti,
la navigazione e i sistemi informativi e statistici  a  soggetti  che
hanno la residenza in Italia ai sensi dell'articolo 118-bis. 
  2. Per sostenere gli esami di idoneita' per  la  patente  di  guida
occorre  presentare  apposita  domanda  al  competente  ufficio   del
Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi
e statistici ed essere in possesso dei requisiti  fisici  e  psichici
prescritti. Il Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti,  con
decreti dirigenziali, stabilisce il  procedimento  per  il  rilascio,
l'aggiornamento  e  il  duplicato,  attraverso  il  proprio   sistema
informatico,  delle   patenti   di   guida   e   delle   abilitazioni
professionali,  con   l'obiettivo   della   massima   semplificazione
amministrativa,  anche  con  il  coinvolgimento  dei  medici  di  cui
all'articolo 119, dei comuni, delle autoscuole  di  cui  all'articolo
123 e dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264. 
  3. La patente di guida, conforme al modello UE, si distingue  nelle
seguenti categorie ed abilita alla guida dei veicoli per ciascuna  di
esse indicati: 
    a) AM: 
      1) ciclomotori  a  due  ruote  (categoria  L1e)  con  velocita'
massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata  e'
inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure  la  cui
potenza nominale continua massima e' inferiore o uguale a 4 kW per  i
motori elettrici; 
      2) veicoli a tre ruote (categoria  L2e)  aventi  una  velocita'
massima per costruzione non superiore a 45 km/h e  caratterizzati  da
un motore, la cui cilindrata e' inferiore o uguale a  50  cm³  se  ad
accensione  comandata,  oppure  la  cui  potenza  massima  netta   e'
inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna,
oppure la cui potenza nominale continua massima e' inferiore o uguale
a 4kW per i motori elettrici; 
      3) quadricicli leggeri la cui massa a vuoto e' inferiore o pari
a 350 kg (categoria L6e), esclusa  la  massa  delle  batterie  per  i
veicoli elettrici,  la  cui  velocita'  massima  per  costruzione  e'
inferiore o uguale a 45 km/h  e  la  cui  cilindrata  del  motore  e'
inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o  la
cui potenza massima netta e' inferiore o uguale a 4 kW per gli  altri
motori, a combustione interna; o la  cui  potenza  nominale  continua
massima e' inferiore o uguale a 4 kW per i  motori  elettrici;  (113)
(121) (125) 
    b) A1: 
      1) motocicli di cilindrata  massima  di  125  cm³,  di  potenza
massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore  a  0,1
kW/kg; 
      2) tricicli di potenza non superiore a 15 kW; (113) (121) (125) 
    c) A2: motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto
potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non  siano  derivati  da
una versione che sviluppa oltre  il  doppio  della  potenza  massima;
(113) (121) (125) 
    d) A: 
      1) motocicli, ossia veicoli  a  due  ruote,  senza  carrozzetta
(categoria L3e) o con  carrozzetta  (categoria  L4e),  muniti  di  un
motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o
aventi una velocita' massima per costruzione superiore a 45 km/h; 
      2) tricicli di potenza superiore a 15 kW, fermo restando quanto
previsto dall'articolo 115, comma 1, lettera  e),  numero  1);  (113)
(121) (125) 
    e) B1: quadricicli diversi da quelli  di  cui  alla  lettera  a),
numero 3), la cui massa  a  vuoto  e'  inferiore  o  pari  a  400  kg
(categoria L7e) (550 kg per  i  veicoli  destinati  al  trasporto  di
merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, e la
cui potenza massima netta del motore e' inferiore o uguale a  15  kW.
Tali veicoli sono considerati come  tricicli  e  sono  conformi  alle
prescrizioni tecniche applicabili ai  tricicli  della  categoria  L5e
salvo altrimenti disposto  da  specifiche  disposizioni  comunitarie;
(113) (121) (125) 
    f) B: autoveicoli la cui massa  massima  autorizzata  non  supera
3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non piu' di otto
persone oltre al conducente; ai  veicoli  di  questa  categoria  puo'
essere agganciato un rimorchio avente una massa  massima  autorizzata
non superiore a 750 kg. Agli autoveicoli  di  questa  categoria  puo'
essere agganciato un  rimorchio  la  cui  massa  massima  autorizzata
superi  750  kg,  purche'  la  massa  massima  autorizzata  di   tale
combinazione non superi 4250 kg.  Qualora  tale  combinazione  superi
3500 chilogrammi,  e'  richiesto  il  superamento  di  una  prova  di
capacita' e comportamento su veicolo  specifico.  In  caso  di  esito
positivo, e' rilasciata una patente di guida  che,  con  un  apposito
codice  comunitario,  indica  che  il  titolare  puo'  condurre  tali
complessi di veicoli; 
    g) BE:  complessi  di  veicoli  composti  di  una  motrice  della
categoria B e di un rimorchio o semirimorchio: questi  ultimi  devono
avere massa massima autorizzata non superiore a 3500 kg; 
    h) C1: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1  o  D  la
cui massa  massima  autorizzata  e'  superiore  a  3500  kg,  ma  non
superiore a 7500 kg, progettati e costruiti per il trasporto  di  non
piu' di otto passeggeri, oltre al  conducente;  agli  autoveicoli  di
questa categoria puo' essere agganciato un  rimorchio  la  cui  massa
massima autorizzata non sia superiore a 750 kg; (113) (121) (125) 
    i) C1E: 
      1) complessi di veicoli  composti  di  una  motrice  rientrante
nella categoria C1 e di un rimorchio o di  un  semirimorchio  la  cui
massa massima autorizzata e' superiore a 750 kg, sempre che la  massa
autorizzata del complesso non superi 12000 kg; 
      2) complessi di veicoli  composti  di  una  motrice  rientrante
nella categoria B e di un rimorchio o  di  un  semirimorchio  la  cui
massa autorizzata e'  superiore  a  3500  kg,  sempre  che  la  massa
autorizzata del complesso non superi 12000 kg. (113) (121) (125) 
    l) C: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui
massa massima autorizzata e' superiore  a  3500  kg  e  progettati  e
costruiti per il trasporto di non piu' di otto passeggeri,  oltre  al
conducente;  agli  autoveicoli  di  questa  categoria   puo'   essere
agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata  non  superi
750 kg; 
    m) CE: complessi di veicoli composti di  una  motrice  rientrante
nella categoria C e di un rimorchio o  di  un  semirimorchio  la  cui
massa massima autorizzata superi 750 kg; 
    n) D1: autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di non
piu' di 16 persone, oltre  al  conducente,  e  aventi  una  lunghezza
massima di 8 metri; agli autoveicoli di questa categoria puo'  essere
agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata  non  superi
750 kg; (113) (121) (125) 
    o) D1E: complessi di veicoli composti da una  motrice  rientrante
nella categoria D1 e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata
e' superiore a 750 kg; (113) (121) (125) 
    p) D: autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di piu'
di otto persone oltre al conducente; a tali autoveicoli  puo'  essere
agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata  non  superi
750 kg; 
    q) DE: complessi di veicoli composti da  una  motrice  rientrante
nella categoria D e da un rimorchio la cui massa massima  autorizzata
supera 750 kg. (115) 
  4. I mutilati ed i  minorati  fisici,  anche  se  affetti  da  piu'
minorazioni, possono conseguire la patente speciale  delle  categorie
AM, A1, A2, A, B1, B, C1, C, D1 e D, anche se alla guida  di  veicoli
trainanti un rimorchio. Le suddette patenti possono  essere  limitate
alla guida di  veicoli  di  particolari  tipi  e  caratteristiche,  e
possono indicare  determinate  prescrizioni  in  relazione  all'esito
degli accertamenti di cui all'articolo 119, comma 4.  Le  limitazioni
devono essere riportate sulla patente utilizzando i codici comunitari
armonizzati, ovvero i codici nazionali stabiliti dal Dipartimento per
i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici.  Ai
titolari di patente B speciale e' vietata la guida di autoambulanze. 
  5. La patente di guida conseguita sostenendo la  prova  pratica  su
veicolo munito di cambio di velocita' automatico consente di condurre
solo veicoli muniti di tale tipo di cambio.  Per  veicolo  dotato  di
cambio automatico si intende un veicolo nel quale non e' presente  il
pedale della frizione o la leva  manuale  per  la  frizione,  per  le
categorie A, A2 A1. 
  6. La validita' della patente puo'  essere  estesa  dal  competente
ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi
informativi e statistici, previo accertamento dei requisiti fisici  e
psichici  ed  esame,  a  categorie  di  patente  diversa  da   quella
posseduta. 
  7. Si puo' essere titolari di un'unica patente di guida  rilasciata
da uno Stato membro dell'Unione  europea  o  dello  Spazio  economico
europeo. 
  8. Ai fini del servizio di noleggio con conducente per trasporto di
persone, di cui all'articolo 85, comma 2, lettere a), b) c) e  d),  e
di  servizio  di  piazza  con  autovetture  con  conducente,  di  cui
all'articolo 86, i conducenti, di eta' non inferiore a ventuno  anni,
conseguono un certificato di abilitazione professionale di  tipo  KA,
se per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi e'  richiesta
la patente di guida di categoria A1, A2 o A, ovvero di  tipo  KB,  se
per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi e' richiesta  la
patente di guida di categoria B1 o B. 
  9. I certificati di abilitazione professionale di cui  al  comma  8
sono  rilasciati  dal  competente  ufficio  del  Dipartimento  per  i
trasporti, la navigazione ed  i  sistemi  informativi  e  statistici,
sulla base dei requisiti, delle modalita' e dei  programmi  di  esame
stabiliti nel regolamento. Ai fini del conseguimento del  certificato
di abilitazione  professionale  di  tipo  KA  e'  necessario  che  il
conducente abbia la patente di categoria A1, A2  o  A;  ai  fini  del
conseguimento del certificato di abilitazione professionale  di  tipo
KB e' necessario  che  il  conducente  abbia  almeno  la  patente  di
categoria B1. 
  10. I mutilati ed i minorati fisici,  qualora  in  possesso  almeno
delle patenti speciali corrispondenti a quelle richieste dal comma 9,
possono conseguire i certificati  di  abilitazione  professionale  di
tipo KA e KB, previa verifica  della  sussistenza  dei  requisiti  di
idoneita' fisica e psichica da parte della commissione medica locale,
di cui all'articolo 119, comma 4, sulla base delle  indicazioni  alla
stessa fornite dal comitato  tecnico,  ai  sensi  dell'articolo  119,
comma 10. 
  11. Quando richiesto dalle disposizioni comunitarie, come  recepite
nell'ordinamento interno, i conducenti titolari di patente  di  guida
di categoria C1 o C, anche speciale, ovvero C1E o CE,  conseguono  la
carta di qualificazione del conducente per il trasporto di cose ed  i
conducenti titolari di patente di guida di categoria D1, D1E, D e  DE
conseguono la carta di qualificazione del conducente per il trasporto
di persone. Quest'ultima e' sempre richiesta nel caso di trasporto di
scolari. 
  12. Nei casi previsti dagli  accordi  internazionali  cui  l'Italia
abbia  aderito,  per  la  guida  di  veicoli  adibiti  a  determinati
trasporti professionali, i titolari di patente di guida valida per la
prescritta  categoria   devono   inoltre   conseguire   il   relativo
certificato  di  abilitazione,  idoneita',  capacita'  o   formazione
professionale, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per
i trasporti, la navigazione ed i sistemi  informativi  e  statistici.
Tali certificati non possono  essere  rilasciati  ai  mutilati  e  ai
minorati fisici. 
  13. L'annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro
comune o  il  cambiamento  di  abitazione  nell'ambito  dello  stesso
comune,  viene  effettuata  dal  competente  ufficio   centrale   del
Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi  informativi
e statistici che  aggiorna  il  dato  nell'anagrafe  nazionale  degli
abilitati alla guida. A tale fine, i comuni trasmettono  al  suddetto
ufficio, per  via  telematica  o  su  supporto  magnetico  secondo  i
tracciati record prescritti dal  Dipartimento  per  i  trasporti,  la
navigazione  e  i   sistemi   informativi   e   statistici,   notizia
dell'avvenuto trasferimento di residenza,  nel  termine  di  un  mese
decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica. 
  14. Chiunque, avendo la materiale disponibilita' di un veicolo,  lo
affida o ne consente la guida a persona che non abbia  conseguito  la
corrispondente patente di guida, o  altra  abilitazione  prevista  ai
commi 8, 10, 11 e  12,  se  prescritta,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da €  398  a  €  1.595)).
(133) ((145)) 
  15.   Chiunque   conduce   veicoli   senza   aver   conseguito   la
corrispondente patente di guida e' punito con l'ammenda da 2.257 euro
a 9.032 euro; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano
senza patente perche' revocata  o  non  rinnovata  per  mancanza  dei
requisiti fisici e psichici. Nell'ipotesi di recidiva nel biennio  si
applica altresi' la  pena  dell'arresto  fino  ad  un  anno.  Per  le
violazioni di cui al presente comma e'  competente  il  tribunale  in
composizione monocratica. 
  15-bis. Il titolare di patente di guida di categoria A1  che  guida
veicoli per i quali e' richiesta  la  patente  di  categoria  A2,  il
titolare di patente di guida di categoria A1 o A2 che  guida  veicoli
per i quali e' richiesta la patente di categoria A,  ovvero  titolare
di patente di guida di categoria B1, C1 o D1 che guida veicoli per  i
quali e' richiesta rispettivamente la patente di categoria B, C o  D,
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
((da € 1.023 a € 4.092)). Si applica  la  sanzione  accessoria  della
sospensione della patente di guida posseduta da quattro a otto  mesi,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. (133) ((145)) 
  16. Fermo restando  quando  previsto  da  specifiche  disposizioni,
chiunque guida veicoli essendo munito della patente di guida  ma  non
di altra abilitazione di  cui  ai  commi  8,  10,  11  e  12,  quando
prescritta, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma ((da € 409 a € 1.637)). (133) ((145)) 
  17. Alle violazioni  di  cui  al  comma  15  consegue  la  sanzione
accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre
mesi, o in caso di recidiva delle violazioni, la sanzione  accessoria
della confisca amministrativa del veicolo. Quando  non  e'  possibile
disporre il fermo  amministrativo  o  la  confisca  del  veicolo,  si
applica la sanzione accessoria della  sospensione  della  patente  di
guida eventualmente posseduta per un periodo da tre a dodici mesi. Si
osservano le norme di cui al capo II, sezione II, del titolo VI. 
  18. Le violazioni delle disposizioni di cui al comma  16  importano
la sanzione accessoria  del  fermo  amministrativo  del  veicolo  per
giorni sessanta, secondo le norme del capo I, sezione II, del  titolo
VI. 
                                                          (102) (114) 
 
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AGGIORNAMENTO (12) 
  Il D.L. 1 aprile 1995, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
30 maggio 1995, n. 204, ha disposto (con l'art. 9, comma 1)  che  "Il
termine del 1 luglio 1994 di  cui  all'articolo  116,  comma  8,  del
decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.   285,   come   integrato
dall'articolo 57, comma 1, lettera d),  del  decreto  legislativo  10
settembre 1993, n. 360, concernente il rilascio del  certificato  del
tipo K.E. ai conducenti di veicoli adibiti  a  servizi  di  emergenza
senza sostenere il relativo esame, e' prorogato al 30 giugno 1995". 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che le presenti modifiche decorrono dal 1  ottobre
1995. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (21) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 9-10 gennaio 1997, n.  3  (in
G.U.  1a  s.s.  15/1/1997,  n.  3),  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 13 del presente articolo 116 "nella parte in
cui punisce con la sanzione penale, colui che, munito di  patente  di
categoria B, C o D, guida  un  veicolo  per  il  quale  e'  richiesta
patente di categoria A". 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  La L. 27 dicembre 1997, n. 449 ha diposto (con l'art. 17, comma 25)
che gli obblighi di eseguire i versamenti di  cui  al  comma  11  del
presente articolo sono soppressi. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 17, comma 26) che e'  soppresso  il
certificato di abilitazione professionale del tipo KE di cui al comma
8 del presente articolo. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (56) 
  Il D.Lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, ha disposto (con l'art.  6,  comma
1, lettera g)) l'introduzione del comma 13-bis del presente articolo.
Ha inoltre disposto (con l'art. 18, comma 3) che lo stesso  entra  in
vigore il 1 gennaio 2004. 
  Successivamente, il D.L. 27 giugno 2003, n.  151,  convertito,  con
modificazioni, dalla L. 1 agosto 2003, n. 214, nel modificare  l'art.
18, comma 3 del D.Lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, ha disposto (con l'art.
7, comma 5) la proroga dell'entrata in vigore del presente comma al 1
luglio 2004,  e  (con  l'art.  2,  comma  1,  lettera  b-bis)  ne  ha
modificato il testo. Di seguito si riporta il  testo  antecedente  la
citata modifica: vigore il 1 gennaio 2004. 
  "13-bis.  Chiunque,  non  essendo  titolare   di   patente,   guida
ciclomotori senza aver conseguito il certificato di idoneita' di  cui
al  comma  11-bis  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa   del
pagamento  di  una   somma   da   euro   cinquecentosedici   a   euro
duemilasessantacinque." 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 17,  comma  2)
che "Le disposizioni di cui al comma 1, limitatamente al  superamento
di una prova  pratica  di  guida  del  ciclomotore,  si  applicano  a
decorrere dal 19 gennaio 2011". 
  Inoltre, il D.Lgs 21 novembre 2005, n. 286, come  modificato  dalla
L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art.  22,  comma  7-bis)
che "In deroga ai criteri di propedeuticita' di cui all'articolo 116,
comma 6, del  decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,  puo'
conseguire la patente di guida corrispondente  alle  categorie  della
patente estera posseduta il conducente titolare di patente  di  guida
rilasciata da uno Stato con il quale non sussistono le condizioni  di
reciprocita'  richiestedall'articolo  136,  comma  2,   del   decreto
legislativo  n.  285  del   1992,   dipendente   di   un'impresa   di
autotrasporto di persone o cose avente sede in Italia e  titolare  di
carta di qualificazione del conducente rilasciata in Italia per  mera
esibizione della patente di guida posseduta, il quale ha stabilito la
propria residenza in Italia da oltre un anno". 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (100) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, nel modificare l'art. 17,  comma  2
della L. 29 luglio 2010, n. 120, ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 1, comma 1) che "E' fissato al 31 marzo  2011  il  termine  di
scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella  1
allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011". 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  22,  comma
1)  che  "Il  modello  di  patente  di  guida  comunitaria,  di   cui
all'articolo 116, comma  3,  Codice  della  strada,  come  modificato
dall'articolo 3, comma  1,  del  presente  decreto,  e'  conforme  al
modello comunitario di cui all'allegato I". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 28, comma 1) che  "Le  disposizioni
del presente decreto legislativo si  applicano  a  decorrere  dal  19
gennaio 2013, ad eccezione di  quelle  contenute  negli  articoli  9,
comma  2,  22,  comma  1,  e  23,  nonche'  nell'allegato  III,   con
riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B, BE, C, CE, D, DE,
KA e KB". 
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AGGIORNAMENTO (113) 
  La L. 24 dicembre 2012, n. 228, nel modificare l'art. 28,  comma  1
del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, ha conseguentemente  disposto  (con
l'art. 1, comma 388) che le modifiche apportate dal D.Lgs. 18  aprile
2011, n. 59 al comma 3, lettere a), b), c), d), e), h), i), n) ed  o)
del presente articolo, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012, n. 303), prendendo
in considerazione gli importi delle sanzioni  cosi'  come  aggiornati
dal Decreto 22 dicembre 2010 (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305),  aveva
previsto (con l'art. 1, comma 1) che la sanzione da  da  €  398  a  €
1.596 dovesse intendersi sostituita dalla sanzione da € 419 a € 1.682
e che la sanzione da € 555 a € 2.220  dovesse  intendersi  sostituita
dalla sanzione da € 585 a € 2.340. Tali modifiche  devono  intendersi
superate da quelle disposte dal  D.Lgs.  18  aprile  2011,  n.  59  a
decorrere dal 19 gennaio 2013. 
  Lo stesso Decreto 19 dicembre 2012 (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)
aveva inoltre previsto (con l'art. 1,  comma  2)  che  le  suindicate
modifiche avrebbero avuto effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (115) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59,  come  modificato  dal  D.Lgs.  16
gennaio 2013, n. 2, ha disposto (con l'art.  22,  comma  1)  che  "Il
modello di patente di guida, di cui all'articolo 116, comma 3, Codice
della strada, come modificato dall'articolo 3, comma 1, del  presente
decreto, e' conforme al modello UE di cui all'allegato I". 
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AGGIORNAMENTO (121) 
  Il D.L. 30 dicembre 2013, n. 150 convertito con modificazioni dalla
L. 27 febbraio 2014, n. 15 nel  modificare  l'art.  3,  comma  1  del
D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha conseguentemente disposto (con l'art.
4, comma 3) che l'entrata in vigore  delle  modifiche  apportate  dal
D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 al comma 3, lettere a), b), c), d),  e),
h), i), n), e o) del presente articolo e' prorogata  al  31  dicembre
2014. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (125) 
  Il D.L. 31 dicembre 2014,  n.  192,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2015, n. 11, nel modificare l'art.  3,  comma  1
del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, ha conseguentemente  disposto  (con
l'art. 8, comma 6) che l'entrata in vigore delle modifiche  apportate
dal D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 al comma 3, lettere a), b), c),  d),
e), h), i), n) e o) del presente articolo e' prorogata al  30  giugno
2015. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                            Art. 116-bis 
      (( (Rete dell'Unione europea delle patenti di guida). )) 
 
  ((1. Lo scambio di informazioni con  gli  altri  Stati  dell'Unione
europea e dello Spazio economico europeo, relative al rilascio,  alla
conversione, ai duplicati, ai rinnovi di  validita'  e  alle  revoche
delle patenti avviene mediante  la  rete  dell'Unione  europea  delle
patenti di guida, di seguito "rete". 
  2.  La  rete  puo'  essere  utilizzata  anche  per  lo  scambio  di
informazioni per finalita' di controllo previste  dalla  legislazione
dell'Unione. 
  3. L'accesso alla rete e'  protetto.  Lo  scambio  di  informazioni
sulla rete dell'Unione europea si  conforma  alle  norme  vigenti  in
materia di protezione dei dati personali e l'accesso alla  stessa  e'
consentita esclusivamente alle autorita' competenti responsabili  per
il rilascio, la gestione ed il controllo e delle patenti di  guida  e
delle qualificazioni dei conducenti professionali.)) 
                              Art. 117 
                       Limitazioni nella guida 
 
  1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 APRILE 2011, N. 59. 
  2. Per  i  primi  tre  anni  dal  conseguimento  della  patente  di
categoria A2, A, B1 e  B  non  e'  consentito  il  superamento  della
velocita' di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h  per  le  strade
extraurbane principali. (102) 
  2-bis. Ai titolari di patente di guida di categoria B, per il primo
anno dal rilascio non e' consentita la guida  di  autoveicoli  aventi
una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55  kW/t.  Nel
caso di veicoli di categoria M1, ai fini di cui al precedente periodo
si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a  70  kW.  Le
limitazioni di cui al presente comma  non  si  applicano  ai  veicoli
adibiti  al  servizio  di  persone  invalide,  autorizzate  ai  sensi
dell'articolo 188, purche'  la  persona  invalida  sia  presente  sul
veicolo. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 120  del  presente
codice, alle persone destinatarie del divieto di cui all'articolo 75,
comma 1, lettera a), del testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 9 ottobre  1990,  n.  309,  il  divieto  di  cui  al
presente comma ha effetto per i primi tre  anni  dal  rilascio  della
patente di guida. (82) (84) (86) (90) (94) (99) 
  3. Nel regolamento saranno stabilite le modalita' per l'indicazione
sulla carta di circolazione dei limiti di cui ai  commi  2  e  2-bis.
Analogamente sono stabilite norme per i veicoli in circolazione  alla
data di entrata in vigore del presente codice. (102) 
  4. Le limitazioni alla guida e alla velocita'  sono  automatiche  e
decorrono dalla data di superamento dell'esame  di  cui  all'articolo
121. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 1 APRILE 1995, N. 98, CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 30 MAGGIO 1995, N. 204. 
  5.  Il  titolare  di  patente  di  guida  italiana  che,  viola  le
disposizioni di cui ai commi 2 e  2-bis  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 165 a  €  661)).  La
violazione  importa  la  sanzione  amministrativa  accessoria   della
sospensione della validita'  della  patente  da  due  ad  otto  mesi,
secondo le norme del capo I, sezione II, del  titolo  VI.  (12)  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (12) 
  Il D.L. 1 aprile 1995, n. 98, convertito, con modificazioni,  dalla
L. 30 maggio 1995, n. 204, ha disposto (con l'art. 11, comma  3)  che
"Non sono punibili le infrazioni per  violazione  dell'articolo  117,
comma 5, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,  cosi'  come
modificato dal decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, vigente
prima della data di entrata in vigore della  modifica  apportata  dal
presente articolo." 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (82) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160 ha disposto (con l'art. 2, comma 2) che  le
disposizioni del comma 2-bis del presente articolo, si  applicano  ai
titolari di patente di guida di categoria B rilasciata  a  fare  data
dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in  vigore
del D.L. 3 agosto 2007, n. 117 stesso. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (84) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160, come modificato dall'art. 22, comma 1  del
D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, convertito con modificazioni dalla  L.
28 febbraio 2008, n. 31, ha disposto (con l'art. 2, comma 2)  che  le
disposizioni del comma 2-bis del presente articolo  si  applicano  ai
titolari di patente di guida di categoria B rilasciata  a  fare  data
dal 1° luglio 2008. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (86) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160, come modificato dall'art. 4, comma  4  del
D.L. 3 giugno 2008, n. 97, convertito con modificazioni  dalla  L.  2
agosto 2008, n. 129, ha disposto (con  l'art.  2,  comma  2)  che  le
disposizioni del comma 2-bis del presente articolo  si  applicano  ai
titolari di patente di guida di categoria B rilasciata  a  fare  data
dal 1° gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (90) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160, come modificato dall'art. 24, comma 1  del
D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito con modificazioni dalla  L.
27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l'art. 2, comma 2)  che  le
disposizioni del comma 2-bis del presente articolo  si  applicano  ai
titolari di patente di guida di categoria B rilasciata  a  fare  data
dal 1° gennaio 2010. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (94) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160, come modificato dall'art. 5, comma  2  del
D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla  L.
26 febbraio 2010, n. 25, ha disposto (con l'art. 2, comma 2)  che  le
disposizioni del comma 2-bis del presente articolo  si  applicano  ai
titolari di patente di guida di categoria B rilasciata  a  fare  data
dal 1° gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 18,  comma  2)
che "Le disposizioni di cui al  comma  2-bis  dell'articolo  117  del
decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato dal comma 1  del
presente articolo, si applicano ai titolari di patente  di  guida  di
categoria  B  rilasciata  a  decorrere  dal  centottantesimo   giorno
successivo alla data di entrata in vigore della presente legge". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 118. 
   Patente e certificato di idoneita' per la guida di filoveicoli 
 
  1. Non si possono guidare filoveicoli  senza  avere  conseguito  la
patente di guida per autoveicoli , la  carta  di  qualificazione  del
conducente per il trasporto  di  persone  nel  caso  della  guida  di
filoveicoli per trasporto di persone e un  certificato  di  idoneita'
rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri, su proposta della azienda interessata. (102) 
  2. La categoria della patente di guida e la carta di qualificazione
del conducente per il trasporto  di  persone  di  cui  devono  essere
muniti i conducenti di veicoli filoviari devono essere gli stessi  di
quelli prescritti per i corrispondenti autoveicoli. (102) 
  3. Il certificato di idoneita' si consegue mediante esame che  deve
essere preceduto da un periodo di esercitazioni nella condotta di  un
veicolo filoviario da effettuarsi con la assistenza di  un  guidatore
gia' autorizzato e sotto il controllo di un funzionario tecnico della
azienda che intende adibire il candidato alla funzione  di  guidatore
di filobus. 
  4. Nel regolamento sono stabiliti i requisiti, le  modalita'  ed  i
programmi di esame per il conseguimento del suddetto  certificato  di
idoneita'. 
  5. I  candidati  che  hanno  sostenuto  gli  esami  con  esito  non
favorevole possono ripresentarsi ad un successivo esame solo dopo che
abbiano ripetuto il periodo di esercitazioni e siano trascorsi almeno
trenta giorni. 
  6. L'ufficio competente rilascia ai candidati  che  hanno  superato
gli esami un certificato di idoneita' alle funzioni di  guidatore  di
filobus, che  e'  valido  solo  se  accompagnato  dalla  patente  per
autoveicoli di cui al comma 2 e dalla  carta  di  qualificazione  del
conducente per il trasporto di persone. Il certificato  di  idoneita'
abilita a condurre le vetture filoviarie  presso  qualsiasi  azienda.
(102) 
  7. La validita' nel tempo del certificato di idoneita' e' la stessa
della patente di guida in  possesso  dell'interessato  ai  sensi  del
comma 2. Quando la patente viene  confermata  di  validita'  a  norma
dell'art. 126, l'ufficio competente provvede ad analoga conferma  per
anni cinque del certificato  di  idoneita'.  Se  la  validita'  della
patente non viene confermata, il certificato di idoneita' deve essere
ritirato a cura dell'ufficio che lo ha rilasciato. 
  8. I competenti uffici del Dipartimento per i  trasporti  terrestri
possono disporre che siano sottoposti a visita medica o ad  esame  di
idoneita' i titolari del  certificato  di  idoneita'  alla  guida  di
vetture  filoviarie  quando  sorgano  dubbi  sulla  persistenza   dei
requisiti fisici o psichici prescritti o della idoneita'. 
  9. Le disposizioni relative alla sospensione e  alla  revoca  della
patente di guida di cui agli articoli 129 e 130 si applicano anche ai
certificati  di  idoneita'  alla  guida  dei  filoveicoli  per  fatti
derivanti dalla guida degli stessi. 
  10. Avverso i provvedimenti di sospensione o revoca del certificato
di idoneita' alla guida di filoveicoli e' ammesso ricorso al Ministro
dei trasporti. 
  11. Chiunque, avendo la materiale disponibilita' di un filoveicolo,
ne affida o ne consente la guida a persone che non siano munite della
patente di guida per autoveicoli, della carta di  qualificazione  del
conducente  per  il  trasporto  di  persone,  o  del  certificato  di
idoneita' e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento  di
una somma ((da € 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52)  (64)  (80)  (89)
(101) (102) (114) (124) (133) ((145)) 
  12. Chiunque guida filoveicoli senza essere munito della patente di
guida e della carta di qualificazione del conducente per il trasporto
di persone, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma ((da € 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52) (64)  (89)  (101)
(102) (114) (124) (133) ((145)) 
  13. Chiunque, munito di patente di guida, guida  filoveicoli  senza
essere munito del certificato di idoneita' e' soggetto alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €  345)).  (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  14. Alle violazioni suddette consegue la  sanzione  accessoria  del
fermo amministrativo del veicolo per sei mesi, secondo  le  norme  di
cui al capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                            Art. 118-bis 
(Requisito della residenza normale per il rilascio della  patente  di
             guida e delle abilitazioni professionali). 
 
  ((1. Ai fini del rilascio di una patente di guida o  di  una  delle
abilitazioni  professionali  di   cui   all'articolo   116,   nonche'
dell'applicazione delle disposizioni di  cui  all'articolo  126,  per
residenza si intende la residenza normale in Italia di  cittadini  di
Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo)). 
  2. Per residenza  normale  in  Italia  si  intende  il  luogo,  sul
territorio nazionale, in cui una persona dimora abitualmente, vale  a
dire per almeno  centottantacinque  giorni  all'anno,  per  interessi
personali e professionali o, nel caso di una persona  che  non  abbia
interessi  professionali,  per  interessi  personali,  che   rivelino
stretti legami tra la persona e  il  luogo  in  cui  essa  abita.  Si
intende altresi' per  residenza  normale  il  luogo,  sul  territorio
nazionale, in cui una persona,  che  ha  interessi  professionali  in
altro Stato comunitario o dello Spazio economico europeo, ha i propri
interessi personali, a condizione che vi ritorni  regolarmente.  Tale
condizione non e' necessaria se la persona effettua un  soggiorno  in
Italia per l'esecuzione di  una  missione  a  tempo  determinato.  La
frequenza  di  corsi  universitari  e  scolastici  non   implica   il
trasferimento della residenza normale. 
  3.  Ai  fini  dell'applicazione  delle  disposizioni  del  presente
codice, e'  equiparato  alla  residenza  normale  il  possesso  della
qualifica di studente nel territorio nazionale, per almeno  sei  mesi
all'anno. 
(92) 
------------------ 
AGGIORNAMENTO (92) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
                              Art. 119. 
Requisiti fisici e psichici per il  conseguimento  della  patente  di
                                guida 
  1. Non puo' ottenere la patente  di  guida  o  l'autorizzazione  ad
esercitarsi alla guida di cui all'art. 122, comma 2, chi sia  affetto
da malattia fisica o  psichica,  deficienza  organica  o  minorazione
psichica, anatomica o funzionale tale da  impedire  di  condurre  con
sicurezza veicoli a motore. 
  2. L'accertamento dei requisiti fisici e  psichici,  tranne  per  i
casi stabiliti nel comma 4, e' effettuato dall'ufficio  della  unita'
sanitaria locale territorialmente  competente,  cui  sono  attribuite
funzioni in materia  medico-legale.  L'accertamento  suindicato  puo'
essere effettuato altresi' da un medico responsabile dei  servizi  di
base del distretto sanitario ovvero  da  un  medico  appartenente  al
ruolo dei medici del Ministero della salute, o da un ispettore medico
delle Ferrovie dello Stato  o  da  un  medico  militare  in  servizio
permanente effettivo o  in  quiescenza  o  da  un  medico  del  ruolo
professionale dei sanitari della Polizia di Stato o da un medico  del
ruolo sanitario del Corpo nazionale dei vigili  del  fuoco  o  da  un
ispettore medico del Ministero del lavoro e delle politiche  sociali.
L'accertamento puo' essere effettuato dai medici di  cui  al  periodo
precedente,   anche   dopo   aver   cessato   di   appartenere   alle
amministrazioni e ai  corpi  ivi  indicati,  purche'  abbiano  svolto
l'attivita' di accertamento negli ultimi dieci anni o  abbiano  fatto
parte delle commissioni di cui al comma 4 per almeno cinque anni.  In
tutti i casi tale accertamento deve essere effettuato  nei  gabinetti
medici. (99) 
  2-bis. L'accertamento dei requisiti psichici e fisici nei confronti
dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione  o
la conferma delle patenti di categoria A, B, BE e sottocategorie,  e'
effettuato dai medici  specialisti  nell'area  della  diabetologia  e
malattie del ricambio dell'unita' sanitaria locale  che  indicheranno
l'eventuale  scadenza  entro  la  quale  effettuare   il   successivo
controllo medico cui e' subordinata la conferma o la revisione  della
patente di guida. 
  2-ter. Ai fini dell'accertamento dei requisiti  psichici  e  fisici
per il primo rilascio della patente di guida di qualunque  categoria,
ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o  KB,
l'interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti  il
non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti
o    psicotrope,    rilasciata    sulla    base    di    accertamenti
clinicotossicologici le cui modalita' sono  individuate  con  decreto
del Ministero della  salute,  di  concerto  con  il  Ministero  delle
infrastrutture e  dei  trasporti,  sentito  il  Dipartimento  per  le
politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri.  Con
il medesimo provvedimento  sono  altresi'  individuate  le  strutture
competenti ad effettuare gli accertamenti  prodromici  alla  predetta
certificazione   ed   al   rilascio   della   stessa.   La   predetta
certificazione deve essere esibita dai soggetti di  cui  all'articolo
186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), e dai titolari del certificato
CFP o patentino filoviario, in  occasione  della  revisione  o  della
conferma di validita' delle patenti possedute, nonche' da coloro  che
siano titolari di certificato professionale di tipo KA o  KB,  quando
il rinnovo di tale certificato non coincida con quello della patente.
Le relative spese sono a carico del richiedente. (99) 
  3. L'accertamento di cui ai commi  2  e  2-ter  deve  risultare  da
certificazione di data non anteriore a tre mesi  dalla  presentazione
della domanda per sostenere l'esame di guida.  PERIODO  ABROGATO  DAL
D.P.R. 19 APRILE 1994, N. 575. La certificazione deve tener conto dei
precedenti morbosi  del  richiedente  dichiarati  da  un  certificato
medico rilasciato da un medico di fiducia. (15) 
  4. L'accertamento dei requisiti psichici e fisici e' effettuato  da
commissioni  mediche  locali,  costituite   dai   competenti   organi
regionali ovvero dalle province autonome di Trento e di  Bolzano  che
provvedono  altresi'  alla  nomina  dei  rispettivi  presidenti,  nei
riguardi: 
    a) dei mutilati e minorati fisici. Nel caso in cui il giudizio di
idoneita' non possa essere formulato in  base  ai  soli  accertamenti
clinici si dovra' procedere ad una prova pratica di guida su  veicolo
adattato in relazione a particolari  esigenze.  ((Qualora,  all'esito
della visita di cui al  precedente  periodo,  la  commissione  medica
locale  certifichi  che  il   conducente   presenti   situazioni   di
mutilazione o minorazione fisica stabilizzate e non  suscettibili  di
aggravamento ne' di modifica delle prescrizioni o  delle  limitazioni
in atto, i successivi rinnovi di validita'  della  patente  di  guida
posseduta potranno essere esperiti secondo le  procedure  di  cui  al
comma 2 e secondo la durata di cui all'articolo 126,  commi  2,  3  e
4.)); 
    b) di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni  di  eta'
ed abbiano titolo a guidare autocarri di massa complessiva,  a  pieno
carico, superiore a 3,5 t, autotreni  ed  autoarticolati  adibiti  al
trasporto di cose, la cui massa complessiva, a pieno carico, non  sia
superiore a 20 t, macchine operatrici; 
    b-bis)  LETTERA  SOPPRESSA  DAL  D.L.  9  FEBBRAIO  2012,  N.  5,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 4 APRILE 2012, N. 35; 
    c) di coloro per i  quali  e'  fatta  richiesta  dal  prefetto  o
dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri; 
    d) di coloro nei confronti dei quali l'esito  degli  accertamenti
clinici, strumentali e di laboratorio faccia sorgere al medico di cui
al comma 2 dubbi circa l'idoneita' e la sicurezza della guida. 
    d-bis) dei soggetti affetti da diabete per il  conseguimento,  la
revisione o la conferma delle patenti C, D, CE, DE e  sottocategorie.
In  tal  caso  la  commissione  medica  e'  integrata  da  un  medico
specialista diabetologo, sia ai fini degli accertamenti relativi alla
specifica patologia sia ai fini dell'espressione del giudizio finale. 
  5. Le commissioni di cui al  comma  4  comunicano  il  giudizio  di
temporanea o permanente inidoneita' alla guida al competente  ufficio
della  motorizzazione  civile  che   adotta   il   provvedimento   di
sospensione o revoca della patente di guida ai sensi  degli  articoli
129 e 130 del presente codice.  Le  commissioni  comunicano  altresi'
all'ufficio della motorizzazione  civile  eventuali  riduzioni  della
validita' della patente, anche con  riferimento  ai  veicoli  che  la
stessa abilita a guidare ovvero ad eventuali adattamenti, ai fini del
rilascio del duplicato che tenga conto del nuovo termine di validita'
ovvero delle diverse prescrizioni delle commissioni mediche locali. I
provvedimenti di sospensione o di  revoca  ovvero  la  riduzione  del
termine di validita' della patente o  i  diversi  provvedimenti,  che
incidono sulla categoria di veicolo alla cui guida la patente abilita
o che prescrivono eventuali adattamenti,  possono  essere  modificati
dai  suddetti  uffici  della  motorizzazione  civile  in  autotutela,
qualora l'interessato produca, a sua richiesta e  a  sue  spese,  una
nuova  certificazione  medica  rilasciata   dagli   organi   sanitari
periferici della societa' Rete Ferroviaria Italiana Spa  dalla  quale
emerga una diversa valutazione. E' onere dell'interessato produrre la
nuova certificazione medica entro  i  termini  utili  alla  eventuale
proposizione del ricorso giurisdizionale al tribunale  amministrativo
regionale competente ovvero del ricorso straordinario  al  Presidente
della Repubblica. La produzione del certificato  oltre  tali  termini
comporta decadenza dalla possibilita' di esperire tali ricorsi. 
  6. I provvedimenti di sospensione e revoca della patente  di  guida
emanati dagli uffici del Dipartimento per  i  trasporti  terrestri  a
norma dell'articolo 129, comma 2, e dell'articolo 130, comma  1,  nei
casi in cui sia accertato  il  difetto  con  carattere  temporaneo  o
permanente dei requisiti fisici  e  psichici  prescritti,  sono  atti
definitivi. (56) 
  7. Per esprimersi sui ricorsi inoltrati dai richiedenti di  cui  al
comma 4, lettera a),  il  Ministro  dei  trasporti  si  avvale  della
collaborazione di medici appartenenti ai servizi  territoriali  della
riabilitazione. 
  8. Nel regolamento di esecuzione sono stabiliti: 
    a) i requisiti fisici e psichici per conseguire e  confermare  le
patenti di guida; 
    b) le modalita' di rilascio ed i modelli dei certificati medici; 
    c)  la  composizione  e  le  modalita'  di  funzionamento   delle
commissioni mediche di cui al comma 4, delle quali dovra'  far  parte
un medico appartenente ai servizi territoriali della  riabilitazione,
qualora vengano sottoposti a visita aspiranti conducenti di cui  alla
lettera a) del citato comma 4. In questa ipotesi, dovra' farne  parte
un ingegnere del ruolo del Dipartimento per  i  trasporti  terrestri.
Qualora  siano  sottoposti  a   visita   aspiranti   conducenti   che
manifestano  comportamenti  o   sintomi   associabili   a   patologie
alcoolcorrelate,  le  commissioni  mediche  sono  integrate  con   la
presenza di un medico dei servizi per lo svolgimento delle  attivita'
di prevenzione, cura,  riabilitazione  e  reinserimento  sociale  dei
soggetti con problemi e patologie alcoolcorrelati. Puo'  intervenire,
ove richiesto dall'interessato, un medico di sua fiducia. 
    d) i tipi e le caratteristiche dei  veicoli  che  possono  essere
guidati con le patenti speciali di categorie A, B. C e D. 
    9. I  medici  di  cui  al  comma  2  o,  nei  casi  previsti,  le
commissioni mediche di cui al comma 4, possono richiedere, qualora lo
ritengano  opportuno,  che  l'accertamento  dei  requisiti  fisici  e
psichici sia  integrato  da  specifica  valutazione  psicodiagnostica
effettuata da psicologi abilitati all'esercizio della professione  ed
iscritti all'albo professionale. 
  10. Con decreto del Ministro dei  trasporti,  di  concerto  con  il
Ministro della salute, e' istituito un apposito comitato tecnico  che
ha il compito di fornire alle Commissioni mediche locali informazioni
sul progresso tecnico - scientifico che ha riflessi sulla  guida  dei
veicoli a motore da parte dei mutilati e minorati fisici. 
 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che le presenti modifiche decorrono dal 1  ottobre
1995. 
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AGGIORNAMENTO (56) 
  Il D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 214 ha disposto (con l'art. 7, comma 6)  che  le
disposizioni del comma 6 del presente articolo hanno effetto  dal  1°
settembre 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 23,  comma  2)
che  "Le  spese  relative  all'attivita'  di  accertamento   di   cui
all'articolo 119, comma 2, del decreto legislativo n. 285  del  1992,
come modificato dal comma 1 del presente  articolo,  inclusive  degli
emolumenti da corrispondere  ai  medici,  sono  poste  a  carico  dei
soggetti richiedenti". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 23, comma 4) che  "Le  disposizioni
del primo e terzo periodo  del  comma  2-ter  dell'articolo  119  del
decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotto dal comma 1,  lettera
c), del presente articolo,  si  applicano,  rispettivamente,  decorsi
dodici mesi e sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui al medesimo comma 2-ter". 
                              Art. 120 
(Requisiti morali per ottenere il rilascio dei titoli abilitativi  di
                       cui all'articolo 116). 
 
  1. Non  possono  conseguire  la  patente  di  guida  i  delinquenti
abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati
sottoposti  a  misure  di  sicurezza  personali  o  alle  misure   di
prevenzione previste dalla  legge  27  dicembre  1956,  n.  1423,  ad
eccezione di quella di cui all'articolo 2, e dalla  legge  31  maggio
1965, n. 575, le persone condannate per i reati di cui agli  articoli
73 e 74 del testo unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 9 ottobre  1990,  n.  309,  fatti  salvi  gli  effetti  di
provvedimenti  riabilitativi,  nonche'  i  soggetti  destinatari  dei
divieti di cui agli articoli 75, comma 1, lettera a), e 75-bis, comma
1, lettera f), del  medesimo  testo  unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 per tutta la  durata  dei
predetti divieti. Non possono di nuovo conseguire la patente di guida
le persone a cui sia applicata per la seconda volta, con sentenza  di
condanna  per  il  reato  di  cui  al  terzo  periodo  del  comma   2
dell'articolo 222, la  revoca  della  patente  ai  sensi  del  quarto
periodo del medesimo comma. (102) (118) 
  2. Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  75,  comma  1,
lettera a), del citato testo unico di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica  n.  309  del  1990,  se  le  condizioni  soggettive
indicate  al  primo  periodo  del  comma  1  del  presente   articolo
intervengono in data successiva al  rilascio,  il  prefetto  provvede
alla revoca della  patente  di  guida.  La  revoca  non  puo'  essere
disposta  se  sono  trascorsi  piu'  di  tre  anni  dalla   data   di
applicazione delle misure di prevenzione, o di quella  del  passaggio
in giudicato della sentenza di condanna per i reati indicati al primo
periodo del medesimo comma 1. (102) (118) (140) (154) ((159)) 
  3. La persona destinataria del provvedimento di revoca  di  cui  al
comma 2 non puo' conseguire una nuova  patente  di  guida  prima  che
siano trascorsi almeno tre anni. 
  4. Avverso i provvedimenti di  diniego  di  cui  al  comma  1  e  i
provvedimenti di cui al comma 2 e' ammesso  il  ricorso  al  Ministro
dell'interno il quale decide, entro sessanta giorni, di concerto  con
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. 
  5. Con decreto del  Ministro  dell'interno  e  del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le modalita' necessarie
per  l'  adeguamento  del  collegamento  telematico  tra  il  sistema
informativo del Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto
intermodale e quello del Dipartimento per le politiche del  personale
dell'amministrazione  civile  e  per   le   risorse   strumentali   e
finanziarie, in modo da consentire la trasmissione delle informazioni
necessarie ad impedire il rilascio dei titoli abilitativi di  cui  al
comma 1 e l'acquisizione dei dati relativi alla revoca  dei  suddetti
titoli intervenuta ai sensi del comma 2. (93) 
  6. Salvo che il fatto costituisca reato,  chiunque,  in  violazione
delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3, provvede  al  rilascio  dei
titoli abilitativi di cui all'articolo 116 e' punito con la  sanzione
amministrativa pecuniaria da € 1.086 a €  3.260.  (114)  (124)  (133)
(145) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (14) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che le presenti modifiche decorrono dal 1  ottobre
1995. 
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AGGIORNAMENTO (28) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 14-21 ottobre  1998,  n.  354
(in G.U. 1a s.s. 28/10/1998, n. 43), ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale "del combinato disposto degli artt. 120,  comma  1,  e
130, comma 1, lett. b), del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.
285 (Nuovo codice della strada), nella versione anteriore  al  d.P.R.
19 aprile 1994, n. 575, nella parte in cui prevede  la  revoca  della
patente nei confronti di coloro che "sono stati" sottoposti a  misure
di sicurezza personali". 
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AGGIORNAMENTO (39) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 9-18 ottobre 2000, n. 427 (in
G.U. 1a  s.s.  25/10/2000,  n.  44)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del combinato disposto degli articoli 120, comma  1  e
130, comma 1, lett. b), del presente decreto legislativo, nella parte
in cui prevede la revoca della patente  di  guida  nei  confronti  di
coloro che sono sottoposti alla misura di cui all'art. 2 della  legge
27 dicembre 1956, n. 1423. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (47) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 5-17 luglio 2001, n. 251  (in
G.U. 1a  s.s.  25/7/2001  n.  29),  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 120, comma 1,  del  decreto  legislativo  30
aprile 1992,  n.  285  (Nuovo  codice  della  strada),  in  relazione
all'art. 130, comma 1, lettera b), del medesimo codice,  nella  parte
in cui prevede la revoca della patente nei confronti  di  coloro  che
sono stati sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla legge
27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituita dalla legge 3 agosto 1988,
n. 327, nonche' dalla legge  31  maggio  1965,  n.  575,  cosi'  come
successivamente modificata e integrata". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (57) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 30 giugno-15 luglio 2003,  n.
239 (in G.U. 1a s.s. 23/7/2003, n. 29) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale dell'articolo 120, comma 2, nella parte in cui prevede
la revoca della patente nei confronti delle persone condannate a pena
detentiva non  inferiore  a  tre  anni,  quando  l'utilizzazione  del
documento di guida possa agevolare  la  commissione  di  reati  della
stessa natura. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (93) 
  La L. 15 luglio 2009, n. 94 ha disposto (con l'art.  3,  comma  53)
che "fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al  comma
5 dell'articolo 120 del decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,
come sostituito dal comma 52, lettera a), del presente  articolo,  da
adottare entro sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, continuano ad applicarsi le modalita' di interscambio
informativo previste dal  comma  2  dell'articolo  120  del  medesimo
decreto legislativo, nel testo vigente  anteriormente  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (118) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 20 - 28 novembre 2013, n. 281
(in G.U. 1a s.s. 4/12/2013, n. 49), ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 120, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285 (Nuovo  codice  della  strada),  come  sostituito
dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n.  94
(Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte  in  cui
si applica anche con riferimento a  sentenze  pronunziate,  ai  sensi
dell'art. 444 del codice di procedura penale,  in  epoca  antecedente
all'entrata in vigore della legge n. 94 del 2009". 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (140) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 24 gennaio - 9 febbraio 2018,
n.  22  (in  G.U.  1ª  s.s.  14/02/2018,   n.   7),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 120, comma 2, del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada),  come
sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge  15  luglio
2009, n. 94 (Disposizioni in materia di  sicurezza  pubblica),  nella
parte in cui - con riguardo all'ipotesi di condanna per reati di  cui
agli artt. 73 e 74 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9
ottobre  1990,  n.  309  (Testo  unico  delle  leggi  in  materia  di
disciplina degli stupefacenti  e  sostanze  psicotrope,  prevenzione,
cura e riabilitazione dei relativi stati di  tossicodipendenza),  che
intervenga in data successiva a quella di rilascio della  patente  di
guida - dispone  che  il  prefetto  «provvede»  -  invece  che  «puo'
provvedere» - alla revoca della patente". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (154) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza  16  gennaio  -  20  febbraio
2020, n. 24 (in  G.U.  1ª  s.s.  26/02/2020,  n.  9),  ha  dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 120, comma 2, del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada),  come
sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge  15  luglio
2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica),  e  come
modificato dall'art. 19, comma 2, lettere a) e  b),  della  legge  29
luglio 2010, n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale) e
dall'art. 8, comma 1, lettera b), del decreto legislativo  18  aprile
2011, n. 59 (Attuazione delle  direttive  2006/126/CE  e  2009/113/CE
concernenti la patente di guida), nella parte in cui dispone  che  il
prefetto "provvede" - invece che  "puo'  provvedere"  -  alla  revoca
della patente di guida nei confronti di coloro che sono sottoposti  a
misura di sicurezza personale". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (159) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 6 - 27 maggio 2020, n. 99 (in
G.U. 1ª s.s. 03/06/2020,  n.  23),  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 120, comma 2,  del  decreto  legislativo  30
aprile 1992, n. 285 (Nuovo  codice  della  strada),  come  sostituito
dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n.  94
(Disposizioni in materia di sicurezza pubblica),  e  come  modificato
dall'art. 19, comma 2, lettere a) e b), della legge 29  luglio  2010,
n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale) e dall'art. 8,
comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 aprile  2011,  n.  59
(Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti  la
patente di guida),  nella  parte  in  cui  dispone  che  il  prefetto
«provvede» - invece che «puo' provvedere» - alla revoca della patente
di guida nei confronti dei soggetti che sono o sono stati  sottoposti
a misure di prevenzione ai sensi del decreto legislativo 6  settembre
2011, n.  159  (Codice  delle  leggi  antimafia  e  delle  misure  di
prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di  documentazione
antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13  agosto  2010,
n. 136)". 
                              Art. 121. 
                         Esame di idoneita' 
 
  1. L'idoneita' tecnica necessaria per il rilascio della patente  di
guida si consegue superando una prova di verifica delle  capacita'  e
dei comportamenti ed una prova di controllo delle cognizioni. 
  2. Gli esami di cui al comma 1 sono effettuati  secondo  direttive,
modalita'  e  programmi  stabiliti  con  decreto  del  Ministro   dei
trasporti sulla base delle direttive della Comunita' Europea e con il
ricorso a sussidi  audiovisivi,  questionari  d'esame  e  quant'altro
necessario per una uniforme formulazione del giudizio. 
  3. Gli esami per la  patente  di  guida  ((,  per  le  abilitazioni
professionali di cui all'articolo 116 e del certificato di  idoneita'
professionale di cui all'articolo 118, sono effettuati da  dipendenti
del Dipartimento  per  i  trasporti,  la  navigazione  ed  i  sistemi
informativi e statistici, a  seguito  della  frequenza  di  corso  di
qualificazione iniziale, secondo le disposizioni di cui ai commi 5  e
5-bis, ed esame di abilitazione. Il  permanere  nell'esercizio  della
funzione di esaminatore e' subordinato alla  frequenza  di  corsi  di
formazione periodica, secondo le disposizioni di cui  ai  commi  5  e
5-bis.)) ((102)) 
  4. Nel regolamento sono determinati  i  profili  professionali  dei
dipendenti del ((Dipartimento per i trasporti, la  navigazione  ed  i
sistemi informativi e statistici)) che danno titolo all'effettuazione
degli esami di cui al comma 3. ((102)) 
  5. Con decreto del Ministro dei trasporti sono determinate le norme
e modalita' di effettuazione ((dei corsi di qualificazione  iniziale,
di  formazione  periodica  e  degli  esami  per  l'abilitazione   del
personale di cui al comma 3, adibito  alla  funzione  di  esaminatore
nelle prove di controllo delle cognizioni)). ((102)) 
  ((5-bis. I contenuti  del  corso  di  qualificazione  iniziale  del
personale di cui al comma 3, adibito  alla  funzione  di  esaminatore
nelle prove di verifica delle capacita' e dei comportamenti, e  delle
competenze a cui gli  stessi  sono  finalizzati,  sono  definiti  con
decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti.  Con  lo
stesso decreto sono altresi' disciplinate  le  condizioni  soggettive
necessarie per la frequenza dei suddetti corsi nonche' i contenuti  e
le procedure dell'esame finale. Il Dipartimento per i  trasporti,  la
navigazione ed i sistemi informativi  e  statistici  provvede  ad  un
controllo di qualita' sul predetto  personale  e  ad  una  formazione
periodica dello stesso.)) ((102)) 
  6. L'esame di coloro che  hanno  frequentato  una  autoscuola  puo'
svolgersi presso la stessa  se  dotata  di  locali  riconosciuti  dal
competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri  idonei
allo scopo  o  presso  centri  di  istruzione  da  questa  formati  e
legalmente costituiti. 
  7. Le prove d'esame sono pubbliche. 
  8. La prova pratica di guida non puo' essere  sostenuta  prima  che
sia trascorso un mese dalla data del rilascio dell'autorizzazione per
esercitarsi alla guida, ai sensi del comma 1 dell'articolo 122. 
  9. ((La)) prova pratica di guida, con esclusione di quella  per  il
conseguimento di ((patente di categoria AM, A1, A2 ed A)), va in ogni
caso effettuata su veicoli muniti di doppi comandi. ((102)) 
  10. Tra una prova d'esame sostenuta con esito  sfavorevole  ed  una
successiva prova deve trascorrere almeno un mese. 
  11. Gli esami possono  essere  sostenuti,  previa  prenotazione  da
inoltrarsi non oltre il quinto giorno precedente la data della prova,
entro il termine di validita' dell'autorizzazione per l'esercitazione
di guida. Nel limite di detta validita' e' consentito  ripetere,  per
una volta soltanto, la prova pratica di guida. (15) 
  12. Contestualmente al superamento con esito  favorevole  dell'esam
di guida, il competente ufficio competente  del  Dipartimento  per  i
trasporti terrestri rilascia la patente di guida a chi  ne  ha  fatto
richiesta ai sensi dell'art. 116. (15) 
 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che le presenti modifiche decorrono dal 1  ottobre
1995. 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
                              Art. 122. 
                       Esercitazioni di guida 
 
  1. A chi ha fatto domanda per sostenere l'esame per la  patente  di
guida ovvero per l'estensione di validita'  della  patente  ad  altre
categorie di veicoli  ed  e'  in  possesso  dei  requisiti  fisici  e
psichici prescritti e' rilasciata un' autorizzazione per  esercitarsi
alla  guida,  previo  superamento  della  prova  di  controllo  delle
cognizioni di cui al comma 1 dell'articolo  121,  che  deve  avvenire
entro sei mesi dalla data  di  presentazione  della  domanda  per  il
conseguimento della patente. Entro  il  termine  di  cui  al  periodo
precedente non sono consentite piu' di due prove. (99) 
  2.  L'autorizzazione  consente  all'aspirante  di  esercitarsi   su
veicoli delle categorie per le quali e' stata richiesta la patente  o
l'estensione di validita' della medesima, purche' al  suo  fianco  si
trovi, in funzione di istruttore, persona di  eta'  non  superiore  a
sessantacinque  anni,  munita  di  patente  valida  per   la   stessa
categoria, conseguita da almeno dieci  anni,  ovvero  valida  per  la
categoria superiore; l'istruttore deve, a tutti gli effetti, vigilare
sulla   marcia   del   veicolo,   intervenendo   tempestivamente   ed
efficacemente in caso di necessita'. PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.L.  9
FEBBRAIO 2012, N. 5, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L.  4  APRILE
2012, N. 35. 
  3. Agli aspiranti autorizzati  ad  esercitarsi  per  conseguire  la
patente di categoria A non si applicano le norme di cui al comma 2 ma
quelle di cui al comma 5. 
  4. Gli autoveicoli per le esercitazioni e gli esami di guida devono
essere muniti di appositi contrassegni recanti la lettera  alfabetica
"P". Tale contrassegno e' sostituito per i veicoli  delle  autoscuole
con  la  scritta  "scuola  guida".   Le   caratteristiche   di   tali
contrassegni e le modalita' di applicazione saranno  determinate  nel
regolamento. 
  5. Le esercitazioni su veicoli nei quali non possa prendere  posto,
oltre al conducente, altra persona in  funzione  di  istruttore  sono
consentite in luoghi poco frequentati. 
  5-bis. L'aspirante al  conseguimento  della  patente  di  guida  di
categoria B deve effettuare esercitazioni in autostrada o  su  strade
extraurbane e in condizione di visione notturna presso  un'autoscuola
con istruttore abilitato e  autorizzato.  Con  decreto  del  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite la  disciplina  e
le modalita' di svolgimento delle esercitazioni di  cui  al  presente
comma. (99) 
  6. L'autorizzazione e' valida per sei mesi. 
  7. Chiunque guida senza l'autorizzazione  per  l'esercitazione,  ma
avendo a fianco, in funzione  di  istruttore,  persona  provvista  di
patente di guida ai sensi del comma  2,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 431 a € 1.734)).  La
stessa sanzione si applica alla persona che funge da istruttore. (19)
(29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  8. Chiunque, autorizzato per l'esercitazione, guida senza  avere  a
fianco, in funzione  di  istruttore,  persona  provvista  di  patente
valida ai sensi del comma 2, e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 431 a €  1.734)).  Alla  violazione
consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del  veicolo
per tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
Alla violazione di cui al comma 5 consegue la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 87 a € 345)). (19) (29)  (43)  (52)
(64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  9. Chiunque viola le disposizioni di cui al  comma  4  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €
345)). (19) (29) (43) (52) (64)(80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto: 
    - (con l'art. 20, comma 3) che "Il comma 1 dell'articolo 122  del
decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato dalla lettera a)
del comma 2 del presente articolo, si applica  alle  domande  per  il
conseguimento della patente  di  guida  presentate  a  decorrere  dal
novantesimo giorno successivo alla data di entrata  in  vigore  della
presente legge"; 
    - (con l'art. 20, comma 4) che "Il decreto di cui al comma  5-bis
dell'articolo 122 del decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotto
dalla lettera b) del comma 2 del presente articolo, e' adottato entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge." 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 123. 
                             Autoscuole 
 
  1.  Le  scuole  per  l'educazione  stradale,  l'istruzione   e   la
formazione dei conducenti sono denominate autoscuole. 
  2. Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica
da parte delle province, alle quali  compete  inoltre  l'applicazione
delle sanzioni di cui al comma 11-bis. 
  3. I compiti delle province in materia di dichiarazioni  di  inizio
attivita' e di vigilanza amministrativa sulle autoscuole sono  svolti
sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro dei  trasporti,
nel rispetto dei principi legislativi ed  in  modo  uniforme  per  la
vigilanza tecnica sull'insegnamento. 
  4. Le persone fisiche o giuridiche, le societa', gli  enti  possono
presentare l'apposita dichiarazione di inizio attivita'. Il  titolare
deve avere la proprieta' e gestione diretta, personale,  esclusiva  e
permanente dell'esercizio,  nonche'  la  gestione  diretta  dei  beni
patrimoniali   dell'autoscuola,   rispondendo   del   suo    regolare
funzionamento nei confronti del concedente; nel caso di  apertura  di
ulteriori sedi per  l'esercizio  dell'attivita'  di  autoscuola,  per
ciascuna deve essere dimostrato il  possesso  di  tutti  i  requisiti
prescritti, ad eccezione della capacita' finanziaria che deve  essere
dimostrata per una sola sede, e deve essere preposto un  responsabile
didattico, in organico quale  dipendente  o  collaboratore  familiare
ovvero anche, nel caso di societa' di persone o  di  capitali,  quale
rispettivamente socio o  amministratore,  che  sia  in  possesso  dei
requisiti  di  cui  al  comma  5,  ad   eccezione   della   capacita'
finanziaria. PERIODO SOPPRESSO  DAL  D.L.  31  GENNAIO  2007,  N.  7,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 2 APRILE 2007, N. 40. (81) 
  5. La dichiarazione puo' essere presentata da  chi  abbia  compiuto
gli anni ventuno, risulti di buona condotta  e  sia  in  possesso  di
adeguata capacita' finanziaria, di diploma di istruzione  di  secondo
grado e di abilitazione quale insegnante di teoria  e  istruttore  di
guida con almeno un'esperienza biennale, maturata negli ultimi cinque
anni. Per le persone giuridiche i requisiti  richiesti  dal  presente
comma, ad eccezione  della  capacita'  finanziaria  che  deve  essere
posseduta  dalla  persona  giuridica,  sono   richiesti   al   legale
rappresentante. (81) 
  6. La dichiarazione non  puo'  essere  presentata  dai  delinquenti
abituali,  professionali  o  per  tendenza  e  da  coloro  che   sono
sottoposti a misure amministrative  di  sicurezza  personali  o  alle
misure di prevenzione previste dall'art. 120, comma 1. 
  7.  L'autoscuola  deve  svolgere  l'attivita'  di  formazione   dei
conducenti per il conseguimento di patente  di  qualsiasi  categoria,
possedere un'adeguata attrezzatura tecnica e didattica e disporre  di
insegnanti  ed  istruttori  riconosciuti  idonei  dal  Ministero  dei
trasporti,   che   rilascia   specifico   attestato   di    qualifica
professionale.  Qualora  piu'  scuole  autorizzate  si  consorzino  e
costituiscano un centro di istruzione  automobilistica,  riconosciuto
dall'ufficio competente del Dipartimento per i  trasporti  terrestri.
Secondo  criteri  uniformi  fissati  con  decreto  del  Ministro  dei
trasporti, le medesime autoscuole possono demandare, integralmente  o
parzialmente, al centro di istruzione automobilistica  la  formazione
dei conducenti per il conseguimento delle patenti di categoria A, BS,
BE, C, D, CE e DE e dei documenti di abilitazione e di qualificazione
professionale. In caso di applicazione  del  periodo  precedente,  le
dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, delle  singole
autoscuole consorziate possono  essere  adeguatamente  ridotte.  (99)
(102) (113) (121) (125) 
  7-bis. In ogni caso l'attivita'  non  puo'  essere  iniziata  prima
della verifica del possesso dei requisiti prescritti. La verifica  di
cui al presente comma e' ripetuta successivamente  ad  intervalli  di
tempo non superiori a tre anni. 
  8. L'attivita' dell'autoscuola e' sospesa per un periodo da  uno  a
tre mesi quando: 
    a) l'attivita' dell'autoscuola non si svolga regolarmente; 
    b) il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti  o
degli istruttori che non siano piu' ritenuti  idonei  dal  competente
ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri; 
    c) il titolare non ottemperi alle disposizioni date  dall'ufficio
competente del Dipartimento per i trasporti  terrestri  ai  fini  del
regolare funzionamento dell'autoscuola. 
  9. L'esercizio dell'autoscuola e' revocato quando: 
    a) siano venuti meno  la  capacita'  finanziaria  e  i  requisiti
morali del titolare; 
    b) venga meno l'attrezzatura tecnica e didattica dell'autoscuola; 
    c) siano stati adottati piu' di due provvedimenti di  sospensione
in un quinquennio. 
  9-bis. In caso di revoca per  sopravvenuta  carenza  dei  requisiti
morali del titolare, a quest'ultimo e' parimenti revocata l'idoneita'
tecnica.  L'interessato  potra'  conseguire   una   nuova   idoneita'
trascorsi cinque  anni  dalla  revoca  o  a  seguito  di  intervenuta
riabilitazione. 
  10. Il Ministro dei trasporti stabilisce,  con  propri  decreti:  i
requisiti minimi di capacita' finanziaria; i requisiti di  idoneita',
i corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi programmi,
degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per  conducenti;
le modalita' di svolgimento delle verifiche di cui al comma 7-bis;  i
criteri per l'accreditamento da parte delle regioni e delle  province
autonome dei  soggetti  di  cui  al  comma  10-bis,  lettera  b);  le
prescrizioni sui locali e sull'arredamento didattico, anche  al  fine
di consentire l'eventuale svolgimento degli esami, nonche' la  durata
dei corsi; i programmi di esame per  l'accertamento  della  idoneita'
tecnica degli insegnanti e degli istruttori, cui si  accede  dopo  la
citata formazione iniziale; i programmi di esame per il conseguimento
della patente di guida. (99) 
  10-bis. I corsi di formazione degli insegnanti e  degli  istruttori
delle autoscuole, di cui al comma 10, sono organizzati: 
    a) dalle autoscuole che svolgono l'attivita'  di  formazione  dei
conducenti per il conseguimento di  qualsiasi  categoria  di  patente
ovvero dai centri di istruzione automobilistica riconosciuti  per  la
formazione integrale; 
    b)  da  soggetti  accreditati  dalle  regioni  o  dalle  province
autonome di Trento e di Bolzano, sulla base della  disciplina  quadro
di settore definita con l'intesa  stipulata  in  sede  di  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano il 20 marzo  2008,  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio  2009,  nonche'  dei  criteri
specifici dettati con il decreto del Ministro delle infrastrutture  e
dei trasporti di cui al comma 10. (99) 
  11. Chiunque  gestisce  un'autoscuola  senza  la  dichiarazione  di
inizio attivita' o i requisiti prescritti e' soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 11.130 a € 16.694)).
Dalla  violazione  consegue  la  sanzione  amministrativa  accessoria
dell'immediata  chiusura  dell'autoscuola  e  di   cessazione   della
relativa attivita', ordinata dal competente ufficio secondo le  norme
di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. (19) (29) (43) (52) (64)
(80) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  11-bis. L'istruzione o la formazione dei  conducenti  impartita  in
forma professionale o, comunque, a fine  di  lucro  al  di  fuori  di
quanto  disciplinato  dal  presente  articolo  costituisce  esercizio
abusivo dell'attivita' di autoscuola. Chiunque esercita o concorre ad
esercitare abusivamente l'attivita' di autoscuola  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 11.130 a  €
16.694)). Si applica inoltre il disposto del comma 9-bis del presente
articolo. (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  11-ter. Lo svolgimento dei corsi di formazione di insegnanti  e  di
istruttori  di  cui  al   comma   10   e'   sospeso   dalla   regione
territorialmente competente o dalle province autonome di Trento e  di
Bolzano, in relazione alla sede del soggetto che svolge i corsi: 
    a) per un periodo da uno a tre mesi, quando il corso non si tiene
regolarmente; 
    b) per un periodo da tre a sei mesi, quando il corso si tiene  in
carenza  dei  requisiti  relativi  all'idoneita'  dei  docenti,  alle
attrezzature tecniche e al materiale didattico; 
    c) per un ulteriore periodo da sei a  dodici  mesi  nel  caso  di
reiterazione, nel triennio, delle ipotesi di cui alle  lettere  a)  e
b). 
  11-quater. La regione territorialmente  competente  o  le  province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  dispongono  l'inibizione   alla
prosecuzione dell'attivita' per i soggetti a carico  dei  quali,  nei
due anni successivi all'adozione di un provvedimento  di  sospensione
ai sensi della lettera c) del comma 11-ter, e' adottato un  ulteriore
provvedimento di sospensione ai sensi  delle  lettere  a)  e  b)  del
medesimo comma. 
  12. Chiunque insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida
su veicoli  delle  autoscuole,  senza  essere  a  cio'  abilitato  ed
autorizzato, e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma ((da € 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  13.  Nel  regolamento  saranno  stabilite  le  modalita'   per   la
dichiarazione di inizio attivita', fermo restando quanto previsto dal
comma 7-bis. Con lo stesso regolamento saranno dettate norme  per  lo
svolgimento,  da   parte   degli   enti   pubblici   non   economici,
dell'attivita' di consulenza, secondo la legge 8 agosto 1991, n. 264. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (81) 
  Il D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 aprile 2007, n. 40 ha disposto (con l'art. 10, comma 5-ter)  che
le modifiche al comma 4  si  applicano  a  decorrere  dalla  data  di
entrata in vigore del decreto medesimo. 
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  10,  comma  5-quater)  che  le
modifiche al comma 5 si applicano a decorrere dalla data  di  entrata
in vigore della legge di conversione del decreto medesimo. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto: 
    - (con l'art. 20, comma 6)  che  "Le  autoscuole  che  esercitano
attivita'  di  formazione  dei  conducenti  esclusivamente   per   il
conseguimento delle patenti di categoria A e B si adeguano  a  quanto
disposto dal comma 7 dell'articolo 123 del decreto legislativo n. 285
del 1992,  come  da  ultimo  modificato  dal  comma  5  del  presente
articolo,  a  decorrere  dalla  prima  variazione  della  titolarita'
dell'autoscuola successiva alla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge"; 
    -  (con   l'art.   20,   comma   7)   che   "I   costi   relativi
all'organizzazione  dei  corsi  di  cui  ai   commi   10   e   10-bis
dell'articolo 123 del decreto legislativo n. 285 del  1992,  come  da
ultimo, rispettivamente, modificato e  introdotto  dal  comma  5  del
presente articolo, sono posti integralmente  a  carico  dei  soggetti
richiedenti". 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto: 
  - (con l'art. 10, comma 1) che al comma  7,  secondo  periodo,  del
presente articolo le parole: «delle patenti di categoria A,  BS,  BE,
C, D, CE e DE e dei documenti di  abilitazione  e  di  qualificazione
professionale» sono sostituite dalle seguenti: «di tutte le categorie
di patenti, anche speciali, fatta eccezione per quella  di  categoria
B,  e   dei   documenti   di   abilitazione   e   di   qualificazione
professionale»; 
  - (con l'art. 28,  comma  1)  che  "Le  disposizioni  del  presente
decreto legislativo si applicano a decorrere dal 19 gennaio 2013,  ad
eccezione di quelle contenute negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1,
e 23, nonche' nell'allegato III, con riferimento alle patenti per  le
categorie A, A1, B, BE, C, CE, D, DE, KA e KB". 
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AGGIORNAMENTO (113) 
  La L. 24 dicembre 2012, n. 228, nel modificare l'art. 28,  comma  1
del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, ha conseguentemente  disposto  (con
l'art. 1, comma 388) che le modifiche apportate dal D.Lgs. 18  aprile
2011, n. 59 al comma 7, secondo periodo, del  presente  articolo,  si
applicano a decorrere dal 30 giugno 2013. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (121) 
  Il D.L. 30 dicembre 2013, n. 150 convertito con modificazioni dalla
L. 27 febbraio 2014, n. 15 nel modificare  l'art.  10,  comma  1  del
D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha conseguentemente disposto (con l'art.
4, comma 3) che l'entrata in vigore  delle  modifiche  apportate  dal
D.Lgs. 18 aprile 2011,  n.  59  al  comma  7,  secondo  periodo,  del
presente articolo e' prorogata al 31 dicembre 2014. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (125) 
  Il D.L. 31 dicembre 2014,  n.  192,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2015, n. 11, nel modificare l'art. 10,  comma  1
del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 8, comma 6) che l'entrata in vigore delle modifiche  apportate
dal D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 al comma  7,  secondo  periodo,  del
presente articolo e' prorogata al 30 giugno 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 124. 
             (( [Testo applicabile dal 19 gennaio 2013] 
     Guida delle macchine agricole e delle macchine operatrici)) 
 
  ((1. Per guidare macchine agricole, escluse quelle con conducente a
terra, nonche' macchine operatrici,  escluse  quelle  a  vapore,  che
circolano su strada, occorre avere ottenuto una delle patenti di  cui
all'articolo 116, comma 3, e precisamente: 
    a) della categoria A1, per la guida delle macchine agricole o dei
loro complessi che  non  superino  i  limiti  di  sagoma  e  di  peso
stabiliti dall'articolo 53, comma 4, e che non superino la  velocita'
di 40 km/h; 
    b) della categoria B,  per  la  guida  delle  macchine  agricole,
diverse da quelle di cui alla  lettera  a),  nonche'  delle  macchine
operatrici; 
    c) della categoria C1, per le macchine operatrici eccezionali. 
  2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti
sono stabiliti i tipi e le caratteristiche  dei  veicoli  di  cui  al
comma 1, lettere a) e b) che, eventualmente adattati, possono  essere
guidati da mutilati e minorati  fisici  con  patenti  speciali  delle
categorie A1 e B, previste dall'articolo 116, comma 3, lettere b)  ed
f). 
  3. Qualora non sia necessario prescrivere  adattamenti,  lo  stesso
decreto di cui al comma 2 stabilisce i tipi e le caratteristiche  dei
veicoli di cui al comma 1 che possono essere guidati  da  mutilati  e
minorati fisici. 
  4. Chiunque guida macchine agricole  o  macchine  operatrici  senza
essere munito della patente e' punito  ai  sensi  dell'articolo  116,
commi 15 e 17. All'incauto affidamento si applica la disposizione  di
cui all'articolo 116, comma 14.)) 
 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
                              Art. 125 
  1. Il rilascio della patente di guida e' subordinato alle  seguenti
condizioni: 
    a) la patente per  le  categorie  C1,  C,  D1  o  D  puo'  essere
rilasciata unicamente ai conducenti gia' in possesso  di  patente  di
categoria B; 
    b) la patente per le categorie BE, C1E, CE, D1E e DE puo'  essere
rilasciata unicamente ai  conducenti  gia'  in  possesso  di  patente
rispettivamente delle categorie B, C1, C, D1 o D. 
  2. La validita' della patente di guida e' fissata come segue: 
    a) la patente rilasciata per le categorie C1E, CE, D1E, o  DE  e'
valida per i complessi di veicoli della categoria BE; 
    b) la patente rilasciata per la categoria CE  e'  valida  per  la
categoria DE, purche' il relativo titolare sia gia'  in  possesso  di
patente per la categoria D; 
    c) la patente rilasciata per le categorie CE e DE e' valida per i
complessi di veicoli, rispettivamente, delle categoria C1E e D1E; 
    d) la patente rilasciata per una qualsiasi  categoria  e'  valida
per i veicoli della categoria AM; 
    e) la patente rilasciata per la categoria A2 e' valida anche  per
la categoria A1; 
    f) la patente rilasciata per le categorie A, B, C o D e'  valida,
rispettivamente, per le categorie A1 e A2, B1, C1 o D1; 
    g) la patente speciale di guida delle categorie AM,  A1,  A2,  A,
B1, B, C1, C, D1 e D rilasciata  a  mutilati  o  minorati  fisici  e'
valida soltanto per la guida dei veicoli  aventi  le  caratteristiche
indicate nella patente stessa; 
    h)  la  patente  di  guida  della  categoria  B  e'  valida,  sul
territorio nazionale, per condurre i tricicli di potenza superiore  a
15 kW, purche' il titolare abbia almeno 21 anni,  nonche'  i  veicoli
della categoria A1. 
  3. Fermo restando quanto previsto dal comma 4, chiunque, munito  di
patente di guida recante un codice unionale o  nazionale  relativo  a
"MODIFICHE DEL VEICOLO", conduce un veicolo o circola  in  condizioni
diverse da quelle indicate dai  predetti  codici,  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 158 a € 639
)). (133) ((145)) 
  3-bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 4, chiunque, munito
di patente di guida recante un codice unionale o nazionale relativo a
"CONDUCENTE  (motivi  medici)"  conduce  un  veicolo  o  circola   in
condizioni  diverse  da  quelle  indicate  dai  predetti  codici,  e'
soggetto alla sanzione di cui all'articolo 173, comma 3. 
  4. Chiunque, munito di patente speciale, guida un  veicolo  diverso
da quello indicato e specialmente  adattato  in  relazione  alla  sua
mutilazione o minorazione,  ovvero  con  caratteristiche  diverse  da
quella indicate nella patente posseduta, e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da 80 euro a 318  euro)).
((145)) 
  5. Dalle violazioni di cui ai commi 3  e  4  consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente  da  uno  a
sei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. 
                                                          (102) (114) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012, n. 303), prendendo
in considerazione gli importi delle sanzioni  cosi'  come  aggiornati
dal Decreto 22 dicembre 2010 (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305),  aveva
previsto (con l'art. 1, comma 1) che la sanzione da  €  80  a  €  318
dovesse intendersi sostituita dalla sanzione da € 84 a € 335 e che la
sanzione da €  159  a  €  639  dovesse  intendersi  sostituita  dalla
sanzione da € 168 a € 674. Tali modifiche devono intendersi  superate
da quelle disposte dal D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 a  decorrere  dal
19 gennaio 2013. 
  Lo stesso Decreto 19 dicembre 2012 (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)
aveva inoltre previsto (con l'art. 1,  comma  2)  che  le  suindicate
modifiche avrebbero avuto effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 126 
     (Durata e conferma della validita' della patente di guida). 
 
  1. Fermo restando quanto  previsto  dall'articolo  119,  la  durata
della  validita'  delle  patenti  di  guida  e  dei  certificati   di
abilitazione professionale di cui all'articolo 116, commi 8 e 10,  e'
regolata dalle disposizioni del presente articolo. La conferma  della
validita' delle patenti di guida e dei  certificati  di  abilitazione
professionale di cui all'articolo 116, commi 8 e 10,  e'  subordinata
alla permanenza dei requisiti fisici e  psichici  di  idoneita'  alla
guida. 
  2. Le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1,  B  e  BE
sono valide per dieci anni; qualora siano rilasciate o  confermate  a
chi ha superato il cinquantesimo anno di eta' sono valide per  cinque
anni ed a chi ha superato il settantesimo anno di  eta'  sono  valide
per tre anni. 
  3. Le patenti di guida delle categorie C1, C1E, C e CE, sono valide
per cinque anni fino al compimento  del  sessantacinquesimo  anno  di
eta' e, oltre tale limite di eta', per due anni, previo  accertamento
dei requisiti fisici e psichici in commissione medica  locale.  Fatto
salvo quanto previsto dall'articolo 115,  comma  2,  lettera  a),  al
compimento  del  sessantacinquesimo  anno  di  eta',  le  patenti  di
categoria C e CE abilitano alla guida di autotreni ed  autoarticolati
di massa complessiva a pieno carico non superiore a 20 t. 
  4. Le patenti di guida delle categorie D1, D1E, D e DE sono  valide
per cinque anni e per tre anni a partire  dal  settantesimo  anno  di
eta'. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 115, comma 2, lettera
b), al compimento del sessantesimo anno di eta', le patenti di  guida
di categoria D1 o D, ovvero di categoria  D1E  o  DE  abilitano  alla
guida solo di veicoli per i quali  e'  richiesto  rispettivamente  il
possesso delle patenti di  categoria  B  o  BE.  E'  fatta  salva  la
possibilita' per il titolare di richiedere la riclassificazione della
patente D1 o D, ovvero,  D1E  o  DE  rispettivamente  in  patente  di
categoria B o BE. 
  5. Le patenti di guida speciali, rilasciate a mutilati  e  minorati
fisici, delle categorie AM, A1, A2, A, B1 e B sono valide per  cinque
anni; qualora siano rilasciate o confermate  a  chi  ha  superato  il
settantesimo anno di eta' sono valide per tre anni. Alle  patenti  di
guida speciali delle  categorie  C1,  C,  D1  e  D  si  applicano  le
disposizioni dei commi 3 e 4. 
  6. I titolari delle patenti di guida di cui ai commi 2, 3, 4  e  5,
al compimento dell'ottantesimo anno di eta', rinnovano  la  validita'
della patente posseduta ogni due anni. 
  7. L'accertamento dei requisiti fisici e psichici per il rinnovo di
validita' dei certificati di abilitazione professionale di tipo KA  e
KB e' effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione del rinnovo
di validita' della patente di guida. 
  8. La validita' della patente e' confermata dal competente  ufficio
centrale del Dipartimento  per  i  trasporti,  la  navigazione  ed  i
sistemi informativi e statistici, che trasmette per posta al titolare
della patente di guida  un  duplicato  della  patente  medesima,  con
l'indicazione del nuovo termine di validita'. A tal fine  i  sanitari
indicati nell'articolo 119, comma 2, sono  tenuti  a  trasmettere  al
suddetto ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione  ed
i sistemi informativi e statistici,  nel  termine  di  cinque  giorni
decorrente dalla data di effettuazione della visita medica, i dati  e
ogni altro documento utile ai fini dell'emissione del duplicato della
patente  di  cui  al  primo  periodo.   Analogamente   procedono   le
commissioni di cui all'articolo 119,  comma  4.  Non  possono  essere
sottoposti alla visita medica i conducenti che non dimostrano, previa
esibizione delle ricevute, di avere effettuato i versamenti in  conto
corrente postale degli importi dovuti per la  conferma  di  validita'
della patente di guida. Il personale sanitario che effettua la visita
e' responsabile in solido dell'omesso pagamento.  Il  titolare  della
patente, dopo  aver  ricevuto  il  duplicato,  deve  provvedere  alla
distruzione della patente scaduta di validita'. 
  ((8-bis. Al titolare di patente di guida che si  sottopone,  presso
la commissione medica locale di cui all'articolo 119, comma  4,  agli
accertamenti per la  verifica  della  persistenza  dei  requisiti  di
idoneita' psicofisica richiesti per il  rinnovo  di  validita'  della
patente di guida, la commissione stessa rilascia, per una sola volta,
un permesso provvisorio di guida, valido fino all'esito finale  della
procedura di rinnovo. Il rilascio del permesso provvisorio  di  guida
e' subordinato alla  verifica  dell'insussistenza  di  condizioni  di
ostativita' presso l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di
cui all'articolo 226, comma 10. Il permesso provvisorio di guida  non
e' rilasciato ai titolari di patente di guida che  devono  sottoporsi
agli accertamenti previsti dagli articoli 186, comma 8, e 187,  comma
6)). 
  9. Per i titolari di patente italiana, residenti o dimoranti in  un
altro Stato per un periodo di almeno sei  mesi,  la  validita'  della
patente  e'  altresi'  confermata,  tranne  per   i   casi   previsti
nell'articolo   119,   commi   2-bis    e    4,    dalle    autorita'
diplomatico-consolari italiane presenti  negli  Stati  medesimi,  che
rilasciano, previo accertamento dei requisiti fisici  e  psichici  da
parte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati  italiani,
una  specifica  attestazione  che  per  il  periodo   di   permanenza
all'estero fa fede dell'avvenuta verifica del permanere dei requisiti
di idoneita' psichica e fisica. ((Chi  ha  rinnovato  la  patente  di
guida presso un'autorita' diplomatico-consolare italiana in uno Stato
non appartenente all'Unione europea o allo Spazio  economico  europeo
ha l'obbligo, entro sei mesi dalla riacquisizione della residenza  in
Italia, di rinnovare la patente stessa secondo la procedura ordinaria
prevista al comma 8)). 
  10. L'autorita' sanitaria, nel caso che dagli accertamenti  di  cui
al comma 8 rilevi che siano venute a mancare  le  condizioni  per  la
conferma  della  validita'  della  patente,  comunica  al  competente
ufficio  della  Direzione  generale   per   la   motorizzazione   del
Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi
e statistici l'esito dell'accertamento stesso per i provvedimenti  di
cui agli articoli 129, comma 2, e 130. 
  ((10-bis. La commissione medica locale  di  cui  all'articolo  119,
comma 4, che, a seguito di accertamento  dell'idoneita'  psicofisica,
valuta che il  conducente  debba  procedere  al  declassamento  della
patente  di  guida,  trasmette,  per  via  informatica,  i  dati  del
conducente all'Ufficio centrale operativo, che provvede alla stampa e
alla spedizione della nuova patente di guida. Contenuti  e  modalita'
di trasmissione dei dati della commissione medica locale  all'Ufficio
centrale operativo del Dipartimento per i trasporti, la  navigazione,
gli affari generali ed il personale  sono  fissati  con  decreto  del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti)). 
  11.  Chiunque  guida  con  patente   o   con   altra   abilitazione
professionale di cui all'articolo 116, commi 8, 10, 11 e 12,  scaduti
di validita' e' soggetto alla sanzione amministrativa  del  pagamento
di una somma da € 158 a € 639. Alla violazione consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria del ritiro della patente,  del  certificato
di abilitazione professionale di tipo  KA  o  KB  o  della  carta  di
qualificazione del conducente rilasciata ad un conducente titolare di
patente di guida emessa da altro Stato, secondo le norme del capo  I,
sezione II, del titolo VI. Al conducente titolare di patente di guida
italiana  che,   nell'esercizio   dell'attivita'   professionale   di
autotrasporto  per  la  quale  e'  richiesta  l'abilitazione  di  cui
all'articolo 116, comma 11, guida con tale abilitazione  scaduta,  si
applicano le sanzioni di cui all'articolo 216, comma 6.  (115)  (133)
(145) 
  12. Chiunque viola le disposizioni del comma 3, secondo periodo, e'
punito con le sanzioni di cui all'articolo 116, commi  15  e  17.  Le
medesime sanzioni si applicano a chiunque viola le  disposizioni  del
comma 4, secondo periodo. 
                                                          (102) (114) 
 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che le modifiche  di  cui  ai  commi  5  e  6  del
presente articolo decorrono dal 1 ottobre 1995. 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11 ha inoltre  disposto  (con  l'art.  2,
comma 4) che e' prorogata  al  31  dicembre  1997  la  validita'  dei
certificati di abilitazione professionale  di  cui  al  comma  4  del
presente articolo, fermo restando che il certificato di  abilitazione
professionale deve essere  rinnovato  contestualmente  alla  scadenza
delle patente di guida dei veicoli. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 21,  comma  3)
che "Le disposizioni  del  comma  5  dell'articolo  126  del  decreto
legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato  dal  comma  1
del presente articolo, si applicano a decorrere dalla data di entrata
in vigore  del  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti di cui al comma 2". 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012, n. 303), prendendo
in considerazione gli importi delle sanzioni  cosi'  come  aggiornati
dal Decreto 22 dicembre 2010 (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305),  aveva
previsto (con l'art. 1, comma 1) che la sanzione da €  159  a  €  639
dovesse intendersi sostituita dalla sanzione da € 168 a €  674.  Tale
modifica deve intendersi superata da quella disposta  dal  D.Lgs.  18
aprile 2011, n. 59 a decorrere dal 19 gennaio 2013. 
  Lo stesso Decreto 19 dicembre 2012 (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)
aveva inoltre previsto (con l'art. 1,  comma  2)  che  le  suindicate
modifiche avrebbero avuto effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (115) 
  Il D.Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2 ha disposto (con l'art.  24,  comma
5) che "Le disposizioni  di  cui  all'articolo  126,  comma  11,  del
decreto  legislativo  30  aprile   1992,   n.   285,   e   successive
modificazioni, come modificato  dall'articolo  5,  comma  1,  lettera
b-bis), del  presente  decreto,  sono  applicabili  a  decorrere  dal
novantesimo giorno successivo alla  data  di  entrata  in  vigore  di
quest'ultimo". 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                            Art. 126-bis. 
                           Patente a punti 
 
  1.  All'atto  del  rilascio  della  patente  viene  attribuito   un
punteggio di venti  punti.  Tale  punteggio,  annotato  nell'anagrafe
nazionale degli abilitati alla guida di cui agli articoli 225 e  226,
subisce decurtazioni, nella misura indicata nella tabella allegata, a
seguito  della  comunicazione  all'anagrafe  di   cui   sopra   della
violazione di una delle norme per le quali e'  prevista  la  sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente  ovvero  di
una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicate  nella
tabella  medesima.  L'indicazione  del  punteggio  relativo  ad  ogni
violazione deve risultare dal verbale di contestazione. 
  1-bis. Qualora vengano accertate contemporaneamente piu' violazioni
delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un massimo  di
quindici punti. Le disposizioni del presente comma non  si  applicano
nei casi in cui e' prevista la sospensione o la revoca della patente. 
  2. L'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la  violazione
che comporta la perdita di punteggio, ne da'  notizia,  entro  trenta
giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all'anagrafe
nazionale degli abilitati alla guida.  La  contestazione  si  intende
definita  quando   sia   avvenuto   il   pagamento   della   sanzione
amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi
amministrativi e  giurisdizionali  ammessi  ovvero  siano  decorsi  i
termini per la proposizione dei  medesimi.  Il  predetto  termine  di
trenta giorni  decorre  dalla  conoscenza  da  parte  dell'organo  di
polizia dell'avvenuto pagamento della sanzione,  della  scadenza  del
termine per la proposizione  dei  ricorsi,  ovvero  dalla  conoscenza
dell'esito  dei  ricorsi  medesimi.  La  comunicazione  deve   essere
effettuata  a  carico  del  conducente   quale   responsabile   della
violazione;  nel  caso  di  mancata  identificazione  di  questi,  il
proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido  ai  sensi
dell'art. 196, deve fornire all'organo di polizia che procede,  entro
sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di  contestazione,
i dati personali e della patente  del  conducente  al  momento  della
commessa violazione. Se  il  proprietario  del  veicolo  risulta  una
persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato  e'
tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'organo
di polizia che procede. Il proprietario  del  veicolo,  ovvero  altro
obbligato in solido ai sensi  dell'articolo  196,  sia  esso  persona
fisica o giuridica, che  omette,  senza  giustificato  e  documentato
motivo, di fornirli e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 292 a € 1.168)).  La  comunicazione  al
Dipartimento per i trasporti terrestri avviene  per  via  telematica.
(66) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  3. Ogni variazione di  punteggio  e'  comunicata  agli  interessati
dall'anagrafe  nazionale  degli   abilitati   alla   guida.   Ciascun
conducente puo' controllare in tempo reale  lo  stato  della  propria
patente con le modalita' indicate dal Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri. 
  4. Fatti salvi i casi previsti dal comma 5 e purche'  il  punteggio
non sia esaurito, la frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati
dalle autoscuole  ovvero  da  soggetti  pubblici  o  privati  a  cio'
autorizzati dal Dipartimento per i trasporti terrestri,  consente  di
riacquistare sei punti. Per i titolari di certificato di abilitazione
professionale e unitamente di patente B, C, C+E, D, D+E, la frequenza
di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare  9  punti.
La riacquisizione di punti avviene all'esito di una prova di esame. A
tale fine, l'attestato di frequenza al corso  deve  essere  trasmesso
all'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per
territorio,  per  l'aggiornamento   dell'anagrafe   nazionale   dagli
abilitati alla guida. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei  trasporti   sono   stabiliti   i   criteri   per   il   rilascio
dell'autorizzazione, i programmi e le modalita'  di  svolgimento  dei
corsi di aggiornamento. 
  5. Salvo il caso di perdita totale del punteggio di cui al comma 6,
la mancanza, per il periodo di due anni, di violazioni di  una  norma
di  comportamento  da  cui  derivi  la  decurtazione  del  punteggio,
determina l'attribuzione del completo punteggio  iniziale,  entro  il
limite dei venti punti. Per i titolari di patente  con  almeno  venti
punti, la mancanza, per il periodo di due anni, della  violazione  di
una  norma  di  comportamento  da  cui  derivi  la  decurtazione  del
punteggio, determina l'attribuzione di un credito di due punti,  fino
a un massimo di dieci punti. 
  6. Alla perdita totale del punteggio,  il  titolare  della  patente
deve sottoporsi all'esame di idoneita' tecnica  di  cui  all'articolo
128. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che,
dopo la notifica della prima violazione che comporti una  perdita  di
almeno cinque punti, commetta altre due violazioni  non  contestuali,
nell'arco di dodici mesi  dalla  data  della  prima  violazione,  che
comportino ciascuna la decurtazione di  almeno  cinque  punti.  Nelle
ipotesi di cui ai periodi precedenti, l'ufficio del Dipartimento  per
i trasporti terrestri competente  per  territorio,  su  comunicazione
dell'anagrafe  nazionale  degli  abilitati  alla  guida,  dispone  la
revisione della patente di  guida.  PERIODO  SOPPRESSO  DALLA  L.  29
LUGLIO 2010, N.  120.  Qualora  il  titolare  della  patente  non  si
sottoponga  ai  predetti  accertamenti  entro  trenta  giorni   dalla
notifica del provvedimento di  revisione,  la  patente  di  guida  e'
sospesa a tempo indeterminato, con atto  definitivo,  dal  competente
ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri. Il  provvedimento
di sospensione e' notificato al titolare della patente a  cura  degli
organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, che provvedono  al
ritiro ed alla conservazione del documento. 
  6-bis. Per le violazioni  penali  per  le  quali  e'  prevista  una
diminuzione di punti riferiti alla patente di guida,  il  cancelliere
del giudice che ha pronunciato la  sentenza  o  il  decreto  divenuti
irrevocabili ai sensi  dell'articolo  648  del  codice  di  procedura
penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia  autentica
all'organo accertatore, che entro, trenta giorni dal  ricevimento  ne
da' notizia all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. 
 
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AGGIORNAMENTO (66) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 12-24 gennaio 2005, n. 27 (in
G.U.  1a  s.s.  26/01/2005,  n.  4)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale dell'art.  126-bis,  comma  2  "nel  testo  risultante
all'esito della modifica apportata dall'art. 7, comma 3, lettera  b),
del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche  ed  integrazioni
al codice della strada), convertito, con modificazioni,  nella  legge
1° agosto 2003, n. 214, nella parte in cui dispone che: «nel caso  di
mancata  identificazione  di  questi,  la  segnalazione  deve  essere
effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso
non comunichi, entro trenta giorni  dalla  richiesta,  all'organo  di
polizia che procede, i dati personali e della patente del  conducente
al momento della commessa violazione», anziche' «nel caso di  mancata
identificazione di questi, il proprietario del veicolo, entro  trenta
giorni dalla richiesta,  deve  fornire,  all'organo  di  polizia  che
procede, i dati personali e della patente del conducente  al  momento
della commessa violazione»". 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 19  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 127. 
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 9 MARZO 2000, N. 104)) 
                              Art. 128. 
                  Revisione della patente di guida 
 
  1.  Gli  uffici  competenti  del  Dipartimento  per   i   trasporti
terrestri, nonche' il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e
187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso  la
commissione medica locale di cui all'art. 119, comma 4, o ad esame di
idoneita' i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi  sulla
persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o
dell'idoneita' tecnica. L'esito della visita medica o  dell'esame  di
idoneita'  sono  comunicati  ai  competenti  uffici  competenti   del
Dipartimento  per   i   trasporti   terrestri   per   gli   eventuali
provvedimenti di sospensione o revoca della patente. (15) 
  1-bis. I responsabili  delle  unita'  di  terapia  intensiva  o  di
neurochirurgia sono obbligati a dare comunicazione dei casi  di  coma
di durata superiore a 48 ore agli uffici provinciali del Dipartimento
per  i  trasporti,  la  navigazione  ed  i  sistemi   informativi   e
statistici. In seguito a tale comunicazione  i  soggetti  di  cui  al
periodo precedente sono tenuti alla revisione della patente di guida.
La successiva idoneita' alla  guida  e'  valutata  dalla  commissione
medica locale di  cui  al  comma  4  dell'articolo  119,  sentito  lo
specialista dell'unita' riabilitativa  che  ha  seguito  l'evoluzione
clinica del paziente. 
  1-ter. E' sempre disposta la revisione della patente  di  guida  di
cui al comma 1  quando  il  conducente  sia  stato  coinvolto  in  un
incidente stradale se ha determinato lesioni gravi alle persone  e  a
suo  carico  sia  stata  contestata  la  violazione  di   una   delle
disposizioni del presente codice da cui consegue l'applicazione della
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di
guida. 
  1-quater. E' sempre disposta la revisione della patente di guida di
cui al comma 1 quando il conducente minore degli  anni  diciotto  sia
autore materiale di una violazione delle  disposizioni  del  presente
codice da cui consegue l'applicazione della  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione della patente di guida. 
  1-quinquies. Si procede ai sensi del comma 1-bis anche nel caso  in
cui i medici di cui all'articolo 119,  comma  2,  anche  in  sede  di
accertamenti medico-legali diversi  da  quelli  di  cui  al  predetto
articolo, accertino la sussistenza,  in  soggetti  gia'  titolari  di
patente, di patologie incompatibili con  l'idoneita'  alla  guida  ai
sensi della normativa vigente. (102) 
  1-sexies. Puo' essere disposta la revisione della patente di  guida
nei confronti delle persone a cui siano  state  applicate  le  misure
amministrative di cui all'articolo  75  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 9 ottobre 1990,  n.  309.  Il  prefetto  dispone  la
revisione con il provvedimento di cui all'articolo 75, comma  4,  del
decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. 
  2. Nei confronti del titolare  di  patente  di  guida  che  non  si
sottoponga, nei termini prescritti, agli accertamenti di cui ai commi
da 1 a 1-quater e' sempre disposta la sospensione  della  patente  di
guida  fino  al  superamento  degli  accertamenti  stessi  con  esito
favorevole. La sospensione decorre dal giorno successivo allo scadere
del termine indicato nell'invito a sottoporsi ad accertamento ai fini
della revisione,  senza  necessita'  di  emissione  di  un  ulteriore
provvedimento da parte  degli  uffici  provinciali  o  del  prefetto.
Chiunque circola durante il periodo di sospensione della  patente  di
guida e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di  una
somma ((da € 168 a € 679)) e alla sanzione amministrativa  accessoria
della revoca della patente di  guida  di  cui  all'articolo  219.  Le
disposizioni del presente comma si applicano anche a chiunque circoli
dopo essere stato dichiarato temporaneamente inidoneo alla  guida,  a
seguito di un accertamento sanitario effettuato ai sensi  dei  citati
commi da 1 a 1-quater. (114) (124) (133) ((145)) 
  3. COMMA ABROGATO DALLA L. 29 LUGLIO 2010, N. 120. 
 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che la presente modifica  decorre  dal  1  ottobre
1995. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 129. 
                 Sospensione della patente di guida 
 
  1. La patente di guida e' sospesa,  per  la  durata  stabilita  nel
provvedimento di interdizione  alla  guida  adottato  quale  sanzione
amministrativa accessoria,  quando  il  titolare  sia  incorso  nella
violazione di una delle norme di comportamento indicate o  richiamate
nel titolo V, per il periodo di  tempo  da  ciascuna  di  tali  norme
indicato. 
  2. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 1993, N. 360. 
  2. La patente di guida e' sospesa a tempo indeterminato qualora, in
sede di accertamento sanitario per la conferma di validita' o per  la
revisione disposta ai sensi  dell'art.  128,  risulti  la  temporanea
perdita dei requisiti fisici e psichici di cui all'art. 119.  In  tal
caso la patente e' sospesa fintanto che l'interessato non produca  la
certificazione della Commissione medica locale attestante il recupero
dei prescritti requisiti psichici  e  fisici.  PERIODO  ABROGATO  DAL
D.P.R. 19 APRILE 1994, N. 575. (15) 
  3. Nei casi previsti dal precedente comma, la patente di  guida  e'
sospesa dai  competenti  uffici  del  Dipartimento  per  i  trasporti
terrestri. Nei restanti casi la  patente  di  guida  e'  sospesa  dal
prefetto  del  luogo  di  residenza   del   titolare   ((...)).   Dei
provvedimenti adottati, il prefetto da'  immediata  comunicazione  ai
competenti  uffici  competenti  del  Dipartimento  per  i   trasporti
terrestri per il tramite del collegamento informatico integrato  gia'
esistente tra i sistemi informativi del Dipartimento per i  trasporti
terrestri e della Direzione generale dell'amministrazione generale  e
per gli affari del personale del Ministero dell'interno. (15) ((102)) 
  4. Il provvedimento di sospensione della patente di cui al comma  2
e' atto definitivo. (56) 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che le modifiche ai  commi  2  e  3  del  presente
articolo decorrono dal 1 ottobre 1995. 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11 ha inoltre  disposto  (con  l'art.  2,
comma 3) che i provvedimenti di sospensione e di revoca della patente
di guida, conseguenti alla perdita dei requisiti fisici  e  psichici,
previsti dal  comma  2  del  presente  articolo,  sono  adottati  dal
prefetto anche successivamente  al  30  settembre  1995,  qualora  la
relativa certificazione sanitaria sia stata rilasciata  anteriormente
al 1 ottobre 1995. 
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AGGIORNAMENTO (56) 
  Il D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 214 ha disposto (con l'art. 7, comma 6)  che  le
disposizioni del comma 4 del presente articolo hanno  effetto  dal  1
settembre 2003. 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
                              Art. 130. 
                    Revoca della patente di guida 
 
  1. La patente di guida e' revocata dai competenti uffici competenti
del Dipartimento per i trasporti terrestri: 
    a)  quando  il  titolare  non  sia  in  possesso,  con  carattere
permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti; 
    b)  quando  il  titolare,  sottoposto  alla  revisione  ai  sensi
dell'art. 128, risulti non piu' idoneo; (28) (40) (47) (57) 
    c) quando  il  titolare  abbia  ottenuto  la  sostituzione  della
propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.(15) 
  2. Allorche' siano  cessati  i  motivi  che  hanno  determinato  il
provvedimento di revoca della patente di  guida,  l'interessato  puo'
direttamente conseguire, per esame  e  con  i  requisiti  psichici  e
fisici previsti per la conferma di validita', una patente di guida di
categoria non superiore a quella della patente  revocata,  senza  che
siano operanti i criteri di propedeuticita'  previsti  dall'art.  116
per il conseguimento delle patenti delle categorie  C,  D  ed  E.  Le
limitazioni di cui all'art. 117 si  applicano  con  riferimento  alla
data di rilascio della patente revocata. 
  ((2-bis. Il provvedimento di revoca della patente disposto ai sensi
del comma 1 nell'ipotesi in cui risulti  la  perdita,  con  carattere
permanente, dei requisiti  psichici  e  fisici  prescritti,  e'  atto
definitivo. Negli altri casi di revoca di cui al comma 1, e'  ammesso
ricorso  al  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti.   Il
provvedimento  del  Ministro  e'  comunicato  all'interessato  e   ai
competenti uffici del Dipartimento dei  trasporti  terrestri.  Se  il
ricorso e' accolto, la patente e' restituita all'interessato)).((56)) 
(15) 
 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che la modifica al comma 1 del  presente  articolo
decorre dal 1 ottobre 1995. 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11 ha inoltre  disposto  (con  l'art.  2,
comma 3) che i provvedimenti di sospensione e di revoca della patente
di guida, conseguenti alla perdita dei requisiti fisici  e  psichici,
previsti dal presente articolo,  sono  adottati  dal  prefetto  anche
successivamente  al  30   settembre   1995,   qualora   la   relativa
certificazione sanitaria sia  stata  rilasciata  anteriormente  al  1
ottobre 1995. 
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AGGIORNAMENTO (28) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 14-21 ottobre  1998,  n.  354
(in G.U. 1a s.s. 28/10/1998, n. 43), ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale "del combinato disposto degli artt. 120,  comma  1,  e
130, comma 1, lett. b), del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.
285 (Nuovo codice della strada), nella versione anteriore  al  d.P.R.
19 aprile 1994, n. 575, nella parte in cui prevede  la  revoca  della
patente nei confronti di coloro che "sono stati" sottoposti a  misure
di sicurezza personali". 
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AGGIORNAMENTO (40) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 9-18 ottobre 2000, n. 427 (in
G.U. 1a  s.s.  25/10/2000,  n.  44)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del combinato disposto degli articoli 120, comma  1  e
130, comma 1, lett. b), del presente decreto legislativo, nella parte
in cui prevede la revoca della patente  di  guida  nei  confronti  di
coloro che sono sottoposti alla misura di cui all'art. 2 della  legge
27 dicembre 1956, n. 1423. 
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AGGIORNAMENTO (47) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 5-17 luglio 2001, n. 251  (in
G.U. 1a  s.s.  25/7/2001  n.  29),  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 120, comma 1,  del  decreto  legislativo  30
aprile 1992,  n.  285  (Nuovo  codice  della  strada),  in  relazione
all'art. 130, comma 1, lettera b), del medesimo codice,  nella  parte
in cui prevede la revoca della patente nei confronti  di  coloro  che
sono stati sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla legge
27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituita dalla legge 3 agosto 1988,
n. 327, nonche' dalla legge  31  maggio  1965,  n.  575,  cosi'  come
successivamente modificata e integrata". 
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AGGIORNAMENTO (57) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 30 giugno-15 luglio 2003,  n.
239 (in G.U. 1a s.s. 23/7/2003, n. 29) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale dell'articolo 130, comma 1, lettera b), nella parte in
cui prevede la revoca  della  patente  nei  confronti  delle  persone
condannate  a  pena  detentiva  non  inferiore  a  tre  anni,  quando
l'utilizzazione del documento di guida possa agevolare la commissione
di reati della stessa natura. 
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AGGIORNAMENTO (56) 
  Il D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 214 ha disposto (con l'art. 7, comma 6)  che  le
disposizioni del comma 2-bis, primo periodo,  del  presente  articolo
hanno effetto dal 1° settembre 2003. 
                            Art. 130-bis 
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 29 LUGLIO 2010, N. 120)) 
                              Art. 131. 
                      Agenti diplomatici esteri 
 
  1. Le violazioni alle disposizioni del presente codice commesse  da
agenti diplomatici e consolari accreditati  in  Italia,  o  da  altre
persone che, con riguardo  a  tali  violazioni,  godano,  nei  limiti
previsti dalle norme internazionali, delle immunita'  spettanti  agli
agenti suddetti, sono segnalate dagli  uffici  o  comandi  dai  quali
dipendono coloro che le hanno accertate  al  Ministero  degli  affari
esteri, per le comunicazioni da effettuarsi per via diplomatica. 
  2. Per le autovetture e gli autoveicoli adibiti  ad  uso  promiscuo
appartenenti  agli  agenti  diplomatici,  agli  agenti  consolari  di
carriera e alle altre persone indicate nel comma 1, il Ministero  dei
trasporti, su richiesta del Ministero degli affari  esteri,  rilascia
ai  sensi  delle  vigenti  norme,  previe  visita  e  prova,   quando
prescritte, la carta di circolazione e provvede all'immatricolazione,
assegnando speciali  targhe  di  riconoscimento,  nei  tipi  e  nelle
caratteristiche determinate con decreto del Ministro  dei  trasporti,
di concerto con il Ministro degli affari esteri. 
  3. Le violazioni commesse alla guida di veicoli muniti delle targhe
speciali di cui al comma 1 da soggetti diversi da quelli indicati nel
comma 1 sono perseguite  nei  modi  ordinari  di  legge,  oltre  alla
segnalazione  per  via  diplomatica  nei   confronti   del   titolare
dell'autoveicolo. 
  4. La validita' delle speciali targhe  di  riconoscimento  e  delle
carte di circolazione rilasciate a norma del comma 2 scade al momento
in cui cessa lo status diplomatico  di  colui  al  quale  il  veicolo
appartiene. La relativa restituzione deve aver  luogo  non  oltre  il
termine di novanta giorni dalla scadenza. 
  5. Le disposizioni del presente articolo si applicano a  condizione
di reciprocita', salvo gli accordi  speciali  con  le  organizzazioni
internazionali. 
                              Art. 132. 
      Circolazione dei veicoli immatricolati negli Stati esteri 
 
  1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno
Stato estero e che abbiano gia' adempiuto alle formalita' doganali  o
a quelle di cui all'articolo 53, comma 2, del decreto-legge 30 agosto
1993, n. 331, se prescritte, sono ammessi a circolare in  Italia  per
la  durata  massima  di  un  anno,  in   base   al   certificato   di
immatricolazione dello Stato di origine. Scaduto  il  termine  di  un
anno, se il veicolo non e' immatricolato  in  Italia,  l'intestatario
chiede al competente ((ufficio della  motorizzazione  civile,  previa
consegna)) del documento di circolazione e delle  targhe  estere,  il
rilascio di un foglio  di  via  e  della  relativa  targa,  ai  sensi
dell'articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i transiti  di
confine. ((L'ufficio  della  motorizzazione  civile  provvede))  alla
restituzione delle  targhe  e  del  documento  di  circolazione  alle
competenti autorita' dello Stato che li ha rilasciati. 
  2. La disposizione di cui al comma 1 non si  applica  ai  cittadini
residenti nel comune di Campione d'Italia. 
  3.  Le  targhe  dei  veicoli  di  cui  al  comma  1  devono  essere
chiaramente leggibili e contenere il contrassegno di immatricolazione
composto da cifre arabe e da caratteri latini maiuscoli,  secondo  le
modalita' che verranno stabilite nel regolamento. 
  4. Il mancato rispetto della norma  di  cui  al  comma  1  comporta
l'interdizione all'accesso sul territorio nazionale. 
  5. Fuori dei casi indicati all'articolo 93, comma  1-ter,  chiunque
viola le disposizioni di cui al comma 1  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 712 a  euro  2.848.
L'organo  accertatore  trasmette  il  documento   ((di   circolazione
all'ufficio della motorizzazione civile competente)) per  territorio,
ordina l'immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo
trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico  passaggio.  Si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo  213.
Se entro il termine di  centottanta  giorni,  decorrenti  dalla  data
della violazione, il veicolo non e' immatricolato in Italia o non  e'
richiesto il rilascio di un  foglio  di  via  per  condurlo  oltre  i
transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della confisca
amministrativa ai sensi dell'articolo 213. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
                              Art. 133. 
          Sigla distintiva dello Stato di immatricolazione 
 
  1. Gli autoveicoli, motoveicoli e  rimorchi  immatricolati  in  uno
Stato estero,  quando  circolano  in  Italia,  devono  essere  muniti
posteriormente della sigla distintiva dello Stato di origine. 
  2.  La  sigla  deve  essere  conforme   alle   disposizioni   delle
convenzioni internazionali. 
  3. Sugli autoveicoli, motoveicoli  e  rimorchi  sia  nazionali  che
stranieri che circolano in Italia e' vietato l'uso di  sigla  diversa
da quella dello Stato di immatricolazione del veicolo. 
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €
345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 134 
Circolazione di autoveicoli e motoveicoli  appartenenti  a  cittadini
             italiani residenti all'estero o a stranieri 
 
  1.   Agli   autoveicoli,   motoveicoli   e    rimorchi    importati
temporaneamente o nuovi di fabbrica  acquistati  per  l'esportazione,
che abbiano gia' adempiuto alle formalita' doganali, se prescritte, e
appartengano a cittadini italiani residenti all'estero o a  stranieri
che sono di passaggio, sono  rilasciate  una  carta  di  circolazione
della durata massima di un  anno,  salvo  eventuale  proroga,  e  una
speciale targa di riconoscimento, come stabilito nel regolamento. 
  1-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1, gli  autoveicoli,
motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero o acquistati
in Italia ed appartenenti a cittadini italiani  residenti  all'estero
ed iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero  (A.I.R.E.)  e
gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati  in  uno  Stato
dell'Unione  europea  o  acquistati  in  Italia  ed  appartenenti   a
cittadini comunitari o persone giuridiche costituite in uno dei Paesi
dell'Unione europea che abbiano, comunque, un rapporto stabile con il
territorio italiano, sono  immatricolati,  a  richiesta,  secondo  le
norme  previste  dall'articolo  93,  a  condizione  che  al   momento
dell'immatricolazione l'intestatario  dichiari  un  domicilio  legale
presso una persona fisica  residente  in  Italia  o  presso  uno  dei
soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264. 
  2. Chiunque circola con la carta di circolazione di cui al comma  1
scaduta di validita' e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 83 a € 333)). Dalla violazione consegue
la sanzione amministrativa accessoria  della  confisca  del  veicolo,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.  La  sanzione
accessoria  non  si  applica  qualora  al  veicolo,   successivamente
all'accertamento, venga rilasciata la carta di circolazione, ai sensi
dell'articolo 93. (16) (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114)
(124) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (16) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 28 marzo-12 aprile  1996,  n.
110 (in G.U. 1a s.s. 17/4/1996, n. 16) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale del secondo comma del presente articolo nella parte in
cui prevede la sanzione amministrativa accessoria della confisca  del
veicolo  anche  quando  sia  disposta  la  proroga  della  carta   di
circolazione successivamente al sequestro del veicolo. 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 135 
(Circolazione  con  patenti  di  guida  rilasciate   da   Stati   non
appartenenti all'Unione europea o allo Spazio economico europeo). 
 
  1. Fermo restando quanto previsto in convenzioni internazionali,  i
titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato non appartenente
all'Unione europea o allo Spazio economico europeo  possono  condurre
sul territorio nazionale veicoli alla cui guida la patente  posseduta
li abilita, a condizione che non siano residenti in Italia  da  oltre
un anno e che, unitamente alla medesima patente, abbiano un  permesso
internazionale ovvero una traduzione  ufficiale  in  lingua  italiana
della  predetta  patente.  La  patente  di  guida  ed   il   permesso
internazionale devono essere in corso di validita'. 
  2. Il permesso internazionale e' emesso  dall'autorita'  competente
che ha rilasciato la patente ed e' conforme  a  quanto  stabilito  in
convenzioni internazionali cui l'Italia abbia aderito. 
  3. I conducenti muniti di  patente  rilasciata  da  uno  Stato  non
appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico  europeo  nel
quale, per la guida di determinati veicoli, e' prescritto il possesso
di un certificato di abilitazione professionale  o  di  altri  titoli
abilitativi, oltre che della patente rilasciata dallo  Stato  stesso,
devono  essere  muniti,  per  la  guida  dei  suddetti  veicoli,  dei
necessari titoli abilitativi di cui  sopra,  concessi  dall'autorita'
competente dello Stato ove e' stata rilasciata la patente. 
  4. I conducenti muniti di patente di guida rilasciata da uno  Stato
non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico  europeo,
sono tenuti all'osservanza di tutte le disposizioni  e  le  norme  di
comportamento stabilite nel presente codice; ai medesimi, fatto salvo
quanto previsto dai commi 5 e 6, si applicano  le  sanzioni  previste
per i titolari di patente italiana. 
  5. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Stato
non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico  europeo,
commette una violazione dalla quale, ai sensi  del  presente  codice,
derivi la sanzione amministrativa accessoria della sospensione  della
patente di guida, il  documento  e'  ritirato,  contestualmente  alla
violazione, dall'organo accertatore ed inviato, entro i cinque giorni
successivi, al prefetto del luogo della commessa violazione, che  nei
quindici giorni successivi emette un provvedimento di inibizione alla
guida sul territorio nazionale per un periodo pari alla durata  della
sospensione prevista per la violazione commessa. Il titolare richiede
la restituzione della patente trascorso il  predetto  termine.  Ferma
restando l'efficacia del provvedimento di inibizione alla  guida  nel
territorio  nazionale,  qualora,  anche  prima  della  scadenza   del
predetto termine, il titolare  della  patente  ritirata  dichiari  di
lasciare il territorio nazionale,  puo'  richiedere  la  restituzione
della patente stessa al prefetto. Il prefetto da'  comunicazione  del
provvedimento di inibizione alla guida, entro quindici  giorni  dalla
sua  adozione,  all'Autorita'  che   ha   emesso   la   patente.   Il
provvedimento di inibizione alla guida sul  territorio  nazionale  e'
notificato all'interessato nelle forme di cui all'articolo 201 ed  ha
efficacia dal momento della notifica  del  provvedimento  ovvero  dal
ritiro del documento, se questo  e'  stato  disposto  contestualmente
all'accertamento della violazione. In tale ultimo caso, il conducente
non residente in Italia e' invitato  ad  eleggere  un  domicilio  sul
territorio  nazionale,  ai   fini   della   notifica   del   predetto
provvedimento. 
  6. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Stato
non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico  europeo,
commette una violazione dalla quale, ai sensi  del  presente  codice,
derivi la  sanzione  amministrativa  accessoria  della  revoca  della
patente di guida, il  documento  e'  ritirato,  contestualmente  alla
violazione, dall'organo accertatore ed inviato, entro i cinque giorni
successivi, al prefetto del luogo della commessa violazione, che  nei
quindici giorni successivi emette un provvedimento di inibizione alla
guida sul territorio nazionale per un periodo di due anni, ovvero per
tre  anni  quando  e'  prevista  la  revoca  per   violazione   delle
disposizioni di cui agli articoli 186, 186-bis o 187. Si applicano le
procedure del comma 5. 
  7. Qualora un conducente circoli in  violazione  del  provvedimento
emesso ai sensi del comma 5, si procede ai sensi del comma 6. Qualora
il conducente circoli in violazione del provvedimento emesso ai sensi
del comma 6, si applicano le sanzioni dell'articolo 116, commi  15  e
17. 
  8. Il titolare di patente di guida  rilasciata  da  uno  Stato  non
appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico  europeo  che
circoli sul territorio nazionale  senza  il  permesso  internazionale
ovvero la traduzione ufficiale, di cui al comma 1, e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma ((da  €
409 a € 1.637)). (133) ((145)) 
  9. Chiunque viola le disposizioni del  comma  2  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da 80 euro a 318
euro)). ((145)) 
  10. Chiunque guida  munito  della  patente  di  guida  ma  non  del
certificato di  abilitazione  professionale  o  di  idoneita'  quando
prescritto, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma ((da € 409 a € 1.637)). (133) ((145)) 
  11. Ai titolari di patente di guida rilasciata  da  uno  Stato  non
appartenente alla Unione europea o allo Spazio economico europeo che,
trascorso  piu'  di  un  anno  dal  giorno  dell'acquisizione   della
residenza anagrafica in Italia, guidano con patente non piu' in corso
di validita' si applicano le  sanzioni  previste  dall'articolo  116,
commi 15 e 17. 
  12. Ai  titolari  di  patente  di  guida  in  corso  di  validita',
rilasciata da uno Stato non appartenente alla Unione europea  o  allo
Spazio economico europeo, che, trascorso piu' di un anno  dal  giorno
dell'acquisizione della residenza anagrafica in Italia,  guidano  con
l' abilitazione professionale eventualmente  richiesta  non  piu'  in
corso di validita', si applicano le sanzioni  previste  dall'articolo
116, commi 16 e 18. 
  13. Il titolare di patente di guida rilasciata  da  uno  Stato  non
appartenente alla Unione europea o allo Spazio economico europeo che,
avendo acquisito la residenza anagrafica in Italia da  non  oltre  un
anno, guida con patente,  scaduta  di  validita',  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'articolo 126, comma 11.
La medesima sanzione si applica al  titolare  di  patente  di  guida,
rilasciata da uno Stato non appartenente all'Unione europea  o  dello
Spazio economico europeo, non residente in Italia, che circola con il
predetto documento scaduto di  validita'.  La  patente  e'  ritirata,
contestualmente alla violazione, dall'organo accertatore ed  inviata,
entro i  cinque  giorni  successivi,  al  prefetto  del  luogo  della
commessa violazione che,  entro  i  quindici  giorni  successivi,  la
trasmette all'autorita' dello Stato che l'ha emessa. Le  disposizioni
precedenti si applicano anche nel  caso  di  guida  con  abilitazione
professionale, ove richiesta, scaduta di validita'. 
  14. Il titolare di patente di guida rilasciata  da  uno  Stato  non
appartenente alla Unione europea o allo Spazio economico europeo che,
trascorso  piu'  di  un  anno  dal  giorno  dell'acquisizione   della
residenza in Italia, guida con patente  in  corso  di  validita',  e'
soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui  all'articolo
126,  comma  11.  Il  documento  e'  ritirato,  contestualmente  alla
violazione, dall'organo accertatore ed inviato, entro i cinque giorni
successivi, al prefetto del  luogo  della  commessa  violazione  che,
entro i quindici giorni successivi, lo  trasmette  all'ufficio  della
motorizzazione civile  competente  in  ragione  della  residenza  del
titolare dei documenti predetti, ai fini della  conversione.  Qualora
la patente posseduta non sia convertibile, il prefetto  la  trasmette
all'autorita' dello Stato che l'ha rilasciata. 
                                                          (102) (114) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012, n. 303), prendendo
in considerazione gli importi delle sanzioni  cosi'  come  aggiornati
dal Decreto 22 dicembre 2010 (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305),  aveva
previsto (con l'art. 1, comma 1) che la sanzione da  €  80  a  €  318
dovesse intendersi sostituita dalla sanzione da € 84 a € 335 e che la
sanzione da €  159  a  €  639  dovesse  intendersi  sostituita  dalla
sanzione da € 168 a € 674. Tali modifiche devono intendersi  superate
da quelle disposte dal D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 a  decorrere  dal
19 gennaio 2013. 
  Lo stesso Decreto 19 dicembre 2012 (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)
aveva inoltre previsto (con l'art. 1,  comma  2)  che  le  suindicate
modifiche avrebbero avuto effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 136 
(( (Conversioni di patenti rilasciate da uno Stato  non  appartenente
       all'Unione europea o allo Spazio economico europeo). )) 
 
  ((1. Fermo restando quanto previsto da accordi  internazionali,  il
titolare di patente di guida in corso di validita', rilasciata da uno
Stato non appartenente all'Unione europea  o  allo  Spazio  economico
europeo, che abbia acquisito residenza  anagrafica  in  Italia,  puo'
richiedere, la conversione della  patente  posseduta  in  patente  di
guida  italiana  senza  sostenere  l'esame  di   idoneita'   di   cui
all'articolo 121, se consentito in specifiche  intese  bilaterali,  a
condizioni  di  reciprocita'.  La  patente  di  guida   italiana   e'
rilasciata previo controllo del possesso da parte del richiedente dei
requisiti fisici e psichici stabiliti dall'articolo 119.  La  patente
convertita e' ritirata e  restituita,  da  parte  dell'ufficio  della
motorizzazione che  ha  provveduto  alla  conversione,  all'autorita'
dello Stato che l'ha rilasciata, precisandone i motivi.  Le  medesime
disposizioni si applicano per le  abilitazioni  professionali,  senza
peraltro provvedere al ritiro dell'eventuale documento abilitativo  a
se' stante. 
  2. Qualora si proceda ai sensi del comma 1, sulla patente di  guida
italiana convertita e' annotata l'avvenuta conversione, sia  in  sede
di rilascio che in sede di rinnovo o di duplicazione, e, se del caso,
sulla  stessa  e'  disposto  provvedimento  di  revisione  ai   sensi
dell'articolo 128. 
  3. Non si procede alla conversione di patente di guida comunitaria,
derivante da patente rilasciata da Stati non appartenenti  all'Unione
europea o allo  Spazio  economico  europeo,  con  i  quali  lo  Stato
italiano non ha concluso intese bilaterali. 
  4. Nel caso in cui e' richiesta la conversione di patente di  guida
rilasciata da uno Stato non appartenente alla Unione europea  o  allo
Spazio economico europeo, derivante da precedente  patente  italiana,
e' rilasciata  una  patente  di  categoria  non  superiore  a  quella
originaria.)) 
                                                              ((102)) 
 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
                            Art. 136-bis 
(Disposizioni in materia  di  patenti  di  guida  e  di  abilitazioni
professionali rilasciate da Stati dell'Unione europea o dello  Spazio
                         economico europeo). 
 
  1. Le patenti di guida rilasciate dagli  Stati  membri  dell'Unione
europea  e  dello  Spazio  economico  europeo  sono  equiparate  alle
corrispondenti patenti di guida  italiane.  I  conducenti  muniti  di
patente di guida rilasciata  da  uno  Stato  appartenente  all'Unione
europea o allo Spazio economico europeo, sono  tenuti  all'osservanza
di tutte le disposizioni e le norme di  comportamento  stabilite  nel
presente codice; ai medesimi si applicano le sanzioni previste per  i
titolari di patente italiana. 
  2.  Il  titolare  di  patente  di  guida  in  corso  di  validita',
rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio  economico
europeo,  che  abbia  acquisito  residenza   in   Italia   ai   sensi
dell'articolo  118-bis,  puo'  richiedere  il  riconoscimento   della
medesima da  parte  dello  Stato  italiano.  Alle  patenti  di  guida
rilasciate da Stati dell'Unione  europea  o  dello  Spazio  economico
europeo  riconosciute  dall'autorita'   italiana,   si   applica   la
disciplina dell'articolo 126-bis. 
  3.  Il  titolare  di  patente  di  guida  in  corso  di  validita',
rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio  economico
europeo,  che  abbia  acquisito  residenza   in   Italia   ai   sensi
dell'articolo 118-bis, puo' richiedere la conversione  della  patente
posseduta  in  patente  di  guida  italiana,  valida  per  le  stesse
categorie  alle  quali  e'  abilitato,  senza  sostenere  l'esame  di
idoneita' di cui all'articolo  121.  L'ufficio  della  motorizzazione
provvede a tale fine a verificare  per  quale  categoria  la  patente
posseduta sia  effettivamente  in  corso  di  validita'.  La  patente
convertita e' ritirata e  restituita,  da  parte  dell'ufficio  della
motorizzazione che  ha  provveduto  alla  conversione,  all'autorita'
dello Stato che l'ha rilasciata, precisandone i motivi.  Le  medesime
disposizioni si applicano per le  abilitazioni  professionali,  senza
peraltro provvedere al ritiro dell'eventuale documento abilitativo  a
se' stante.  Il  titolare  di  patente  di  guida,  senza  limiti  di
validita' amministrativa, trascorsi due anni dall'acquisizione  della
residenza normale, deve  procedere  alla  conversione  della  patente
posseduta. 
  4. Nei confronti dei titolari di patente di guida rilasciata da uno
Stato dell'Unione europea  o  dello  Spazio  economico  europeo,  che
abbiano acquisito residenza in Italia ai sensi dell'articolo  118-bis
si applicano le disposizioni di cui all'articolo 128. A tale fine  e'
fatto obbligo al titolare  di  procedere  al  riconoscimento  o  alla
conversione  della  patente  posseduta  prima  di   sottoporsi   alla
revisione. 
  5. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano quando la
patente di guida  della  quale  si  chiede  il  riconoscimento  o  la
conversione e' sospesa o revocata dallo Stato che la ha rilasciata. 
  6.  Il  titolare  di  patente  di  guida  in  corso  di  validita',
rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio  economico
europeo,  che  abbia  acquisito  residenza   in   Italia   ai   sensi
dell'articolo  118-bis,   puo'   ottenere   da   un   ufficio   della
motorizzazione il rilascio di un duplicato della  patente  posseduta,
qualora questa  sia  stata  smarrita  o  sottratta.  L'ufficio  della
motorizzazione  procede  al  rilascio  del  duplicato  in  base  alle
informazioni in proprio  possesso  o,  se  del  caso,  in  base  alle
informazioni acquisite presso le autorita' competenti dello Stato che
ha rilasciato la patente originaria. 
  7. Il  titolare  di  patente  di  guida  rilasciata  da  uno  Stato
dell'Unione europea  o  dello  Spazio  economico  europeo  che  guidi
veicoli senza la prescritta abilitazione professionale,  e'  soggetto
alle sanzioni di cui all'articolo 116, commi 16 e 18. 
  8.  Il  titolare  di  patente  di  guida   o   altra   abilitazione
professionale, rilasciata da uno Stato dell'Unione  europea  o  dello
Spazio economico europeo, residente in Italia ai sensi  dell'articolo
118-bis, che circola con i predetti documenti scaduti  di  validita',
e'  soggetto  alla  sanzione   amministrativa   pecuniaria   di   cui
all'articolo 126, comma 11.  Alla  violazione  consegue  la  sanzione
amministrativa  accessoria  del  ritiro  del  documento  scaduto   di
validita', secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Le
medesime sanzioni  si  applicano  nell'ipotesi  di  violazione  delle
disposizioni del comma 3, ultimo periodo. 
  9.  Il  titolare  di  patente  di  guida   o   altra   abilitazione
professionale, rilasciata da uno Stato dell'Unione  europea  o  dello
Spazio  economico  europeo,  non  residente  in   Italia   ai   sensi
dell'articolo 118-bis, che circola con i predetti  documenti  scaduti
di validita', e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria  di
cui  all'articolo  126,  comma  11.  Si  applicano  le   disposizioni
((dell'articolo 135, comma 13, terzo periodo)). (102) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
                            Art. 136-ter 
((  (Provvedimenti  inerenti  il  diritto  a  guidare  adottati   nei
confronti di  titolari  di  patente  di  guida  rilasciata  da  Stati
      dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo). )) 
 
  ((1. Qualora il titolare di patente di  guida,  rilasciata  da  uno
Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo,  commetta
una violazione dalla quale, ai sensi del presente codice,  derivi  la
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di
guida, si applicano le disposizioni dell'articolo 135, comma 5. 
  2. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Stato
dell'Unione europea o dello Spazio economico  europeo,  commetta  una
violazione dalla quale, ai  sensi  del  presente  codice,  derivi  la
sanzione amministrativa accessoria  della  revoca  della  patente  di
guida, si applicano le disposizioni dell'articolo 135, comma 6. 
  3. Qualora un conducente circoli in  violazione  del  provvedimento
emanato ai sensi del comma 1,  si  procede  ai  sensi  del  comma  2.
Qualora il conducente circoli in violazione del provvedimento emanato
ai sensi del comma 2, si applicano  le  sanzioni  dell'articolo  116,
commi 15 e 17.)) 
((102)) 
 
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AGGIORNAMENTO (102) 
  Il D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 ha disposto (con l'art.  28,  comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad  eccezione  di  quelle  contenute
negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23,  nonche'  nell'allegato
III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B,  BE,  C,
CE, D, DE, KA e KB". 
                              Art. 137. 
Certificati internazionali per autoveicoli, motoveicoli,  rimorchi  e
                  permessi internazionali di guida 
 
  1. I certificati  internazionali  per  autoveicoli,  motoveicoli  e
rimorchi necessari per circolare negli  stati  nei  quali,  ai  sensi
delle convenzioni internazionali,  tali  documenti  siano  richiesti,
sono rilasciati dagli ((uffici  competenti  del  Dipartimento  per  i
trasporti   terrestri)),   previa   esibizione   dei   documenti   di
circolazione nazionali. 
  2.  I  competenti  ((uffici  competenti  del  Dipartimento  per   i
trasporti terrestri)) rilasciano i permessi internazionali di  guida,
previa esibizione della patente. (10) (15) 
 
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AGGIORNAMENTO (10) 
  Il D.P.R. 19 aprile 1994, n. 575 ha disposto (con l'art. 16,  comma
3) che "Le disposizioni contenute nell'art. 12  sono  rese  operative
decorsi centottanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente regolamento." 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 25 novembre 1995,  n.  501,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11, nel modificare l'art. 16, comma 1 del
D.P.R. 19 aprile 1994, n.  575,  ha  conseguentemente  disposto  (con
l'art. 2, comma 2) che la presente modifica  decorre  dal  1  ottobre
1995. 
                              Art. 138 
               Veicoli e conducenti delle Forze armate 
 
  1. Le Forze armate provvedono direttamente nei riguardi dei veicoli
di loro dotazione  agli  accertamenti  tecnici,  all'immatricolazione
militare, al rilascio dei documenti di circolazione e delle targhe di
riconoscimento. 
  2. I veicoli delle Forze armate, qualora eccedono i limiti  di  cui
agli articoli 61 e 62, devono  essere  muniti,  per  circolare  sulle
strade  non  militari,  di  una  autorizzazione  speciale  che  viene
rilasciata  dal  comando  militare  sentiti  gli   enti   competenti,
conformemente a quanto previsto dall'art. 10, comma 6.  All'eventuale
scorta provvede il predetto comando competente. 
  3.  Le  Forze  armate  provvedono  direttamente  nei  riguardi  del
personale in servizio: 
a) all'addestramento,  all'individuazione  e   all'accertamento   dei
   requisiti necessariper la  guida,  all'esame  di  idoneita'  e  al
   rilascio della patente militare di  guida,  che  abilita  soltanto
   alla guida dei veicoli comunque in dotazione delle Forze armate; 
b) al rilascio dei  certificati  di  abilitazione  alle  mansioni  di
   insegnante di teoria e di istruttore  di  scuola  guida,  relativi
   all'addestramento di cui alla lettera a). 
  4. Gli insegnanti, gli istruttori e i conducenti di cui al comma  3
non sono soggetti alle disposizioni del presente titolo. 
  5. Coloro che sono muniti di  patente  militare  possono  ottenere,
senza sostenere l'esame di idoneita', la patente di guida per veicoli
delle corrispondenti categorie, secondo la  tabella  di  equipollenza
stabilita dal Ministero dei trasporti, di concerto con  il  Ministero
della difesa, sempreche' la richiesta venga presentata per il tramite
dell'autorita' dalla quale dipendono durante il servizio o non  oltre
un anno dalla data del congedo o dalla cessazione dal servizio. 
  6. Il personale provvisto di abilitazione ad  istruttore  di  guida
militare puo' ottenere  la  conversione  in  analogo  certificato  di
abilitazione ad istruttore di guida civile senza esame e  secondo  le
modalita'  stabilite  dal  Ministero  dei  trasporti,   purche'   gli
interessati ne facciano  richiesta  entro  un  anno  dalla  data  del
congedo o dalla cessazione dal servizio. 
  7.  I  veicoli  alienati  dalle   Forze   armate   possono   essere
reimmatricolati con targa civile previo accertamento  dei  prescritti
requisiti. 
  8. Le caratteristiche delle targhe di riconoscimento dei veicoli  a
motore o da  essi  trainati  in  dotazione  alle  Forze  armate  sono
stabilite d'intesa tra il Ministero dal quale dipendono l'arma  o  il
corpo e il Ministero dei trasporti. 
  9. Le Forze armate provvedono direttamente al trasporto stradale di
materie radioattive e fissili speciali, mettendo  in  atto  tutte  le
prescrizioni tecniche e le misure di sicurezza previste  dalle  norme
vigenti in materia. 
  10. In ragione della pubblica utilita' del loro impiego in  servizi
di istituto, i mezzi di trasporto collettivo  militare,  appartenenti
alle categorie M2 e M3, sono assimilati ai mezzi adibiti al trasporto
pubblico. 
  11. Le disposizioni del presente articolo  si  applicano  anche  ai
veicoli e ai conducenti della  Polizia  di  Stato  della  Guardia  di
finanza, del Corpo di Polizia penitenziaria, del Corpo nazionale  dei
vigili del fuoco, dei Corpi  dei  vigili  del  fuoco  delle  province
autonome di ((Trento e di Bolzano, della regione Valle d'Aosta, della
Croce rossa)) italiana, del Corpo forestale dello  Stato,  dei  Corpi
forestali operanti nelle regioni a statuto speciale e nelle  province
autonome di Trento e di Bolzano e della Protezione civile  nazionale,
della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e  di
Bolzano. 
  12. Chiunque munito di patente militare, ovvero munito  di  patente
rilasciata ai sensi del comma 11, guida un veicolo immatricolato  con
targa civile e' soggetto alle sanzioni previste dall'art. 125,  comma
3. La patente di guida e' sospesa dall'autorita' che l'ha rilasciata,
secondo le procedure e la disciplina proprie dell'amministrazione  di
appartenenza. 
  12-bis. I  soggetti  muniti  di  patente  militare  o  di  servizio
rilasciata ai sensi dell'articolo 139 possono guidare  veicoli  delle
corrispondenti categorie immatricolati con  targa  civile  purche'  i
veicoli   stessi   siano    adibiti    ai    servizi    istituzionali
dell'amministrazione dello Stato. 
                              Art. 139. 
(( (Patente di servizio per il personale abilitato  allo  svolgimento
                 di compiti di polizia stradale). )) 
 
  ((1. Ai soggetti gia' in possesso di patente di guida  e  abilitati
allo svolgimento di compiti di polizia stradale indicati dai commi  1
e 3, lettera a), dell'articolo 12 e' rilasciata apposita  patente  di
servizio la cui validita' e' limitata alla guida di  veicoli  adibiti
all'espletamento di  compiti  istituzionali  dell'amministrazione  di
appartenenza. 
  2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,
di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabiliti i  requisiti
e le modalita' per il rilascio della patente di cui al comma 1.)) 

TITOLO V
NORME DI COMPORTAMENTO

                              Art. 140. 
              Principio informatore della circolazione 
 
  1. Gli utenti della  strada  devono  comportarsi  in  modo  da  non
costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed  in  modo  che
sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale. 
  2.  I  singoli  comportamenti,  oltre  quanto  gia'  previsto   nei
precedenti titoli, sono fissati dalle norme che seguono. 
                              Art. 141. 
                              Velocita' 
 
  1. E' obbligo del conducente regolare la velocita' del  veicolo  in
modo che, avuto riguardo  alle  caratteristiche,  allo  stato  ed  al
carico del veicolo stesso, alle  caratteristiche  e  alle  condizioni
della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di  qualsiasi
natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza  delle  persone  e
delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione. 
  2. Il conducente deve sempre conservare il  controllo  del  proprio
veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in
condizione  di  sicurezza,  specialmente  l'arresto  tempestivo   del
veicolo entro i limiti del suo  campo  di  visibilita'  e  dinanzi  a
qualsiasi ostacolo prevedibile. 
  3. In particolare, il conducente deve  regolare  la  velocita'  nei
tratti di strada a visibilita' limitata, nelle curve, in  prossimita'
delle intersezioni e delle scuole o di altri  luoghi  frequentati  da
fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti  discese,  nei
passaggi stretti o  ingombrati,  nelle  ore  notturne,  nei  casi  di
insufficiente visibilita' per condizioni  atmosferiche  o  per  altre
cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque  nei  tratti  di
strada fiancheggiati da edifici. 
  4.  Il  conducente  deve,  altresi',  ridurre   la   velocita'   e,
occorrendo, anche fermarsi quando riesce  malagevole  l'incrocio  con
altri veicoli, in prossimita' degli attraversamenti  pedonali  e,  in
ogni caso, quando i pedoni che si  trovino  sul  percorso  tardino  a
scansarsi o diano segni di incertezza e quando, al  suo  avvicinarsi,
gli animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento. 
  5. Il conducente non deve gareggiare in velocita'. 
  6. Il conducente non deve circolare a velocita' talmente ridotta da
costituire  intralcio  o  pericolo  per  il  normale   flusso   della
circolazione. 
  7. All'osservanza  delle  disposizioni  del  presente  articolo  e'
tenuto anche il conducente di animali da tiro, da soma e da sella. 
  8. Chiunque viola le disposizioni del  comma  3  e'  soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma  ((da  €  87  a  €
345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  9. Salvo quanto previsto dagli articoli  9-bis  e  9-ter,  chiunque
viola  la  disposizione  del  comma  5  e'  soggetto  alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma  ((da  €  173  a  €  695)).
PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 27 GIUGNO 2003,  N.  151,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 1 AGOSTO 2003, N. 214. PERIODO  SOPPRESSO  DAL
D.L. 27 GIUGNO 2003, N. 151, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L.  1
AGOSTO 2003, N. 214. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89)  (101)  (114)
(124) (133) ((145)) 
  10. Se si tratta di violazioni commesse dal conducente  di  cui  al
comma 7 la sanzione amministrativa e' del pagamento di una somma ((da
€ 26 a € 102)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)
(124)((145)) 
  11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente  articolo  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 42 a € 173)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)
(124)((145)) 
                                                                 (82) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (82) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160, ha disposto (con l'art.  6-bis,  comma  2)
che chiunque, dopo le ore 20 e prima delle ore  7,  viola  l'articolo
141 del decreto legislativo 30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive
modificazioni, e' punito con la sanzione amministrativa aggiuntiva di
euro 200, che vengono  destinati  al  Fondo  contro  l'incidentalita'
notturna. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 142 
                         Limiti di velocita' 
 
  1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela  della
vita umana la velocita' massima non puo' superare i 130 km/h  per  le
autostrade, i 110 km/h per le strade  extraurbane  principali,  i  90
km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane
locali, ed i 50 km/h  per  le  strade  nei  centri  abitati,  con  la
possibilita' di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per
le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e  funzionali  lo
consentano,  previa  installazione  degli  appositi  segnali.   Sulle
autostrade a tre corsie piu' corsia di emergenza per  ogni  senso  di
marcia,  dotate  di  apparecchiature  debitamente  omologate  per  il
calcolo della velocita' media di percorrenza su  tratti  determinati,
gli enti  proprietari  o  concessionari  possono  elevare  il  limite
massimo di velocita' fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche
progettuali ed effettive del tracciato,  previa  installazione  degli
appositi segnali, sempreche' lo consentano l'intensita' del traffico,
le condizioni atmosferiche prevalenti ed  i  dati  di  incidentalita'
dell'ultimo quinquennio. In caso di  precipitazioni  atmosferiche  di
qualsiasi natura, la velocita' massima non puo' superare i  110  km/h
per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali. 
  2. Entro i limiti massimi  suddetti,  gli  enti  proprietari  della
strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione,
limiti di velocita' minimi e limiti di velocita' massimi, diversi  da
quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti  di  strada
quando l'applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma
1 renda opportuna la determinazione di limiti  diversi,  seguendo  le
direttive che saranno impartite dal Ministro delle  infrastrutture  e
dei trasporti. Gli enti proprietari della strada hanno  l'obbligo  di
adeguare tempestivamente i limiti di velocita' al  venir  meno  delle
cause che hanno indotto a disporre limiti  particolari.  Il  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti puo' modificare i  provvedimenti
presi dagli enti proprietari della strada, quando siano contrari alle
proprie direttive e comunque contrastanti con i  criteri  di  cui  al
comma 1. Lo stesso Ministro  puo'  anche  disporre  l'imposizione  di
limiti, ove non vi abbia provveduto l'ente proprietario; in  caso  di
mancato adempimento, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
puo' procedere direttamente alla esecuzione delle  opere  necessarie,
con diritto di rivalsa nei confronti dell'ente proprietario. 
  3. Le  seguenti  categorie  di  veicoli  non  possono  superare  le
velocita' sottoindicate: 
    a) ciclomotori: 45 km/h; 
    b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per  il  trasporto  delle
merci pericolose rientranti nella  classe  1  figurante  in  allegato
all'accordo di  cui  all'articolo  168,  comma  1,  quando  viaggiano
carichi: 50 km/h  fuori  dei  centri  abitati;  30  km/h  nei  centri
abitati; 
    c) macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su
pneumatici o su altri sistemi equipollenti;  15  km/h  in  tutti  gli
altri casi; 
    d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati; 
    e) treni costituiti da un autoveicolo e da un  rimorchio  di  cui
alle lettere h), i) e l) dell'art. 54, comma 1:  70  km/h  fuori  dei
centri abitati; 80 km/h sulle autostrade; 
    f)  autobus  e  filobus  di  massa  complessiva  a  pieno  carico
superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri  abitati;  100  km/h  sulle
autostrade; 
    g) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi,  di
massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t:  80
km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade; 
    h) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi,  di
massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori  dei
centri abitati; 80 km/h sulle autostrade; 
    i) autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5  t
se adoperati per il trasporto di persone ai sensi dell'art. 82, comma
6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade; 
    l) mezzi d'opera quando viaggiano a pieno  carico:  40  km/h  nei
centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati. 
  4. Nella parte posteriore  dei  veicoli  di  cui  al  comma  3,  ad
eccezione di quelli di cui  alle  lettere  a)  e  b),  devono  essere
indicate le  velocita'  massime  consentite.  Qualora  si  tratti  di
complessi di veicoli,  l'indicazione  del  limite  va  riportata  sui
rimorchi ovvero sui  semirimorchi.  Sono  comunque  esclusi  da  tale
obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g),  h)
ed i) del comma 3, quando  siano  in  dotazione  alle  Forze  armate,
ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell'articolo 138, comma 11. 
  5. In tutti i casi nei  quali  sono  fissati  limiti  di  velocita'
restano fermi gli obblighi stabiliti dall'art. 141. 
  6. Per la determinazione dell'osservanza dei  limiti  di  velocita'
sono considerate fonti di  prova  le  risultanze  di  apparecchiature
debitamente omologate, anche per il calcolo della velocita' media  di
percorrenza su  tratti  determinati,  nonche'  le  registrazioni  del
cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come
precisato dal regolamento. 
  6-bis. Le postazioni  di  controllo  sulla  rete  stradale  per  il
rilevamento della velocita' devono essere preventivamente segnalate e
ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi  di
segnalazione  luminosi,  conformemente  alle  norme   stabilite   nel
regolamento di  esecuzione  del  presente  codice.  Le  modalita'  di
impiego sono stabilite con decreto del  Ministro  dei  trasporti,  di
concerto con il Ministro dell'interno. 
  7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocita', ovvero supera
i limiti massimi di velocita' di non oltre 10 km/h, e' soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma  ((da  €  42  a  €
173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti
massimi di velocita' e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma ((da € 173 a € 695)). (19) (29) (43) (52) (64)
(80) (82) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma  di  non  oltre  60  km/h  i
limiti massimi di velocita' e' soggetto alla sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma ((da € 544 a € 2.174)).  Dalla  violazione
consegue la  sanzione  amministrativa  accessoria  della  sospensione
della patente di guida da uno a tre  mesi.  (82)  (114)  (124)  (133)
((145)) 
  9-bis. Chiunque supera  di  oltre  60  km/h  i  limiti  massimi  di
velocita' e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento  di
una somma ((da € 847  a  €  3.389)).  Dalla  violazione  consegue  la
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di
guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui  al  capo  I,
sezione II, del titolo VI. (114) (124) (133) ((145)) 
  10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma  4  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 26 a €
102)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono  commesse
alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3,  lettere  b),  e),
f), g), h), i) e l) le sanzioni amministrative  pecuniarie  e  quelle
accessorie ivi previste  sono  raddoppiate.  L'eccesso  di  velocita'
oltre il limite al quale e' tarato il limitatore di velocita' di  cui
all'articolo 179 comporta,  nei  veicoli  obbligati  a  montare  tale
apparecchio, l'applicazione delle sanzioni amministrative  pecuniarie
previste dai commi 2-bis e 3 del medesimo articolo 179, per  il  caso
di  limitatore  non  funzionante  o  alterato.  E'  sempre   disposto
l'accompagnamento del mezzo presso  un'officina  autorizzata,  per  i
fini di cui al comma 6-bis del citato articolo 179. 
  12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso,  in  un
periodo di due anni, in una ulteriore  violazione  del  comma  9,  la
sanzione amministrativa accessoria e' della sospensione della patente
da otto a diciotto mesi, ai sensi delle  norme  di  cui  al  capo  I,
sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una patente di guida
sia incorso, in un periodo di due anni, in una  ulteriore  violazione
del comma 9-bis, la sanzione amministrativa accessoria e'  la  revoca
della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del
titolo VI. 
  12-bis. I proventi delle sanzioni derivanti dall'accertamento delle
violazioni dei limiti massimi di  velocita'  stabiliti  dal  presente
articolo,  attraverso  l'impiego  di  apparecchi  o  di  sistemi   di
rilevamento della  velocita'  ovvero  attraverso  l'utilizzazione  di
dispositivi  o  di  mezzi  tecnici  di  controllo  a  distanza  delle
violazioni ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002,
n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n.
168, e successive modificazioni, sono attribuiti, in misura  pari  al
50 per cento ciascuno, all'ente proprietario della strada su  cui  e'
stato  effettuato  l'accertamento  o  agli  enti  che  esercitano  le
relative  funzioni  ai  sensi  dell'articolo  39  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e all'ente da  cui
dipende l'organo accertatore, alle condizioni e nei limiti di cui  ai
commi  12-ter  e  12-quater.  Le  disposizioni  di  cui  al   periodo
precedente non si applicano alle strade in concessione. Gli  enti  di
cui al presente comma diversi dallo Stato  utilizzano  la  quota  dei
proventi ad essi destinati  nella  regione  nella  quale  sono  stati
effettuati gli accertamenti. (99) 
  12-ter. Gli  enti  di  cui  al  comma  12-bis  destinano  le  somme
derivanti dall'attribuzione delle quote dei proventi  delle  sanzioni
amministrative pecuniarie di cui al medesimo comma alla realizzazione
di  interventi  di  manutenzione   e   messa   in   sicurezza   delle
infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e
dei relativi impianti, nonche' al potenziamento  delle  attivita'  di
controllo  e  di  accertamento  delle  violazioni   in   materia   di
circolazione stradale, ivi comprese le spese relative  al  personale,
nel rispetto della normativa vigente relativa al  contenimento  delle
spese in materia  di  pubblico  impiego  e  al  patto  di  stabilita'
interno. (99) 
  12-quater. Ciascun ente locale  trasmette  in  via  informatica  al
Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  ed  al  Ministero
dell'interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione  in  cui
sono  indicati,  con  riferimento  all'anno  precedente,  l'ammontare
complessivo dei proventi di propria  spettanza  di  cui  al  comma  1
dell'articolo 208 e al  comma  12-bis  del  presente  articolo,  come
risultante  da  rendiconto  approvato  nel  medesimo  anno,   e   gli
interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione
degli oneri sostenuti per  ciascun  intervento.  La  percentuale  dei
proventi spettanti ai sensi del comma 12-bis e' ridotta  del  90  per
cento annuo nei confronti dell'ente che non trasmetta la relazione di
cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di  cui  al
primo periodo in  modo  difforme  da  quanto  previsto  dal  comma  4
dell'articolo 208 e dal  comma  12-ter  del  presente  articolo,  per
ciascun  anno  per  il  quale  sia  riscontrata  una  delle  predette
inadempienze. Le inadempienze di cui al periodo  precedente  rilevano
ai fini della responsabilita' disciplinare e  per  danno  erariale  e
devono essere  segnalate  tempestivamente  al  procuratore  regionale
della Corte dei conti. (99) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22 dicembre 2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  h  a
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (82) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160, ha disposto (con l'art.  6-bis,  comma  2)
che chiunque, dopo le ore 20 e prima delle ore  7,  viola  l'articolo
142, commi 8 e 9 del decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,  e
successive modificazioni, e' punito con  la  sanzione  amministrativa
aggiuntiva di  euro  200,  che  vengono  destinati  al  Fondo  contro
l'incidentalita' notturna. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 25,  comma  3)
che "Le disposizioni di cui  ai  commi  12-bis,  12-ter  e  12-quater
dell'articolo 142 del decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotti
dal presente articolo, si applicano a decorrere dal  primo  esercizio
finanziario successivo a quello in corso  alla  data  dell'emanazione
del decreto di cui al comma 2". 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 143. 
               Posizione dei veicoli sulla carreggiata 
 
  1. I veicoli devono circolare sulla parte destra della  carreggiata
e in prossimita' del margine destro della medesima, anche  quando  la
strada e' libera. 
  2. I veicoli sprovvisti di  motore  e  gli  animali  devono  essere
tenuti il piu' vicino possibile al margine destro della carreggiata. 
  3. La disposizione del comma 2 si applica anche agli altri  veicoli
quando si incrociano  ovvero  percorrono  una  curva  o  un  raccordo
convesso, a meno che circolino su strade a due carreggiate separate o
su una carreggiata ad almeno due corsie per ogni senso di marcia o su
una carreggiata a senso unico di circolazione. 
  4. Quando una strada e' divisa in due carreggiate separate, si deve
percorrere quella di destra; quando e' divisa in tre carreggiate sep-
arate, si deve percorrere quella di destra o quella  centrale,  salvo
diversa segnalazione. 
  5. Salvo diversa segnalazione, quando una carreggiata e'  a  due  o
piu' corsie per senso di marcia, si deve percorrere  la  corsia  piu'
libera a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate  al
sorpasso. 
  6. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 15 GENNAIO 2002, N. 9. 
  7. All'interno dei  centri  abitati,  salvo  diversa  segnalazione,
quando una carreggiata e' a due o piu' corsie per senso di marcia, si
deve percorrere la corsia libera piu' a destra; la corsia o le corsie
di sinistra  sono  riservate  al  sorpasso.  Tuttavia  i  conducenti,
qualunque sia l'intensita' del traffico, possono impegnare la  corsia
piu'  opportuna  in  relazione  alla  direzione  che  essi  intendono
prendere  alla  successiva  intersezione;  i  conducenti  stessi  non
possono peraltro cambiare corsia se non per predisporsi a svoltare  a
destra o a sinistra, o per fermarsi, in conformita' delle  norme  che
regolano queste manovre, ovvero per effettuare la manovra di sorpasso
che in tale ipotesi e' consentita anche a destra. 
  8. Nelle strade con binari tramviari  a  raso,  i  veicoli  possono
procedere sui binari stessi purche', compatibilmente con le  esigenze
della circolazione, non ostacolino o rallentino la marcia  dei  tram,
salva diversa segnalazione. 
  9. Nelle strade con doppi binari tramviari a raso, entrambi  su  di
un lato della carreggiata, i  veicoli  possono  marciare  a  sinistra
della zona interessata dai binari, purche' rimangano sempre entro  la
parte della carreggiata relativa al loro senso di circolazione. 
  10. Ove la fermata dei tram o dei filobus sia corredata da apposita
isola salvagente posta a destra dell'asse della  strada,  i  veicoli,
salvo diversa segnalazione  che  imponga  il  passaggio  su  un  lato
determinato,  possono  transitare  indifferentemente  a  destra  o  a
sinistra del salvagente,  purche'  rimangano  entro  la  parte  della
carreggiata relativa al loro senso  di  circolazione  e  purche'  non
comportino intralcio al movimento dei viaggiatori. 
  11.  Chiunque  circola  contromano  e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da € 167 a € 666)).  (19)
(29) (43) (52) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
  12. Chiunque circola contromano in corrispondenza delle curve,  dei
raccordi convessi o in  ogni  altro  caso  di  limitata  visibilita',
ovvero percorre la  carreggiata  contromano,  quando  la  strada  sia
divisa in  piu'  carreggiate  separate,  e'  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma ((da €  328  a  €  1.311)).
Dalla violazione prevista dal presente  comma  consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente  da  uno  a
tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. In casi  di
recidiva la sospensione e' da due a sei mesi.  (19)  (29)  (43)  (52)
(80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  13. Chiunque viola le altre disposizioni del presente  articolo  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da
€ 42 a € 173)). (19) (29)  (43)  (52)  (64)  (80)  (89)  (101)  (114)
(124)((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 144. 
             Circolazione dei veicoli per file parallele 
 
  1. La circolazione per file parallele e' ammessa nelle  carreggiate
ad almeno due corsie per ogni senso di marcia, quando la densita' del
traffico e'  tale  che  i  veicoli  occupano  tutta  la  parte  della
carreggiata riservata al loro senso di marcia e  si  muovono  ad  una
velocita' condizionata da quella dei veicoli che precedono, ovvero in
tutti i casi in cui  gli  agenti  del  traffico  la  autorizzano.  E'
ammessa,  altresi',  lungo  il  tronco  stradale  adducente   a   una
intersezione controllata da segnali luminosi o manuali; in tal  caso,
al segnale di via libera, essa deve  continuare  anche  nell'area  di
manovra dell'intersezione stessa. 
  2.  Nella  circolazione  per  file  parallele  e'   consentito   ai
conducenti  di  veicoli,  esclusi  i  veicoli  non  a  motore  ed   i
ciclomotori, di non mantenersi presso il margine  della  carreggiata,
pur rimanendo in ogni caso nella corsia prescelta. 
  3. Il passaggio da una corsia all'altra e'  consentito,  previa  la
necessaria segnalazione, soltanto  quando  si  debba  raggiungere  la
prima corsia di destra per svoltare a destra, o  l'ultima  corsia  di
sinistra per svoltare a sinistra, ovvero per effettuare una riduzione
di velocita' o una volontaria sospensione  della  marcia  al  margine
della carreggiata, quando cio' non sia vietato. I conducenti  che  si
trovano nella prima corsia di destra possono, inoltre,  spostarsi  da
detta corsia  quando  devono  superare  un  veicolo  senza  motore  o
comunque assai lento, sempre previa la necessaria segnalazione. 
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 42 a €
173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 145. 
                             Precedenza 
 
  1. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono  usare
la massima prudenza al fine di evitare incidenti. 
  2. Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero
laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi,  si  ha
l'obbligo di dare la precedenza  a  chi  proviene  da  destra,  salvo
diversa segnalazione. 
  3. Negli  attraversamenti  di  linee  ferroviarie  e  tramviarie  i
conducenti  hanno  l'obbligo  di  dare  la  precedenza   ai   veicoli
circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione. 
  4. I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli  nelle
intersezioni  nelle  quali   sia   cosi'   stabilito   dall'autorita'
competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota  con
apposito segnale. 
  ((4-bis. I conducenti degli altri veicoli hanno l'obbligo  di  dare
la precedenza  ai  velocipedi  che  transitano  sulle  strade  urbane
ciclabili o vi si immettono, anche da luogo non soggetto  a  pubblico
passaggio. 
  4-ter. Lungo le strade urbane  i  conducenti  degli  altri  veicoli
hanno l'obbligo di dare la precedenza  ai  velocipedi  che  circolano
sulle corsie ciclabili)). 
  5. I conducenti sono tenuti  a  fermarsi  in  corrispondenza  della
striscia di arresto, prima di immettersi nella  intersezione,  quando
sia cosi' stabilito dall'autorita' competente ai sensi dell'art. 37 e
la prescrizione sia resa nota con apposito segnale. 
  6. Negli sbocchi su  strada  da  luoghi  non  soggetti  a  pubblico
passaggio i conducenti  hanno  l'obbligo  di  arrestarsi  e  dare  la
precedenza a chi circola sulla strada. 
  7. E' vietato impegnare una intersezione o  un  attraversamento  di
linee ferroviarie  o  tramviarie  quando  il  conducente  non  ha  la
possibilita' di proseguire e  sgombrare  in  breve  tempo  l'area  di
manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti  da
altre direzioni. 
  8. Negli sbocchi su strada  di  sentieri,  tratturi,  mulattiere  e
piste ciclabili e' fatto obbligo al conducente di arrestarsi  e  dare
la precedenza a chi circola sulla strada. L'obbligo sussiste anche se
le caratteristiche di dette vie  variano  nell'immediata  prossimita'
dello sbocco sulla strada. 
  9. I conducenti di veicoli su rotaia devono  rispettare  i  segnali
negativi della precedenza. 
  10. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente  articolo  e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €
167 a € 666. (19) (29) (43) (52) (80) (89) (101)  (114)  (124)  (133)
(145) 
  11. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in  un  periodo  di  due
anni, in una delle violazioni di cui  al  comma  10  per  almeno  due
volte, all'ultima  infrazione  consegue  la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione della patente da  uno  a  tre  mesi,  ai
sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 146. 
                Violazione della segnaletica stradale 
 
  1. L'utente della strada e' tenuto  ad  osservare  i  comportamenti
imposti dalla segnaletica stradale e  dagli  agenti  del  traffico  a
norma  degli  articoli  da  38  a  43  e  delle  relative  norme  del
regolamento. 
  2. Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla  segnaletica
stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero  dagli  agenti
del traffico, e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento
di una somma ((da € 42 a € 173)). Sono  fatte  salve  le  particolari
sanzioni previste dagli articoli 6 e  7  nonche'  dall'articolo  191,
comma 4. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  3. Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che
le segnalazioni del semaforo o dell'agente del  traffico  vietino  la
marcia stessa, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma ((da € 167 a € 666)). (19) (29) (35) (43) (52) (80) (89)
(101) (114) (124) (133) ((145)) 
  3-bis. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di  due
anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte,
all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa  accessoria
della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del  capo
I, sezione II, del titolo VI. 
 
----------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (35) 
  La L. 16 dicembre 1999, n. 494 ha disposto (con l'art. 11, comma 1)
che: 
    - fino al 30 giugno 2001, nel centro abitato del comune di  Roma,
le sanzioni amministrative per le infrazioni previste dal comma 3 del
presente articolo, commesse dai conducenti degli autoveicoli pubblici
e privati di cui all'articolo 47, comma 2, lettera b), categorie M2 e
M3, del presente D.Lgs., sono elevate del 500 per  cento  rispetto  a
quelle vigenti; 
    - nelle ipotesi previste dal comma 3 del presente articolo, ferme
le sanzioni amministrative sopra indicate e sempre limitatamente alle
infrazioni commesse  dai  conducenti  degli  autoveicoli  pubblici  e
privati di cui al citato articolo 47, comma 2, lettera b),  categorie
M2 e M3, del presente D.Lgs., si applica la sanzione accessoria della
sospensione della patente di cui agli articoli 129 e 218 del medesimo
decreto legislativo secondo le procedure dallo stesso  previste,  per
un periodo da quindici giorni a due mesi. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
----------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 147. 
                 Comportamento ai passaggi a livello 
 
  1. Gli utenti della  strada,  approssimandosi  ad  un  passaggio  a
livello,  devono  usare  la  massima  prudenza  al  fine  di  evitare
incidenti e devono osservare le segnalazioni indicate nell'art. 44. 
  2. Prima di impegnare un  passaggio  a  livello  senza  barriere  o
semibarriere,  gli  utenti  della  strada  devono   assicurarsi,   in
prossimita'  delle  segnalazioni  previste  nel  regolamento  di  cui
all'art. 44, comma 3, che  nessun  treno  sia  in  vista  e  in  caso
affermativo attraversare rapidamente  i  binari;  in  caso  contrario
devono fermarsi senza impegnarli. 
  3. Gli utenti della strada non devono attraversare un  passaggio  a
livello quando: 
    a)  siano  chiuse  o  stiano  per  chiudersi  le  barriere  o  le
semibarriere; 
    b) siano in movimento di apertura le semibarriere; 
    c) siano in funzione i dispositivi  di  segnalazione  luminosa  o
acustica previsti dall'art. 44, comma 2,e dal regolamento, di cui  al
comma 3 dello stesso articolo; 
    d) siano  in  funzione  i  mezzi  sostitutivi  delle  barriere  o
semibarriere previsti dal medesimo articolo. 
  4. Gli utenti  della  strada  devono  sollecitamente  sgombrare  il
passaggio a livello. In  caso  di  arresto  forzato  del  veicolo  il
conducente deve cercare di portarlo fuori dei binari o,  in  caso  di
materiale impossibilita', deve fare tutto quanto gli e' possibile per
evitare ogni pericolo per le persone, nonche'  fare  in  modo  che  i
conducenti dei veicoli  su  rotaia  siano  avvisati  in  tempo  utile
dell'esistenza del pericolo. 
  5. Chiunque viola la disposizione del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 87 a €
345)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  6. Quando lo stesso soggetto sia incorso,  in  un  periodo  di  due
anni, in una violazione di cui al  comma  5  per  almeno  due  volte,
all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa  accessoria
dellla sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai sensi
del capo I, sezione II, del titolo VI. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che la  presente  modifica  avra'  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 148. 
                              Sorpasso 
 
  1. Il sorpasso e' la manovra mediante la quale un veicolo supera un
altro veicolo un animale o un  pedone  in  movimento  o  fermi  sulla
corsia o sulla parte della  carreggiata  destinata  normalmente  alla
circolazione. 
  2.  Il  conducente  che  intende  sorpassare  deve  preventivamente
accertarsi: 
    a) che la visibilita' sia tale da consentire la manovra e che  la
stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio; 
    b) che il conducente che lo precede nella stessa corsia non abbia
segnalato di voler compiere analoga manovra; 
    c) che nessun conducente che segue  sulla  stessa  carreggiata  o
semicarreggiata, ovvero  sulla  corsia  immediatamente  alla  propria
sinistra, qualora la carreggiata o semicarreggiata siano suddivise in
corsie, abbia iniziato il sorpasso; 
    d) che la strada sia libera per uno spazio tale da consentire  la
completa esecuzione del sorpasso, tenuto anche conto della differenza
tra la propria velocita' e quella dell'utente da sorpassare,  nonche'
della presenza di utenti che sopraggiungono dalla direzione contraria
o che precedono l'utente da sorpassare. 
  3. Il conducente che sorpassa  un  veicolo  o  altro  utente  della
strada che lo precede sulla stessa corsia, dopo aver fatto l'apposita
segnalazione, deve portarsi sulla sinistra  dello  stesso,  superarlo
rapidamente tenendosi da questo ad una adeguata distanza  laterale  e
riportarsi  a  destra  appena  possibile,  senza  creare  pericolo  o
intralcio. Se la carreggiata o semicarreggiata sono suddivise in piu'
corsie,   il   sorpasso   deve   essere   effettuato   sulla   corsia
immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende superare. 
  4. L'utente che viene sorpassato deve agevolare la  manovra  e  non
accelerare. Nelle strade ad una corsia per senso di marcia, lo stesso
utente deve tenersi il piu' vicino possibile al margine destro  della
carreggiata. 
  5. Quando la larghezza, il profilo o lo  stato  della  carreggiata,
tenuto  anche  conto  della  densita'  della  circolazione  in  senso
contrario, non consentono di sorpassare facilmente e  senza  pericolo
un veicolo lento, ingombrante o obbligato a rispettare un  limite  di
velocita', il conducente di quest'ultimo veicolo deve  rallentare  e,
se necessario,  mettersi  da  parte  appena  possibile,  per  lasciar
passare i veicoli che seguono. Nei centri  abitati  non  sono  tenuti
all'osservanza di quest'ultima disposizione i conducenti  di  veicoli
in servizio pubblico di linea per trasporto di persone. 
  6. Sulle carreggiate ad almeno due corsie per ogni senso di  marcia
il conducente che, dopo aver eseguito  un  sorpasso,  sia  indotto  a
sorpassare un altro veicolo o animale,  puo'  rimanere  sulla  corsia
impegnata per il primo sorpasso a condizione che la manovra  non  sia
di intralcio ai veicoli piu' rapidi che sopraggiungono da tergo. 
  7. Il sorpasso deve essere effettuato a destra quando il conducente
del veicolo che si  vuole  sorpassare  abbia  segnalato  che  intende
svoltare a sinistra ovvero, in una carreggiata  a  senso  unico,  che
intende arrestarsi a sinistra, e abbia iniziato dette manovre. 
  8. Il sorpasso dei tram, qualora gli stessi non circolino  in  sede
stradale riservata, deve effettuarsi a  destra  quando  la  larghezza
della carreggiata a destra del binario lo consenta; se si  tratta  di
carreggiata a  senso  unico  di  circolazione  il  sorpasso  si  puo'
effettuare su ambo i lati. 
  9. Qualora  il  tram  o  il  filobus  siano  fermi  in  mezzo  alla
carreggiata per la salita e la discesa dei viaggiatori e  non  esista
un salvagente, il sorpasso a destra e' vietato. 
  9. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 SETTEMBRE 1993, N. 360. 
  ((9-bis. Lungo le strade  urbane  ciclabili  il  conducente  di  un
autoveicolo che effettui il sorpasso di un velocipede  e'  tenuto  ad
usare particolari cautele al fine di assicurare una maggiore distanza
laterale di sicurezza in considerazione  della  minore  stabilita'  e
della  probabilita'  di  ondeggiamenti  e  deviazioni  da  parte  del
velocipede stesso. Prima di effettuare il sorpasso di un  velocipede,
il conducente dell'autoveicolo valuta  l'esistenza  delle  condizioni
predette per compiere la manovra in completa sicurezza per entrambi i
veicoli, riducendo  particolarmente  la  velocita',  ove  necessario,
affinche'  la  manovra  di  sorpasso  sia  compiuta  a   ridottissima
velocita' qualora le circostanze lo  richiedano.  Chiunque  viola  le
disposizioni  del  presente   comma   e'   soggetto   alle   sanzioni
amministrative di cui al comma 16, primo periodo)). 
  10. E' vietato il sorpasso in prossimita' o in corrispondenza delle
curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilita'; in tali
casi il sorpasso e'  consentito  solo  quando  la  strada  e'  a  due
carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con  almeno  due
corsie con lo stesso senso di marcia  e  vi  sia  tracciata  apposita
segnaletica orizzontale. 
  11. E' vietato il sorpasso di un veicolo che ne stia sorpassando un
altro, nonche' il superamento di veicoli fermi o in  lento  movimento
ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause  di  congestione
della circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi  nella
parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia. 
  12. E' vietato il sorpasso in prossimita' o in corrispondenza delle
intersezioni. Esso e', pero', consentito: 
    a) quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare abbia
segnalato che intende svoltare a  sinistra  e  abbia  iniziato  detta
manovra; 
    b)  quando  avvenga  su  strada  a  precedenza,  purche'  a   due
carreggiate separate o a senso unico o ad almeno due  corsie  con  lo
stesso senso di marcia e le  corsie  siano  delimitate  dall'apposita
segnaletica orizzontale; 
    c) quando il veicolo che si sorpassa e' a due ruote non a motore,
sempre che non sia necessario spostarsi sulla parte della carreggiata
destinata al senso opposto di marcia; 
    d) quando la circolazione sia regolata da semafori  o  da  agenti
del traffico. 
  13. E' vietato il sorpasso in prossimita' o in  corrispondenza  dei
passaggi a livello senza barriere, salvo che la circolazione stradale
sia regolata da semafori, nonche' il sorpasso di un  veicolo  che  si
sia  arrestato  o  abbia   rallentato   in   corrispondenza   di   un
attraversamento pedonale per consentire ai pedoni di attraversare  la
carreggiata. 
  14. E' vietato il sorpasso ai conducenti  di  veicoli  di  massa  a
pieno carico superiore a 3,5 t, oltre  che  nei  casi  sopraprevisti,
anche nelle strade o tratti di essa in cui  il  divieto  sia  imposto
dall'apposito segnale. 
  15. Chiunque sorpassa a destra, eccetto i  casi  in  cui  cio'  sia
consentito, ovvero compia un sorpasso senza osservare le disposizioni
dei commi 2, 3 e 8  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da € 83 a € 333. Alla stessa sanzione soggiace
chi viola le disposizioni 4, 5 e 7. Quando  lo  stesso  soggetto  sia
incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al
comma 3 per almeno  due  volte,  all'ultima  infrazione  consegue  la
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da
uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo  VI.  (6)
(19) (29) (43) (52) (64) (89) (101) (114) (124) (145) 
  16. Chiunque non osservi i divieti di sorpasso posti dai  commi  9,
10, 11,  12  e  13  e'  soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da € 167 a € 666. Quando  non  si  osservi  il
divieto di sorpasso di cui al comma 14, la sanzione amministrativa e'
del pagamento di una somma da € 328 a € 1.311.  Dalle  violazioni  di
cui al presente comma consegue la sanzione amministrativa  accessoria
della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai  sensi
delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo  VI.  Quando  si
tratti del divieto di cui al comma 14, la sospensione  della  patente
e' da due a sei mesi. Se le violazioni sono commesse da un conducente
in  possesso  delta  patente  di  guida  da  meno  di  tre  anni,  la
sospensione della stessa e' da tre a sei mesi. (19)  (29)  (43)  (52)
(64) (89) (101) (114) (124) (133) (145) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 ha  disposto  (con  l'art.  74,
comma 1, lettera f)) che al comma 15 del presente articolo le  parole
"di cui ai commi 4 e 5" sono sostituite dalle seguenti: "4, 5 e 7". 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22 dicembre 2010 (in G.U. 31/12/2010 n. 305) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19 dicembre 2012 (in G.U. 31/12/2012 n. 303) ha disposto
(con l'art. 1, comma 2) che le presenti modifiche avranno  effetto  a
decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2014,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 149. 
                  Distanza di sicurezza tra veicoli 
 
  1. Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto  al  veicolo
che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni
caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni  con  i  veicoli
che precedono. 
  2. Fuori dei centri abitati, quando sia  stabilito  un  divieto  di
sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli  deve
essere  mantenuta  una  distanza  non  inferiore  a  100  m.   Questa
disposizione non si osserva nei tratti  di  strada  con  due  o  piu'
corsie per senso di marcia. 
  3. Quando siano in azione macchine  sgombraneve  o  spargitrici,  i
veicoli devono procedere con  la  massima  cautela.  La  distanza  di
sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore
a 20 m. I veicoli che procedono in  senso  opposto  sono  tenuti,  se
necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro. 
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 42 a €
173)). (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  5. Quando dall'inosservanza delle disposizioni di cui  al  presente
articolo deriva una collisione con grave danno ai veicoli e  tale  da
determinare l'applicazione della revisione di cui all'art. 80,  comma
7, la sanzione amministrativa e' del pagamento di una somma ((da € 87
a € 345)). Ove il medesimo soggetto, in un periodo di due  anni,  sia
incorso per almeno due volte  in  una  delle  violazioni  di  cui  al
presente  comma,   all'ultima   violazione   consegue   la   sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente  da  uno  a
tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.  (19)  (29)
(43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) ((145)) 
  6. Se dalla collisione derivano  lesioni  gravi  alle  persone,  il
conducente e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento  di
una somma ((da € 431 a € 1.734)), salva l'applicazione delle sanzioni
penali per i delitti di lesioni colpose o  di  omicidio  colposo.  Si
applicano le disposizioni del capo II, sezione I e II, del titolo VI.
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (133) ((145)) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 150. 
Incrocio tra veicoli nei passaggi ingrombati o su strade di montagna 
 
  1. Quando l'incrocio non sia possibile a causa di  lavori,  veicoli
fermi o altri ostacoli, il conducente, il  cui  senso  di  marcia  e'
ostacolato  e  non  puo'  tenersi  vicino  al  margine  destro  della
carreggiata, deve  arrestarsi  per  lasciar  passare  i  veicoli  che
provengono in senso inverso. 
  2. Sulle strade  di  montagna  o  comunque  a  forte  pendenza,  se
l'incrocio  con  altri  veicoli  e'  malagevole  o  impossibile,   il
conducente che procede in discesa deve arrestarsi e accostarsi quanto
piu' possibile al margine destro della carreggiata o spostarsi  sulla
piazzola, ove esista. Tuttavia,  se  il  conducente  che  procede  in
salita dispone di una piazzola deve arrestarsi  su  di  essa,  se  la
strada e' tanto stretta da rendere altrimenti necessaria  la  manovra
di retromarcia. 
  ((2-bis. Lungo le strade urbane a senso unico, in cui e' consentita
la circolazione a doppio senso ciclabile di cui all'articolo 7, comma
1,  lettera  i-bis),  qualora  risulti  non  agevole  l'incrocio,   i
conducenti  degli  altri  veicoli  devono  dare  la   precedenza   ai
velocipedi che circolano sulla  corsia  ciclabile  per  doppio  senso
ciclabile)). 
  3.  Quando  la  manovra  di  retromarcia  si  rende  necessaria,  i
complessi di veicoli hanno la precedenza rispetto agli altri veicoli;
i veicoli di massa complessiva a  pieno  carico  superiore  a  3,5  t
rispetto a quelli di massa complessiva a pieno carico fino a  3,5  t;
gli  autobus  rispetto  agli  autocarri.  Se  si  tratta  di  veicoli
appartenenti entrambi alla medesima categoria tra quelle suddette, la
retromarcia deve essere eseguita dal conducente del veicolo che  pro-
cede in discesa, a meno che non sia manifestamente piu'  agevole  per
il conducente del veicolo che procede in salita,  in  particolare  se
quest'ultimo si trovi in prossimita' di una piazzola. 
  4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 42  a  €
173. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (145) 
  5. Alla violazione delle  disposizioni  del  presente  articolo  si
applica l'art. 149, commi 5 e 6. 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 151. 
Definizioni relative alle segnalazioni visive e all'illuminazione dei
                   veicoli a motore e dei rimorchi 
 
  1. Ai fini del presente titolo si intende per: 
    a)  proiettore  di  profondita':  il  dispositivo  che  serve  ad
illuminare in profondita' la strada antistante il veicolo; 
    b)  proiettore  anabbagliante:  il  dispositivo  che   serve   ad
illuminare la strada antistante il veicolo senza abbagliare; 
    c) proiettore fendinebbia anteriore: il dispositivo che  serve  a
migliorare l'illuminazione della strada in caso di nebbia, caduta  di
neve, pioggia o nubi di polvere; 
    d)  proiettore  di  retromarcia:  il  dispositivo  che  serve  ad
illuminare la strada retrostante al veicolo e ad avvertire gli  altri
utenti della strada che il veicolo effettua o sta per  effettuare  la
retromarcia; 
    e) indicatore luminoso di  direzione  a  luci  intermittenti:  il
dispositivo che serve a segnalare agli altri utenti della strada  che
il  conducente  intende  cambiare  direzione  verso  destra  o  verso
sinistra; 
    f) segnalazione luminosa di pericolo: il funzionamento simultaneo
di tutti gli indicatori luminosi di direzione; 
    g)  dispositivo  d'illuminazione  della  targa   posteriore:   il
dispositivo che serve ad illuminare la targa posteriore; 
  ((h)  luci  di  posizione  anteriore,  posteriore  e  laterale:   i
dispositivi che servono a segnalare contemporaneamente la presenza  e
la larghezza del veicolo viste dalla parte  anteriore,  posteriore  e
laterale;)) 
    i) luce posteriore per nebbia: il dispositivo  singolo  o  doppio
che serve a rendere piu' visibile il veicolo dalla  parte  posteriore
in caso di forte nebbia, di pioggia intensa o di  fitta  nevicata  in
atto; 
    l) luce di  sosta:  il  dispositivo  che  serve  a  segnalare  la
presenza di un veicolo in sosta in un centro  abitato.  In  tal  caso
sostituisce le luci di posizione; 
    m) luce d'ingombro: il dispositivo destinato a completare le luci
di posizione del veicolo, per segnalare le particolari dimensioni del
suo ingombro; 
    n) luce di arresto: il dispositivo che  serve  ad  indicare  agli
altri utenti che il conducente aziona il freno di servizio; 
    o) catadiottro:  il  dispositivo  a  luce  riflessa  destinato  a
segnalare la presenza del veicolo; 
  ((p) pannello retroriflettente e  fluorescente:  il  dispositivo  a
luce retro-riflessa e fluorescente destinato a segnalare  particolari
categorie di veicoli; 
    p-bis) strisce retroriflettenti: il dispositivo a  luce  riflessa
destinato a segnalare particolari categorie di veicoli; 
    p-ter) luci  di  marcia  diurna:  il  dispositivo  rivolto  verso
l'avanti destinato a rendere  piu'  facilmente  visibile  un  veicolo
durante la circolazione diurna; 
    p-quater) luci d'angolo: le luci usate per fornire  illuminazione
supplementare a quella parte  della  strada  situata  in  prossimita'
dell'angolo anteriore del veicolo dal lato presso il quale esso e' in
procinto di curvare; 
    p-quinquies) proiettore di svolta: una funzione di  illuminazione
destinata a fornire una migliore illuminazione  in  curva,  che  puo'
essere espletata per  mezzo  di  dispositivi  aggiuntivi  o  mediante
modificazione   della   distribuzione   luminosa    del    proiettore
anabbagliante; 
    p-sexies)  segnalazione  visiva  a  luce  lampeggiante  blu:   il
dispositivo  supplementare  installato  sui   motoveicoli   e   sugli
autoveicoli di cui all'articolo 177; 
    p-septies) segnalazione  visiva  a  luce  lampeggiante  gialla  o
arancione:  il  dispositivo  supplementare  installato  sui   veicoli
eccezionali o per trasporti  in  condizioni  di  eccezionalita',  sui
mezzi d'opera, sui veicoli adibiti alla rimozione o al soccorso,  sui
veicoli utilizzati per la raccolta di rifiuti solidi urbani,  per  la
pulizia della strada e la manutenzione della strada,  sulle  macchine
agricole ovvero operatrici, sui  veicoli  impiegati  in  servizio  di
scorta tecnica.)) 
                              Art. 152 
         (Segnalazione visiva e illuminazione dei veicoli). 
 
  1. I veicoli a motore durante la marcia fuori dei centri abitati ed
i ciclomotori, motocicli,  tricicli  e  quadricicli,  quali  definiti
rispettivamente dall'articolo 1, paragrafo 2, lettere a), b) e c),  e
paragrafo 3, lettera b), della direttiva  2002/24/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, anche durante  la  marcia
nei centri abitati, hanno l'obbligo di usare le luci di posizione,  i
proiettori anabbaglianti e, se prescritte, le luci della targa  e  le
luci d'ingombro. Fuori dei casi indicati dall'articolo 153, comma  1,
in luogo dei dispositivi di cui al periodo precedente possono  essere
utilizzate, se il veicolo ne e' dotato, le  luci  di  marcia  diurna.
Fanno eccezione all'obbligo di uso dei predetti dispositivi i veicoli
di interesse storico e collezionistico. 
  2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e' soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 42 a €
173)). (101) (114) (124) ((145)) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22  dicembre  2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma  2)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma  1)  che  la  presente  modifica  avra'
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
                              Art. 153 
Uso dei dispositivi di segnalazione visiva  e  di  illuminazione  dei
                   veicoli a motore e dei rimorchi 
 
  1. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima  del  suo
sorgere ed anche di giorno nelle gallerie,  in  caso  di  nebbia,  di
caduta di neve, di forte pioggia e  in  ogni  altro  caso  di  scarsa
visibilita', durante la marcia dei veicoli a  motore  e  dei  veicoli
trainati, si devono tenere accese le luci di posizione, le luci della
targa e, se prescritte, le luci di ingombro. In aggiunta a tali luci,
sui veicoli a motore, si devono  tenere  accesi  anche  i  proiettori
anabbaglianti. Salvo quanto previsto dal  comma  3  i  proiettori  di
profondita' possono essere utilizzati fuori dei centri abitati quando
l'illuminazione esterna manchi o sia insufficiente. Peraltro, durante
le brevi interruzioni della marcia connesse  con  le  esigenze  della
circolazione