CORONAVIRUS, IL NUOVO MODULO FAC-SIMILE DI AUTOCERTIFICAZIONE EDITABILE AGGIORNATO AL 08/05/2020 E LE SANZIONI AMMINISTRATIVE: COME FARE IL RICORSO

autocertificazione per viaggiare spostamenti

Cambia di nuovo il modulo per l’autocertificazione dei cittadini che vogliono fare spostamenti. Dal 18 maggio 2020 non servirà più il modulo dell’autocertificazione per spostarsi all’interno della propria regione di residenza.

 

Coronavirus, le sanzioni e il nuovo modello editabile di autocertificazione pubblicato l’8 maggio 2020 

In questo articolo parliamo dell’autodichiarazione e delle sanzioni previste per gli spostamenti ingiustificati       

indice

1, Le disposizioni che limitano la circolazione stradale

2. Cos’è l’autocertificazione

3 il modello di autocertificazione da utilizzare negli spostamenti

4 Le sanzioni

5.L”opposizione alla sanzione amministrativa

 

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Le disposizioni che limitano la circolazione stradale 

 Le principali misure, in vigore su tutto il territorio nazionale da domani 4 maggio, sono illustrate nella circolare del capo di Gabinetto ai prefetti del 2 maggio 2020.

L’obiettivo del nuovo quadro di regole, spiega il documento, è trovare un punto di equilibrio tra la salvaguardia primaria della salute pubblica e l’esigenza di contenere l’impatto delle restrizioni sulla vita dei cittadini, tra il sostegno al riavvio del sistema economico produttivo e la sicurezza dei lavoratori.

Il Dpcm sulla fase 2 consente – si puntualizza nella circolare – il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza ma una volta rientrati, “non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della regione in cui ci si trova”, a meno che non ci siano “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. 

 Dal 4 maggio è possibile andare a trovate i propri congiunti con apposita autocertificazione  «purché venga rispettato il divieto di assembramento e di distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano usate protezioni per le vie respiratorie». 

 

Il termine congiunti – dice il Viminale – ricomprende “i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonchè le relazioni connotate da ‘duratura e significativa comunanza di vita e di affetti’”, come stabilito da una sentenza della Cassazione del 2014. L’ambito a cui si riferisce l’espressione congiunti, viene spiegato nel documento, “può ricavarsi in modo sistematico dal quadro normativo e giurisprudenziale”.

Possono considerarsi congiunti: marito e moglie, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo (fidanzato e la fidanzata), nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro), e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).

E’ consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento. Si apre così alla ripresa degli allenamenti per le squadre.

 

Cos’è l’autocertificazione

L’onere di dimostrare la sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sul conducente.

Tale onere potrà essere assolto attraverso la compilazione e la presentazione di un’autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 4 7 del D.P .R. 28 dicembre 2000, n. 445, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.

L’autocertificazione è una dichiarazione firmata dal cittadino, che sostituisce i certificati e documenti richiesti dalle amministrazioni pubbliche e dai gestori dei servizi pubblici.

In pratica serve a dichiarare propri stati e requisiti personali specifici come: 

  • Dati anagrafici e di stato civile
  • Titoli di studio e qualifiche professionali
  • Situazione economica – fiscale e reddituale
  • Posizione giuridica
  • Altri dati specifici

Tutte le altre qualità personali, le situazioni e i fatti a conoscenza dell’interessato, diverse da quelle sopra descritte, possono essere attestati con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Quindi, il documento richiesto nell’ambito dell’emergenza da coronavirus, per giustificare gli spostamenti da un luogo ad un altro, non è una vera e propria autocertificazione ma piuttosto una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Il modello di autocertificazione da utilizzare per gli spostamenti

Per spostarsi è necessario avere con se un autocertificazione contenente le seguenti dichiarazioni:

  • dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, residenza ecc.)
  • di non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al COVID-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie);
  • l’indirizzo del luogo partenza e di arrivo
  • di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione di partenza e della la Regione di arrivo;
  • di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19;
  • il motivo per cui si intende uscire

Il Ministero dell’Interno l’8 maggio 2020 ha predisposto un nuovo modulo editabile che si può scaricare dal sito del Viminale, cliccando qui.

Il nuovo modello prevede che l’interessato dovrà dichiarare di non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19.

Non è necessario portare con sé una copie cartacea dell’autocertificazione; per gli spostamenti si può utilizzare la nuova versione digitale da tenere sul cellulare.

La puoi modificare, riutilizzare e stampare comodamente da casa tua, presso una tabaccheria o un ufficio di polizia.

Se non si ha con sé l’autocertificazione, il modulo ti verrà fornito al momento del controllo da parte degli organi di polizia.

Al riguardo la Polizia postale precisato che l’uso di applicazioni per smartphone in sostituzione dell’autocertificazione cartacea, per coloro che escono da casa, si pone in contrasto con le prescrizioni attualmente vigenti. Il modulo deve infatti essere sempre firmato sia dal cittadino che dall’operatore, previa identificazione del dichiarante, per poi essere acquisita in originale per le successive verifiche.

Il documento si può compilare, modificare e salvare sullo smartphone, ma ai fini dell’autocertificazione il modulo deve essere in ogni caso stampato e firmato, altrimenti non è valido.  

È previsto infatti che l’operatore di polizia controfirmi l’autodichiarazione, attestando che viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante. In tal modo il cittadino viene esonerato dall’onere di allegare all’autodichiarazione una fotocopia del proprio documento di identità.

Per utilizzare il modulo bisognerà indicare i propri dati anagrafici e dichiarare, sotto la propria responsabilità, di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio contenute nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Il modulo una volta sottoscritto deve essere consegnato e firmato anche dalle forze dell’ordine,

Ne caso di spostamenti in luoghi diversi si possono utilizzare più moduli o lo stesso modulo, specificando la frequenza degli spostamenti.

Le sanzioni

Le persone fermate devono fornire una spiegazione e compilare l’autocerticicazione in cui viene dichiarato il motivo del transito, che può essere autorizzato solo rientra nei casi specifici previsti dalla normativa di emergenza.

Se quando si viene fermati dalla polizia non si fornisce invece una giustificazione valida, scatta la denuncia.

Chi vìola le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che vieta la circolazione, fino al 26/03/2020 rischiava di incorrere nel reato del 650 del codice penale che riguarda “l’inosservanza di un provvedimento dell’autorità”. Questo prevede l’arresto fino a tre mesi e la multa fino a 216 euro. (1)

A seguito del decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 marzo 2020, non si applicano più le suddette sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale. (2) (3)

Il mancato rispetto delle misure di contenimento adesso è punito solo con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro.

L’importo della sanzione è stabilito dal Prefetto competente per territorio, al quale si potranno presentare scritti difensivi entro 30 giorni dall’inizio del procedimento.

Se la violazione è commessa alla guida di un veicolo la multa è aumentata fino ad un terzo.

Risponde della sanzione, quale responsabile in solido del pagamento, anche il proprietario del veicolo se è persona diversa dal conducente.

Le nuove disposizioni sono retroattive, il che significa che queste sanzioni amministrative saranno applicabili anche ai fatti precedenti l’entrata in vigore delle nuove norme.

Bisogna stare comunque attenti perché la violazione può costituire comunque reato nei seguenti casi:

  • quando si viola intenzionalmente il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus, si è puniti con la pena di cui all’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni);
  • quando si forniscono informazioni false o le giustificazioni appaiono inadeguate.

Al riguardo bisogna precisare che l’autocertificazione non è obbligatoria; si tratta infatti della dichiarazione prevista dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, ex art. Articolo 47 rubricato “Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà”.

Dunque se l’autocertificazione viene rilasciata dichiarando circostanze non vere si rischiano fino a due anni di reclusione ai sensi dell’ art. 76 d.P.R. n. 445/2000. (4)

In particolare si possono configurare due diverse potesi di reato:

1) nel caso in cui la falsa attestazione del dichiarante abbia ad oggetto “fatti” dei quali l’atto è destinato a provare la verità, il reato che si configura è quello di «Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico»;(5)

2) laddove invece, la falsa attestazione riguardi le “qualità personali” del dichiarante, ricorre solitamente il più grave reato di «Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri»;(6)

Diversamente, se viene contestato il reato più grave previsto dall’art. 452 del codice penale «delitti colposi contro la salute pubblica», non sarà possibile evitare le conseguenze del procedimento penale.

La norma, in questo caso prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni per coloro che, per negligenza, imprudenza o imperizia, mettono in pericolo la salute pubblica provocando una epidemia.

L’opposizione alla sanzione amministrativa

L’attività di accertamento degli illeciti e quella di irrogazione delle sanzioni è disciplinata delle norme della L. n. 689/1981, salvo che per il pagamento in misura ridotta- disciplinato dal CDS.

La competenza ad irrogare le sanzioni amministrative appartiene a:
prefetto, per le violazioni di disposizioni che traggono origine da DPCM;
presidente della regione o sindaco esclusivamente per le violazioni relative a provvedimenti temporanei di propria competenza

La maggior parte delle multe quindi è di competenza del Prefetto e la sanzione è stabilita con ordinanza-ingiunzione, cioè con un atto amministrativo con il quale si notifica al soggetto la violazione commessa e l’ammontare della sanzione pecuniaria applicata nel caso specifico.

La procedura di opposizione a ordinanza-ingiunzione è molto simile all’iter da seguire in caso di ricorso avverso verbali di violazione del codice della strada.

II soggetto a carico del quale è stato redatto il verbale di contestazione può presentare scritti difensivi entro 30 giorni dalla notifica del verbale o dalla contestazione dell’infrazione, direttamente al Prefetto della provincia in cui è stata commessa la violazione o per il tramite dell’organo accertatore.

Il termine dei 30 giorni inizia a decorre a partire dal 16 maggio 2020, considerando che il termine è sospesa fino al 15 maggio.

Gli scritti difensivi possono essere inviati per PEC, lettera raccomandata a/r, o depositati direttamente presso l’ufficio competente.

II ricorrente può chiedere anche di essere ascoltato personalmente ai sensi dell’art.18 della legge 689/1981. Il modello per presentare scritti difensivi e per chiedere di essere ascoltati lo puoi scaricare da qui.

Per il cittadino non sussiste alcun diritto a pretendere una vera e propria istruttoria o una sorta di processo, fermo restando che potrà pretendere che gli sia comunicato il giorno in cui dovrà avvenire la sua audizione e che delle sue dichiarazioni venga stesa una verbalizzazione da allegarsi alla pratica

La Prefettura competente ha 5 anni per rispondere accogliendo lo scritto difensivo oppure rigettandolo.

Se l’istanza viene accolta la multa non deve essere pagata. Nel caso di mancato pagamento del verbale senza che siano stati presentati scritti difensivi o nel caso in cui gli scritti difensivi presentati non siano accolti, l’Autorità competente emette un’ordinanza ingiunzione  con la quale viene determinato ed ingiunto il pagamento della somma dovuta.

Valutati gli scritti difensivi la Prefettura può archiviare il procedimento oppure emettere ordinanza-ingiunzione di pagamento. 

Contro tale provvedimento è ammesso ricorso al Giudice di Pace. Il termine per l’opposizione è di 30 giorni dalla notificazione dell’ordinanza–ingiunzione, ovvero di 60 giorni se l’interessato risiede all’estero.

La sanzione pecuniaria prevista (da 400 a 3.000 euro) ammette il pagamento in misura ridotta di una somma pari a 400 euro.

E’ prevista una maggiorazione delle somme da pagare nel caso in cui la violazione delle misure di contenimento sia effettuata con l’utilizzo di veicoli. Tale maggiorazione si applica sia nel caso in cui la persona responsabile dell’illecito sia conducente del veicolo, sia nel caso in cui sia semplicemente passeggero dello stesso. In ragione di tale disposizione, se la violazione è commessa con l’uso di un veicolo, la sanzione da pagare è aumentata fino ad 1/3.

Il proprietario del veicolo è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della sanzione in forza dell’art. 6 della L. 689/81, il quale stabilisce che il proprietario della cosa che è stata utilizzata per commettere l’illecito è tenuto in alternativa al trasgressore al pagamento della sanzione pecuniaria.

Si applicano sempre le disposizioni relative al pagamento con riduzione del 30%, come previsto dall’art. 202, comma l, del Codice della Strada, quando il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale (la dilatazione del termine di 5 giorni, previsto nell’art. 202 CdS, a 30 giorni è stato introdotto dall’art. l08 del DL 18/ 2020 e fino al 31 maggio 2020). 

Quanto alle modalità di pagamento in forma ridotta o agevolata, si prevede che il pagamento della sanzione può avvenire, alternativamente:

• presso l’ufficio dal quale dipende l’agente accertatore, in contanti se è presente un ufficio cassa, ovvero mediante strumenti di pagamento elettronico;

• a mezzo di versamento in conto corrente postale;

• se l’amministrazione lo prevede, a mezzo di conto corrente bancario.

Per le violazioni accertate dalle Forze di Polizia i cui proventi sono destinati allo Stato è previsto, come unica modalità di pagamento, il bonifico bancario sul capo XIV capitolo 3560, “Entrate eventuale e diverse concernenti il Ministero dell’interno”, PG6 “Altre entrate di carattere straordinario”, con IBAN IT12AOI00003245350014356006 intestato alla Tesoreria Centrale di Roma. Il trasgressore deve indicare nella causale del bonifico il numero del verbale di contestazione e la provincia ove è avvenuto l’accertamento. Inoltre, egli deve essere avvisato che copia dell’avvenuto pagamento dovrà essere fatta pervenire all’Ufficio da cui dipende l’organo accertatore che ha redatto il verbale. (7)

– per le violazioni per la cui irrogazione è competente la Regione o il Comune, si applicano le modalità di pagamento previste da norme regionali o da regolamenti locali.

Coronavirus, le regole da seguire per gli spostamenti a partire dal 4 maggio 2020 (Fase 2) 

 

 

 

  • Posso spostarmi per far visita a qualcuno?

Sono consentiti gli spostamenti per incontrare esclusivamente i propri congiunti (vedi faq successiva), che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati per necessità. E’ comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di contagio. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie.

 

  • Si può uscire per fare una passeggiata?

Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità (il decreto include in tale ipotesi quella di visita ai congiunti, vedi FAQ), o per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Pertanto, le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati. Ad esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana, ovvero per recarsi presso uno qualsiasi degli esercizi commerciali aperti (vedi FAQ). Inoltre, è giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità consentite. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone.

 

  • Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5°?

I soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

 

  • Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?

           Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie di generi di cui è ammessa la vendita, espressamente previste dal Dpcm 26 aprile 2020, la cui lista è disponibile a questo.

     

    • Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?

    Sì. Il decreto prevede che sia in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, anche se comporta uno spostamento  tra regioni diverse.

     

    • Una volta che si sia fatto rientro presso il domicilio/abitazione/residenza, come consentito dal dPCM 26 aprile 2020, è possibile spostarsi nuovamente al di fuori della Regione di domicilio/abitazione/residenza raggiunta?

    Sì, se è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative

     

    • Quali documenti possono essere richiesti nel caso di spostamenti per motivi di lavoro?

    Il Dpcm del 26 aprile 2020 consente lo spostamento fra Regioni diverse esclusivamente nei casi in cui ricorrano: comprovate esigenze lavorative o assoluta urgenza o motivi di salute. Pertanto, una volta che si sia fatto rientro presso il proprio domicilio/abitazione/residenza anche provenendo da un’altra Regione (come consentito a partire dal 4 maggio 2020), non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della Regione in cui ci si trova, qualora non ricorra uno dei motivi legittimi di spostamento più sopra indicati.

     

    • Ho un figlio minorenne, posso accompagnarlo in un parco, una villa o un giardino pubblico?

      Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie di generi di cui è ammessa la vendita, espressamente previste dal Dpcm 26 aprile 2020.

      Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?

      Sì. L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è consentito, condizionato però al rigoroso rispetto del divieto di ogni forma di assembramento nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Non possono essere utilizzate le aree attrezzate per il gioco dei bambini che, ai sensi del nuovo d.P.C.M., restano chiuse.
      Il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto.

      • È consentito fare attività motoria o sportiva?

        L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti.
        È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti.
        Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione

        • Posso utilizzare la bicicletta?

        L’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che proseguono l’attività di vendita. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto. In ogni circostanza deve comunque essere osservata la prescritta distanza di sicurezza interpersonale.

        • Posso andare al cimitero per omaggiare un caro defunto, anche al di fuori delle cerimonie funebri?

        Sì, è consentito spostarsi nell’ambito della propria regione per far visita nei cimiteri ai defunti, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e del divieto di assembramento.
        Come per i parchi, anche nei cimiteri deve sempre essere rispettato il divieto di assembramento e, ove non fosse possibile evitare tali assembramenti, il Sindaco può disporne la temporanea chiusura.

        • Che succede a chi non rispetta le limitazioni?

        La violazione delle prescrizioni è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro.

        • Cosa succede se mi dimentico il documento a casa?

        Essere sprovvisti dell’autocertificazione non equivale a commettere qualche violazione: secondo la direttiva direttiva n. 14606  già citata, l’autodichiarazione può essere «resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia».

        • Il modulo per l’autocertificazione deve essere già stampato o viene fornito dagli agenti?

        Secondo la direttiva La direttiva n. 14606  l’autodichiarazione può essere «resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia».

        • Per gli spostamenti per ragioni di lavoro si può utilizzare lo stesso modulo?

        Chi deve fare sempre lo stesso tragitto può utilizzare un unico modulo, specificando che si tratta del tragitto effettuato quotidianamente per andare al lavoro.

        • Chi si deve recare frequentemente nello stesso posto deve utilizzare ogni volta moduli diversi?

        No, come vale per le esigenze di lavoro anche per chi ha esigenze familiari o di salute che necessitano si spostamenti quotidiani può indicare nello stesso modulo la frequenza degli spostamenti senza bisogno di utilizzare moduli diversi.

         

        • Chi sono i congiunti?

        Marito e moglie, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo (fidanzato e la fidanzata), nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro), e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)

          Riferimenti normativi e giurisprudenziali

        (1) Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020

        (2) Decreto Legge 25 marzo 2020 n. 19, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”

        (3) Art. 650 Codice penale: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.

        (4) Art. 76 d.P.R. n. 445/2000: “1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia”.

        (5) Art. 483 Codice penale: “Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni”.

        (6) art. 495 Codice penale: “Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni”.

        (7) Circolare Ministero dell’interno n. 300/ Aj2416/20/115/28 del 27/03/2020

         

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        46 pensieri su “CORONAVIRUS, IL NUOVO MODULO FAC-SIMILE DI AUTOCERTIFICAZIONE EDITABILE AGGIORNATO AL 08/05/2020 E LE SANZIONI AMMINISTRATIVE: COME FARE IL RICORSO

        1. giovanni dice:

          Buongiorno,
          Sono un cittadino di Mantova che vorrebbe comunicare un deplorevole episodio ai danni del sottoscritto, il giorno martedì 05 maggio.
          L’episodio che andrò ad esporre si tratta a mio avviso di una forma di abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, in questo caso polizia locale, che ha agito in assenza di sufficienti elementi validi, compilando un verbale contenente dati scorretti a discapito del cittadino.
          Il fatto si è verificato durante il pomeriggio, su una panchina dove io stavo comodamente seduto per riposarmi dall’attività motoria. In quel momento il sottoscritto era sì munito di mascherina ma impossibilitato a sostenerla sul viso poiché stava tossendo e la mascherina, in quel frangente, impediva una buona e corretta respirazione. A quel punto si sono avvicinati due poliziotti, i quali hanno notato un soggetto senza mascherina, o meglio con mascherina “leggermente abbassata”, e dopo le consuete domande di rito (generalità, autocertificazione, residenza, etc.) hanno deciso di segnalare la violazione di una norma covid-19 nonostante le attenuanti a difesa del cittadino. La domanda che mi sono posto allora è la seguente: È più importante respirare bene senza mascherina oppure è più importante respirare male tenendo la mascherina?
          È meglio sentirsi liberi di tossire oppure è meglio rischiare di soffocarsi per non pagare una muta insensata?
          È più giusto prendersi cura della propria salute oppure è meglio sacrificare il buon senso e delegare la salute a che mi impedisce la salute?
          Queste domande retoriche vogliono sottolineare la paradossale “forzatura di norme sanitarie e amministrative” che vanno contro i diritti dell’essere umano. Se una norma mi obbliga a tenere la mascherina e se tale mascherina mi impedisce di ossigenare pienamente i polmoni oppure mi ostacola del tutto la respirazione, cosa dovrei fare?
          Tenerla e stare male per paura di un verbale illecito?
          Tenerla con il costante timore di un accertamento?
          Vivere con la paura di essere multati o di essere chiamati e trattati da trasgressori?
          Trasgressori di cosa?
          Di certo non ero un trasgressore della mia salute… a quella ci tengo molto, a differenza di alcune autorità di cui è inutile fare nomi.

          Comunque alla fine ho deciso di fare ricorso ed è proprio lì che oltre al danno ho notato la beffa. Sul verbale hanno riportato un c.a.p. sbagliato, di quattro cifre invece che cinque. L’impiegato postale per fortuna se n’era accorto subito e ha corretto la raccomandata.
          Il giorno dopo ho avvicinato due carabinieri e ho chiesto loro una delucidazione sul verbale.
          La loro risposta?
          Si rivolga a un avvocato e vincerà la causa.
          Allora ho controbattuto che quando il cittadino sbaglia deve pagare subito, mentre se l’autorità sbaglia dovrebbe essere l’autorità stessa a pagare, quindi in questo caso sono loro che avrebbero bisogno di un legale, non io. Per me il ricorso è già vinto.
          Il problema più che altro riguarda coloro che, presi dal panico, andrebbero immediatamente a pagare un’ingiusta sanzione pecuniaria che oscilla tra i 200 e 400 euro.
          E tutto per una mascherina… o per una tosse “trasgressiva”.
          Cari cittadini, ce le vogliamo porre due domande serie su cosa sta succedendo?
          Grazie!

        2. Alessandro dice:

          Salve, la mia fidanzata non ha la patente e i genitori non sono disposti ad avermi in casa per paura di contatti , posso andare a prendere la mia ragazza a casa sua per portarla da me per poi riaccompagnarla la sera stessa? è in contrasto  con le sanzioni governative?

          • Redazione dice:

            Buonasera Alessandro. Purtroppo non è possibile fornire una risposta, poiché il rapporto con una ragazza minorenne potrebbe configurare in teoria anche un atto illecito. Saluti MT

        3. Alessandro dice:

          Salve, la mia fidanzata abita nel comune limitrofo al mio, solo che è minorenne e quindi non ha la patente, vorrei perciò date le norme sui congiunti capire se potessi andarla a prendere a casa per portarla da me e poi riaccompagnarla, poichè non ho un grande rapporto coi suoi e ci troviamo meglio

        4. andrea dice:

          Buongiorno, nel caso di rigetto del ricorso al prefetto contro un verbale di accertamento della Polizia Locale di violazione articolo 1 comma 1 lett. b) del DPCM del 22 marzo 2020 (spostamento fuori Comune) la sanzione ridotta di 373,34 euro (o intera di 533,33 euro) raddoppia come una multa relativa al codice della strada? oppure al Prefetto è possibile richiedere anche la sospensiva? Grazie

          • Redazione dice:

            Buonasera Andrea. Le violazioni amministrative previste dal DPCM del 22 marzo 2020 non sono sanzioni del Codice della Strada, quindi non si applica il raddoppio e neppure la sospensione della sanzione. La Prefettura competente ha 5 anni per rispondere al ricorso. Saluti, M.T.

          • Redazione dice:

            Certo che si perde la possibilità dello “sconto” se il ricorso viene respinto. Ma non è corretto confondere il pagamento in misura ridotta (importo della multa scontato del 30% se pagata entro 5 giorni), con il “raddoppio” dell’importo della multa di cui all’art. 204 del Codice della Strada, previsto nel caso in cui il Prefetto respinge il ricorso. Questa seconda ipotesi ricorre per le violazioni del Codice della strada, quindi non si applica per le sanzioni previste dal DPCM del 22 marzo 2020. Mentre invece si applicano, anche per le sanzioni previste dal DPCM, le disposizioni relative al pagamento in forma agevolata (con sconto del 30%), quando il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale (la dilatazione del termine di 5 giorni è stato introdotto dali ‘art.l 08 del DL 18/ 2020 e fino al 31 maggio 2020).
            Comunque consigliamo sempre di rivolgersi ad un professionista di fiducia, anche perché MultaTest è una applicazione web che redige in automatico alcuni tipi di ricorso in autotutela e non fornisce assistenza legale. Continui a seguirci. Saluti, MT

        5. sandro dice:

          Buongiorno, sono stato sanzionato a 180 mt da casa ( rilevazione google maps ),per l’attivita motoria nei” pressi ” di casa chi stabilisce la misura? grazie

          • Redazione dice:

            Buonasera Sandro. Non c’è una regola univoca sulla distanza. La confusione nasce dalle varie ordinanze e dai decreti che si sono succeduti nel tempo. In via generale vale la regola che l’attività motoria può essere svolta “in prossimità dell’abitazione”. La normativa statale effettivamente non specifica quale sia questa distanza. A livello locale però alcuni Presidenti di Regione, come per esempio la Lombardia, hanno stabilito con ordinanza che l’attività motoria deve avvenire nelle immediate vicinanze dall’abitazione, a distanza non superiore a 200 metri. Se effettivamente è stato sanzionato, trovandosi ad una distanza inferiore a 200 metri dalla sua abitazione, può provare a presentare uno scritto difensivo. Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica del verbale o dalla contestazione dell’infrazione. Saluti, M.T.

            • sandro dice:

              Buongiorno, l’accertatore mi ha fatto vedere che dal mio nm civico al civico dove mi hanno fermato ci sono ben 240 mt…..ho fatto presente che abito all’interno di una corte e che sono proprietario ,pagando la mia quota di millesimi fino al confine della proprietà privata….da dove inzia il suolo pubblico sono 180 mt….mi ha risposto che comunque non avevo un cane….a sto punto ho preferito interrompere qualsiasi discussione ,ma ho fatto riportare sul verbale la distanza….ho inoltrato ricorso al Prefetto….ma devono farmi qualche comunicazione riguardo la loro decisione? grazie

              • Redazione dice:

                Si Sandro, il Prefetto può accogliere o rigettare l’istanza entro 5 anni da quando è stato presentato il ricorso.
                Nell’articolo sopra è spiegato come funziona e quali sono i tempi della procedura amministrativa per contestare la sanzione. Buona lettura, M.T.

                • sandro dice:

                  Siete gentilissimi , una sola e ultima domanda….avendo ovviamente copia della pec con cui ho inoltrato il ricorso, visti i 5 anni di tempo concessi alla Prefettura per valutare il ricorso, se no mi arriva nessun tipo di comunicazione , per questo lasso di tempo sono esentato dal pagamento? grazie

                • Redazione dice:

                  Si, la legge n. 689 del 1981 fissa il termine di prescrizione della sanzione amministrativa in 5 anni, che decorrono dal giorno in cui è stata commessa la violazione. Se l’ordinanza di ingiunzione venisse notificata dopo 5 anni, deve comunque chiedere l’annullamento del provvedimento con istanza di autotutela.

        6. Daniele Florio dice:

          Il decreto ha del paradosso… io abito sul confine di due comuni: come metto il piede sulla strada sono già nel comune limitrofo! E’ assurdo essere sanzionati per andare a fare la spesa nel supermercato vicino a casa e doversi trasferire oltre 10 (dieci) km per restare nello stesso comune…. [secondo me era più giusto dare un raggio di spostamento e regolamentare certe operazioni ad una cadenza settimanale….]

        7. Giorgio Berretti dice:

          Buongiorno, possiedo un box auto in uno stabile distante circa un km da casa mia (era di mio padre, ora defunto, ed il mio limitato utilizzo dell’auto non giustifica l’acquisto di uno più vicino).
          Per gli utilizzi consentiti, ad esempio per la spesa settimanale, secondo voi posso andare a prendere l’auto a piedi, riportarla indietro e poi tornare a casa di nuovo a piedi?
          Può essere utile portare con me una stampa del catasto che certifica la proprietà del box, da mostrare insieme all’autocertificazione?
          Grazie in anticipo

          • Redazione dice:

            Buona sera Giorgio. Puoi spostarti sia a piedi che con l’auto per recarti presso le attività commerciali che si trovano nel tuo comune, naturalmente alle condizioni previste dalla normativa. Cioè limitare gli spostamenti solo per acquistare beni necessari e per assolvere a una necessità della vita quotidiana, mantenendo sempre la distanza minima di un metro da altre persone. Ricordati che lo spostamento dovrà essere giustificato con l’autocertificazione, dove dovrai indicare il luogo di partenza e quello di arrivo. E’ evidente pertanto che se il supermercato si trova vicino alla tua abitazione non potrai giustificare lo spostamento fino al box auto, viceversa se devi acquistare un bene necessario presso un’attività commerciale che si trova lontano dall’abitazione di residenza potrai utilizzare il tuo veicolo. Magari portatati con te anche lo scontrino della spesa acquistata, da mostrare eventualmente come giustificativo nel breve tragitto dal garage all’abitazione. A parte la spesa settimanale anche #iorestoacasa. Saluti, M.T

        8. Nunzio dice:

          Oggi mi sono dovuto recare in aeroporto per restituire l’auto presa a noleggio e ritirare quella noleggiata ex novo. Mi hanno cancellato il volo ieri e quindi non sono potuto rientrare presso il mio luogo di residenza. Il nuovo noleggiatore, senza avviso ed in virtu’ del fatto che l’aeroporto ha chiuso, non si è presentato e sono rimasto senza auto e senza volo. Non c’erano taxi e i mezzi pubblici non operano di domenica (avrei dovuto cambiarne 4). Ho quindi fatto ricorso ad un vicino di casa che mi è venuto a prendere in aerorto per riportarmi presso il mio luogo di residenza ma è stato fermato e gli hanno fatto una multa amministrativa di 361 € perché non hanno riconosciuto la necessità dello spostamento. Di ritorno verso il mio attuale domicilio abbiamo incontrato la stessa pattuglia che ci ha suggerito di fare ricorso. Come devo muovermi? potevo resatare a 120km dal mio domicilio e tornare a piedi?

          • Redazione dice:

            Buonasera Nunzio. Viste le circostanze, la persona che ti ha accompagnato all’aeroporto potrebbe presentare subito, già domattina, un breve scritto difensivo direttamente al Prefetto della provincia in cui è stata commessa la violazione, chiedendo di essere ascoltato personalmente, magari insieme a te. Il modello per presentare le osservazioni e per chiedere di essere ascoltati lo puoi scaricare da qui. Fai attenzione perché non si tratta di un ricorso al Giudice di Pace, ma di una facoltà prevista dalla legge che regola i procedimenti sulle sanzioni amministrative. Valutati gli scritti difensivi la Prefettura potrà archiviare il procedimento, oppure, emettere ordinanza-ingiunzione di pagamento, confermando così la sanzione elevata dalla Polizia. Ricordati di allegare al modello tutta la documentazione necessaria che può servire a giustificare lo spostamento: biglietto aereo, contratto di noleggio, e-mail ecc. Saluti, M.T

            • ROSALBA dice:

              Grazie, ho presentato lo scritto difensivo. attenderò il riscontro della Prefettura. Ho saputo che possono arrivare entro 5 anni ma ho reputato fosse una sanzione ingiusta. Secondo le autorità locali avrei dovuto fare ricorso ad un noleggio con conducente. Opzione assolutamente non percorribile una domenica mattina, ad Alghero, fuori stagione , durante la pandemia.

        9. Davide dice:

          salve, sono imprenditore agricolo e mi sono dovuto spostare in un altro comune per comprare dei pezzi di ricambio per il mio trattore che mi serve per lavorare il terreno. Per andare in questo comune dove si trova il rivenditore (provincia di Mantova) per fare la strada più breve sono passato dalla Lombardia al Veneto e qui ho trovato i carabinieri che mi hanno multato di 378 € perchè non avevo una valida giustificazione e che non dovevo passare di li. la domanda è posso fare ricorso ?

          • Redazione dice:

            Buongiorno Davide. In linea generale potresti fare ricorso in quanto l’acquisto del pezzo di ricambio del trattore era connesso a consentire lo svolgimento della tua attività, quale imprenditore agricolo. Tuttavia, poiché lo spostamento è avvenuto fuori dal comune di residenza, dovresti dimostrare perché nel caso concreto è stato necessario acquistare il ricambio direttamente presso quel rivenditore, piuttosto che richiedere il ricambio a domicilio o acquistarlo in un altro punto vendita più vicino. Devi inoltre dimostrare che il tragitto effettuato per raggiungere il rivenditore era effettivamente quello più immediato. Al riguardo potresti presentare uno scritto difensivo al Prefetto competente e chiedere di essere ascoltato entro 30 giorni dalla ricezione del verbale. In questo modo avrai la possibilità di fare valere le tue ragioni e di presentare la documentazione che dimostra l’acquisto: fattura, eventuali e-mail che comprovano l’appuntamento con il rivenditore ecc. Il Prefetto se ritiene le tue nuove giustificazioni fondate emette un’ordinanza di archiviazione, altrimenti, emette l’ordinanza ingiunzione per il pagamento della sanzione amministrativa. Comunque in questi casi consigliamo sempre di consultare un professionista di fiducia. Magari contatta anche la Prefettura competente per territorio che dovresti trovare indicata nel verbale. Continua a seguirci. Saluti M.T.

        10. Giacomino dice:

          Devo ritirare il Bancomat nuovo al posto di quello in mio possesso in quanto scaduto. Purtroppo la mia banca si trova in un comune diverso dal mio di residenza. Posso farlo in quanto altrimenti non potrei fare la spesa.
          Grazie

          • Redazione dice:

            Buongiorno Giacomino. Si può spostare solo se la sua Banca si trova in un comune limitrofo al suo. Altrimenti dovrebbe verificare la possibilità di farsi spedire la carta presso la sua abitazione di residenza. Inoltre si ricordi di portare con sé l’autocertificazione; sarebbe consigliabile avere anche la comunicazione della Banca, così nel caso di controlli, potrà giustificare più agevolmente lo spostamento dovuto alla necessità di ritirare la nuova carta bancomat. Saluti MT.

        11. Giuseppe dice:

          Salve. Sono Giuseppe abito in un paese piccolo dove ho un problema nel prelevare con bancomat perché non esistono sportelli automatici e l’ufficio postale dove tra l’altro sono già stato una volta prima della chiusura dei territori e l’impiegato mi ha dettiche non potevo prelevare. Posso sportarmi con le dovute cautele in altro territorio per farlo o devo chiamare carabinieri o sindaco per denunciare la sospensione degli atti d’ufficio? Nell’attesa distinti saluti

          • Redazione dice:

            Buon pomeriggio Giuseppe. Se nel suo comune non ci sono bancomat attivi e non ha altre alternative per ritirare il denaro, può recarsi in un altro comune limitrofo. Si ricordi però di portare con sé l’autocertificazione. Inserisca il luogo/l’indirizzo di partenza e di arrivo e barri la terza opzione: situazione di necessità. Saluti, MT

        12. Giuseppe dice:

          Salve. Sono Giuseppe abito in un paese piccolo dove ho un problema nel prelevare con bancomat perché non esistono sportelli automatici e l’ufficio postale dove tra l’altro sono già stato una volta prima della chiusura dei territori che non posso prelevare. Posso sportarmi con le dovute cautele in altro territorio per farlo o devo chiamare carabinieri o sindaco per denunciare la sospensione degli atti d’ufficio? Nell’attesa distinti saluti

        13. Mario dice:

          Avendo una campagna nello stesso comune di residenza con annessa abitazione, con animali domestici posso recarmi per i relativi lavori di manutenzione del prato e delle coltivazioni?

          • Redazione dice:

            No, purtroppo per tutta la durata dell’emergenza non può spostarsi a meno che non sia un imprenditore agricolo. In particolare non può recarsi in campagna per attività di svago; eventuali spostamenti sono consentiti soltanto per necessità, per esempio per accudire gli animali sul posto in mancanza di altre alternative, o per motivi di grave emergenza come un crollo o altre situazioni di rischio.

        14. Ilario dice:

          State attenti perchè al momento del controllo vi fanno dichiarare e firmare il motivo per cui vi state spostando. Se scoprono che quello che avete dichiarato non è vero, vi beccate due denunce: una per la violazione dell’ordinanza di salute pubblica sul Coronavirus e l’altra per dichiarazioni mendaci“

        15. Gianni dice:

          Non è che se uno compila l’autocertificazione può andare dove vuole.Bisogna stare a casa!Ci si può spostare solo per:lavoro-necessità-salute. Al momento del controllo vi fanno dichiarare e firmare perchè vi state spostando. Fatto questo la pattuglia verifica (es. chiamando in azienda, chiamando il vostro medico, etc… in base a quello che dichiarate).Se scoprono che quello che avete dichiarato non è vero, vi beccate due denunce: una per la violazione dell’ordinanza di salute pubblica coronavirus e l’altra per dichiarazioni mendaci.Ho fatto questa precisazione perchè molti pensano che non ci sono i controlli o che basta l’autorizzazione, non è così.Fare la spesa solo nel proprio comune! Fare la spesa, non fare shopping! Una persona per famiglia.Se siete in 3 in macchina e state andando a fare la spesa, denuncia. Max numero di persone in macchina 2, il guidatore e 1 passeggero posteriore.

        16. Giovanni dice:

          perchè non si disinfettano le strade come si vedevano in cina e in corea?secondo me le zone rossediventeranno sempre più pericolose

          • Redazione dice:

            La risposta a questa domanda è arrivata in queste ore prima da una risposta pubblicata sul sito del Governo nella sezione FAQ (domande frequenti), poi da diverse Prefetture locali.
            In estrema sintesi è stato chiarito che gli approvvigionamenti di beni di prima necessità sono considerati indispensabili; pertanto se nel proprio comune non sono disponibili, si deve ritenere necessario lo spostamento verso un comune limitrofo.
            In particolare, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha tenuto a chiarire che si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Per questa ragione la spesa è fatta di regola nel proprio comune.
            Nel caso in cui però questo non sia possibile (ad esempio perché il comune non ha punti vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel comune di residenza o domicilio, o se il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel comune limitrofo, lo spostamento è consentito. Occorre naturalmente l’autocertificazione e rispettare rigorosamente la distanza tra le persone negli spostamenti, così come all’entrata, all’uscita e all’interno dei punti vendita.

            • giuseppe dice:

              salve sono giuseppe, proprio stamattina sono uscito con l’ autocertificazione che mi stavo recando nel comune limitrofo al mio ( praticamente io abito a 300 mt dal confine dal comune vicino) la polizia locale mi ha voluto fare la contravvenzione anche se ero in un’altro comune ma a 300 mt da casa, e il market di alimentari e frutta che mi stavo recando era praticamente a circa 1500 mt. quindi io mi chiedo visto che avevo mascherina e guanti che non sono mai uscito in queste settimane di stareacsa, un po di buonsenso no da parte di chi ci controlla visto che non mi ero spostato di km? e visto anche la situazione ecnomica che stiuamo affronatndo tutti? grazie

        17. NICOLA MANGHISI dice:

          Buonasera. Nella mia campagna, fuori dal Comune dove attualmente risiedo, ho due serre dove metto al riparo piante di un certo valore (agrumi ecc) durante l’inverno. Ogni 15 gg circa, com’è ovvio, è necessario innaffiare tali piante. Vorrei sapere se questo può configurarsi come motivo di necessità e quindi valido per lo spostamento con la mia auto, da solo, dalla mia attuale residenza alla campagna che, ripeto, appartiene ad un Comune limitrofo. Devo precisare che sono un pensionato ex- dipendente ospedaliero, quindi non posso dichiarare che vado in campagna per lavoro. Grazie

          • Redazione dice:

            Buonasera Nicola. L’ordinanza del 22/02/2020 adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell’Interno, dispone il divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Pertanto lo spostamento non è giustificato se è riferito alla conduzione hobbistica di coltivazioni ortofrutticole, visto che tale attività non rientra tra le eccezioni previste dalla suddetta norma. Naturalmente durante questo periodo può delegare le opere ai suoi vicini o affidarle a terzi. Al riguardo provi a consultarsi con le organizzazioni degli agricoltori (coldiretti, confagricoltura ecc). Per quanto riguarda la conduzione di orti da parte di agricoltori non professionali, l’attuale normativa consente di spostarsi solamente per motivi d’urgenza: per esempio per riparare la rottura dell’impianto di irrigazione, il crollo di un muro ecc.

            Lo spostamento non è giustificato se è riferito alla conduzione hobbistica di orti, vigneti e ortofrutticole in genere. Naturalmente durante questo periodo può delegare le opere ai suoi vicini o affidarle a terzi. Può recarsi in campagna solo per motivi d’urgenza di urgenza: per esempio rottura dell’impianto idrico, crollo di un muro ecc.

        18. Carlo Bonzi dice:

          Certo e’ che la norma DPCM del 4 marzo 2020 lascia adito ad interpretazioni discutibili e mi riferisco alle Poste Italiane.
          Il portalettere di Borgaro Torinese ha la direttiva di non avere il contatto con persone e nel mio caso non ha consegnato la patente rinnovata inviatami dal Ministero delle infrastrutture e Trasporti ma ha messo un avviso di 2° mancata consegna (tralasciando la 1° per direttive dei superiori) anche se ero e sono in casa da 15 gg, obbligandomi cosi’ ad andare in posta con un solo sportello aperto per 11.912 abitanti e con code kmetriche di utenti accalcati in spazi ristretti.
          Il tutto perche’ devo pagare 6,86 euro e pensare che una soluzione esiste per evitare possibilita’ di contagio, dato che ho il PostePay, posso pagare online e fare in modo che la patente mi sia lasciata in buca a pagamento effettuato, senza baci e strette di mano col portalettere.
          Nel frattempo con questo decreto io staro’ in coda per un paio d’ore disattendendo all’ordinanza di non frequentare luoghi affollati, per poi contattare comunque un incaricato delle poste e mi chiedo che differenza c’e’ tra il dipendente allo sportello e il portalettere? E il bello e’ che se ti prendono in strada ti colpiscono in quanto esiste una proroga per la scadenza documenti e se ne fregano se nel frattempo le poste rispediscono al mittente la tua patente per la distruzione,

          • Redazione dice:

            Si. Una nota del Ministero della Salute del 12/03/2020 specifica che “gli spostamenti relativi alla cura degli animali di affezione rientrano nell’ambito della deroga relativa ai motivi di salute, in quanto sono da estendersi anche alla sanità animale, in conformità delle disposizioni previste dai su citati DPCM”.
            Lo spostamento deve in ogni caso essere motivato attraverso l’autocertificazione e deve avvenire nell’ambito del comprensorio dei comuni limitrofi.

        19. Luisa dice:

          Nella mia cassetta della posta ho travato un avviso di giacenza che quasi sicuramente riguarda una multa, ma non posso ritirarla in quanto l’ufficio postale in questi giorni ha sospeso le attività aperte al pubblico a causa dell’emergenza coranavirus. Cosa devo fare? Grazie anticipatamente per la risposta.

          • Redazione dice:

            Buonasera Luisa. Il Ministero dell’Interno con circolare del 13 marzo 2020, ha stabilito che sono sospesi dal 10 marzo al 3 aprile 2020, sull’intero territorio nazionale, i termini di notifica delle multe stradali, del pagamento in misura ridotta, nonché i termini per la presentazione di ricorsi. Inoltre l’art. 108 comma 2 del Decreto Cura-Italia ha disposto che dal 17 marzo al 31 maggio 2020 lo sconto multa del 30% si applica anche se il pagamento viene effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica della violazione. In altri termini ciò significa che il pagamento ridotto passa da 5 a 30 giorni fino al prossimo 31 maggio 2020.

          • Redazione dice:

            No, se ha la possibilità di pagare l’assicurazione on-line. In generale è possibile spostarsi per pagare l’assicurazione, andare al bancomat per prelevare e per ricaricare carte prepagate, ma solo se è strettamente necessario.

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