NORMATIVA

NOTIFICA MULTE

 

 

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LEGGE 20 novembre 1982, n. 890

Notificazioni  di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta
connesse con la notificazione di atti giudiziari.

 

 Vigente al: 6-2-2019

 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:Art. 1.

In materia civile, amministrativa e penale, l’ufficiale giudiziario puo’ avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti, salvo che l’autorita’ giudiziaria disponga o la parte richieda che la notificazione sia eseguita personalmente.

L’ufficiale giudiziario deve avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti in materia civile ed amministrativa da eseguirsi fuori del comune ove ha sede l’ufficio, eccetto che la parte chieda che la notificazione sia eseguita di persona.

((Il servizio deve essere erogato da operatori postali in possesso della licenza di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e deve rispettare gli obblighi di qualita’ minima stabiliti dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124)).((9))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 2.

Gli ufficiali giudiziari, per la notificazione degli atti a mezzo del servizio postale e per le comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata connesse con la notificazione di atti giudiziari, fanno uso di speciali buste e moduli, per avvisi di ricevimento, entrambi di colore verde, di cui debbono fornirsi a propria cura e spese, conformi ((al modello approvato dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, sentito il Ministero della giustizia)). Sulle buste non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto.

((9))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 3.

L’ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull’originale e sulla copia dell’atto, facendo menzione ((del punto di accettazione dell’operatore postale)) per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento.((9))

Presenta ((al punto di accettazione dell’operatore postale)) la copia dell’atto da notificare in busta chiusa, apponendo su quest’ultima le indicazioni del nome, cognome, residenza o dimora o domicilio del destinatario, con l’aggiunta di ogni particolarita’ idonea ad agevolarne la ricerca; vi appone, altresi’, il numero del registro cronologico, la propria sottoscrizione ed il sigillo dell’ufficio. Nei casi in cui l’ufficiale giudiziario si avvalga per la notificazione di sistemi telematici, la sottoscrizione e’ sostituita dall’indicazione a stampa sul documento prodotto dal sistema informatizzato del nominativo dell’ufficiale giudiziario stesso.((9))

Presenta contemporaneamente l’avviso di ricevimento compilato con le indicazioni richieste dal modello predisposto ((ai sensi dell’articolo 2)), con l’aggiunta del numero del registro cronologico.((9))

Per le notificazioni di atti in materia civile e amministrativa effettuate prima dell’iscrizione a ruolo della causa, o del deposito del ricorso, l’avviso di ricevimento deve indicare come mittente la parte istante o il suo procuratore quando sia stato gia’ nominato ((Per le notificazioni in materia penale e per quelle in materia civile e amministrativa effettuate in corso di procedimento, sull’avviso di ricevimento e sul piego devono essere indicati come mittenti, con indicazione dei relativi indirizzi, ivi compreso l’indirizzo di posta elettronica certificata ove il mittente sia obbligato per legge a dotarsene, la parte istante o il suo procuratore o l’ufficio giudiziario, a seconda di chi abbia fatto richiesta della notificazione all’ufficiale giudiziario. In ogni caso il mittente che non sia gravato dall’obbligo di cui al periodo precedente puo’ sempre indicare un indirizzo di posta elettronica certificata ai fini della trasmissione della copia dell’avviso di ricevimento ai sensi dell’articolo 6)). Nei casi in cui il cancelliere deve prendere nota sull’originale del provvedimento dell’avvenuta notificazione di un atto di impugnazione o di opposizione, la ricevuta di ritorno deve indicare come mittente l’ufficiale giudiziario tenuto a dare avviso dell’impugnazione o dell’opposizione.((9))

((E’ facolta’ dell’operatore postale richiedere una nuova compilazione dell’avviso o il riconfezionamento del piego che risultino effettuati in modo non conforme alla modulistica di cui all’articolo 2. Nel caso in cui il mittente non provveda, l’operatore puo’ rifiutare l’esecuzione del servizio)).((9))

L’ufficiale giudiziario corrisponde le tasse postali dovute, compresa quella per l’avviso di ricevimento e della raccomandazione di essa, ((al punto di accettazione dell’operatore postale)).((9))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 4.

L’avviso di ricevimento del piego raccomandato, completato in ogni sua parte e ((…)) recante la data dello stesso giorno di consegna, e’ spedito in raccomandazione all’indirizzo gia’ predisposto dall’ufficiale giudiziario.

L’avviso di ricevimento puo’ essere trasmesso per telegrafo, o in via telematica quando l’autorita’ giudiziaria o la parte interessata alla notificazione dell’atto ne faccia richiesta, purche’ il mittente anticipi la spesa, oltre il pagamento della tassa normale. Il telegramma deve essere spedito a cura dell’agente postale e contenere le generalita’ del destinatario o della persona abilitata che ha ricevuto il piego con l’indicazione della relativa qualifica, i quali, all’atto della consegna del piego, debbono firmare il relativo registro.

L’avviso di ricevimento costituisce prova dell’eseguita notificazione, fermi restando gli effetti di quest’ultima per il notificante al compimento delle formalita’ a lui direttamente imposte dalle vigenti disposizioni. (5)(9)

I termini, che decorrono dalla notificazione eseguita per posta, si computano dalla data di consegna del piego risultante dall’avviso di ricevimento e, se la data non risulti, ovvero sia comunque incerta, da quanto attestato sull’avviso medesimo ((dal punto di accettazione dell’operatore postale)) che lo restituisce.(9)

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AGGIORNAMENTO (5)

La Corte Costituzionale, con sentenza 20-26 novembre 2002, n. 477 (in G.U. 1a s.s. 04/12/2002, n. 48) ha dichiarato “l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 4, comma terzo, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell’atto da parte del destinatario anziche’ a quella, antecedente, di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario”.

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 5.

La ricevuta di spedizione della raccomandata e’ conservata

dall’ufficiale giudiziario ed annotata nel registro cronologico dove pure e’ annotato l’avviso di ricevimento nelle ipotesi di cui all’ultima parte del quarto comma dell’articolo 3. In questi casi l’avviso di ricevimento e’ poi consegnato al funzionario addetto all’autorita’ giudiziaria o alla parte richiedente insieme con l’originale dell’atto, al quale deve rimanere allegato.

Negli altri casi previsti nel quarto comma dell’articolo 3, il

funzionario addetto all’autorita’ giudiziaria ovvero la parte richiedente, i quali abbiano ricevuto in restituzione l’avviso di ricevimento, richiedono all’ufficiale giudiziario l’originale dell’atto, al quale allegano la ricevuta di ritorno.

In ogni caso, la parte puo’, anche prima del ritorno dell’avviso di

ricevimento, farsi consegnare dall’ufficiale giudiziario l’originale dell’atto per ottenere l’iscrizione della causa a ruolo o per eseguire il deposito del ricorso o controricorso nei giudizi di Cassazione; peraltro, la causa non potra’ essere messa in decisione se non sia allegato agli atti l’avviso di ricevimento, salvo che il convenuto si costituisca. ((1))

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AGGIORNAMENTO (1)

La Corte Costituzionale, con sentenza 17-30 marzo 1992, n. 140 (in

G.U. 1a s.s. 08/04/1992, n. 15) ha dichiarato “l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 5, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), nella parte in cui non prevede la sua applicabilita’ ai giudizi dinanzi ai giudici amministrativi, ivi compresi i giudizi elettorali”.

Art. 6.

1. Lo smarrimento dell’avviso di ricevimento non da’ diritto ad alcuna indennita’, ma l’operatore postale incaricato e’ tenuto a rilasciare, senza spese, un duplicato o altro documento comprovante il recapito del piego in formato cartaceo e a farlo avere al mittente. Quando il mittente ha indicato un indirizzo di posta elettronica certificata, l’operatore forma una copia per immagine su ((supporto digitale)) dell’avviso di ricevimento secondo le modalita’ prescritte dall’articolo 22 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e provvede, entro ((cinque giorni)) dalla consegna del piego al destinatario, a trasmettere con modalita’ telematiche la copia dell’avviso al mittente. In alternativa, l’operatore postale genera l’avviso di ricevimento direttamente in formato elettronico ai sensi dell’articolo 21 del codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005 e lo trasmette in conformita’ a quanto previsto dal secondo periodo del presente comma. L’originale dell’avviso di ricevimento trasmesso in copia e’ conservato presso l’operatore postale, dove il mittente puo’ ritirarlo.

2. Per ogni piego smarrito, l’operatore postale incaricato corrisponde un indennizzo nella misura prevista dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.

(9) ((10))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che la presente modifica si applica a decorrere dal 1° giugno 2018.

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AGGIORNAMENTO (10)

La L. 30 dicembre 2018, n. 145, nel modificare l’art. 1, comma 97-quinquies della L. 23 dicembre 2014, n. 190, ha conseguentemente disposto (con l’art. 1, comma 814) che “il termine di cui all’articolo 1, comma 97-quinquies, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, in materia di avviso di ricevimento digitale del piego raccomandato e’ differito al 1° giugno 2019. Sono fatti salvi i comportamenti tenuti dagli operatori postali sino alla data di entrata in vigore della presente legge”.

Art. 7.

1. L’operatore postale consegna il piego nelle mani proprie del destinatario, anche se dichiarato fallito.

2. Se la consegna non puo’ essere fatta personalmente al destinatario, il piego e’ consegnato, nel luogo indicato sulla busta che contiene l’atto da notificare, a persona di famiglia che conviva anche temporaneamente con lui ovvero addetta alla casa ovvero al servizio del destinatario, purche’ il consegnatario non sia persona manifestamente affetta da malattia mentale o abbia eta’ inferiore a quattordici anni. In mancanza delle persone indicate al periodo precedente, il piego puo’ essere consegnato al portiere dello stabile ovvero a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, e’ comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

3. L’avviso di ricevimento e di documenti attestanti la consegna debbono essere sottoscritti dalla persona alla quale e’ consegnato il piego e, quando la consegna sia effettuata a persona diversa dal destinatario, la firma deve essere seguita, su entrambi i documenti summenzionati, dalla specificazione della qualita’ rivestita dal consegnatario, con l’aggiunta, se trattasi di familiare, dell’indicazione di convivente anche se temporaneo.((Se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell’atto, l’operatore postale da’ notizia al destinatario medesimo dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata. Il costo della raccomandata e’ a carico del mittente)).

4. Se il destinatario o le persone alle quali puo’ farsi la consegna rifiutano di firmare l’avviso di ricevimento pur ricevendo il piego, ovvero se il destinatario rifiuta il piego stesso o di firmare documenti attestanti la consegna, il che equivale a rifiuto del piego, l’operatore postale ne fa menzione sull’avviso di ricevimento indicando, se si tratti di persona diversa dal destinatario, il nome ed il cognome della persona che rifiuta di firmare nonche’ la sua qualita’, appone la data e la propria firma sull’avviso di ricevimento che e’ subito restituito al mittente in raccomandazione, unitamente al piego nel caso di rifiuto del destinatario di riceverlo. Analogamente, la prova della consegna e’ fornita dall’addetto alla notifica nel caso di impossibilita’ o impedimento determinati da analfabetismo o da incapacita’ fisica alla sottoscrizione.

(9)

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 8.

1. Se le persone abilitate a ricevere il piego in luogo del destinatario rifiutano di riceverlo, ovvero se l’operatore postale non puo’ recapitarlo per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneita’ o assenza delle persone sopra menzionate, il piego e’ depositato ((entro due giorni lavorativi dal giorno del tentativo di notifica)) presso il punto di deposito piu’ vicino al destinatario.

2. Per il ritiro della corrispondenza inesitata l’operatore postale di riferimento deve assicurare la disponibilita’ di un adeguato numero di punti di giacenza o modalita’ alternative di consegna della corrispondenza inesitata al destinatario, secondo criteri e tipologie definite dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, tenuto conto delle esigenze di riservatezza, sicurezza, riconoscibilita’ ed accessibilita’ richieste dalla natura del servizio.

3. In ogni caso, deve essere assicurata la diretta supervisione e responsabilita’ dell’operatore postale, pressoi punti di giacenza o sulle modalita’ alternative di consegna della corrispondenza inesitata, in relazione alla custodia ed alle altre attivita’ funzionali al ritiro o alla consegna degli invii.

4. Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito e’ data notizia al destinatario, a cura dell’operatore postale, mediante avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, deve essere affisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda. L’avviso deve contenere l’indicazione del soggetto che ha richiesto la notifica e del suo eventuale difensore, dell’ufficiale giudiziario al quale la notifica e’ stata richiesta e del numero di registro cronologico corrispondente, della data di deposito e dell’indirizzo del punto di deposito, nonche’ l’espresso invito al destinatario a provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l’avvertimento che la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al periodo precedente e che, decorso inutilmente anche il predetto termine di sei mesi, l’atto sara’ restituito al mittente.

5. La notificazione si ha per eseguita dalla data del ritiro del piego, se anteriore al decorso del termine di dieci giorni di cui al comma 4. In tal caso, l’impiegato del punto di deposito lo dichiara sull’avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato che ne ha curato il ritiro, e’, entro due giorni lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione.

6. Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata, di cui al comma 4, senza che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, l’avviso di ricevimento e’, entro due giorni lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’operatore postale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione ‘atto non ritirato entro il termine di dieci giorni’ e della data di restituzione. Trascorsi sei mesi dalla data in cui il piego e’ stato depositato, il piego stesso e’ restituito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’operatore postale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione ‘non ritirato entro il termine di sei mesi’ e della data di restituzione. Qualora la data delle eseguite formalita’ manchi sull’avviso di ricevimento o sia, comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data risultante da quanto riportato sull’avviso stesso.

7. Fermi i termini sopra indicati, l’operatore postale puo’ consentire al destinatario di effettuare il ritiro digitale dell’atto non recapitato assicurando l’identificazione del consegnatario ed il rilascio da parte di quest’ultimo di un documento informatico recante una firma equipollente a quella autografa.

(9)

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AGGIORNAMENTO (3)

La Corte Costituzionale, con sentenza 22-23 settembre 1998, n. 346 (in G.U. 1a s.s. 30/09/1998, n. 39) ha dichiarato “l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 8, secondo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), nella parte in cui non prevede che, in caso di rifiuto di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna da parte delle persone abilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneita’ o assenza delle persone sopra menzionate, del compimento delle formalita’ descritte e del deposito del piego sia data notizia al destinatario medesimo con raccomandata con avviso di ricevimento.

Inoltre dichiara l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 8, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), nella parte in cui prevede che il piego sia restituito al mittente, in caso di mancato ritiro da parte del destinatario, dopo dieci giorni dal deposito presso l’ufficio postale”.

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AGGIORNAMENTO (7)

Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni, dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, ha disposto (con l’art. 2 comma 4-bis) che “i costi derivanti dalla spedizione della raccomandata e del relativo avviso di ricevimento di cui al secondo comma dell’articolo 8 della legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni, sono posti a carico del mittente indicato nell’avviso di ricevimento stesso, secondo le previsioni tariffarie vigenti, fatti salvi i casi di esenzione dalle spese di notifica previsti dalle leggi vigenti”.

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 9.

((1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 201, comma 3, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono restituiti al mittente in raccomandazione e con indicazione del motivo del mancato recapito gli invii che non possono essere consegnati per i seguenti motivi: destinatario sconosciuto, trasferito, irreperibile, deceduto, indirizzo inesatto, indirizzo insufficiente, indirizzo inesistente)).((9))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 10.

Le disposizioni che precedono si applicano, in quanto compatibili,

alle comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata effettuate da ufficiale giudiziario e connesse con la notificazione di atti giudiziari.

Art. 11.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2014, N. 190, COME MODIFICATA DALLA L. 27 DICEMBRE 2017, N. 205))

((9))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 12.

Le norme sulla notificazione degli atti giudiziari a mezzo della posta sono applicabili alla notificazione degli atti adottati dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo ((30 marzo 2001, n. 165,)) e successive modificazioni, da parte dell’ufficio che adotta l’atto stesso.((9))

((COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2014, N. 190, COME MODIFICATA DALLA L. 27 DICEMBRE 2017, N. 205)).((9))

((COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2014, N. 190, COME MODIFICATA DALLA L. 27 DICEMBRE 2017, N. 205)).((9))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.

Art. 13.

Alle notificazioni degli atti tavolari, qualora siano effettuate a

mezzo della posta, si applicano le norme che precedono purche’ i relativi pieghi siano muniti del bollo di contrassegno dell’ufficio tavolare mittente e siano spediti dal cancelliere dell’ufficio stesso.

Art. 14.

La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge

devono essere notificati al contribuente ((deve avvenire con l’impiego di plico sigillato e)) puo’ eseguirsi a mezzo della posta ((direttamente dagli uffici finanziari, nonche’, ove cio’ risulti impossibile,)) a cura degli ufficiali giudiziari, dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria, secondo le modalita’ previste dalla presente legge. Sono fatti salvi i disposti di cui agli articoli 26, 45 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonche’ le altre modalita’ di notifica previste dalle norme relative alle singole leggi di imposta.

Qualora i messi comunali e i messi speciali autorizzati

dall’Amministrazione finanziaria si avvalgano del sistema di notifica a mezzo posta, il compenso loro spettante ai sensi del primo comma dell’articolo 4 della legge 10 maggio 1976, n. 249, e’ ridotto della meta’.

Art. 15.

Il terzo ed il quinto comma dell’articolo 169 del codice di

procedura penale sono sostituiti, rispettivamente, dai seguenti:

“Il portiere o chi ne fa le veci deve sottoscrivere l’originale

dell’atto notificato, e l’ufficiale giudiziario da’ notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata”.

“Se le persone indicate nella prima parte di questo articolo

mancano o non sono idonee o si rifiutano di ricevere la copia dell’atto destinato all’imputato, questa e’ depositata nella casa del comune dove l’imputato ha l’abitazione o, in mancanza di questa, del comune dove egli abitualmente esercita la sua attivita’ professionale. Avviso del deposito stesso e’ affisso alla porta della casa di abitazione dell’imputato ovvero alla porta del luogo dove egli abitualmente esercita la sua attivita’ professionale. L’ufficiale giudiziario deve, inoltre, dare all’imputato comunicazione dell’avvenuto deposito a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata”.

Art. 16.

Sono abrogati il regio decreto 21 ottobre 1923, n. 2393, le norme concernenti la notificazione di atti giudiziari e di altri atti contenute nel regolamento di esecuzione del codice postale e delle telecomunicazioni, nonche’ ogni disposizione comunque incompatibile con quelle della presente legge.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 20 novembre 1982

PERTINI

SPADOLINI – DARIDA –

FORMICA – GASPARI

Visto, il Guardasigilli: DARIDA

Art. 16-bis.

((1. Per quanto non disciplinato dalla presente legge si applicano le disposizioni internazionali vigenti tra gli Stati.))

((9))

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AGGIORNAMENTO (9)

La L. 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con l’art. 1, comma 97-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261”.